mercoledì 26 settembre 2012

ESCLUSO NICOSIA DALLA LISTA PD DI RAGUSA. LETTERA DI VALENTINA SPATA AL SEGRETARIO REGIONALE LUPO



Alla cortese attenzione
Del Segretario del Partito Democratico Sicialiano
Giuseppe Lupo


Caro segretario,

il Pd doveva essere un "partito nuovo", non un "nuovo partito".
Un partito che, attraverso il rinnovamento delle idee, dei progetti e anche della classe dirigente, sarebbe dovuto essere innovativo e riformista. Quel partito che avrebbe dovuto rappresentare un vero cambiamento morale e civile, oltre che politico.
Un partito che avrebbe dovuto dare spazio ai giovani ma che invece li utilizza solo per la propaganda e la campagna elettorale o per l’organizzazione di eventi. Un partito coinvolgente ma che, invece, oggi riesce solo a deludere talmente tanto da allontanare le persone e soprattutto i giovani.
Sono tante le questioni irrisolte su cui il Partito Democratico della mia provincia ha "opportunamente" evitato di fare analisi interne e di prendere posizioni pubbliche. Sono tanti i motivi di disagio: ad esempio nel momento in cui, a fronte di diversi insuccessi elettorali causati dalle scelte dei nostri dirigenti politici, costoro, a differenza di chi ha ottenuto e raggiunto obiettivi di grande crescita nel nostro Partito oltre che nella nostra provincia, vengono “premiati” con una bella candidatura all’Ars.
Certi atteggiamenti dell’attuale classe dirigente del Pd provinciale di Ragusa denotano una totale mancanza di una cultura politica degna di questo nome e costituiscono l'esatto contrario di una vera adesione ai principi costituenti di questo Partito.
Non posso, infatti, non prendere atto dei “giochetti” che sono stati fatti per isolare la candidatura all'Ars di Fabio Nicosia che era una delle poche ad essere rappresentativa di rinnovamento e cambiamento. E non riesco ad accettare questa realtà che ha disilluso, amareggiato me e tanti altri giovani e militanti del Pd vittoriese e della provincia di Ragusa che in queste ore hanno mandato centinaia e centinaia di e-mail e messaggi di solidarietà; non posso accettare che il Pd Regionale possa essere indifferente alla nostra richiesta e possa scegliere i candidati della nostra provincia in base ad un'appartenenza di area. Quanto contano, per voi dirigenti, gli iscritti e i militanti??? Per me contano molto: io penso che il mandato di scelta debba essere dato a loro, a chi frequenta tutti i giorni il nostro partito, a chi con dedizione e sacrificio si impegna per il nostro partito, a chi fa parte di organismi dirigenti che non esistono solo sulla carta ma che devono essere convocati e utilizzati per scelte importanti come quella dei candidati alle regionali.
Quanto contano, per voi, per il Segretario Regionale siciliano del primo partito italiano, i risultati ottenuti sul territorio ed in particolare dal circolo di Vittoria che riesce a far eleggere per ben due volte il sindaco, 5 assessori su 6, 16 consiglieri comunali su 30, il Presidente del Consiglio Comunale, i Presidenti delle Società partecipate e vari componenti dei cda delle stesse della seconda città più grande della Sicilia a guida Pd nonché il Vice Presidente all'Ato Ambiente di Ragusa ed un circolo con 1200 tessere (il circolo con più iscritti della provincia di Ragusa) e 40 tesserati nella giovanile?? Io questo voglio saperlo!! Perché, caro Segretario, nonostante la stima che ho sempre nutrito verso di te e la vicinanza non alla tua area ma alla tua persona, io non credo più né in questo progetto, né in te che fino ad oggi hai guidato questo Partito. Infatti non posso credere che il mio segretario, quello che ho votato e ho fatto votare, possa contribuire a prendere decisioni negative per il mio territorio, possa far perdere la speranza a tanti militanti che fino ad oggi avevano creduto che la “buona” politica esistesse e che il nostro Partito fosse migliore rispetto a quelli di destra e del centro-destra.
Sono davvero arrabbiata, delusa e molto amareggiata da quanto accaduto in questi giorni nonché dalla scelta che la "Commissione elettorale regionale" - di cui tu, caro segretario, sei a capo- ha fatto, mortificando chi si è sempre impegnato per la tutela del bene collettivo e non per la supremazia d'interessi personali o particolari.

Proprio questa è, infatti, la più lampante dimostrazione del fatto che questo Partito siciliano da forza innovatrice e riformatrice quale pretendeva di essere, sia diventato nei fatti un partito di conservazione del potere collocato in un sistema che preserva le rendite di posizione di chi questo potere già lo detiene, sbarrando invece la strada a chi, al contrario, nonostante gli ottimi risultati ottenuti, è rappresentativo di rinnovamento.
Lo Statuto del nostro partito, per la scelta dei candidati, prevede le primarie (chieste dal pd di Vittoria in tempi non sospetti) e nel caso in cui, per superficialità o per negligenza da parte del segretario provinciale, non vengono convocate è necessario, oltre che democratico, convocare gli organismi per far votare gli iscritti e scegliere con il metodo + democratico che è quello della “maggioranza”. Ma forse questo è stato il metodo più temuto da alcuni dei nostri illustri dirigenti che non hanno saputo nemmeno esprimere il “dispiacere” o parole di “vicinanza” al nostro escluso.

Questo Partito ha, per me, rappresentato, fin dalla sua nascita, una speranza e un’opportunità di cambiamento della politica italiana ma, soprattutto, siciliana. Per questa ragione, pur con tanti “se” e con tantissimi “ma”, ho dato sempre il mio contributo alla costruzione e alla crescita di quello che fino a poco fa ritenevo il “mio” partito. Da sempre, infatti, mi sono battuta all’interno del Pd della provincia di Ragusa contro la politica, lontana dai compiti e dagli obiettivi che il Partito Democratico si era sin dall’inizio prefissato, di chi cura i propri interessi personali e particolari a scapito di quelli della comunità.
Sono stata onorata di ricoprire importanti ruoli all’interno della giovanile e del partito che hanno favorito la mia crescita politica e personale. Conoscendo tante belle persone, alcuni amici, ma soprattutto le prassi della buona politica che alcuni dei nostri amministratori mettono in pratica con coraggio e passione, ho arricchito di esperienza e formazione il mio percorso politico. Questo entusiasmo, purtroppo, è passato. Ho capito che, all’interno del partito siciliano, non esistono prassi di “buona politica” e che per scendere in competizione elettorale dobbiamo chiedere il “permesso” ai piani alti.
Ci sono giovani candidati, che, tra l’altro, sono miei carissimi amici, che ci hanno messo la loro “faccia” con grande coraggio per far comprendere alla gente che il rinnovamento può essere possibile in questo partito. Scopro, invece, che i loro nomi, così come quelli di tante donne, sono stati inseriti solamente perché i “posti”erano vuoti e non per il valore aggiunto che rappresentano.
E questo, ancora una volta, mi fa rendere conto quanto questo grande progetto di ricambio, di innovazione e di rivoluzione rimanga solo una illusione e quanto falso moralismo esista all’interno del partito.

Noi, con grande entusiasmo, avevamo messo in campo una candidatura forte, nuova e rappresentativa di vero cambiamento. Siamo stati i primi a proporla in direzione provinciale (il segretario del Pd di Vittoria ha espressamente detto che all’unanimità avevano scelto la candidatura di Nicosia all’interno della lista del pd e solo se potevano esserci le condizioni politiche si poteva pensare alla lista del presidente candidato: dichiarazioni che in questi giorni sono state strumentalizzate) e oggi ci vediamo negata la possibilità di “partecipare” all'imminente competizione elettorale. “Libertà è partecipazione” e oggi il Partito Democratico ci sta privando di un diritto e principio fondamentale sancito dal nostro stesso Statuto.
Questa candidatura avrebbe sicuramente permesso al Pd ragusano e a quello siciliano di ottenere un grande risultato che di certo. a causa della loro assenza e distacco dai problemi reali della nostra provincia, non avranno i due deputati regionali uscenti. Questa è una mia valutazione personale; tuttavia ritengo che, a proposito, il tempo sarà galantuomo. Il giorno 29 ottobre sarà possibile valutare e analizzare i risultati elettorali in modo dettagliato: se, a quel punto, avrò avuto ragione, allora chi ha, più o meno consapevolmente, scelto di “perdere” e non ha dato voce ai componenti degli organismi decisionali del Pd provinciale dovrà prendersi le proprie responsabilità e mettersi da parte senza “se” e senza “ma”.
Mi auguro anche che Fabio Nicosia non scelga di candidarsi nella lista Crocetta, visto che, contrariamente a quanto voi stessi avete votato in Direzione Regionale (perché, quando volete, le regole potete cambiarle), ora volete rendere possibile la deroga per la candidatura in un’altra lista rispetto a quella del Pd. Cosa che, se infine Nicosia si candidasse davvero nella lista Crocetta, sarebbe una follia ed una dimostrazione di incoerenza e di mancanza di rispetto delle regole. E visto che Fabio Nicosia, come dimostrato con il suo lavoro da consigliere provinciale e da dirigente del Pd di Vittoria nonché provinciale, è una persona seria e non un burattino da manipolare come meglio credete o come meglio crede qualcuno che ha organizzato questo spregevole isolamento, mi sento assolutamente di escludere che si candidi con la lista Crocetta. E mi sento anche di escludere, come ha detto qualcuno, che “Nicosia è ancora giovane e ha tutto il tempo per proporre la sua candidatura in altre occasioni”. Le candidature si rispettano e si valutano a prescindere dall’età e dalle appartenenze alle aree e micro-aree che in questi anni hanno reso il nostro partito vittima di un teatrino disgustoso e distante dai problemi reali della nostra regione.
Tra l'altro, la forza di un candidato si dimostra misurandosi con altri candidati forti e non escludendo qualcuno dalla competizione in modo da garantirsi una vittoria più semplice possibile. E noi staremo qua a guardare quanto forti sono i candidati uscenti e quale valore aggiunto riusciranno a portare a questo Partito. Ma, alla fine di questa partita, che, ancor prima d'iniziare, non rispetta il principio di eguaglianza e di parità assoluta, qualcuno dovrà prendersi le responsabilità della perdita dell’entusiasmo e del contributo continuo e massiccio di risorse importanti come Fabio Nicosia e di tanti militanti come me.  Sì, caro segretario, di fronte a queste gravi ed evidenti ingiustizie, noi non siamo più disposti a tacere in un Partito che di democratico non ha proprio nulla. Difatti non ho intenzione di restare a guardare la concretizzazione di strategie e logiche di potere assai perverse che si consumano proprio nell'ambito di un percorso che io stessa ho contribuito a costruire e il mio impegno in questa campagna elettorale sarà limitato al sostegno di amici che, nonostante questo sistema becero e vecchio, hanno deciso di metterci la loro “faccia” nella speranza di un vero cambiamento.
Non avrei mai pensato di arrivare ad una scelta come questa che, tuttavia, altro non è che la conseguenza di decisioni sbagliate e anti-democratiche che dirigenti come te e come voi hanno pensato e realizzato.

Con profondo rammarico e viva delusione
Valentina Spata

giovedì 13 settembre 2012

II FESTA REGIONALE GIOVANI DEMOCRATICI SICILIA: 14-15 Settembre a Kastalia, Ragusa







COMUNICATO STAMPA

Al via la II Festa dei Giovani Democratici Siciliani che si terrà al villaggio Kastalia, in Provincia di Ragusa.
La scelta della location non è casuale. L’appuntamento è finalizzato anche per creare un’occasione di discussione e sollecitazione in merito alla vicenda dell’aeroporto di Comiso che ancora oggi, nonostante risulta essere pronto per il decollo, rimane chiuso.
Saranno due intense giornate di dibattito sul ruolo strategico della Sicilia in prospettiva di rilancio sull’euro mediterraneo.  Sono previsti anche dei work-group sulle tematiche relative ai Saperi, Ambiente, Sviluppo sostenibile, Lavoro, Diritti Civili, Legalità, Cultura, Turismo e Giovani.
La Conferenza Programmatica avrà inizio venerdì pomeriggio alle ore 15.30 con il Saluto dei Segretari Regionali del Pd, Giuseppe Lupo e dei Gd, Salvo Nicosia. Vi sarà la partecipazione di noti esponenti del Pd come On. Antonio Panzeri, Parlamentare Europeo Pd e del Segretario Nazionale dei Giovani Democratici Fausto Raciti.
Interverrà, tra gli altri, Carmine G. Parisi, iscritto del Pd di Serino (Prov. Avellino), componente della Segreteria Reg. Gd Campania, il quale porterà la sua testimonianza di lotta all'illegalità presente sul suo territorio e all’interno del Partito Democratico della sua città.
Sabato pomeriggio alle ore 15,00, chiuderà la Conferenza programmatica,  il candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, Rosario Crocetta.
“In un frangente come questo, in cui la crisi si fa opprimente pensando sulle abitudini e sui bilanci degli italiani, riteniamo sia indispensabile elaborare soluzioni che ci consentano di tracciare i profili opportuni per affrontarla ed uscirne”. Così l'intervento del segretario regionale Gd Sicilia, Salvo Nicosia, il quale ribadisce come, nel periodo che vede dietro l'angolo le elezioni per il governo di Palazzo dei Normanni, sia necessario approntare una strategia che, affrontando gli strali dell’antipolitica e del qualunquismo, ponga, come tema ineludibile di un grande partito democratico e riformista, sul tavolo le idee e le soluzioni che diano risposta concreta alle richieste ed ai mutamenti in atto nella società siciliana. Infatti, sempre secondo il segretario, è proprio questa la funzione primaria di una forza politica dello spessore del PD.


Giovani Democratici Sicilia




martedì 4 settembre 2012

A SOSTEGNO DI ROSARIO CROCETTA E FABIO NICOSIA. IL PD DI RAGUSA EVITI LE SCENEGGIATE E PRESENTI UNA CANDIDATURA!!


Siamo alla vigilia di una competizione elettorale cruciale per tutti i siciliani e, dopo una mia personale  riflessione, ho deciso di sostenere la candidatura di Rosario Crocetta a presidente della Regione Siciliana e di Fabio Nicosia a deputato regionale.
La mia decisione è maturata dopo un'attenta discussione sui temi ed una valutazione rispetto al lavoro di entrambi i candidati. Già da tempo, prima ancora che il Partito Democratico dichiarasse il suo sostegno a Rosario Crocetta, ritenevo che la sua candidatura potesse essere, per una vittoria elettorale importante e per un cambiamento necessario ed urgente,  l’unica possibile in una Sicilia in piena crisi strutturale, di valori e d' identità.
Ritengo, inoltre, che Fabio Nicosia, consigliere provinciale uscente del Pd ibleo, possa certamente rappresentare il cambiamento di cui spesso parliamo. Cambiamento inteso non solo in senso anagrafico ma soprattutto a proposito del modo di fare politica. Lo ha dimostrato, ad esempio, il suo continuo e costante lavoro nel reperire risorse e indirizzare progetti per lo sviluppo non solo della sua città ma anche di tutta la nostra provincia. Il suo impegno in prima persona è sempre stato una mano tesa ai cittadini che, oggi più che mai, hanno bisogno di persone come lui che sono in grado non solo di ascoltare ed accogliere le istanze ma anche di dare risposte concrete. Fabio, infatti, ha sempre dimostrato di essere al servizio degli altri e quindi della politica e non, al contrario e come spesso accade, dei personalismi e degl'interessi particolari. Sono quindi questi i motivi, che da sempre mi hanno avvicinata a lui e al suo modo di far politica. Sono difatti sicura che, con la stessa passione e le stesse capacità, riuscirà a rappresentare al meglio i problemi dei siciliani, ottenendo al tempo stesso grandi risultati per la Regione Sicilia.
Per quanto riguarda la vicenda del Partito Democratico ragusano, dove io sono iscritta, posso semplicemente dire che sono rimasta abbastanza delusa e amareggiata.  Premesso che non sono favorevole all’accordo tra l’ex Sindaco Dipasquale, candidato nella lista Crocetta Presidente, e Rosario, penso che tutta la vicenda sia stata gestita male dal segretario e dai dirigenti del mio partito. 
Prima di tutto, non comprendo il motivo per cui il Pd ragusano non abbia avviato un confronto con gli iscritti, non abbia convocato il direttivo per discuterne e, invece, abbia scritto un documento rappresentativo di tutto il Partito benché firmato solo dai membri della segreteria.
Inoltre, non comprendo come mai il Partito della città capoluogo non abbia mai espresso o comunque pensato di presentare una candidatura per questa importante competizione elettorale. Se davvero si avvertivano l’esigenza e la volontà della presenza di un candidato ragusano, la discussione ed il confronto politici sarebbero già dovuti essere stati avviati da tempo. Invece, nulla di questo è accaduto. Ciò, di conseguenza, mi porta a presumere che già qualcuno avesse avviato trattative con altri candidati della Provincia ed abbia iniziato a pensare, invece, alla candidatura a Sindaco per le prossime amministrative sottovalutando il fatto che il “nemico” Dipasquale potesse essere forte più forte di noi e sarebbe riuscito a non farci fare sogni tranquilli.
Inoltre, l’esito di questa vicenda mi fa pensare che, anche a causa di una gestione precaria e poco unitaria del partito stesso, il Pd ragusano sia alquanto isolato e poco conti nelle scelte importanti. Risulta a proposito evidente che Dipasquale ha avuto più peso politico rispetto al Segretario Calabrese. Ed è proprio questo  e non tanto la candidatura dell’ex Sindaco che comunque non ha nulla a che fare con le nostre scelte politiche, ciò che mi preoccupa maggiormente. Difficilmente infatti potrei mostrarmi sorpresa a proposito del cambio di opinione e di posizione da parte di esponenti politici. Ormai ci siamo abituati. A Calabrese vorrei infatti ricordare che, quando non era nel Partito Democratico, non faceva altro che parlarne male screditando anche coloro che sin dall'inizio ne erano i dirigenti. Ed ora, eccolo qua a far parte, pure lui, del Pd. Vien proprio da dire, quindi, da che pulpito vien la predica!!
Personalmente, ripeto, non condivido questo accordo ma ho interesse che venga portato avanti il progetto politico disegnato da Crocetta e che, dopo vent’anni, riusciamo a governare la nostra isola mirando a centrare un solo obiettivo: risollevarla dal disastro causato dai Governi precedenti per dare ai siciliani più rispetto e dignità.
Aggiungo infine che, dopo l'incontro di  questa sera a Palermo, sono ancor più convinta del fatto che il Segretario del Pd di Ragusa ed i suoi quattro amici non siano affatto migliori rispetto a Dipasquale. Hanno infatti cercato di far garantire la loro candidatura senza ottenere alcun risultato e, dopo aver minacciato pubblicamente di autosospendersi, adesso vogliono prendersi il merito di aver fatto togliere l'ex sindaco di Ragusa dal listino; cosa assolutamente falsa visto che noi fino a stamattina sapevamo che Dipasquale in quel listino non c'era mai stato. Quindi di quale merito si parla?? E quante bugie si dicono per rivendicarlo??
Ritengo, pertanto, che proprio ora sia quanto mai opportuno avviare una profonda riflessione all’interno del Partito Democratico ragusano per quanto accaduto in questi giorni e in merito alla loro “minaccia” di autosospendersi che, tra l'altro, ho come l’impressione che non si realizzerà mai.
Sono infatti convinta che, a Ragusa, sia indispensabile ricostruire un progetto politico che sappia garantire ed interpretare il vero cambiamento e soprattutto la volontà di tutti gli iscritti e di tutti gli elettori.

Valentina Spata

domenica 26 agosto 2012

A trent'anni il bilancio della propria vita s'adda fà!!



Quando ero piccola vedevo i trentenni come persone anziane. Quando ero adolescente li consideravo come degli adulti appesantiti. 
Oggi che nei trenta ci sono ben dentro, mi vedo come una "donna" con alcune chiare responsabilità di vita, verso me stessa e verso gli altri.
Sono stati anni importanti, soprattutto quelli dai venti ad oggi. Anni in cui ho lavorato molto su me stessa per arrivare alla donna imperfettamente che sono oggi. Ed oggi mi sento un pò come a capodanno. Quando diventa quasi inevitabile fare un breve bilancio di vita.

Una delle cose più importanti che in tutto questo tempo ho capito è che le evoluzioni fondamentali dell'essere passano attraverso il dolore. Parlo del dolore interno. Quello che fa male. Quello che fa scoppiare in un pianto ininterrotto per nulla. Quello che fa irrigidire le mani, girare la testa e portare ad avere paura di morire all'istante. 
Parlo del dolore di alcuni segreti d'infanzia nascosti. Della mancanza di affetti che hanno segnato la mia vita, che mi hanno resa insicura, fatto conoscere la paura. Parlo del dolore di sentirmi inadeguata, di non rispondere alle aspettative di chi amo. Parlo della paura di rimanere sola e di dovermi sentire sempre circondata da amici e d'amore che non esistono. Parlo della paura di vivere la tristezza, l'insoddisfazione assoluta.

Da bambina mia nonna mi ha insegnato un gioco. Quando sei triste, quando piangi e non sai perchè, siediti davanti ad uno specchio, guardati sinceramente negli occhi e ad alta voce chiedi "Valentina, perchè sei triste?". All'inizio lo facevamo insieme. Poi ho imparato ed ho proseguito da sola.
Ed è un gioco pauroso sapete? Ma questo gioco mi ha salvato la vita!
Ed è così che a molte mie paure sono riuscita a dare un nome mentre su altre ho preferito non indagare troppo (che non penso che psicanalizzarsi all'eccesso porti sempre a dei buoni risultati). 

Oggi molto di quel dolore che mi tarpava le ali non c'è più, nonostante alcuni di questi dolori rimarranno per sempre dentro di me.
Ringrazio questi anni che mi hanno offerto il dono di affinare la mia capacità di comprensione di me stessa e degli altri. Che mi hanno regalato la fiducia nella vita ed il profondissimo desiderio di voler essere felice. 
Sono convinta che la felicità di per sè non esiste, noi viviamo semplicemente momenti, attimi felici. Dipende solo da noi. 
La parola felicità è una parola grande, un qualcosa che non si può trovare nelle cose, ma solo ed unicamente in noi. Molte volte ci si perde nella ricerca di cose che non ci si rende conto di aver sotto i nostri occhi. 

In tutta la vita spesso ci si logora nel perseguimento di un qualche cosa credendo che, una volta ottenutolo, avremo la felicità. Si fa ogni cosa per averlo e, una volta raggiunto, non si prova alcun piacere. Perchè, nel frattemo, non ci siamo guardati intorno, e ci siamo persi tutte le piccole cose che la vita ci poteva dare, idealizzando un qualcosa che poteva essere tale solo nella nostra fantasia.
Io, ad esempio, sono felice quando vado al mare e mi metto a riva pregustando il momento in cui mi lascerò andare alle onde, la respirazione lenta e profonda, il corpo abbandonato nella serenità, il tocco piacevole delle onde che mi accarezzano. Amo il mare più di ogni altra cosa al mondo. Riesco a stare sola e bene con me stessa. D'estate mi fa sentire libera (anche se poco ci vado ad agosto in quanto mi disturbano i rumori delle spiagge affollate); d'inverno quella solitudine e quella calma apparente mi permettono di riflettere e di riscoprire me stessa. Questi per me sono attimi di felicità che riempiono la mia vita di vero significato. 
Nell'unica vita che abbiamo, o per lo meno quella di cui siamo assolutamente sicuri (per chi non crede, o è in dubbio, sulla reincarnazione), ci affanniamo inutilmente su delle banalità e il tempo passa senza dare i resti a nessuno. Senza aspettare che smettiamo di leccarci le ferite.
A volte gli eventi ci travolgono. Ci sono buchi enormi nelle nostre vite, cicatrici indelebili che non andranno via e l'unica cosa da fare in quei casi è cercare di accettarle e continuare ad alzarsi dal letto ogni mattino per mangiarsi la vita. 
Il mio spunto di riflessione sulla felicità si riferisce alle situazioni di vita comuni in cui ci si perde, spesso, nell'autocommiserazione. Nel vittimismo. Nel senso di colpa cronico. Nell'insoddisfazione.
Non sono la prima a dire che esistono persone felici pur vivendo nel nulla. Che il benessere economico non è la felicità. E non accetto di sentir dire che i soldi aiutano a fare la felicità, perché la maggior parte delle persone depresse ha un livello socio-economico alto. 
Spesso la felicità sta nella semplicità delle nostre scelte. Ad esempio, preferisco fare vacanze randagie on the road e mi porto a casa i ricordi più belli rispetto a quando vado nei resorts a cinque stelle. Preferisco una vacanza in campeggio alla scoperta dei sapori, degli odori, delle abitudini, delle culture della gente che vi abita che andare alle Maldive in un resort lussuosissimo ad annoiarmi. Preferisco parlare ore e ore con un amico del mondo, bevendo magari un bicchiere di vino o mangiando una granita che chiudermi in un locale al buio con gente che nemmeno ascolta o parla di "tette e culi", ubriacandomi. Ed eppure a vent'anni lo facevo e ne ero soddisfatta.
E' una questione di priorità, di contenuti più che di apparenza, di scegliere se essere felici di quel che si ha, e non mi riferisco al conto in banca, o infelici per quel che non si ha.  
Io ho deciso di dare un valore relativo ai soldi e di innaffiare la mia vita di umanità. Di dare al sorriso il valore che merita, soppesandolo come oro. Spesso ricordo le parole di mia nonna che mi diceva: "il tuo sorriso oltre a rallegrare il tuo animo rende felice chi ti sta vicino e non sta bene con se stesso". Mi diceva anche: "Se vai in Africa vedrai la gente sorriderti anche se non ti conosce, sorridere alla vita anche se quest'ultima non è stata buona con loro" (Da qui il mio sogno di andare in Africa, ma anche la mia più grande paura, quella di scoprire la parte di me più nascosta). 
Ho deciso, nella mia vita, di lasciar correre la negatività che gli altri cercano inevitabilmente di scrollarsi di dosso, seppur facendola cadere sulle spalle di chi gli è vicino. Di cercare il bello non solo nelle piccole cose della vita, ma sopratutto nelle persone. Di non avere il dente avvelenato con la gente e con il mondo. Finchè daremo la colpa agli altri per la nostra insoddisfazione, non potremo fare niente per cambiarci la vita. Nel momento in cui ci sentiremo responsabili di quel che ci accade, avremo la sensazione di poter intervenire e stravolgere il corso degli eventi. 
A cosa serve sminuire gli altri? Non ci rende più grandi di loro. Meglio cercare nelle persone il bello, quello che a noi manca per prendere spunto e iniziare a costruire. Per riempire la nostra vita di energia pulita e scintillante. Meglio ancora: riempiamo la nostra vita di persone pulite, sorridenti e scintillanti e impariamo da loro. Riempiamo la vostra vita di colore. Di gesti folli. Di interessi. Di creatività. Di risate. Di posti nuovi. Di gente nuova. Sarò troppo positiva, alcune volte, sarò una sognatrice, ma a me piace vivere la mia vita così e quando non riesco, sto male. 
Aiutare gli altri, ad esempio, vuol dire donare amore a chi ne ha bisogno. Fa stare bene se stessi e chi ci sta intorno. Anche questi sono attimi che rendono felice la mia vita. Sono attimi da cui ho tratto tanto insegnamento e ho capito che l'amore è l'essenza della vita, quell'attimo felice che spesso tutti cerchiamo e che mai cogliamo. 
Nella mia vita spesso ho messo davanti ogni cosa "gli altri" rispetto a me stessa, alcune volte è stato a discapito mio, altre ho trovato persone speciali che mi hanno regalato momenti felici e significativi.

Ed infatti, ringrazio tutte le persone che mi sono state accanto e che mi hanno aiutato a cambiare strada, a trovare in me stessa tutte le risorse necessarie per sorridere.
Ringrazio gli immensi doni ricevuti. Una famiglia,  buoni amici, un lavoro, una casa, la speranza e la riconoscenza. Ringrazio tutte le persone che, nel bene e nel male mi hanno lasciato qualcosa che è stata importante e utile nel mio percorso e lo sarà ancora. Ma soprattutto ringrazio me, perchè mi voglio bene!
La mia vita non è perfetta, non la voglio perfetta e non lo potrà mai essere. Sono felice (nonostante i miei mille difetti)  e sono convinta che la felicità è contagiosa :)  



Valentina

venerdì 24 agosto 2012

ASSEMBLEA PUBBLICA PRECARI DELLA SCUOLA: MAI PIU' DISOCCUPATI!





Sono al fianco dei precari che hanno indetto questa assemblea per aprire un dibattito pubblico sulla grave situazione che si è venuta a creare, in Provincia di Ragusa, a causa dei tagli sul personale docente e Ata della scuola pubblica e per contestare questa dissennata politica che continua a scaricare la crisi economica su precisi settori pubblici della società come quello dell'istruzione - è quanto dichiarato  Valentina Spata, Segretario della Fesica Confsal di Ragusa.  

L'istruzione è un pilastro portante della società. Questo Governo avrebbe dovuto considerarla uno degli elementi principali del programma per la crescita del Paese. 
Non finirò mai di dire che è necessario investire nella ricerca, nell'università, nella istruzione e formazione. La crescita passa anche dal potenziamento della scuola. 

Comprendo perfettamente che in questo momento si avverte un forte disorientamento, nervosismo, litigiosità nell’affrontare le problematiche sempre in aumento della scuola e dei disagi causati al personale docente ed Ata.
Tutto questo, creato ad hoc dal Miur, sempre meno competente, con la complicità dei Sindacati (che hanno oramai dimenticato da tempo il loro compito di tutela dei diritti dei lavoratori), con una serie di provvedimenti che esulano dall’affrontare i veri problemi della scuola e che mirano solo a creare ulteriore confusione e litigiosità tra vecchi e nuovi precari distraendoli dai problemi di base che li affliggono.  
Pertanto mi auguro che durante l'assemblea si riuscisse a fare un po’ di chiarezza in questa miriade di proposte e rivendicazioni, con la speranza di un supporto utile e costruttivo di tutti.

La sfida per noi è quella di tutte le organizzazioni Sociali: saper interpretare il futuro, dare voce, ma anche guida e rappresentanza alla nostra gente dentro alle tante incertezze del presente. Noi ci siamo e siamo pronti a tutelare i diritti dei lavoratori. 

Il Segretario della Fesica - Confsal Ragusa
Valentina Spata




martedì 7 agosto 2012

Un cortile coi soldi pubblici!

Il Comune può utilizzare denaro pubblico per intervenire su una proprietà privata??? Si, se viene accertato un pericolo per l'incolumità pubblica. In questi casi si attua la procedura del ripristino in danno: l'ente interviene per eliminare il pericolo ma successivamente addebita il costo al privato. A Ragusa è successa cosa diversa. Nel 2007 il Comune impegnò 35 mila euro per lavori di somma urgenza, nel "pericolante accesso al cortile di piazza Duomo" e lungo la salita Duomo.  Il cortile designa il parametro murario di una corte, cioè l'ingresso di uno spazio aperto di più proprietari, come si ricava dalla visura storica dell'immobile. Con determina del 7 novembre 2007 il sindaco Dipasquale, "preso atto del pericolo venutosi a creare nel pericolante accesso al cortile, vista la proposta del dirigente Giorgio Colosi, i pareri favorevoli in ordine alla regolarità tecnica e contabile, il parere di legittimità espresso dal segretario generale autorizza la somma urgenza, nomina il geometra Giuseppe Occhipinti rup, progettista e direttore dei lavori, ed impegna circa 35 mila euro prelevandoli dai fondi della legge 61/81, residui del 2002, già definita con determina dirigenziale del 6 febbraio del 2007".
Dopo aver scoperto tutto ciò, il dirigente Colosi oggi non ricorda: "L'ente è chiamato ad intervenire se si riscontra un pericolo per l'incolumità pubblica. Per il ripristino in danno si attua un'istruttoria. Nel caso specifico bisogna capire come sia stato interpretato questo spazio, se pubblico o privato, e se esiste un atto per il recupero. Non rientra comunque nelle mie competenze".
A no??? E allora a chi spetta fare rispettare la legge??

VIA ZAMA: DISABILI SENZA WC.

I bagni dell'autostazione di via Zama sono ritornati ad essere fruibili dopo la nostra protesta insieme ai commercianti e ai cittadini della zona. Ma i bagni delle persone diversamente abili restano chiusi e non si sa a chi chiedere la chiave per accedervi. Dove andare?? Nessuno lo sa.
Solo a Ragusa possiamo trovarci in queste situazioni.
Mi chiedo: ci voleva tanto per ripristinare i bagni pubblici??? E ci vuole tanto ad aprire quelli dei disabili??
Se si riuscisse a trovare un impiegato, un dirigente o il Sindaco stesso per poter sollevare il problema, in modo da risolverlo nel giro di 24 ore massimo, forse le persone diversamente abili non vivrebbero questo ulteriore disagio.
Aspettiamo.. perchè i cittadini attendono le comodità di questa amministrazione oltre a subire l'inefficienza che causa continui disagi in tutti i settori. In caso contrario saremo costretti ad organizzare l'ennesima protesta auspicando ad una rapida soluzione del problema.
Valentina Spata

DEGRADO ALLA RISERVA NATURALE!


L’esistenza di un’area protetta come la Riserva Naturale Speciale Biologica Macchia Foresta del fiume Irminio è un’importante opportunità che si offre allo sviluppo turistico della nostra terra, per le occasioni di crescita economica che essa può portare. Le numerose attività ricettive sorte nel territorio, soprattutto sulle nostre coste, non potrebbero che trovare linfa vitale dalla valorizzazione di uno dei più suggestivi ma anche fragili ambienti naturali protetti. 
Questo è il testo che si trova sul sito della Provincia Regionale di Ragusa: Si tratta infatti di un'area caratterizzata da diversi e quasi contrastanti ambienti che contribuiscono alla formazione di un ecosistema particolarmente fragile e delicato, in considerazione anche che l'area protetta è situata tra due centri abitati a vocazione turistica (Marina di Ragusa e Donnalucata). 
Pertanto da questo testo si evince che è un ambiente che dovrebbe essere controllato, tutelato, tenuto lontano dall’incuria dei cittadini, rivalutato.
Per di più l’area in questione ha un primario interesse sotto il profilo naturalistico, un luogo unico nel nostro territorio che rappresenta un raro esempio di integrazione tra ecosistema dunoso e quello della foce, oltre ad essere luogo essenziale di vita per oltre 20 specie di piante tipiche della macchia mediterranea e oltre 25 specie tra uccelli (anche protetti), mammiferi, rettili, anfibi e invertebrati.

Ma quello che si vede in realtà, smentisce purtroppo tutte queste premesse. 
Pertanto, mi chiedo chi dovrebbe togliere tutti i rifiuti depositati in questa zona naturale??? 
Attendiamo, dopo l'ennesima sollecitazione, in caso in cui non vediamo risultati saremo noi stessi, attraverso le associazioni, a proporre la pulizia collettiva della spiaggia e di tutta la riserva. Non ci resta altro da fare, chi fa da se fa per tre. 
Valentina Spata

La politica degli incompetenti: Auditorium a Ibla senza agibilità!

Dopo l'inaugurazione dell'auditorium San Vincenzo Ferreri a Ibla, avvenuta il 4 dicembre 2010, a sorpresa arriva la notizia che manca l'inagibilità della struttura. 
Mi sembrava uno scherzo ma invece è la realtà. 
Ci rendiamo conto della poca serietà di questa amministrazione? 
A pensare che il nostro caro Sindaco aveva anche nominato, il 31 gennaio del 2011, Maurizio Nicastro, direttore artistico per la promozione di eventi culturali che mai sono stati organizzati. 
E cosa ancora più grave è che, a causa di questa inagibilità, quest'anno gli artisti della manifestazione internazionale "Ibla Gran Prize" hanno dovuto esibirsi nella scarna e smunta sala pluriuso Falcone -Borsellino. 
Insomma, un Sindaco disattento e incapace che pensa solo al proprio futuro politico e non alle esigenze reali della nostra città e dei cittadini ragusani. 
Le critiche da parte mia vanno anche ai maestri della politica del Pd Ragusano che, arrabbiati con il mondo,  accusano tutti di tutto interessandosi poco dei piccoli problemi che incidono sull'intera collettività. 
Auspico ad un intervento immediato di valutazione dell'effettiva agibilità e della riapertura dell'auditorium. In caso contrario sensibilizzeremo la popolazione ragusana a protestare contro questo malgoverno e soprattutto contro l'incapacità di questa classe dirigente. 

Valentina Spata

SPESE D'UFFICIO: RAGUSA SPRECONA!





A seguito di uno studio de Il Sole 24ore, basato su dati del ministero dell'Economia, il Comune Di Ragusa è al secondo posto nella classifica delle città capoluogo di provincia che spendono di più per cancelleria, materiale informatico e di consumo generico. 
Ad ogni modo il Sindaco ci ha sempre fatto credere che è stato così bravo da spendere poco. Ha pure rinunciato all'autoblu.. !! Credeteci!
Io propongo una spending review anche per il Comune di Ragusa. Sono tutti bravi a lamentarsi rispetto ai tagli attuati dal Governo ma nessuno si applica per evitare questi sprechi che, poi, tutti i cittadini sono costretti a pagare. 
Valentina Spata

lunedì 6 agosto 2012

Scandalo ragusano: L'Assessore Tasca Accusato di Stalking

L'assessore ai trasporti, Michele Tasca, è stato querelato per stalking da Concetta Criscione, agente della polizia municipale di Ragusa che dallo scorso giugno è stata assegnata provvisoriamente come comandante dei vigili urbani ad Acate. 
L'interessata, dopo aver fatto querela, ha smentito la notizia. 
Non mi sento di criticare l'improvviso silenzio della Criscione perchè posso comprendere il suo stato d'animo e soprattutto le pressioni ricevute, non solo dall'Assessore ma anche da tutti coloro che vogliono arenare questa vicenda,  voglio, però, consigliarle di andare avanti con le procedure giudiziarie affinchè sia fatta giustizia e questa persona possa evitare di molestare in futuro altre donne.
Lo stalking è una cosa seria. Una minaccia continua, pressante, che non ti lascia respirare... Molestie, minacce, percosse, violenze sessuali. Pedinamenti al lavoro, appostamenti sotto casa, scenate di gelosia. Telefonate, sms, a centinaia, a migliaia. Email piene di insulti, di avvertimenti. Bigliettini lasciati sui parabrezza delle auto. Ma anche regali, richieste di perdono, parole dolci, parole d'amore, carezze, abbracci. Conosco bene il comportamento di uno stalker. Al nostro centro antiviolenza sono, purtroppo, tante le donne che subiscono ogni anno violenza fisica e psicologica. 
Lo stalking è solo l'inizio di una vera e propria persecuzione. Dietro questo fenomeno si consumano vere e proprie tragedie umane. Giovani donne che si suicidano, altre che entrano in depressione, altre che abbandonano i figli e tanto altro ancora. 
Uno spaccato di vita quotidiana che può coinvolgere chiunque persona in qualunque luogo. 
E' importante perciò avere la forza e il coraggio di reagire, di denunciare o semplicemente di parlare con qualcuno. Sono sicura che la Singora Criscione avrà la stessa determinazione  e la stessa forza che ogni giorno riesce ad avere per il suo lavoro in modo tale di affrontare anche questa spiacevole e triste situazione. Non sarà sola, noi se lei vorrà, ci saremo. 
Mi auguro, inoltre, che l'Assessore Tasca venga sollevato immediatamente dall'incarico. Nel caso in cui l'amministrazione comunale continua a celare la notizia e a non prendere provvedimenti sarò costretta a coinvolgere i cittadini ragusani attraverso una petizione popolare che chiede le dimissione dello stalker dal ruolo che ricopre. 

Valentina Spata

LA POLITICA RAGUSANA IN FERIE: DISORDINE PARCHEGGI A IBLA

Era il 29 aprile del 2011 quando fu inaugurato il parcheggio di Largo San Paolo, a Ragusa Ibla, dopo essere stato realizzato nell'ambito della riqualificazione dell'ex macello.
Qualche mese fa si annunciò una convenzione tra il Comune di Ragusa e l'Ascom per la gestione dell'area ma ancora oggi resta chiuso.
Un parcheggio che contiene circa 36 posti auto finanziato con i fondi  della legge 61/81 per circa 1.400.000.  "Inutile evidenziare l'assurdità della condotta dell'Amministrazione: in presenza di una cronica mancanza di parcheggi nel centro di Ragusa Ibla si ha il coraggio di spendere una, più che modesta, cifra per realizzare un parcheggio fin'ora mai utilizzato", ha dichiarato Valentina Spata, dirigente del Pd e Segretario del Sindacato Fesica Confsal.
" Questo è un atteggiamento superficiale e menefreghista che questa amministrazione manifesta nei confronti dei cittadini, che sono costretti a girare per lungo tempo alla ricerca di uno spazio dove parcheggiare la propria auto. Senza parlare, poi, della mancanza totale di parcheggi riservati ai disabili.  Ma non possiamo pretendere che questi problemi siano considerati prioritari rispetto ai valzer di un aspirante leader che si vuole candidare alla Presidenza della Regione. Dipasquale ha ben altro a cui pensare e non certo ai problemi reali della nostra città che aumentano di giorno in giorno. E la cosa che mi preoccupa maggiormente è che il Segretario del Partito Democratico (ovvero il mio segretario anche se personalmente non l'ho votato) e i suoi "dirigenti" di fronte a questi piccoli ma fondamentali problemi quotidiani, rimangono fermi, chissà forse aspettano che la soluzione cade dal cielo o che i cittadini si mettono al servizio della politica per sollevare i problemi e magari risolverli. Intanto, i cittadini vivono questi disagi e la politica è ufficialmente entrata in ferie. Ci rivedremo, forse, a settembre", continua la Spata.



domenica 5 agosto 2012

Donne a Lavoro: in Sicilia arrivano i primi contributi!


Anche se un’immagine oleografica consacrata da una tradizione di stampo maschilista rappresenta la donna nel ruolo di angelo del focolare, sappiamo che il lavoro femminile è esistito da sempre e che non si è mai veramente limitato alle attività domestiche.
Oggi l’emancipazione femminile ha invece permesso alle donne di stabilire un rapporto di parità con gli uomini sia in campo sociale che lavorativo. Le donne hanno ormai conquistato un loro posto nel mondo del lavoro, dapprima in quei settori che sembravano più congeniali all’attività femminile come la moda, il commercio, il turismo, la sanità, l’insegnamento, poi in ambiti che per molto tempo sono stati riservati esclusivamente agli uomini. Oggi non è raro incontrare donne che esercitano la professione di dirigente di azienda, di magistrato, di ingegnere e molti altri mestieri, a torto considerati fino a non molto tempo fa monopolio maschile.  Ciò ha comportato, tuttavia, per le donne una nuova condizione di svantaggio, perché il lavoro exstradomestico si è sommato a quello domestico, tradizionalmente di sua competenza, dalla conduzione della casa agli impegni connessi con l’educazione dei figli.  Se alcune riescono a conciliare i due ruoli perché possono contare sulla collaborazione del marito o su un aiuto esterno, altre invece vivono con profondo disagio questa situazione e spesso si sentono costrette a rinunciare al lavoro, e quindi alla propria indipendenza, per soddisfare le esigenze della famiglia. 
"Il vero problema non è infatti, quello di agevolare le donne rispetto ai colleghi dell'altro sesso, cosa che suonerebbe ingiusta e essa stessa rispondente ad una logica maschilista, quanto quello di tutelare la famiglia, assicurando le condizioni indispensabili al suo benessere" (come disse Valentina Spata, nell'ultimo congresso delle donne in carriera).
Per questo motivo, è necessario attuare politiche che permettono di affrontare concretamente la problematica delle donne che lavorano. Bisogna dare l'opportunità alle donne lavoratrici di poter lavorare tranquillamente sapendo che i loro figli sono al sicuro e controllati da persone affidabili. Non tutte le madri hanno la fortuna di avere i genitori che si occupano dei loro figli, pertanto l'unica soluzione per loro è l'asilo nido o la scuola materna. Purtroppo, non tutte posso accedere alle strutture pubbliche ( si accede in base al reddito, ovviamente deve essere minimo), quindi sono costretti a pagare rette mensili abbastanza elevate. A tal proposito, un ottimo risultato è stato ottenuto dal Comitato "Impresa Donna" della Cna di Siracusa che ha trovato il consenso di tutte le parti sociali della provincia per l'approvazione da parte dell'Ente Bilaterale regionale (costituito da imprese e sindacati) del progetto che vede la realizzazione di un contributo per le donne lavoratrici della piccola e media impresa artigiana iscritte all'Ebas. Sarà, infatti, erogata una somma di 300,00 euro l'anno a parziale copertura della retta dell'asilo per 3 anni e un'altra somma di una tantum di 500,00 euro per la nascita di un figlio, favorendo così il reinserimento delle madri nel mondo del lavoro. 
Una donna, della provincia iblea, che da anni lotta a favore dei diritti delle donne e delle pari opportunità, Valentina Spata, Segretario della Fesica Confsal di Ragusa, ha contribuito alla realizzazione di tali progetti. 
Un progetto simile, che vedeva la proposta di erogazione di una somma di 500,00 annui per la copertura parziale della retta dell'asilo, il Segretario Spata, lo aveva presentato alla provincia regionale di Ragusa che ovviamente non ha nè considerato nè approvato. 
Pertanto, ci congratuliamo con lei per questo altro successo, e auspichiamo che, nonostante le varie difficoltà, in futuro non perda mai la speranza di continuare a lottare per migliorare lo status della donna nella società odierna. La sua determinazione ci aiuta a mantenere viva la nostra speranza. 
Con  affetto
Le donne del Centro Antiviolenza Nuova Vita

giovedì 19 luglio 2012

Paolo Borsellino, VIVE!! A vent'anni dalla sua morte.









"Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare". Paolo Borsellino. 


In questi vent'anni abbiamo imparato ad amare la nostra terra anche per le cose che non ci piacevano, ma soprattutto abbiamo sperato di conoscere la verità sulle stragi di mafia e di ricevere giustizia per i nostri eroi che restano vivi nella nostra mente, nei nostri cuori e nelle nostre vite. 
Ancora aspettiamo!! 



lunedì 16 luglio 2012

PERCHE' I BAMBINI AFRICANI NON PIANGONO??? LETTERA DI UNA MADRE AFRICANA!


Per voi questa splendida testimonianza scritta da Claire sul sito ingleseInCultureParent. Una mamma africana, che vive da anni in inghilterra, racconta la sua esperienza dei primi 6 mesi di vita di sua figlia, alla riscoperta della saggezza dell’intuito nelle sue radici. Una lettura che fa riflettere e che ci lascia con una regola: il bimbo e’ il manuale di cui disponiamo per essere genitori.
***
Sono nata e cresciuta in Kenya e Costa d'Avorio fino all’età di 15 anni, poi mi sono trasferita nel Regno Unito. Tuttavia, ho sempre saputo che volevo crescere i miei figli (quando li avrei avuti) a casa in Kenya. Sì, davo per scontato che li avrei avuti.
Sono una donna africana moderna: con due lauree, appartengo alla quarta generazione di donne che lavorano, nella mia famiglia, - ma quando si tratta di bambini, sono un’africana tradizionale. Rimane in me la convinzione che la vita non sia completa senza figli e che i bambini sono una benedizione a cui è da folli rinunciare. Anzi, non avere figli non è neppure preso in considerazione.
La mia gravidanza iniziò nel Regno Unito. Con la gravidanza arrivò una tale spinta a tornare a casa, che al quinto mese avevo già venduto il mio studio, messo a punto una nuova attività, cambiato casa e continente.
Quando mi scoprii in attesa feci quello che la maggior parte donne incinte nel Regno Unito avrebbe fatto, divoravo libri: Our Babies, OurselvesAmarli senza se e senza ma, tutti i libri di W. Sears e l'elenco potrebbe continuare. (Mia nonna poi commentò che i bambini non leggono libri e che tutto quello che dovevo fare era "leggere" il mio bambino).
Tutto quello che leggevo diceva che i bambini africani piangono meno dei bambini europei. Questo mi incuriosì molto, volevo scoprire perchè.
Una volta a casa, in Kenia, mi misi ad osservare. Tendevo lo sguardo per vedere madri e bambini, ed erano ovunque, anche se i neonati africani sotto al mese e mezzo di vita rimanevano per lo più a casa.
La prima cosa che notai fu che, nonostante la loro ubiquità, era in realtà molto difficile "vedere" davvero un neonato keniano. Di solito sono incredibilmente ben avviluppati, prima di essere portati in braccio o fasciati sulla loro mamma (a volte il papà). Anche i più grandini, fasciati sulla schiena degli adulti, vengono ulteriormente protetti dall’esterno da un telo di grandi dimensioni. Saresti già fortunato a scorgere un arto, figuriamoci un occhietto o il naso. Il modo in cui vengono fasciati è come la replica di un utero. I bambini sono letteralmente imbozzolati in modo da essere protetti dallo stress del mondo esterno in cui sono giunti.
La seconda osservazione che fu chiara era legata ad un differenza culturale. Nel Regno Unito è dato per assunto che i bambini piangano, il pianto è connaturato al bambino. In Kenya, è esattamente il contrario: è dato per assunto che i bambini non piangono. Se lo fanno è segno di qualcosa di terribilmente sbagliato e occorre agire immediatamente per porre rimedio, rimuovere la causa. Mia cognata inglese una volta disse: "Alla gente qui non piace proprio che i bambini piangano, vero?”. Trovai che la sua osservazione riassumeva proprio bene questa differenza.
Tutto diventò molto più chiaro quando finalmente partorii e arrivò mia nonna dal villaggio a trovarmi. In effetti la mia bambina piangeva abbastanza spesso. Esasperata e stanca, dimenticai tutto quello che avevo mai letto e, a volte volevo piangere con lei. Ma per mia nonna era molto semplice: "Nyonyo!", “Dalle il tuo seno!”, era la sua risposta ad ogni singolo vagito.
C’erano momenti in cui era un pannolino bagnato, oppure in cui voleva venire in braccio, o aveva bisogno di fare un ruttino, ma per lo più voleva solo stare al seno – e non importava se voleva mangiare o se aveva solo bisogno di un momento di conforto. La indossavo, in fascia, praticamente sempre e facevamo co-sleeping (dormivamo insieme) così portarla spesso al seno era una naturale estensione di quello che già facevamo.
All'improvviso mi fu chiaro il segreto non così nascosto del silenzio gioioso di bambini africani.  Si trattava di una simbiosi fatta per soddisfare i bisogni. Una cosa che richiedeva una sospensione totale dell’idea di ciò che sarebbe dovuto essere, sostituita dall’accoglienza, senza condizionamenti, di ciò che stava realmente accadendo in quel momento.
Il risultato era che mia figlia poppava molto - molto più di quanto avessi mai letto e almeno cinque volte tanto quanto previsto da alcuni dei più rigorosi schemi di poppate che avevo visto.
A circa quattro mesi, quando un sacco di mamme di città iniziano ad introdurre i cibi solidi nel rispetto degli schemi di svezzamento, mia figlia tornò a un ritmo di suzione da neonato: la allattavo ogni ora, fu uno shock totale. Negli ultimi quattro mesi, il tempo tra le poppate aveva cominciato ad aumentare, fino a consentirmi di ricominciare a trattare qualche paziente senza che i miei seni perdessero latte o che la baby-sitter interrompesse la seduta perché la bimba aveva bisogno di una poppata.
La maggior parte delle mamme, nel gruppo madri-neonati che frequentavo, aveva diligentemente iniziato a introdurre la crema di riso (per allungare il tempo fra le poppate) e tutti i professionisti coinvolti nella vita dei nostri figli - pediatri, anche doule, dicevano che andava bene: le mamme avevano bisogno di riposo, avevamo già fatto davvero tanto arrivando a quattro mesi di allattamento esclusivo al seno. Ci assicurarono che i nostri bambini sarebbero stati  bene.
Tuttavia dentro di me sentivo qualcosa di stonato in questo, e anche quando provai, senza troppa convinzione, a mescolare un po’ di papaia (il cibo tradizionale per lo svezzamento in Kenya) con del latte in polvere e lo offrii a mia figlia, lei non ne prese neanche un po’.
Così chiamai mia nonna. Lei si mise a ridere e mi chiese se avevo ricominciato a leggere libri. Mi spiegò che l'allattamento al seno è tutt'altro che lineare.
"Ti dirà lei quando sarà pronta per il cibo – anche il suo corpo te lo dirà."
"Che cosa faccio fino ad allora?" chiesi ansiosa.
"Fai quello che hai fatto fin’ora, semplicemente nyonyo."
Così la mia vita rallentò di nuovo praticamente fermandosi. Mentre molti dei miei coetanei rimanevano meravigliati di come i loro figli dormivano più a lungo ora che avevano introdotto le creme di riso e addirittura si avventuravano su altri alimenti, io mi svegliavo ogni due ore con mia figlia e informavo i pazienti che il ritorno al lavoro non sarebbe stato come avevo previsto.
Presto scoprii che mi stavo trasformando, del tutto involontariamente, in un servizio di sostegno informale per altre mamme di città. Il mio numero di telefono cominciò a girare fra le mamme e spesso, mentre allattavo la mia bimba mi sentivo pronunciare le parole: "Sì, continua ad allattarlo. Sì, anche se lo hai appena allattato. Sì, succede che non riesci a trovare il tempo di toglierti il pigiama in tutta la giornata. Sì, hai bisogno di mangiare e bere come un cavallo. No, non è il caso di prendere in considerazione di tornare al lavoro se ti puoi permettere di non farlo." Infine, rassicuravo le mamme: "Stai tranquilla, poi diventa più facile." Su quest’ultima frase facevo una professione di fede, visto che per me le cose non erano ancora diventate più facili.
Una settimana prima che la mia bimba compisse cinque mesi, tornammo in Inghilterra  per un matrimonio e per presentarla a familiari e amici. Non avevo particolari esigenze e così fu semplice continuare a seguire i suoi schemi di poppata. Andavo avanti, nonostante gli sguardi sconcertati di molti stranieri per il fatto che allattavo mia figlia in luoghi pubblici vari (molti “spazi allattamento” in luoghi pubblici erano relegati nei bagni, e non riuscivo proprio ad usarli).
Al matrimonio, a tavola, le persone vicine a noi osservarono: "che bimba tanquilla – certo che l’allatti ancora tanto." Non dissi nulla, ma quando un'altra signora commentò: "Anche se ho letto da qualche parte che i bambini africani non piangono quasi mai." non potei trattenere una bella risata.
La cosa più importante che mi ha guidato è stata la saggezza dolce di mia nonna:
1. Offrile il seno ogni singolo volta che la bimba ha qualcosa che non va - anche se lo hai appena fatto.
2. Dormi insieme a lei (co-sleeping). Così puoi allattarla prima che lei si svegli del tutto e questo le consentirà di tornare a dormire più facilmente e potrai riposare di più.
3. Portare sempre con te una bottiglia di acqua la sera: per mantenerti idratata e far scorrere il latte.
4. Fai dell’allattamento la tua priorità (in particolare durante gli scatti di crescita) e prendi da quelli intorno a te tutto l’aiuto che puoi. E ricorda: c'è ben poco che non possa attendere.
Leggi il tuo bambino, non i libri. L'allattamento al seno non è lineare - va su e giù o è circolare. E ricorda: sei tu l'esperta dei bisogni di tua figlia.
Claire

domenica 15 luglio 2012

Diritti Civili: quello che penso!!


Su tale questione corriamo gravi rischi. Abbiamo detto che la laicità va difesa così come vanno difesi i diritti civili.
Personalmente, sono dell’opinione che la famiglia va difesa ma vanno anche difesi i diritti di tutte le minoranze (sessuali, religiose, culturali, etniche, “esistenziali”) a vivere in una più avanzata cittadinanza.
E’ arrivato il momento di attuare le politiche sociali che mancano per  la famiglia, la scuola, la sicurezza, la casa, il welfare e i giovani, ma bisogna capire che sarà tanto più possibile difendere i valori laici quanto più saranno affermati i valori sociali in modo che nessuno possa insinuare che dei valori prendano il posto di altri.
Quello che ci affligge oggi è il divario tra la grandezza delle nostre sfide e la piccolezza della nostra politica, la facilità con cui ci facciamo distrarre da cose insulse e triviali, il nostro cronico evitare decisioni difficili, la nostra apparente incapacità di costruire il consenso necessario ad affrontare i problemi importanti.  Spesso riteniamo la fede (qualsiasi essa sia) una fonte di conforto e comprensione ma le nostre espressioni di fede producono spesso divisioni.
Crediamo di essere persone tolleranti nonostante le tensioni razziali, religiose e culturali intorpidiscano il nostro scenario. E invece di risolvere queste tensioni o di mediare i conflitti, la nostra politica li ravviva, li sfrutta, li cavalca dividendoci di fatto ancora di più.
Quindi continuiamo a barricarci su posizioni oltranziste fino ad arrivare a dire che i cattolici favorevoli alla legge dell’aborto sono vicini alla scomunica,  o a presentare mozioni a favore di una o di un’altra manifestazione, continuiamo ipocritamente a difendere una famiglia che non è assolutamente minacciata da chi vuole, con estremo rispetto delle decisioni altrui, attribuire alle coppie di fatto diritti e doveri.
Troppo spesso la politica si trova indietro rispetto alla società, troppo spesso attuiamo difese fondamentaliste per chissà quale strategia politica perdendo di vista i veri bisogni e lo stato attuale della società moderna, e poi ci lamentiamo che la gente si allontana dalla nostra politica, che i cittadini non partecipano più, che la gente non si riconosce nelle istituzioni che rappresentiamo,  che i giovani preferiscono i gruppi ed i movimenti ai partiti.
Quindi smettiamola di imporre la nostra morale o quella dettata da qualsiasi altra istituzione, fissiamo delle regole, stabiliamo delle leggi, poniamo dei limiti, come ad esempio quello sulle adozioni, e poi lasciamo alla gente la libertà di scegliere se convivere, sposarsi civilmente, sposarsi in chiesa o dare vita ad un unione civile nel rispetto di tutti, nessuno escluso. Tuteliamo tutte le famiglie,  ogni forma di famiglia, ogni forma di unione senza dare vita a persone che si possano sentire figlie di un dio minore. 

Questa battaglia di civiltà deve andare di pari passo con quella sul diritto di cittadinanza. Bisogna riconoscere diritti e doveri che debbono essere uguali per chiunque nasca in Italia.  Dobbiamo essere contro la cittadinanza a punti che crea cittadini di serie A e di serie B. Il diritto di cittadinanza è un diritto assoluto e non può essere sottoposto a valutazioni e ad esami. Chi nasce in Italia è italiano e ha diritto a formazione, assistenza, lavoro. Chi viene in Italia da altri paesi deve essere accolto e aiutato a non cadere nelle mani della criminalità organizzata. Tutto il mondo è paese e se un extracomunitario viene in Italia per delinquere sarà la giustizia a giudicarlo e condannarlo così come per un italiano.
Siamo nel 2012 e anche il nostro paese deve evolversi per un vivere insieme in una comunità che, oggi, ha bisogno di più coesione sociale.
Valentina Spata


L'incapacità di amministrare: Ragusa rischia di perdere un evento mondiale, Ibla Gran Prize.



E' terminato il Gran Prize, un concorso musicale internazionale indetto a favore di compositori, pianisti, cantanti lirici, strumentisti italiani e stranieri. Un evento che a differenza degli anni scorsi, oggi vede la presenza di 2500 circa presenze in meno a causa dall'incompetenza di questa amministrazione comunale che non solo non ha dato il contributo economico ma nemmeno favorito l'esibirsi di tanti artisti internazionali e nazionali nelle piazze ma all'interno della sala Falcone - Borsellino. 
L'evento non è stato nemmeno pubblicizzato. Vorrei capire come intende questa amministrazione promuovere e favorire il turismo??? 
Il Sindaco Dipasquale afferma che in un periodo di crisi come questo non ci sono i soldi per favorire questi eventi. Io dico che è meglio spendere i soldi per eventi mondiali come questi che ogni hanno hanno visto la presenza di migliaia di turisti anzichè favorire 3 feste di carnevale, la fiera della frittella e altre cavolate pagate fior di quattrini. Ecco dove sta l'incapacità di amministrare una città!! Dal prossimo anno rischiamo di non poter ospitare questo evento nella nostra città barocca a causa del suo trasferimento a New York. La foto testimonia come nel giro di un anno siamo stati capaci di ridurre drasticamente le presenze, di lasciare delusi gli artisti costretti ad esibirsi in una sala antiquata, piccola e fatiscente (l'audio non funzionava bene, i condizionatori inesistenti) e soprattutto di far incavolare l'organizzatore che il prossimo anno ospiterà l'evento in un altro paese. Vergogna solo vergogna!!

Valentina Spata

Accordo UE Marocchino: colpisce duramente l'agricoltura italiana e siciliana.




E’ allarme sulle conseguenze dell'accordo commerciale siglato tra l'Unione Europea e il Marocco che "non interpreta le ragioni dell'agricoltura mediterranea ma piuttosto quelle delle lobby e delle grandi industrie del centro-nord europeo a danno dell'economia meridionale, siciliana e anche di quella marocchina. Il testo prevede l'apertura delle frontiere del Paese ad un'economia, quella marocchina, che non e' chiamata a rispettare le stesse regole in materia di scambi commerciali e di tutela della salute del consumatore, che, invece, devono rispettare gli operatori dei settori agricolo e ittico in Europa. Si tratta, quindi, di una sfida concorrenziale che si gioca con un netto vantaggio per l'avversario.
Sostanzialmente, alle importazioni di prodotti agricoli e ittici dal Marocco. Abbassando notevolmente i dazi, infatti, le merci dell’altra sponda del Mediterraneo saranno libere di arrivare sui nostri mercati. Il rischio, ovviamente, è che saremo invasi da tonnellate di agrumi marocchini, comperati a basso costo dai rivenditori, che invece noi continueremo a pagare come sempre. 
I voti a favore sono stati 369 voti, 225 contrari e 31 astensioni. Gli europarlamentari del PD favorevoli all’accordo sono stati: Salvatore Caronna, Leonardo Domenici, Roberto Gualtieri, Antonio Panzeri, Gianni Pittella, Debora Serracchiani, David Sassoli, Francesca Balzani, Luigi Berlinguer, Sergio Cofferati, Vittorio Prodi, Silvia Costa, Gianluca Susta, Patrizia Troia, Francesco De Angelis, Guido Milana; I contrari del Pd: Pino Arlacchi, Rosario  Crocetta e Mario Pirillo (corretto al termine delle votazioni, prima favorevole); Gli assenti del Pd: Rita Borsellino e Andrea Cozzolino.

Per Fepex, l'associazione degli esportatori spagnoli, il parlamento europeo non ha tenuto conto delle gravi conseguenze che l'attuale accordo provoca già nelle zone di produzione spagnole. Nel settore del pomodoro, quest'ultimo anno l'attuale accordo ha causato la perdita di 12.500 posti di lavoro nelle regioni Andalusia, Canarie, Valencía e Murcia, con tassi di disoccupazione superiori al 30%.
Fepex deplora il fatto che questa situazione sarà estesa ad altra frutta e verdura e ad altre regioni, dal momento che il nuovo accordo prevede la liberalizzazione del commercio di quasi tutta la frutta e la verdura proveniente dal Marocco.
Si tratta di un accordo squilibrato che colpisce duramente l’agricoltura italiana e siciliana in un contesto già particolarmente difficile dal punto di vista economico e sociale’.
Quello di cui non riesco a trovare spiegazione è il silenzio assordante della classe dirigente politica e soprattutto degli italiani. In Portogallo e Spagna ci sono state reazioni compatte contro il provvedimento votato, mentre in Italia siamo impegnati a pensare ad altro. Inoltre, non comprendo come il Partito Democratico, ovvero il mio partito, consapevole delle difficoltà che sta attraversando il settore agricolo, abbiano potuto votare a favore di un accordo scellerato come questo, considerato dannoso per i nostri agricoltori.  Le conseguenze per i produttori agricoli siciliani e del Mezzogiorno d'Italia saranno devastanti. 
Gli italiani, inviati in comunità europea e i rappresentanti attuali politici, non sembrano capaci di dire mai di “no” di fronte a proposte che vanno contro gli interessi del nostro Paese, creando situazioni che giovano agli altri e mai a noi. Ci vorrebbe anche una dose di sano “egoismo” che torni a mostrare una Nazione per quello che è realmente: indipendente, senza nulla togliere alle possibilità di scambio internazionale, ma nell’ottica anche di una salvaguardia locale dei tesori che già ci appartengono da secoli. 

Valentina Spata

martedì 5 giugno 2012

DIFENDIAMO L'ASSOCIAZIONE METER PER COMBATTERE LA PEDOFILIA

L'associazione Meter, guidata da Don Fortunato Di Noto che, da oltre dieci anni è in prima fila contro la pedofilia ed a difesa dell'infanzia è costretta a chiudere la sede ragusana a causa dei tagli della politica regionale e nazionale. 
Negli ultimi anni, purtroppo, abbiamo assistito ad una costante riduzione dell'attenzione e delle risorse economiche verso le associazioni e le categorie sociali. 
Dopo il taglio dei fondi per il Sociale, già avvenuto nel 2010, assistiamo ad ulteriori tagli che raggiungono un tasso percentuale elevatissimo (70%). 
Donne, bambini, anziani, disoccupati, giovani, disabili, migranti: i loro diritti, le loro tutele e le loro possibilità di essere inclusi nella società sono passati in secondo piano, anzichè essere prioritari.
Oggi ci troviamo in una società che mette a rischio la coesione sociale e favorisce l'esclusione e il disagio. 
Bisogna intervenire quanto prima. Le amministrazioni locali devono richiedere, al governo regionale e nazionale, maggiori attenzioni su questi temi e interventi urgenti per garantire i servizi necessari.
Per tale motivo, aderisco alla manifestazione organizzata oggi 5 giugno, in Piazza San Giovanni, affinchè la lotta alla violenza e alla pedofilia sia una priorità strategica nell'agenda politica dell'amministrazione comunale ma anche e soprattutto del governo regionale. 
Pertanto si richiamano le istituzioni ad un atto di responsabilità nei confronti dell'associazione Meter di Ragusa che da sempre combatte il fenomeno della violenza, chiedendo all'amministrazione comunale  di mettere a disposizione uno dei locali inutilizzati di sua proprietà.
Auspico, inoltre, ad un maggiore interessamento da parte del Governo regionale e al mantenimento delle promesse da parte del governatore Lombardo che nei giorni scorsi aveva dato la disponibilità a stanziare dei fondi da destinare alla Meter. 
Valentina Spata