sabato 22 giugno 2013

Il Presidente del Consorzio Universitario di Ragusa si dimette lasciando alla prox amministrazione enormi debiti!

“Soprattutto in questi ultimi mesi- ha dichiarato Di Raimondo, il Presidente del Consorzio Universitario Ibleo - ho avvertito il peso e la complessità dei problemi del passato e del presente e, nonostante tutto il mio possibile impegno, ritengo le mie forze non del tutto adeguate ad affrontarli e soprattutto a risolverli”.

Dopo le dimissioni di Di Raimondo ho avuto notizie, da un ex rappresentante degli studenti di Lingue, Paolo Pavia rispetto alla vicenda in questione e soprattutto in merito agli esposti alla Corte dei Conti che lo stesso aveva presentato qualche mese fa. 

Ecco, vi riporto le dichiarazioni di Paolo per rendervi conto anche del "meschino" contributo da parte della precedente amministrazione e dal Segretario del mio partito che insieme al suo compare Lauretta, senza discuterne democraticamente all'interno del Pd, hanno tradito chi voleva fare luce sulla vicenda incresciosa del Consorzio Universitario Ibleo:
"Di Raimondo incapace (come lui stesso confessa) di governare un ente che sta annegando nei debiti e nelle inchieste della Guardia di Finanza attivate dai miei due esposti alla Corte dei Conti del feb. 2010 e del feb. 2013. I trucchi operati sui bilanci dell'ente, disinvoltamente ratificati dal sindaco Dipasquale, dai suoi assessori e dalla sua maggioranza consiliare, integrata da Peppe Antonio Calabrese e da Giovanni Lauretta  (i quali si erano impegnati a sostenere una mozione presentata dal capogruppo di IdV Salvatore Martorana con l'intento di giungere al commissariamento dell'ente ma che, poi, strategicamente, li ha visti uscire dall'aula per evitare il voto) non sono bastati ad evitare il tracollo di una gestione che negli anni ha prodotto LA CHIUSURA DI TUTTE LE FACOLTÀ AD ECCEZIONE DI LINGUE (nella quale ho avuto l'onore di rappresentare gli studenti fino allo scorso anno) E LA MOLTIPLICAZIONE ESPONENZIALE DI DEBITI FINO A GIUNGERE ALLA STRATOSFERICA CIFRA DI OLTRE 10.000.000 ATTUALI, CON UNA PERDITA SECCA PER I CONTRIBUENTI, IN TUTTI GLI ANNI DELLA GESTIONE CONSORTILE STIMATA IN OLTRE 20.000.000 DI EURO TUTTI A CARICO DEI CONTRIBUENTI. E potrei continuare, ma mi fermo qui, dal momento che ci penseranno i magistrati a fare chiarezza e vi garantisco che non intendo mollare su questa questione neppure per un momento, finché giustizia non sarà fatta.
Inoltre, il Consorzio universitario è servito a costoro per collocare amici e parenti senza alcuna pubblica selezione, fino a giungere all'assurda cifra di 52 PERSONE OCCUPATE, oggi ridotte a 30, ma sempre in esubero rispetto alle esigenze dell'unica facoltà rimasta.
Incapace di pagare gli stipendi, incapace di pagare i fornitori (persino l'ENEL ha ridotto la potenza di erogazione di energia per morosità) incapaci di pagare gli affitti e di gestire, al punto che lo stanziamento di 100.000 euro recentemente erogato dalla Provincia regionale è stato pignorato da un creditore, Di Raimondo ha abbandonato il suo posto come un qualunque Schettino di turno, lasciando al sindaco che verrà, davanti al quale non avrebbe avuto la faccia di presentarsi, la soluzione di un problema debitorio enorme.

Decreto Fare: deludente la norma sulla impignorabilità della prima casa!

Condivido il comunicato stampa dell'Assessore di Vittoria, Piero Gurrieri:
 
Commentando il testo del "Decreto del Fare" in relazione alle disposizioni che limitano la pignorabilità della prima casa, l'assessore alla Trasparenza, Piero Gurrieri, ha dichiarato: "Da una prima lettura dell'art. 52 del decreto che sta per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, le norme che stabiliscono un limite alla pignorabilità della prima casa appaiono del tutto deludenti e francamente non idonee a contrastare efficacemente la situazione di crisi. Il divieto di pignorabilità si applica infatti soltanto alle procedure promosse dagli enti di riscossione (Equitalia e, in Sicilia, Riscossione Sicilia spa, subentrata a Serit) e soltanto all'unico immobile di proprietà del debitore che sia adibito ad abitazione principale e che non sia di lusso, mentre sono pignorabili tutti gli altri immobili, qualora il debito sia pari o superiore a 120 mila euro". L'assessore ha quindi proseguito: "L'art. 52 del decreto non si applica affatto alle procedure esecutive promosse da banche e privati che continuano ad essere regolate dalle attuali disposizioni, mantenendo la possibilità di espropriare la prima casa. La stessa norma, inoltre, consente anche agli enti di riscossione di continuare ad espropriare terreni agricoli, locali commerciali e artigianali, alimentando crisi, depressione, perdita di posti di lavoro e continuando a consegnare milioni di nuclei familiari all'esclusione sociale e alla marginalità. La montagna ha partorito un topolino, e i commenti entusiastici sulle anticipazioni del decreto non hanno il minimo fondamento. Per questo, l'iniziativa legislativa popolare proposta dal nostro Comune e condivisa da sindaci e associazioni non si ferma e appare l'unico strumento percorribile per un’autentica riforma che, evidentemente, le sedi istituzionali romane non sanno o non intendono determinare nel Paese".

#iovotopiccitto Domenica e Lunedì 25-26 giugno vota Federico Piccitto sindaco!

La Rivoluzione” si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello. (Paolo Borsellino)
#iovotopiccitto

Un pensiero per Elettra Vantaggio!

Spesso dimentichiamo che la vita è ciò che abbiamo di più importante al mondo. In questo momento mi sento di esprimere vicinanza alla famiglia e alla giovane Elettra Vantaggiato che si trova in coma farmacologico a causa di un incidente stradale. Preghiamo per lei affinchè possa ritornare con la famiglia, gli amici e tutti i suoi cari.

Con grande affetto
Valentina

giovedì 13 giugno 2013

Angelo Di Natale, giornalista della Rai: non sono riusciti ad imbavagliarlo e lo hanno licenziato!

Premesso che da sindacalista ritengo che la solidarietà e la vicinanza così come la giusta rilevanza mediatica debba essere data anche ai semplici cittadini che quotidianamente subiscono licenziamenti ingiusti, cassa integrazione irregolare, mobbing presso le sedi di lavoro e violenza psicologica.
Ormai da tempo, anche in Provincia di Ragusa, ricevo migliaia e migliaia di email e di chiamate da parte di lavoratori che sono costretti a subire soprusi a dir poco sconvolgenti.
Ma nonostante ciò mi preme esprimere, con grande rammarico,  vicinazna e solidarietà ad Angelo Di Natale, giornalista modicano della Rai che è stato licenziato perchè ritenuto "una voce critica contro una gestione della redazione del Tgr Sicilia di tipo privato", denunciando anche la pubblicità occulta.
Da Responsabile della Rete della Legalità del Mezzogiorno non posso che sostenere in tutte le forme necessarie il giornalista che con grande coraggio ha sempre condotto la sua professione con lealtà, serietà e onestà.
La Rai è un'azienda pubblica, una Tv di Stato in cui i cittadini sono contribuenti, pertanto, l'imbavagliamento non è tollerabile ma è da condannare. Credo che sia necessario, oltre a chiedere con forza, la revoca di questo increscioso provvedimento, chiedere altresì di far luce su quanto accade dietro le quinte della redazione in questione. I cittadini pagano il canone Rai e quindi è doveroso rispettare il principio di trasparenza che sta alla base della legalità.

Valentina Spata 


L'Hockey uno sport mortificato da una politica incompetente! Sosteniamo l'eccellenza della squadra di Ragusa.


 L'Hockey in-linea a Bari: il caso degli Spartans
Uno spot di biscotti famosi recita la frase “Pur di partecipare al torneo, ci siamo costruiti il campo da soli”, mostrando dei ragazzi che costruiscono un campo da calcio all’aperto per giocare le partite di pallone. 

Paradossalmente a Ragusa abbiamo un esempio analogo, si tratta della squadra di Hockey che da anni chiede di poter giocare in un campo adeguato per potersi allenare serenamente. 
Diversi anni fa avevano chiesto la costruzione di un campo con la collaborazione dell'Associazione Nazionale di Hockey che avrebbe dato il contributo per l'erbetta sintetica, ma qualcuno gli ha risposto dicendo loro di "cambiare sport". 
Successivamente, dopo diverse interlocuzioni, la precedente amministrazione comunale ha concesso ai ragazzi il campo di Marina di Ragusa promettendogli i pullman per il trasporto dei bambini che allenano durante la settimana. Tutte promesse da marinai! Qualcuno ha visto i pullman? Noi no! Addirittura i ragazzi della squadra di Hockey per far allenare più di 80 bambini  hanno dovuto mettere a disposizione le loro auto caricandosi di costi aggiuntivi e di grande responsabilità.
Questi ragazzi, nonostante lo stato “nomade” hanno partecipato ad importanti tornei di categoria, ottenendo svariati risultati positivi: ultimamente hanno vinto il torneo regionale classificandosi come campioni di Sicilia e sono arrivati al terzo posto al campionato nazionale tenutosi a Mori  per la serie A2. 
Teniamo in considerazione che l'Hockey a Ragusa esiste da oltre vent’anni, e rappresenta un realtà eccellente con una serie B, una Under 16, una Under 14.Ultimamente si è anche pensato di dare vita alla squadra femminile.
Attualmente però non hanno un campo e neanche degli spogliatoi adeguati. La sede dei loro allenamenti è il campo di Ibla senza erbetta e con un "grossolano" cemento che oltre a causare danni alle attrezzature (acquistate con i soldi dei giocatori) potrebbe causare gravi danni fisici alle caviglie e alle ginocchia. Anche d'inverno i bambini e i ragazzi sono costretti ad allenarsi all’aperto. 
I giovani della squadra dell'Hockey avevano suggerito, ai precedenti Assessori allo Sport,  di ristrutturare il campo di via Colaianni rendendolo polivalente ma le loro richieste non sono state prese in considerazione. 
Mi chiedo: era così complesso rendere polivalente un campo già esistente? Dalle informazioni che ho ricevuto da altri assessori, amici di altre amministrazioni comunali, non era assolutamente difficile anzi questa soluzione era praticabile soprattutto considerando che l'associazione nazionale dell'Hockey avrebbe dato il contributo intero per l'acquisto dell'erbetta sintetica. Un'occasione persa dall'amministrazione comunale di Ragusa che avrebbe potuto avere un incentivo economico per la ristrutturazione di un campo necessario per i ragazzi che vogliono impegnare il loro tempo libero praticando del sano sport. 
Evidentemente non c'è stato interesse e volontà da parte della precedente amministrazione di offrire opportunità e sostegno ai ragazzi della squadra dell'Hockey. E a chi ha detto loro "cambiate sport" io posso solo dire di "cambiare mestiere" perchè non sono stati capaci di ascoltare le esigenze e le istanze di molti giovani ma sorprattutto di molte famiglie che pur di far continuare i figli nella pratica di uno sport innovativo hanno dovuto sostenere in questi anni enormi costi e mortificazioni. Non tutti hanno la passione che scorre nelle vene. Qualcuno lo fa perché gli piace lo sport. Quindi se non puoi garantire il minimo, un campo, uno spogliatoio, una copertura, la gente la perdi e poi ci lamentiamo che i cittadini sono lontani dalla politica. 
Tra l'altro ritengo che sia assurdo che questi ragazzi ammirevoli, che mai si sono arresi, per gli allenamenti ufficiali hanno dovuto chiedere in dotazione il campo di Hockey di Catania. Pertanto ogni fine settimana, sempre a loro spese, devono recarsi a 100 Km da Ragusa semplicemente per svolgere il loro allenamento. 
Credo che tutto ciò è davvero sconvolgente e non può restare in assoluto silenzio. 
Bisogna, con forza, chiedere il sostegno ai tanti giovani che credono in una loro passione e che quotidianamente affrontano numerose difficoltà. 
L'Hockey è una buona occasione  per far crescere la passione sportiva e offrire maggiori occasioni di svago ai giovani, in un luogo capace di ospitare e mettere in rete progetti specifici di inclusione sociale e di prevenzione delle devianze. 
E' necessario il sostegno di tutta la cittadinanza per chiedere a gran voce il rimedio a questo problema che mortifica i nostri ragazzi. Pertanto invito tutti a firmare la petizione popolare che i giovani della squadra di Hockey hanno avviato pochi giorni fa. Abbiamo bisogno di tante firme e di tanta solidarietà e sostegno. 

Valentina Spata


                                                                                                                                                                                         

domenica 26 maggio 2013

Le frontiere del disagio. Nuove generazioni in cerca di identità!


Sempre più spesso i giornali danno rilievo a notizie relative a bande delinquenziali di adolescenti che mettono in allarme l'opinione pubblica: tredicenni, quattordicenni e quindicenni figli di famiglie per bene o di famiglie emarginate delle periferie assumono comportamenti analoghi, aggredendo e derubando loro compagni , per sottrarre loro denari, telefonini, motorini, giubbotti. Il fenomeno del bullismo, spesso sottvalutato, va crescendo nelle scuole. Diversa la violenza ideologica, che matura sulla base di concezioni razzistiche, antisemitiche o antiislamiche o anticomuniste o antifasciste. Le paure dell'invasione e della globalizzazione danno nuovo fiato al tribalismo e all'etnocentrismo. La violenza negli stadi, prima, durante e dopo le partite appare autentica follia allo spettatore che ignori la confusione mentale di bande armate e inferocite contro nemici simbolici.

E accanto alla violenza contro gli altri, vi è una varia fenomenologia di violenza contro se stessi.

Sono nuove generazioni in cerca di quella identità che non riescono a trovare. Sono giovani che hanno o vogliono avere tutto, non rendendosi conto che forse la felicità non si ricerca sulle grandi cose o su quelle materiali ma su piccoli frammenti di momenti, di emozioni, di sensazioni, di ideali.

E in questo quadro così confuso, anche drammatico direi, si tendono a seguire le mode. Quasi, fenomeni come il bullismo e la violenza diventano una routine, una abitudine di vita necessaria per dare un senso e un valore alla vita di questi giovani tanto disorientati e poco appassionati, ambiziosi, creativi. 
In questo modello sociale, in cui viviamo e di cui siamo parte integrante, si consumano le più oscure drammaticità di questi tempi.
 
Fabiana, una ragazza di 16 anni bruciata viva dal fidanzato. Carolina, vittima di bullismo, si suicida.

Due ragazze vittime di un disagio giovanile sempre più crescente. Un disagio che è parte di una crisi più ampia che copre l'intera società. 
Bisogna ascoltare, e non giudicare, i giovani che hanno un’identità particolare, più fragile, che vivono in stretto rapporto con la complessità del sistema sociale, di cui sentono gli stimoli, le ansie i turbamenti, la precarietà dei valori, la flessibilità in tutti i campi, la perdita di simboli sociali condivisi, l’incertezza e la paura del futuro.
Io sono cresciuta in un'epoca diversa dove si nasceva e si cresceva nel mito dei racconti della Resistenza, della lotta per la democrazia e contro ogni tipo di oppressione.

In un epoca dove i valori della vita erano essenziali. Oggi l'unico dato certo è la fine delle grandi narrazioni che hanno attraversato e plasmato il secolo finito pochi anni fa. Oggi, dobbiamo capire che in questa epoca si è giovani in modo molto diverso da prima.
Bisogna partire da qui, da un ascolto e un confronto più sostanziale e profondo.

Valentina Spata

sabato 25 maggio 2013

Scuolabus, la tariffa aumenta. Le famiglie penalizzate!

Appena si è sparsa la voce dell'aumento, da parte dell'amministrazione comunale, dei ticket per gli scuolabus, ecco venir fuori la rabbia di chi non può permettersi le nuove tariffe. 
Relativamente agli scuolabus, che sono 13 per esattezza , dobbiamo distinguere i due tipi di servizio: uno che riguarda gli studenti che vivono nelle zone periferiche e in quelle rurali, l'altro, invece, gli studenti che vivono in una città diversa (Ragusa) rispetto a quella dove è sito l'Istituto scolastico che frequentano. (es. Istituto d'Arte, che si trova a Comiso e Istituto Alberghiero che si trova a Modica). 
L'aumento delle tariffe, insieme all'aumento di altre tasse, come quella dell'espurgo pozzi neri e la Tarsu, graverà su ogni famiglia che dovrà sostenere ulteriori spese con grande difficoltà.
Fino a quest'anno gli studenti che vivono nelle zone periferiche e rurali della città di Ragusa non pagano i ticket per gli scuolabus. Dal prossimo anno ecco come avverrà l'aumento delle tariffe in base alle fasce di reddito:
-10 euro fino a 5.000 euro;
-15 euro da 10 a 15.000;
-30 euro da 15 a 20.000;
-40 euro da 20.000 a 25.000;
-50 euro mensili per le fasce dai 25.000 ai 30.000. 

Sembrano cifre irrisorie ma per ogni famiglia sono costi che agiunti ad altre spese rappresentano un vero disagio, soprattutto in un momento di crisi così difficile che ha mortificato molti ragusani e ha provocato negli ultimi anni un consistente aumento delle famiglie povere. 

Inoltre, per quanto riguarda gli studenti che frequentano le scuole site in altre città, l'aumento delle tariffe è così predisposto, sempre in base al reddito:
- 10, euro fino a 5.000;
- 15 euro da 5 a 10.000;
- 25 euro dai 10 ai 15.000;
- 40 euro dai 15 ai 20.000 euro. 
- 60 euro da 20 a 25.000;
- 80 euro da 30 a 35.000;
- 130 euro dai 35.000 in su.   

Fino all'anno in corso, invece, le tariffe dei ticket da pagare per gli scuolabus sono le seguenti: 
- 10 euro fino a 12.000;
- 15 euro da 12 a 25.000;
- 20 euro dai 25 ai 50.000;
- 50 euro per redditi sopra i 50.000 euro. 

Non si capisce poi, quali saranno le tariffe "certe" sui servizi per gli asili nido. Si parla di prezzi invariati. 
Nessun ticket per le famiglie che hanno un reddito fino a 7.500 euro e poi si pagherà da 52 a 220 euro (costi molto variabili e stabiliti senza criteri) in base al reddito delle famiglie. 
Sulla base di questi dati, esprimo soddisfazione per l'esenzione dal pagamento dei ticket per le famiglie che hanno un reddito fino a 7.500 euro ma rimango preoccupata per le cifre che dovranno pagare le famiglie con il reddito superiore. Non si comprende nemmeno come verrà suddiviso il pagamento di questo servizio.

Insomma, tasse su tasse, ormai non si vive! Ovviamente il servizio scuolabus non è obbligatorio ma questo non vuol dire che un'amministrazione seria non debba preoccuparsi delle famiglie che non hanno la possibilità di provvedere al pagamento di questi servizi importanti e fondamentali per i bambini che frequentano le scuole nella nostra città e in quelle limitrofi. 
Facendo una ricerca accurata e parlando con i diretti interessati, mi sono resa conto che la maggior parte dei bambini che usufruiscono di questi servizi sono figli di famiglie disagiate che abitano nelle zone periferiche della nostra città e che hanno serie difficoltà per il mantenimento stesso dei loro figli. In questo modo, con  queste politiche che si preoccupano maggiormente dei conti e dei numeri e non delle persone, rischiamo un grave aumento della dispersione scolastica e della disperazione dei genitori che dovrebbero essere ascoltati maggiormente dalle Istituzioni.  Tra l'altro, voglio precisare che spesso le famiglie che percepiscono un reddito basso-medio sono quelle più penalizzate perchè non sono esenti dal pagamento di molte tasse ma con quello che percepiscono economicamente, visti gli aumenti dei costi della vita, non riescono ad arrivare nemmeno a metà del mese. Pertanto credo che, prima di applicare le tariffe in base al reddito,  si dovrebbe rivedere il valore reale del reddito minimo e medio. Per non parlare di chi non percepisce lo stipendio da mesi o da anni e nella "carta"  risulta avere un reddito ch effettivamente non ha.
La crisi economica ha portato via con sé l'occupazione di madri e padri, e con essa lo stipendio, vede genitori lavorare senza percepire, ingiustamente e ingiustificabilmente, il dovuto contributo economico ma non si può pensare che la buona volontà e la solidarietà dei singoli cittadini o della associazioni debba andare a coprire i buchi lasciati da un’amministrazione che non fa il proprio dovere, negando servizi e diritti ai cittadini, in particolar modo ai bambini, proprio coloro che andrebbero più tutelati e su cui si dovrebbe investire per garantire un futuro degno alla nostra città.
Il Segretario della Fesica Confsal
Valentina Spata





venerdì 24 maggio 2013

Una grave sconfitta: il Comune di Ragusa escluso dai finanziamenti per il pagamento dei debiti.


Il Comune di Ragusa non risulta essere nell'elenco dei Comuni ammessi al finanziamento del decreto legge attuato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per ottenere la liquidità necessaria per il pagamento dei debiti. 
Il Commissario Rizza dichiara di aver presentato l'istanza per aderire a questo importante finanziamento ma nell'elenco dei Comuni della Provincia di Ragusa, il nostro Comune non risulta esserci. 
Verificando l'elenco risultano essere presenti il Comune di Modica che ottiene 40.290.392,82 euro, I Comuni di Comiso e Vittoria che ottengono 12.500.195,56, il comune di Ispica che ottiene 12.002.238,40, il Comune di Pozzallo che ottiene 10.965.252,70, il Comune di Scicli 6.983.234, il Comune di Acate 2.239.590, il Comune di Giarratana 766.226, il comune di Monterosso 328.673 ed infine il Comune di S.Croce Camerina 231.175. Il Comune di Ragusa è scomparso!! 
Credo che a tal proposito il Commissario Rizza dovrebbe darci delle spiegazioni. 
La mia preoccupazione è che questo mancato finanziamento scuota il precario equilibrio dei conti pubblici del nostro Comune e che in futuro si dovranno aumentare altre tasse per recuperare i debiti maturati. 
Vigileremo su questa vicenda e faremo in modo che si farà luce sul motivo per cui siamo stati esclusi dall'elenco. 
Intanto, restiamo in attesa di una risposta da parte del Commissario rispetto a questa incresciosa vicenda. 

Valentina Spata

Aeroporto di Comiso: firmato il decreto di apertura.

Esprimo grande soddisfazione in merito alla firma del decreto che prevede l'apertura dell'aeroporto di Comiso, avvenuta ieri a Roma presso la sede Enac. L'aeroporto dovrebbe essere operativo a partire dal 30 maggio.
Per la storica firma, inseguita da anni,  erano presenti il presidente dell’Enac, Vito Riggio, il  Sindaco Giuseppe Alfano, il Commissario della Orovincia Regionale di Ragusa, il Presidente di Soaco Rosario Dibennardo, il commissario della Camera di Commercio, Sebastiano Gurrieri, il consulente Soaco Orlando Lombardi, il Segretario Generale della Cgil, Giovanni Avola, i deputati regionali Vanessa Ferreri, Giuseppe Digiacomo, Giorgio Assenza. In rappresnetanza del governo regoionale c'era l'assessore Antonino Bartolotta.
Un importante inizio che però ancora deve concretizzarsi. Adesso dobbiamo attendere la firma dei contratti con le compagnie aeree che potranno effettivamente rendere operativo l'aeroporto. 
A tal proposito, visti i passi in avanti, si dovrebbe pensare anche ad un programma concreto di potenziamento delle infrastrutture e di sviluppo per il turismo. 
Auspico ad una collaborazione tra tutte le Istituzioni della Provincia, i deputati regionali e l'Assessorato regionale al Turismo. 
Non c'è ombra di dubbio che l'apertura della struttura aeroportuale sia un ottimio punto di partenza per lo sviluppo di tutto il territorio in particolar modo in termini occupazionali che dovrebbe vedere una riduzione del tasso percentuale di disoccupazione. Mi auguro che questa nuova struttura non sia l'ennesima occasione di spartizione di poltrone e posti di lavoro tra i politici che vedrebbe ancora una volta la mortificazione del merito dei giovani iblei. 
In un momento di grande crisi, che ha colpito anche la nostra Provincia, dovrebbe prevalere il buon senso e il valore morale ed etico di ognuno di noi. E' necessario dare l'opportunità ai tanti giovani disoccupati, che spesso cercando di costruirsi un futuro altrove, di trovare soddisfazione e realizzazione personale e lavorativa nel loro-nostro territorio. 

Valentina Spata

A Ragusa chiude la Ditta Ancione: lavoratori in stato di disagio!

Sarà a causa della crisi economica che in questi anni ha colpito, in particolar modo, il mondo della piccole e medie imprese che la ditta Ancione di Ragusa ha annunciato la chiusura dei battenti. 
Un'azienda storica che ha caratterizzato il territorio ragusano per molti decenni. Mai avremmo pensato alla sua chiusura. 
Il problema che si pone adesso è il destino dei tanti lavoratori che ad oggi devono percepire ancora il saldo di gennaio 2013. I lavoratori sono stati messi, incomprensibilmente, in cassa integrazione a zero ore. Inoltre, c'è da ricordare che la cassa integrazione è in scadenza domani 25 maggio. 
Quale sarà il destino di questi lavoratori? E come mai non è stato organizzato un tavolo tra i proprietari dell'azienda e le organizzazioni sindacli in tempi precedenti ma solo adesso che siamo in scadenza dei termini della cassa integrazione?

La chiusura di questa importantissima azienda oltre a causare danni rispetto allo sviluppo del nostro territorio sta creando enormi difficoltà anche in termini di lavoro. Saranno tante le famiglie che si troveranno senza un lavoro e che dovranno subire difficoltà economiche non indifferenti. 
Mi auguro che sia da parte delle Istituzioni che da parte delle OO.SS. si riesce a trovare una soluzione per non lasciare, come spesso accade, soli i lavoratori e le famiglie che si vedono coinvolte in questa situazione. 
La Fesica Confsal di Ragusa si mette a completa disposizione nonostante non abbiamo nessuno dei lavoratori in questione iscritti al nostro sindacato. 

Il Segretario della Fesica Confsal di Ragusa
Valentina Spata


Il Pd di Ragusa al collasso. Calarese-Cosentini: sto matrimonio s'adda fa. Lupo, Napoli e Dipasquale i testimoni.

Dopo l’amarezza e la delusione rispetto alla situazione nazionale del Partito Democratico che è comunque da considerarsi unica alternativa per far fronte alle emergenze immediate del Paese, mi trovo a dover meditare e riflettere rispetto a quanto accaduto all’interno del PD di Ragusa.
Io sono una delle fondatrici del Partito Democratico della mia città. Una giovane donna desiderosa di portare il mio contributo ad un progetto politico che ho sposato sin da subito per il profilo innovativo e riformista con cui si era presentato. Sono stata disposta a metterci la faccia e ad impegnarmi da subito, collaborando per la costruzione di questo progetto che ho sempre ritenuto vincente.
Sono stata eletta Segretario dei Giovani Democratici a Ragusa, ho fatto parte della segreteria Regionale dei Gd e della Direzione Nazionale.  Ruoli importanti che mi hanno caricata di grande responsabilità nei confronti del partito, della mia città ma anche della mia generazione, con tutte le difficoltà e gli ostacoli che ho dovuto affrontare.Perchè a Ragusa invece di valorizzare le persone, si demonizzano e si ostacolano.

Anche se ero disposta a metterci la faccia e ad impegnarmi ho tenuto da subito una posizione molto netta e molto trasparente. Ho sempre partecipato dicendo ciò che pensavo a prescindere dalle aree di appartenenza. 
Un partito, quello di Ragusa che è sempre stato all’opposizione contro un’amministrazione gestita dall’ex Sindaco del Pdl, Nello Dipasquale, attuale leader del movimento “Territorio”e deputato regionale di Megafono. Negli ultimi anni, ad eccezione degli ultimi mesi,  i consiglieri comunali del Pd, in particolar modo il Segretario del nostro partito, Peppe Calabrese, hanno condotto una opposizione spietata nei confronti dell’amministrazione precedente che, a volte, mi è sembrata più personalistica che politica.  Un’opposizione esagerata e poco produttiva, priva di contenuti utili per la città. Pensate, Calabrese e Dipasquale sono arrivati a denunciarsi a vicenda.  Sono più di 100 i comunicati stampa che il Segretario del Pd, Calabrese ha scritto contro la persona di Dipasquale.
Adesso, i due "personaggi" hanno consacrato il loro matrimonio, dimenticando anni e anni di ingiurie, fango, accuse e diffide. Alla faccia della coerenza!
Ricordo che alle regionali il Segretario del Pd di Ragusa si candidò per contrastare, secondo il suo modo di pensare e la sua eccessiva presunzione, la candidatura di Dipasquale che ovviamente (era scontato) è stato eletto con un grande consenso. E fu in quella occasione che Calabrese e la sua segreteria iniziarono a parlare di dignità (in occasione di un direttivo ricordo che una persona della segreteria mi disse che dovevano difendere la loro dignità). Iniziarono a contrastare la candidatura dell’ex Sindaco Dipasquale nella lista “Megafono” creata dal Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta.  Addirittura invitarono Crocetta a Ragusa obbligandolo a togliere Dipasquale dal listino e privando, difatto, il nostro partito e la nostra Provincia di avere un ulteriore deputato regionale.  Ma, come hanno sempre detto, la dignità valeva più di ogni altra cosa.
La sottoscritta,  ha sempre ritenuto (l’ho dichiarato pubblicamente) che il Segretario del Pd fosse una persona priva di strategia,di capacità politica, di senso di appartenenza a questo grande progetto politico. Una persona che ha sempre mirato ai suoi interessi personali  a discapito di tutto e tutti.  
E per questo motivo che la sottoscritta è stata considerata una dissidente, una persona “folle” (pensate che il Segretario Calabrese e i suoi amici, ovvero gli stessi compagni di partito, mi accusano, da mesi, anche all’interno del Consiglio Comunale che sono pazza).
L’ultima performance del Segretario al riguardo l’ha fatta alcuni giorni fa quando mi ha pure bloccata su Facebook per evitare di leggere le mie considerazioni dissidenti dal suo pensare e volere. Talmente è democratico!!
Mi pare chiarissimo che oramai il PD di Ragusa è un partito allo sbando. In pochi giorni ha decretato ufficialmente il suo suicidio politico in maniera talmente eclatante che a confronto le liti interne fanno sorridere, se riviste oggi. E' inutile ripercorrere le azioni folli e pazzesche che l’attuale gruppo dirigente che fa capo al Segretario Calabrese,  hanno compiuto. In un momento delicato e importante per il futuro della nostra città, che ci vede impegnati per le amministrative di giugno,  invece di trovare una soluzione che portasse ad una linea strategica e vincente per  il nostro partito, Calabrese, con l’aiuto del suo cerchio magico,  lo ha mandato infrantumi, manifestando comportamenti miserevoli e degni della vergogna e del disprezzo più assoluti per una classe politica che si definisce “dirigente”.
Ma cosa è accaduto in questi mesi nel Pd di Ragusa?
Meglio fare un po’ dichiarezza. Cerco di riassumere il tutto, anche se non è semplice scriverlo in poche righe. Il Segretario del Pd, Peppe Calabrese ha ben pensato di occuparsi delle sue esclusive priorità: la SUA candidatura alle Regionali che lo ha visto perdente; la SUA candidatura alle primarie per le politiche che lo ha visto ritirarsi all’ultimo momento per poi dare il pieno sostegno alla candidata del circolo di un altro paese nonostante a Ragusa avevamo 4 candidati (2 donne, 2uomini);  la SUA unica e sola candidatura a Sindaco di Ragusa (pensate ha deciso, violando ogni norma dello Statuto, che il candidato doveva essere solo lui, tantochè quando si è candidato un ragazzo dell’area Renzi ha fatto di tutto per farlo ritirare).
Dopo aver deciso,sempre insieme al suo cerchio magico, che il candidato a sindaco per il Pd di Ragusa doveva essere lui, ha iniziato le “trattative” con la coalizione di centro sinistra e non solo.
Un giorno richiama all’attenzione l’alleanza delle scorse amministrative (Movimento Città, Idv, Sel) dicendo loro che insieme potevano costruire una grande alleanza, però lui doveva essere il candidato a Sindaco.
Il giorno dopo contatta l’Udc e il movimento Megafono ( movimento che non si capiva a cui faceva riferimento poichè all’epoca erano presenti solo 4 persone, adesso abbiamo saputo, come pensavamo, che Megafono fa capo all’On. Dipasquale) dicendo loro che insieme potevano costruire una grande alleanza, però lui doveva essere il candidato a Sindaco.
Il giorno successivo si leggevano sui giornali dichiarazioni contrastanti tra le due ipotetiche alleanze e di conseguenza iniziavano a diffidare rispetto alla linea politica del Pd ragusano. 
Dopo mesi di “tarantella ragusana” e di imposizione della sua candidatura a Sindaco i risultati che si ottengono sono i seguenti: sia il Movimento Città che il Movimento Partecipiamo(ex Idv,  Sel) esprimono i loro  candidati e si distaccano insieme a tanti altri movimenti e personalità dal Pd ragusano.
A questo punto, noi del secondo circolo chiediamo a tutti di restare uniti e di creare una grande coalizione civica che ci permettesse di  costruire una grande forza di centro sinistra capace di essere competitiva e vincente.
Il Segretario del Pd di Ragusa Calabrese e metà del Partito Democratico di Ragusa, nel frattempo, dopo vari dissensi anche all’interno del loro stesso gruppo, decidono (con una votazione del coordinamento che viola di fatto il regolamento visto che il Segretario non ha sostituito i nomi di coloro che non sono più iscritti al pd,e se lo avesse fatto sarebbe venuta a meno la sua maggioranza)  di sostenere il candidato a Sindaco, Giovanni Cosentini del movimento “Territorio”.
Chi è costui? Bè, sarebbe l’ex Vice Sindaco di un movimento politico di centro destra che ha governato la città di Ragusa negli ultimi 7anni, di cui noi siamo stati all’opposizione. Con esattezza, il vice Sindaco di Dipasquale, lo stesso che Calabrese ha diffamato per anni.Un uomo che è stato ex punto diriferimento in Provincia di Ragusa, quando era nell’Udc, di Totò Cuffaro.  Insomma, una figura politica che va in direzione opposta a quelli che sono i valori e i principi del nostro partito, sanciti pure dal nostro Statuto.
Per facilitare questo passaggio doloroso ma necessario per il futuro politico e personale di alcuni,gli scienziati del movimento "Territorio" pensano di spostare i consiglieri comunali uscenti dalle liste di Territorio a quella del Megafono, così da rende meglio l’inciucio agli occhi dei ragusani, che credo non sono così stupidi da non comprendere quanto sta accadendo.
Una delusione che non deriva solo della scoperta che pezzi di “classe dirigente”  ragusana hanno usato il potere mettendo da parte l'onestà. Questa è solo la più recente delle grane piovute sul PD ragusano. Già prima si erano manifestati vizi antichi di chi si crede il “nuovo”ma che è peggio del “vecchio”: settarismo e personalismi, carenza di democrazia interna, tendenza a trasformare le divergenze di opinione in faide di dissidenti che qualcuno definisce “poche persone”. (li invito a partecipare alle riunioni del secondo circolo per sapere in quanti siamo prima di aprire quella boccaccia velenosa).
Ed è per questi motivi che io, insieme ad altri, che non potevamo più stare insieme a chi non riesce ad accettare il dialogo e il confronto, abbiamo deciso di creare un nuovo spazio democratico, dando vita a rispetto delle norme dello Statuto, al Secondo Circolo del Pd di Ragusa.
E, adesso per giustificare scelte incomprensibili che destano vergogna e umiliazione a tutto il Pd, perché l’inciucio con una parte del centro destra che se arriva al ballottaggio inevitabilmente si allea anche con il Pdl, il Segretario vuol fare credere che la colpa è di chi “a pochi mesi dalle amministrative” ha voluto creare una seconda casa del Partito Democratico nella città di Ragusa. Almeno abbi la decenza, non dico la responsabilità visto che non ne comprende il significato, di tacere.
Attribuire agli altri la cronica incapacità a determinare una linea politica efficace e vincente è figlia dei suoi atteggiamenti e dei suoi comportamenti immaturi e poco credibili che purtroppo, aimè, sono anche avallati dal Segretario Regionale,Giuseppe Lupo e dal suo responsabile organizzazione, Enzo Napoli. Scrivo i nomi, perché a differenza di quanto si dice, non è una decisione sostenuta da tutta la Segreteria regionale (di cui fa parte anche Gianni Battaglia, membro del secondo circolo) che non si riunisce da mesi, ma solo da loro.
Coloro che dovrebbero occuparsi delle macerie di un Pd siciliano sordo e cieco rispetto alle esigenze dei cittadini e del ruolo, ormai assai marginale, dei militanti del nostro partito, hanno ben pensato di “intromettersi”, per l’ennesima volta, nelle vicende ragusane causando più danni che aiuti reali. La preoccupazione del Segretario Regionale, che purtroppo ho sostenuto nella scorsa campagna congressuale e che ho aiutato nel periodo in cui qualcuno lo voleva diffidare, è stata quella di portare a termine un disegno politico che ha visto la distruzione totale del Pd di Ragusa. Un disegno che vede nella mia città, l’alleanza con Dipasquale e quindi con Territorio-Megafono. Un’alleanza che, a mio avviso,non si limita solo al progetto delle amministrative ma che avrà ripercussioni anche per il futuro del nostro partito e che riguarderà tutta la nostra Provincia (basti vedere anche l’accordo di Megafono-Dipasquale a Comiso e l’assordante silenzio da parte del Segretario Provinciale e della segreteria, se ancora esiste, su quanto accaduto nel capoluogo e basti pensare all’insistenza da parte di Lupo nel voler dare la tessera a Ciccio Aiello, venendo meno alle regole dettate dal nostro Statuto).
E non mi vengano a dire che si tratta di riportare un’alleanza regionale a tutti i livelli locali, un’alleanza che vede le stesse forze unite per la stessa linea politica, perché fanno ridere ai polli. Basti guardare alle vicende accadute per l’approvazione della finanziaria, e in particolar modo per la vicenda della Formazione Professionale, dove l’operato dell’Assessore Scilabra del Pd scelta da Crocetta,è stato contrastato dagli stessi deputati del nostro partito e difeso dalla minoranza. Basti pensare, inoltre, alle riunioni con alcuni dipendenti di Enti di Formazione dove, alcuni deputati del Pd, assumono gravi dichiarazioni nei confronti del Governatore e dell’Assessore.
Ma poi questa alleanza in quante città della Sicilia è stata riconfermata? Nella maggior parte dei casi in cui Pd e Megafono sono nella stessa coalizione, il candidato a Sindaco è espresso dal Pd e in quei casi dove non hanno trovato l’accordo, ognuno ha presentato il proprio candidato. Guarda caso solo a Ragusa, dove chi rappresenta Megafono ha fatto parte e fa parte ancora oggi del centro destra, si riesce a fare il più grande e scandaloso inciucio di questi tempi.
A tal proposito, credo che in questo partito regna l’incapacità della classe dirigente regionale, ma ancor di più del Segretario Lupo che non riesce a chiarire la funzione e il rapporto esistente tra il Pd e il movimento Megafono. Se dobbiamo attenerci SEMPRE al regolamento, chi è iscritto a Megafono non può essere iscritto al Pd, chi è di centro sinistra non può sostenere un candidato a Sindaco di centrodestra, nonostante è deputato di Megafono. Una confusione che sicuramente si è venuta a creare a causa dell’accozzaglia creata da Crocetta nel suo movimento ma che i nostri cari dirigenti del Pd non hanno saputo e voluto chiarire nel rispetto di quelle che sono le norme di un regolamento che non è un optional ma un documento ufficiale che abbiamo sottoscritto tutti al momento dell’adesione al nostro partito.
Per non parlare poi, sempre restando in tema di norme statutarie, della mancanza totale del rispetto del regolamento avvenuta in tantissime altre occasioni (vedi caso Gela, dove i candidati alle scorse amministrative del Pd erano due, tra cui Speziale, all'epoca segretario provinciale candidato contro il candidato ufficiale del pd ed entrambi arrivati al ballottaggio; il caso Bagheria dove l’area Cracolici-Lumia ha sostenuto un candidato a Sindaco e l’area Lupo-Mattarella un altro ancora.. e vedi tutti i casi in cui il tesseramento non si è fatto e nonostante non si è fatto si è votato alle primarie per eleggere i rappresentati al parlamento nazionale o di una parte del tesseramento che non è avvenuto in modo regolare.. potrei scrivere un libro ma per il momento mi limito a questo e continuo a raccogliere le testimonianze). 

E questa classe dirigente dovrebbe essere un esempio per le nuove generazioni?O dovrebbe venire a farci lezioni di democrazia e di rispetto del regolamento a noi del Secondo circolo?
Bè, ne dubito fortemente che potrei apprendere da loro i metodi per la buona politica, quella con la P maiuscola che ormai si disconosce. E dubito che proprio loro possano dare dictat sul da fare nel Pd di Ragusa.
Invito quei “dirigenti”regionali che sono stati a Ragusa, magari in luoghi diversi da quelli preposti dal partito, con alcuni soggetti del pd e altri di coalizioni opposte, di cercare il confronto con tutti i militanti, a prescindere dal primo o dal secondo circolo, e sentire anche la voce dissidente dell’elettorato rispetto a questo accordo di potere che porta beneficio a pochi a discapito di molti. Magari abbiano la decenza di ascoltare tutti, anche se dubito del fatto che ne siano capaci. Lo abbiamo costatato già in passato!
Una classe dirigente,insomma da quella regionale a quella locale, che ha completamente lacerato un progetto politico per cui io, come tantissimi altri, abbiamo sempre creduto. E se oggi c’è qualcuno che non merita di stare in questo partito di certo non sono io dissidente, ma coloro che hanno portato alla sconfitta, all’umiliazione e alla svendita un grande contenitore politico che porta il nome di uno dei più grandi partiti del nostro Paese.
Ed è a loro che contesto la mancanza di politica, la mancanza di ascolto della gente,  la mancanza di coinvolgimento della base del Pd, la mancanza della capacità di interpretare le esigenze di tutti e non dei soliti noti e la mancanza della conoscenza e del rispetto, nonostante lo evocano al momento del loro bisogno, del regolamento e dello Statuto. C’è la continua determinazione a non voler ascoltare nessuno e a seguire la strada del suicidio politico.
Insomma, sono tanti i sintomi di un disagio che andrebbero analizzati con serenità e altrettanta franchezza,  sia a livello regionale ma soprattutto a Ragusa dove è evidente un calo della partecipazione (e lo sarà ancor di più dopo questo accordo scellerato con forze del centro destra), della mancanza di collegamento tra la classe “dirigente” e i cittadini, della mancanza di strategie politiche che delineano un percorso vincente.  Ma invece di fermarsi a meditare sulle ragioni di questa disaffezione al partito si preferisce demonizzare chi solleva il problema trattandolo come nemico del partito salvo poi riempirsi la bocca di parole come «trasparenza» e «partecipazione» che si traducono in parole vuote, prive di significato. E a proposito, parlando di un principio sacro e santo,quello della trasparenza, siamo ancora in attesa di vedere il bilancio regionale e comunale del nostro partito.
Purtroppo, in questa volontà di autodistruzione c'è una sorta di istinto innato che si sperava fosse stato abbandonato alla nascita del Partito democratico. Speravano in molti, io speravo, in un nuovo DNA. Ma bisogna prendere atto che quando abbiamo a che fare con certe persone è un'illusione pensare che i geni possano cambiare. A questo punto l'ultima possibilità è che chi ci ha sottratto la speranza del cambiamento si faccia da parte e venga delegittimato anche dal nostro elettorato.
E sul fronte opposto del partito,  a noi del secondo circolo, non resta altro che raccogliere i cocci di ciò che è rimasto e di ricostruire un progetto politico, quello del Pd, che possa restituire dignità e credibilità ai cittadini e ai nostri elettori che oggi, a causa di queste scelte scellerate, ci guardano con quegli occhi di speranza che non possiamo continuare a tradire.
E siamo noi, accusati di aver spaccato un partito.. noi che abbiamo la responsabilità di far risorgere dalle sue ceneri, nella nostra città, un partito che, fino a qualche anno fa, era il più affermato del centro sinistra.
E’ a queste persone, ai cittadini della mia città a cui voglio parlare, rassicurandoli del fatto che noi del secondo circolo del Pd di Ragusa, ci sentiamo liberi dall’esprimere il nostro dissenso nei confronti di questo accordo e liberi di non votare, alle amministrative di giugno, un candidato che non ci appartiene; liberi di non condividere un programma, che rappresenta la continuità con la scorsa gestione amministrativa e che non rispecchia il nostro voler cambiare e amare la città di Ragusa. Noi ci siamo e ci saremo sempre nel rispetto di quel codice etico e morale che ci contraddistingue da ogni altra forma diversa per natura e per ideologia politica, economica e sociale.

La nostra dignità non èin vendita e non lo sarà mai!!


Urge che qualcuno si occupi delle dimissioni necessarie del Segretario del Pd di Ragusa e del commissariamento del circolo e di un celere congresso regionale affinchè si ripristinano le regole democratiche di questo partito e si dia una organizzazione efficace e strumentale alla funzione sociale che dovremmo svolgere.

martedì 23 aprile 2013

Dont' Stop Formazione: lettera alla Direzione Nazionale del Pd




Questo messaggio raccoglie i pensieri estemporanei di un gruppo di ragazzi legati da sentimenti di amicizia e cooperazione nati grazie alla condivisione del progetto di formazione Finalmente Sud!
Un progetto che si affianca alle altre scuole come Officina Politica o Cortona e che consentono al Partito Democratico - secondo noi - di alimentare quel minimo di apertura verso l'esterno che oggi può vantare.

Tanti sono coloro che si avvicinano alla Politica inesperti e poco competenti e proprio per questo la formazione diventa linfa vitale di un partito che potrà pretendere disciplina al suo interno solo se ha un'anima a cui far riferimento, un obiettivo che sia comune e condiviso.

Sfumature queste che non si conquistano solo sul campo, ma individuabili grazie ad una formazione che costruisca il cambiamento, non solo politico, ma soprattutto e innanzitutto, sociale e morale. Serve una formazione che trasmetta  identità e senso di appartenenza, che insegni che se si è classe dirigente si ha la responsabilità di seguire la linea progettuale costruita attraverso il confronto interno.

Anche per questo le correnti ritrovino poi il loro senso primordiale, essere cioè differenti sensibilità all'interno di un partito i cui militanti guardano nella stessa direzione.

La formazione politica è necessaria e fondamentale e deve essere continuata. Dobbiamo continuare il percorso iniziato, dobbiamo migliorarlo. Le voci di spesa da tagliare siano altre. Non possiamo assolutamente distruggere tutto ciò che si è costruito con amore, con passione e con determinazione.

Finalmente Sud, per noi è stato fino ad oggi luogo di incontro, di confronto, magari di scontro ma certamente di crescita personale e politica!

Ha creato una rete di collaborazione e nella maggior parte dei casi di amicizia che senza questa esperienza non si sarebbe mai formata. Abbiamo riscoperto il senso di appartenenza in un partito che a volte sembra solo un agglomerato di correnti sconnesse tra loro.

Finalmente Sud ci ha permesso di creare una rete territoriale che comprende tutto il Mezzogiorno e ci sta insegnando a lavorare insieme. Ci sentiamo vicini alla meta, ma non ancora pronti. Serve continuare su questo percorso. E se gli applausi che avete dispensato ieri a Napolitano sono frutto di una reale consapevolezza, non smettiamo di lavorare sul Mezzogiorno e continuiamo a formare la sua classe dirigente del prossimo futuro.

Se chiude la formazione, chiude una parte essenziale per un partito che si prefigge lo scopo di proporre al Paese una classe dirigente preparata e pronta.

Il PD deve tagliare nuovamente i nastri di partenza lasciandosi alle spalle il ricordo storico delle appartenenze personali di ognuno. Bisogna ripartire dalla sua carta costituente. Serve ricreare un partito in cui ognuno si senta parte di un progetto per la società, di cui fanno parte in egual misura anche i circoli, i tesserati e gli elettori.

Buon lavoro e ricordate che lì, oggi, non state discutendo chiusi in una stanza, ma idealmente parlate ad una piazza che è l'Italia. Una piazza che ha necessità di ritrovare serenità e condivisione, ma soprattutto progetti, idee ed ideali. Non vi dimenticate di questi ultimi e difendiamoli con coerenza e serietà. Vi invitiamo, infine, a venire a lavorare con noi ad uno dei nostri incontri nazionali full immersion. Sarà così che noi potremo crescere, insieme a voi e con idee comuni.
E che la storia e gli errori siano da insegnamento, per questo nuovo processo.

In bocca al lupo a tutti noi.
A chi vuol FARE.
A chi vuol bene al PD ed al Paese tutto.

Valentina Spata
Fabio Arena
Leonardo Ciarmoli
Massimo Donisi
Francesca Fascella
Emanuele Marando
Barbara Panetta
Chiara Pappadà
Ciro Passeggia
Rosaria Tassaro

lunedì 22 aprile 2013

Il Pd: un Partito Dilaniato dai personalismi e dai tatticismi!

Sono una delle fondatrici del Partito Democratico. Ho votato la mozione a favore della sua costituzione nell'ultimo congresso dei Ds. Sono stata una di quei militanti che dal 2007 ad oggi ha contribuito a costruire un soggetto politico che doveva essere innovativo e riformista. Un progetto che doveva essere capace di mettere insieme tutte le varie personalità, le storie politiche di ogni componente che proveniva dai Ds, dalla Margherita e per la prima volta anche dalla Società civile.
Un partito che fino a pochi giorni fa, non so adesso, era il primo partito del Paese.
Un contenitore politico dove tante sono le diversità, sia rispetto alle personalità che lo costituiscono, sia alle idee che lo riempiono di contenuti. Una diversità che doveva essere costruttiva e non distruttiva. Una diversità che doveva porre le basi per un vero confronto.
Una diversità che con gli anni invece di unire ha diviso attraverso la costituzione di molte "aree", troppe. Siamo arrivati al punto che ormai la mattina ognuno si alza e decide di essere un "area".
Io non credo alle "aree" ma ho sempre creduto nella vera anima di questo partito: i militanti. Tanti uomini, donne, giovani che quotidianamente lavorano, con grande sacrificio e passione, per il bene del partito e dei loro territori.Persone che ogni giorno ci mettono la faccia, che parlano per e con il Partito Democratico. Che organizzano le campagne elettorali nei territori, che portano i gazebi nelle piazze, che vanno in giro per volantinare e parlare con la gente, che accolgono l'elettorato e i cittadini nelle sedi del Pd.
Persone che spesso non sono ascoltate dai dirigenti romani e che spesso vengono abbandonati con i loro problemi nei loro territori.
L’Italia sta affrontando una crisi politica molto più tragica di quella economica, riconoscibile nella sfiducia verso le istituzioni e verso i rappresentanti: in nessun altro modo si spiegherebbe il successo del Movimento 5 Stelle, espressione dell’anti politica, della rabbia e della disperazione di buona parte degli italiani.
Dopo la delusione dovuta alle elezioni, il PD pare si sia dato un po’ più da fare, iniziando dalla pubblicazione dei suoi “8 punti per un governo d’emergenza”: legge elettorale, taglio dei costi della politica, conflitto di interessi, legge anticorruzione, sono solo alcuni dei punti che il nostro partito si propone di riformare; un po’ più di tempismo probabilmente non avrebbe fatto male, visti i tre mesi di campagna elettorale che avevamo a disposizione, ma ormai è andata così. Abbiamo inseguito per quasi due mesi il M5S per fare un accordo su questi punti, ci siamo pure umiliati di fronte all'arroganza dei capi gruppo del movimento di Grillo. E in questi mesi eravamo comunque riusciti a mettere in discussione la validità, la serietà del M5S che per certi versi non risultava più essere il vero cambiamento per molti italiani che lo avevano votato. E lo abbiamo fatto involonariamente ma se solo avessimo la capacità di ascoltare la gente, forse avremmo saputo scegliere la strada giusta da percorrere.
Ma poi vedo in 48 ore il Pd, il mio partito, che si sgretola come quando una palazzina crolla in un unico colpo, e quindi non posso che essere amareggiata e arrabbiata. Ed è proprio in questo momento che capisco che la distanza tra la dirigenza del mio partito e la realtà è incolmabile.
Il Presidente della Repubblica è una figura istituzionale di grande valore e il processo di scelta, pertanto, dovrebbe essere complesso, lungo pensato e meditato. Quindi, come sostiene l'On. Giuditta Pini, una giovane compagna parlamentare, è necessario "proporre un candidato, ritirarlo, fino a quando non si trova una mediazione".
Solo che questa volta, non se ne comprende il motivo, non è stata fatta una scelta ponderata.
Come dichiara l'On. Pini "questa volta sembrava che se non si fosse fatto il presidente in tre giorni sarebbe finito il paese".
Pertanto, non comprendo come si sia potuta proporre la candidatura di Marini, che rappresentava chiaramente l'accordo con il Pdl di Berlusconi. Una candidatura rispettabilissima, ma non condivisa da tutti i parlamentari, da noi militanti e soprattutto dai cittadini. Il problema non è il nome ma il metodo di scelta e ciò che rappresentava questa candidatura. Ora, capisco che i nostri parlamentari erano impegnati nelle aule di palazzo ma noi abbiamo lanciato in tanti modi messaggi che esprimevano chiaramente il dissenso, non solo della base del pd ma anche del nostro elettorato con cui solo NOI abbiamo il reale contatto quotidiano. Abbiamo urlato, mandato emssaggi, chiamato, utilizzato i social network, occupato le sedi del Pd, minacciato le dimissioni in massa, c'è pure chi ha bruciato le tessere. Ma la domanda sorge spontanea: ma dove cavolo vivete? Ma come potete pensare che la gente voti il nostro partito se non siete riusciti ad ascoltare neanche la vostra base?
E poi sinceramente non comprendo per quale motivo Rodotà non poteva essere il candidato giusto, nessuno ha provato a parlare con lui, se non chiamando la figlia e chiedendo di far rinunciare il padre alla candidatura. Ma se eravate una classe dirigente competente, accettavate subito la candidatura di Stefano Rodotà e se non volevate votarlo ci provavate, lo bruciavate come avete fatto con i nostri, ma quantomeno oggi potevamo dire che ci abbiamo provato e che abbiamo preso in considerazione la proposta del M5S.
Ma ciò che ha ridicolizzato maggiormente il nostro partito, di fatto lacerandolo, è stata la figuraccia della mancata elezione di Prodi. Avete chiamato una persona stimatissima, con grande valore e personalità, senza preparare bene la sua candidatura. Ma come possiamo, noi giovani prendere esempio da chi non è stato in grado di preparare una candidatura alla Presidenza della Repubblica e farla votare all'unanimità dal nostro stesso partito? E non sto qui a dire cosa penso dei 100 franchi traditori perchè sarei molto volgare. Credo, però che la classe dirigente del mio partito aveva il dovere di cercare il dialogo, il confronto e di trovare soluzioni per presentare una candidatura che potesse ridare fiducia ai cittadini e potesse portare stabilità a questo paese martoriato e lacerato dalla crisi e dal malessere sociale.
La candidatura di Prodi, a mio avviso una grande personalità, sicuramente la migliore in campo, sarebbe stata quella perfetta che il Pd avrebbe dovuto far condividere, attraverso il dialogo e il confronto, attraverso strategie serie, anche dal M5S. Ed invece è stata sacrificata per rancori personali tra "aree vecchie" e "arre nuove".
E il punto di questa vicenda non è il nome di uno o dell'altro ma i metodi scelti dai dirigenti del mio partito nel presentare la candidatura del Presidente della Repubblica. Noi siamo il partito che comunque ha la maggioranza in parlamento e il maggior numero di grandi elettori. L'errore più grande che abbiamo commesso è stato quello di rincorrere prima Grillo e poi Berlusconi, prima con i consigli di una parte che voleva l'accordo per il governissimo, poi per il semplice fatto che Bersani voleva essere il Premier di questo Governo a tutti i costi. Errori gravissimi, da dilettanti allo sbaraglio. Dirigenti che oltre ad essere distanti dalla realtà, fanno capire di non amare questo partito, di non amare il loro stesso Paese, di non amare questa nuova generazione che chiede un cambiamento.
Con ciò non voglio dare tutte le responsabilità a Bersani, per me è una persona seria e onesta, un Segretario che comunque ha tenuto unito il Pd e ha ricomposto il centro sinistra, ma alcune volte bisogna capire quando è il momento di fare un passo indetro. Lui avrebbe dovuto farlo perchè abbiamo perso le elezioni e non era più il momento giusto per lui, per noi e per tutti.
Non so se votando Rodotà avremmo potuto accordarci con i girllini e fare un Governo perchè purtroppo, e dobbiamo dirlo, i deputati del M5S non hanno mai voluto avere un confronto con noi e quindi non potevano pretendere di proporre un nome, e con la scusa di tirare in ballo il popolo, obbligarci a votarlo.
Ritorno a dire che un Presidente della Repubblica è frutto di diverse consultazioni, mediazioni, discussioni. Per scegliere al meglio, bisognava trovare alternative e non fossilizzarsi solo su un nome. Questo è stato l'errore del M5S che deve prendersi le proprie responsabilità a prescindere dai gravissimi errori del Pd.
E a loro, ai parlamentari del M5S, voglio dire che non c'è nulla da festeggiare in merito alle sconfitte del Pd, perchè se ancora non lo hanno capito, mi preme fargli notare che da tutto questo caos chi ne è uscito "vincitore" è proprio Berlusconi e non noi, e non loro. Per l'ennessima volta, la dirigenza del mio partito ha fatto vincere l'unico nostro avversario.
Pertanto, con grande amarezza e delusione devo dire che la classe dirigente del Pd ha dimostrato di essere il peggior esempio che noi giovani potevamo avere. Intanto, i nostri elettori disorientati non comprendono i nostri percorsi e continuiamo a perdere consenso. Cosa sarà di tutti noi? Non lo so, vedremo nei prossimi giorni cosa accadrà, ma di certo è necessaria una grande riflessione e un profondo cambiamento.
Il cambiamento dovrebbe partire dalle scuse di chi ha ridicolizzato e portato allo sfacello il nostro partito. Scuse che devono essere fatte nei confronti di chi ogni giorno si impegna quotidianamente e ci mette la faccia con la gente nei territori.
E ai giovani di questo partito invece voglio dire che è arrivato il momento di agire ma soprattutto di mettere da parte le nostre appartenenze per costruire un percorso comune. Non ci sono nè i Giovani Democratici, nè altri gruppi che possono far valere il loro essere "area" o "gruppo". Questa è una battaglia che dobbiamo vincere tutti insieme e che non vede protagonisti e personalismi. Guardando dentro, credo che ci sia molto vecchiume anche tra alcuni giovani. Ecco, questo vecchiume dobbiamo sostuirlo con il buon senso, con lo spirito di servizio e con la voglia di ricostruire un partito che ci appartiene e che ci dobbiamo riprendere.
Io voglio un partito dove si dialoga, ci si confronta con la base, si rende partecipe la gente. Un partito che dia una formazione vera, seria e capace ai giovani che hanno tanta voglia di mettersi in discussione e di dare il loro prezioso contrbuto. Sono una giovane donna meridionale che è stata impegnata in prima linea nel corso di formazione di Finalmente Sud. Mi auguro che questo partito non ci privi anche di questi strumenti, che oltre a farci crescere politicamente ci permettono di credere ancora in questo progetto politico che ha bisogno della linfa vitale delle nuove generazioni. E ricordando la scuola politica del vecchio ma funzionale Pc "le frattocchie", credo che Finalmente Sud, migliorato sulla forma e sulle modalità, debba essere la base su cui formare una nuova classe dirigente capace di rapportarsi con i territori, di trovare soluzioni immediate ai problemi reali del Paese,di trovare soluzioni innovative per lo sviluppo e la crescita del meridione e di creare le basi per un futuro migliore per le prossime generazioni a cui non possiamo far vivere il disastro che stiamo vivendo noi per colpa di chi in questi vent'anni ha di fatto fallito. 

Valentina Spata

domenica 21 aprile 2013

VALENTINA SPATA AL TAVOLO TECNICO PER LA RIFORMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE.

Si è tenuto ieri, 9 aprile 2013 a Palermo, il tavolo regionale convocato dall’Assessore alla Formazione Professionale, Nelli Scilabra con le sigle sindacali, per condividere con loro i prossimi passi della riforma e tranquillizzare i lavoratori della formazione professionale. Era presente anche la Dott.ssa Corsello, dirigente generale alla Formazione e al Lavoro.
Al vertice ha partecipato, in rappresentanza della Provincia di Ragusa, anche il Segretario della Confsal, Valentina Spata.
“Onorata di aver partecipato a questo importante tavolo di confronto con l’Assessore Regionale, Scilabra – dichiara Valentina Spata – sono convinta che siamo sulla strada giusta per riformare un sistema, entrato in crisi già diversi anni fa, ormai saturo”. “Finalmente, con questa nuova amministrazione regionale, si sta facendo luce su tante vicende oscure e si sta provvedendo per ridare dignità ai lavoratori di questo settore”.
Dall’incontro è emerso che l’Assessore Regionale non torna indietro rispetto all’Avviso 20 che terminerà il 7 giugno. Per alcuni Enti ci sarà la proroga di qualche mese. Non c’è e non c’è mai stata la copertura finanziaria per il secondo e il terzo anno dell’Avviso 20, pertanto si sta pensando di avviare nuovi bandi per il futuro della Formazione. Al termine dell’Avviso 20, quindi, i dipendenti confluiranno in corsi di aggiornamento-riqualificazione per cinque mesi, successivamente inizieranno i corsi attraverso nuovi bandi. Una misura, quella della riqualificazione, pensata proprio per garantire il passaggio dal vecchio sistema al nuovo. Il nuovo piano dell’offerta Formativa che stanno preparando sarà finanziato con le somme del Piano Giovani. “Abbiamo la copertura finanziaria per la riqualificazione e il nuovo piano formativo . I lavoratori verranno tutelati, i sindacati dovrebbero insorgere contro i licenziamenti” – dichiara l’Assessore Scilabra durante il suo intervento.
Anche i lavoratori degli Enti cancellati e degli Enti a cui è stato e verrà revocato l’accreditamento verranno inseriti sia nei corsi di riqualificazione, sia nei nuovi bandi insieme a tutti gli operatori degli Sportelli.
Intanto, la Dott.ssa Corsello si sta occupando della realizzazione del nuovo bando per l’accreditamento degli Sportelli Multifunzionali.
“E’ necessario, prima di ogni cosa, accelerare i mandati di pagamento dell’Avviso 20 e verificare che gli stessi arrivino ai lavoratori – ha dichiarato la Spata durante il suo intervento a Palermo – ed è necessario affrettare l’iter per il pagamento del 20% della Cassa Integrazione”. “Inoltre, - continua il Segretario della Confsal, Valentina Spata, intendo precisare, in merito alle lettere di licenziamento che i dirigenti degli Enti stanno mandando o hanno intenzione di mandare ai lavoratori, che sono illegittime. I licenziamenti non possono essere messi in atto in quanto non sono previsti dalla legge 223/91 e sono in forte contrasto con il CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) e con le leggi regionali che disciplinano la Formazione Professionale. E’ stato verificato e accertato e quindi come sindacato Confsal, con la collaborazione dei colleghi dello Snals, ci opporremo, con tutte le forze, contro questi atti strumentali che allarmano i lavoratori e che non porteranno nessun vantaggio agli Enti”. “Faccio presente inoltre, continua la Spata durante il suo lungo intervento, che ciascun responsabile di Enti ha sottoscritto una dichiarazione per l’avvio dei corsi dell’avviso 20 in cui si impegnavano a rispettare il CCNL.
Pertanto risulterebbe una dichiarazione mendace in quanto in contrasto cn l’articolo 26 del CCNL che nn prevede la messa in mobilità se nn all’interno di Enti o di Enti pubblici convenzionati , così come previsto anche dalla legge 10/1994”.
La Dott.ssa Corsello, durante l’incontro ha ribadito che sono state mandate le diffide agli Enti (3-4-5 Aprile 2013), anche a quelli della Provincia di Ragusa, che hanno commesso irregolarità e che, nonostante la Regione abbia mandato il finanziamento entro il 31/12/2011, non hanno pagato il personale dipendente. A breve arriveranno anche le revoche dell’accreditamento che non avranno ripercussioni negative nei confronti dei lavoratori in quanto verranno tutelati. Inoltre, la Dott.ssa ha dichiarato che verrà utilizzato l’Albo degli assunti fino al 31/12/2008 e pertanto le assunzioni del 2009, in netto contrasto con la legge, risultano essere irregolari e non verranno riconfermate.
“Per quanto riguarda l’Enaip di Ragusa, tengo a precisare – conclude Valentina Spata - che i mandati di pagamento relativi al primo acconto sono stati emessi nella giornata di oggi 10 aprile 2013, pertanto è mia premura rassicurare tutti i dipendenti, anche quelli che pensavano che i mandati erano stati bloccati a causa delle azioni legali messe in atto da alcuni colleghi”.
Il prossimo tavolo tecnico è stato convocato il 16 e il 17 aprile a Palermo che vedrà , nuovamente, la presenza del Segretario della Confsal di Ragusa, Valentina Spata.
Il segretario provinciale della Confsal, Giorgio Iabichella, esprime soddisfazione per l'avvenuta convocazione al tavolo regionale sulla formazione. "Sono felice che la nostra O.S. - commenta Iabichella - sia stata convocata al tavolo che rivoluzionerà la formazione professionale in Sicilia e certo che la nostra delegata, Valentina Spata, saprà far combaciare il diritto alla legalità con la tutela dei posti di lavoro. Ringrazio l'Assessore Regionale, Nelli Scilabra per la sensibilità dimostrata nei confronti dei lavoratori del settore."