sabato 5 maggio 2012

L'AEROPORTO DI CATANIA CHIUDE E QUELLO DI COMISO RIMANE ANCORA BLOCCATO!!


Il direttore dell'aeroporto di Catania Enzo Fusco annuncia la chiusura della struttura nel mese di novembre, per almeno un mese, a causa dei lavori di manutenzione della pista. 
La domanda che tutti ci stiamo ponendo in questi giorni è dove saranno dirottati i voli. Le alternative indicate dalla Sac sono gli aeroporti di Sigonella, Palermo e addirittura Reggio Calabria. 


L'On. Pippo Digiacomo, che nei giorni scorsi è stato il protagonista dello sciopero della fame a causa della blocco dell'avvio dell'aeroporto di Comiso, dopo aver appreso la notizia dichiara: "Leggo con rammarico che le attività di volo non potranno probabilmente essere trasferite a Comiso perché  la società di gestione non avrebbe approntato il piano industriale. Pertanto,le opzioni sono Sigonella, Palermo, Reggio Calabria, etc… Forse nessuno ha informato ENAC che il gestore di Catania è lo stesso di Comiso e forse nessuno ha informato il dottor Fusco che a pochi metri di distanza dal suo ufficio c’è quello dell’ing. Mancini, presidente sia di SAC che di Intersac che è il socio privato di Comiso. Quindi basterebbe andare”in fondo a destra” e dire a Mancini: siccome porteremo disagio a milioni di cittadini siciliani, possiamo andare a Comiso che è un aeroporto nuovo, confortevole, tecnologicamente avanzato, che come Enac abbiamo seguito in  tutte le fasi, dalla progettazione , ai lavori, al collaudo (facendoci pagare) e che è scandalosamente chiuso. Anzi, questi pochi metri  da un ufficio all’altro non c’era bisogno di farli, giacché erano in conferenza stampa insieme. Invece c’è una sorta di gara tra Enac ed Enav a chi infonde più sconforto e confusione, a chi riesce ad assestare i colpi più vigorosi alla speranza di vedere presto aperto lo scalo comisano. Ma come non si vergognano enti statali che sono stati creati per snellire le procedure aeroportuali e che, al contrario, si segnalano per atteggiamenti ostruzionistici se non vessatori, oltre che per altri inquietanti aspetti sui quali, come tutti sanno, sta indagando la magistratura e non solo quella contabile. Come non si vergognano questi burosauri che  sono leoni a Comiso e pecore servili e sottomesse a Roma, pronte a scodinzolare col potente di turno?
Costi quel che costi,  di ciò e altro ancora, dell’immenso marciume che si annida nelle pieghe del burocraticume italiano, a partire dalla bozza di convenzione Enav,  quella dove senza il minimo di trasparenza contabile chiedono 2,6 milioni di euro l’anno per garantire i servizi di assistenza al volo per un aeroporto  per il  quale l’ente si erano impegnati a rendere il servizio gratis, con dovizia di particolari e prove, parlerò al ministro Passera nel nostro incontro prossimo venturo”

E' evidente, a mio avviso, che dietro questa vicenda ci siano interessi più grandi. Di sicuro non si vogliono dirottare i voli a Comiso, così come non si vuole aprire l'aeroporto, perchè a Catania si toglierebbe una grande fetta del bacino d'utenza. 
Resta il fatto che, per l'ennesima volta, la nostra Provincia viene abbandonata a se stessa. 
E' necessario adesso battere i pugni forti e fare sentire alta la nostra voce. Non è possibile che sia a livello regionale che a livello nazionale nessuno si interessi della vicenda. Non è possibile che si parli dell'aeroporto di Comiso, una delle strutture più importanti del meridione pronto per l'utilizzo da diversi anni, solo in campagna elettorale. Ricordo l'ex ministro Alfano quando venne in occasione della campagna elettorale dell'attuale sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, che annunciò pubblicamente il suo impegno (in pochi mesi) a far firmare questo maledetto decreto che impedisce l'autorizzazione al volo. Ancora lo aspettiamo!!
Adesso è inconcepibile che, alla chiusura dell'aeroporto di Catania, tutta l'utenza si debba spostare a palermo o a Reggio Calabria per usufruire del servizio di volo. Penso ai cittadini della mia provincia che per raggiungere queste due destinazioni devono partire almeno 6 ore prima da casa facendosi almeno 4 ore di viaggio in macchina. Conviene viaggiare in macchina, si risparmia più tempo e più denaro!! 
Questo sembra somigliare ad un complotto contro la Provincia di Ragusa, considerata la provincia "babba" forse a causa della scarsa competenza e dello poco valore della nostra classe dirigente politica, forse perchè nessuno è stato in grado di far valere i nostri interessi. 
Il mio auspicio è che l'On. Digiacomo riuscirà ad ottenere risultati positivi durante l'incontro con il ministro Passera e che finalmente riusciremo ad aprire l'Aeroporto di Comiso. In un periodo di crisi come questa, l'apertura di una grande struttura come il nostro aeroporto, starebbe a significare sviluppo, crescita e occupazione. 

Valentina Spata



lunedì 23 aprile 2012

DOPO 4 MESI DI SEQUESTRO, IL POZZALLESE CARMELO SORTINO E' LIBERO!!

Esprimo la mia felicità per la liberazione del cuoco di Pozzallo, Carmelo Sortino, sequestrato dai pirati somali a bordo della "Enrico Levoli" circa 4 mesi fa.
In attesa del suo arrivo sono vicina alla famiglia che non ha mai perso la speranza di riabbracciarlo.

http://www.ragusaoggi.it/21039/liberata-la-enrico-ievoli-sequestrata-in-somalia-dai-pirati-fra-gli-uomini-dell-equipaggio-il-cuoco-pozzallese-carmelo-sortino

Valentina Spata

La Napoletana Roberta Capone eletta Vice Presidente della Iusy.



E’ Roberta Capone, la nuova Vice Presidente della “Iusy” (International Union of Socialist Youth), Organizzazione Giovanile dell’Internazionale Socialista che ha tenuto il Congresso dal 20 al 22 aprile in Paraguai.
Una giovane donna meridionale, di Napoli, laureata in lettere moderne alla Federico II, attualmente impegnata per  il dottorato che sta svolgendo  in Francia all’università di Avignone. Una dirigente dei Giovani Democratici, responsabile ricerca e dottorati in esecutivo nazionale della RUN (Rete Universitaria Nazionale).
“Sono felice ed orgogliosa di rappresentare l’Italia in questa organizzazione ma soprattutto la Campania e il Sud, luoghi da cui provengo e che sono stati importantissimi per la mia formazione politica” - afferma la Capone dopo la sua elezione.

Quando  la passione per le radici e l’orgoglio per la storia riescono a trasparire e, come una cascata, travolgono tutti gli amici e i compagni del sud e del nord, senza distinzioni e pregiudizi.  Sono certa che in questo momento particolarmente grave e difficile che stiamo vivendo nel nostro Paese ed a livello globale, ancor più dobbiamo guardare a persone esemplari, quali l’amica Roberta, da cui attingere idealità ed insieme determinazione, voglia e coraggio di affrontare sfide nuove. Questa sua grinta è la dimostrazione che anche una donna comune, che non si nasconde sotto l’ala del mecenate politico, può riuscire nell’intento di rappresentare la nostra generazione e un paese come il nostro, facendosi valere come persona con competenza e concretezza.
Invio a Lei l’augurio di un proficuo lavoro e la mia personale attestazione di stima. 

Valentina Spata

martedì 17 aprile 2012

DELUSA DALLA VITA: UNA GIOVANE MERIDIONALE, LUCIA, SI TOGLIE LA VITA

Il dolore è sordo, il dolore è muto. Sordo perché ascolta solo se stesso, muto perché non ci sono parole che possano parlarne. Adesso dobbiamo essere a noi a parlare per lei e per tutti quelli che vivono il suo stesso disagio. Abbiamo tutti delle responsabilità.

http://www.cadoinpiedi.it/2012/04/17/la_storia_di_lucia_nata_al_sud_morta_al_sud.html

VIOLENZA SULLE DONNE: RAGAZZINA DI 13 ANNI SI SUICIDA PERCHE' NON E' STATA CREDUTA.



E' ancora lungo il cammino da percorrere contro la violenza di genere e soprattutto quello a difesa delle vittime. 
Siamo ancora nella fase in cui "le donne vengono stuprate e la colpa è la loro". 
L'avvocato della difesa, in aula, davanti al giudice, accusa la giovane vittima di aver provocato i quattro ragazzi maggiorenni e le definisce "prostituta".
Un atto vergognoso, degno di essere punito come se fosse stato commesso un reato. Mi chiedo: può una ragazzina di 13 anni, timida, provocare un branco di ragazzi affamati di sesso?? Non credo, tali dichiarazioni vogliono essere giustificazioni, a mio avviso, immorali. 
Questa è una vicenda molto triste ma anche molto grave. Lo stupro di una ragazzina ma anche di un minore è paragonabile ad un omicidio volontario, pertanto dovrebbe essere inflitta la pena dovuta. 
Carmela, una ragazzina, che come poche, è riuscita a denunciare l'atto violento subito ma nessuno le ha creduto si è tolta la vita. Questo è quello che conta, questo è quello su cui bisogna riflettere e lottare affinchè sia fatta giustizia.  Lo psicoanalista che la curava, invece di ascoltarla, la imbottiva di farmaci facendola entrare in una totale crisi d'identità. Queste "vittime" vanno ascoltate e aiutate attraverso percorsi di colloqui con un equipe professionale e specializzata, senza adottare farmaci. Solo l'amore delle persone, forse, può aiutare chi ha vissuto questi momenti orribili, indimenticabili che si presentano all'improvviso nella mente come mostri da combattere. Ma adesso Carmela non c'è più, non è più insieme alla sua famiglia, ai suoi amici, al suo mondo e per questo che lo Stato deve intervenire per fare giustizia e per ridare dignità e fiducia alla famiglia stremata dal dolore. che oltre al danno deve subire anche la beffa. 

http://www.ilgiornale.it/interni/mia_figlia_suicida_dopo_stupro_traditi_stato/16-04-2012/articolo-id=583192-page=0-comments=1

Valentina Spata

Riforme: l'Unione Europea ci chiede "il Nuovo Catasto".

La Riforma del Catasto conterà misure intese a risolvere le disparità i trattamento riscontrate a oggi nell'applicazione della nuova IMU. Si pagherà in base ai metri quadrati e non più per vani catastali, quindi più grande è una casa più si paga.  
Inoltre, appartamenti pieni di stanze pagheranno molto di più di quelli meno suddivisi ma con identica superficie.
Prevede, anche, la revisione delle categorie catastali, ormai superate e, si passerà a una classificazione più semplice (case singole, palazzi e abitazioni di lusso), divisa poi in ulteriori sottogruppi. Oltre all'uso del metro quadrato, la riforma prevede l'attribuzione a ogni unità immobiliare di un significato preliminare che distingua, per esempio, le vie dei negozi del centro dai quartieri residenziali. L'introduzione di microzone fornirà una mappa più veritiera del valore di mercato degli immobili.



Valentina Spata

lunedì 16 aprile 2012

Ripartire dal Sud. Ripartire dalle infrastrutture per lo sviluppo e la crescita.




Perché l’Italia ha meno infrastrutture degli altri paesi Europei? E perché il Sud ne ha ancora meno?

“L’Italia è oggi in grave deficit infrastrutturale. Si colloca, al 72° posto nella classifica
mondiale per il complesso delle infrastrutture, al 53° per quelle stradali, al 45° per quelle ferroviarie
all’83° per quelle portuali, all’85° per quelle di trasporto aereo. Che questa grave carenza incida pesantemente sulla debolezza della crescita è universalmente sottolineato; non altrettanto che essa derivi anche da una visione frammentaria e non sistemica delle reti infrastrutturali e in particolare da quelle di comunicazione trasporto, e dal carattere frammentario e non sistemico delle politiche pubbliche e degli investimenti sull’intero territorio nazionale. Le carenze infrastrutturali (pur ovunque distribuite) sono gravissime nelle regioni del Mezzogiorno, che presenta oggi rispetto alla media italiana una dotazione complessiva del 59%, del 46% di infrastrutture idriche, 43,6% energetiche, 76% di comunicazione, 80,4% di trasporto. Come evidenzia la SVIMEZ, e già sottolineato nei Rapporti annuali del Dipartimento per le politiche di coesione e sviluppo, in studi specifici della Banca d’Italia, la complessiva inefficienza delle reti e la divisione dell’Italia in due
nelle reti di comunicazione è oggi vistosissima soprattutto sotto l’aspetto qualitativo. Quanto alle infrastrutture nelle regioni meridionali, se le carenze nei servizi di competenza regionale e locale chiamano totalmente in causa le responsabilità delle relative istituzioni e attori, nonchè la capacità delle classi dirigenti e della società civile di mobilitarsi verso obiettivi strategici e non opportunistici di crescita, le scelte fondamentali sulle grandi reti di comunicazione, pur non escludendo la capacità progettuale e propositiva dei territori e delle classi dirigenti locali, si devono
all’indirizzo delle politiche pubbliche nazionali e delle grandi imprese pubbliche responsabili dei
relativi servizi. La quota di risorse ordinarie oggi destinate ad infrastrutture di rete nelle regioni meridionali dagli enti pubblici, tra cui Anas, Ferrovie dello Stato, Enel, è persino scesa dal 28,7% della media nazionale del 1998, al 22,3% del 2006. Il 68% della spesa della pubblica amministrazione è concentrato nel Centro-Nord”.
Questa è una parte della relazione di Leandra D’antone, storica dell’economia, presentata in un suo recente intervento per lo Svimez, “Infrastrutture per l’Italia: 1860-2011”. 
Dal suo interessante report si comprende quanto sia evidente il divario infrastrutturale tra Nord e Sud. Per quanto riguarda le Ferrovie viene sottolineata la mancanza di collegamenti ad alta velocità da Napoli in giù. Aggiungo che in Sicilia, dove le ferrovie dello stato non hanno voluto investire negli ultimi anni cancellando di conseguenza molte tratte, la rete ferroviaria è davvero fatiscente e arcaica. La rete si estende per 1400 Km di cui 780 elettrificati. Dal 1999 ad oggi la distanza coperta dalla rete non ha subito cambiamenti. Il trasporto ferroviario che per tradizione raggiungeva in maniera capillare il territorio anche delle aree rurali interne non è stato incentivato da politiche di rinnovo e ammodernamento strutturale anzi in alcuni tratti non elettrificati che potevano dare impulso a forme innovative di turismo verde e alternativo i binari sono stati smantellati. Ma la decisione di Trenitalia di cancellare alcune tratte ferroviarie nell’Isola è l’ennesimo atto di razzismo perpetrato da Roma nei confronti della Sicilia. Questa decisione calata dall’alto danneggerà centinaia di studenti fuorisede e di lavoratori pendolari che giornalmente utilizzano il treno, ed avrà pesanti ripercussioni per il turismo nell’Isola, altro che progetti per lo sviluppo delle infrastrutture e fondi per la realizzazione del ponte sullo stretto. E’ assurdo poter pensare di cancellare le tratte in una terra come la Sicilia già penalizzata dalla mancanza di una adeguata rete di trasporti. La situazione peggiora se parliamo di strade e autostrade. La D’Antone, sostiene che l’unico collegamento possibile per tutte le Regioni del Sud sarà l’autostrada Salerno-Reggio Calabria (ancora in corso di adeguamento con la corsia di emergenza, e che, a lavori conclusi).  In Sicilia si rileva la totale mancanza di una rete autostradale a tre corsie contro i 23 km per 1000 km di superficie territoriale (l’Italia mediamente ne conta 21 km). Le autostrade Catania - Messina e Catania – Palermo hanno bisogno urgenti interventi di ripristino del manto stradale e delle gallerie; La Catania Siracusa, terminata di recente, deve essere migliorata; la Gela- Palermo è inagibile, da qualche anno, a causa del crollo di un ponte subito dopo la realizzazione. Le maggiori problematiche delle strade siciliane riguardano soprattutto lo scadente livello nei servizi agli utenti, gli alti livelli di incidentalità con i relativi tassi di mortalità che risultano essere superiori rispetto alla media nazionale e lo scarso collegamento tra i nodi urbani, le zone costiere e le aree interne soprattutto per le Province di Agrigento, Enna, Caltanissetta e la mia Provincia, quella di Ragusa. Pensate da Ragusa per arrivare a Palermo, ad una velocità di 100 km/h, ci si impiega 3 ore e mezzo – 4 ore. La mancanza di collegamenti stradali efficaci compromette l’efficacia delle strutture aeroportuali che nel Meridione sono numerosi. L’Aeroporto di Catania, uno dei più grandi del Meridione, ad esempio da Ragusa dista 1 ora e mezzo di macchina a causa della mancanza di autostrada che permetterebbe i cittadini ragusani e dei paesi limitrofi di raggiungere la stazione aeroportuale in circa mezz’ora. L’intervento prioritario si concentra sull’aeroporto di Comiso, a supporto dell’aeroporto di Catania ed a copertura dell’area orientale dell’Isola. Finanziato con fondi POR, con delibera CIPE, ma anche con fondi privati doveva entrare in pieno regime già dall’anno scorso ma ancora aspettiamo l’apertura. Nonostante questi disagi, i siciliani, sono costretti a pagare un costo eccessivo di trasporti. In questo periodo di crisi, e soprattutto con l’aumento della benzina, ne risentono maggiormente tutte le persone che lavorano fuori città e a causa di mancanza di mezzi di trasporto (autobus, treni) sono costretti a viaggiare in macchina. Ma, in modo particolare a soffrirne sono gli autotrasportatori che ogni settimana si dirigono verso il nord Italia per la distribuzione delle merci e dei prodotti. Pensate che da Vittoria (dove si trova uno dei più grandi mercati ortofrutticoli della Sicilia) per arrivare a Roma ci vogliono 20 ore di viaggio.
Per quanto riguarda la portualità, come sostiene la D’Antone, pur con punte di eccellenza (come il porto di Gioia Tauro), grazie all’intensità dei traffici tra Occidente e Oriente attraverso il Mediterraneo stenta a riorganizzarsi sulla base delle indicazioni comunitarie e di una coerente e non puramente enunciata scommessa sull’incremento delle relazioni commerciali tra l’Europa e il Nord Africa. Ad esempio, lo sviluppo delle infrastrutture siciliane ruota attorno a due grandi poli portuali. Nella parte orientale dell’Isola, vi è l’area Pozzallo-Catania-Augusta, quest’ultima vocata al trasporto container, con alle spalle un retro porto ben attrezzato, e da collegare in modo intermodale (ferrovie e strade) col grande interporto di Catania Bicocca. Nella parte occidentale, vi è il porto di Trapani-Palermo, con l’interporto di Termini Imerese, da specializzare nel trasporto con traghetti che consentono collegamenti veloci con i porti del Nord Italia, realizzando una grande autostrada del mare. Su queste piattaforme logistiche, di cui potranno beneficiare attraverso un sistema integrato tutte le province della Sicilia, si gioca una parte consistente dello sviluppo futuro della Regione.
Iniziamo dallo sfatare un luogo comune, secondo il quale il primo sforzo serio per dotare di infrastrutture il meridione si sarebbe avuto a partire dagli anni ’50 con l’”intervento straordinario”.
Così non è stato e non è ancora oggi. Le risorse dello Stato impegnate nel Mezzogiorno quasi sempre non sono state ben utilizzate per la realizzazione e lo sviluppo delle strutture dedicate al meridione. Il gao infrastrutturale siciliano nei confronti dell’Italia è grave e risulta sostanzialmente invariato negli ultimi anni. “una regione ben dotata di infrastrutture avrà un vantaggio comparato rispetto ad una meno dotata e questo si tradurrà in un più elevato Pil regionale pro-capite o per persona occupata e/o anche in un più levato livello di occupazione. Da ciò consegue che la produttività, i redditi e l’occupazione regionale sono funzione crescente della dotazione di infrastrutture”. Come tutte le grandi opere, anche il Ponte di Messina è stata sempre fonte di lungo dibattito tra opinioni e sentimenti diversi, ha suscitato opposizioni di tipo politico, economico, etico e quant’altro. La paura che il ponte di Messina si riveli l’ennesima “cattedrale nel deserto”, che le strutture ferroviarie e autostradali promesse e necessarie affinchè questa colossale opera abbia un senso, rimanga pura utopia. I siciliani si chiedono: “a cosa serve il ponte se prima non si realizza e migliora la rete stradale?”. Inoltre, c’è chi non vuole vedere deturpate ed inquinate le bellezze naturali di Ganrizzi e Villa, nonostante nella progettazione del ponte di Messina si sia fatto il possibile per ridurre ai minimi termini l’impatto ambientale. Nel corso degli anni il tema delle “infrastrutture” è diventato una questione importante e cruciale per l’economia e lo sviluppo del Meridione della mia amata isola Siciliana. Adesso se si vuole pensare ad una vera crescita del Paese si deve ripartire dal Sud, dallo sviluppo e dalla crescita del Meridione, ripensando alle infrastrutture nel suo complesso: dal sistema dei trasporti, alla realizzazione di opere pubbliche, ai fondi FAS, al sistema energetico fino ad arrivare al sistema delle telecomunicazioni.



Valentina Spata 

mercoledì 21 marzo 2012

MANIFESTAZIONE ANTIMAFIA: IL PRESIDE DEL FABIO BESTA NEGA AGLI STUDENTI IL DIRITTO DI MANIFESTARE.





Si svolgerà in tutto il paese la Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie.
Tanti gli studenti e i giovani che scenderanno in piazza per commemorare le vittime di tutte le mafie.
La manifestazione diventa, pertanto, un momento importante non solo per ricordare, ma anche e soprattutto per "urlare" che bisogna reagire ad ogni forma di illegalità. Legalità vuol dire credere nel valore delle leggi e dello stato, legalità e lotta alla mafia vogliono dire e devono voler dire combattere ogni giorno nel nostro piccolo la mafia e gli abusi di potere.
A seguito della manifestazione antimafia a Ragusa, organizzata per oggi, il Preside dell'istituto Fabio Besta ha minacciato punizioni feroci ai partecipanti. Non è la prima volta che accade, ma questa volta gli studenti hanno deciso di rompere questo silenzio e denunciare la violazione di un loro sacro e santo diritto.
Voglio ricordare al Preside che, l'art. 21 della nostra Costituzione sancisce che "tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". La norma tutela sia il diritto di esprimersi liberamente sia il diritto di utilizzare ogni mezzo per diffondere il proprio pensiero. Questo diritto è un vero diritto di libertà. Ciò significa che nessuno può impedire ad altri di manifestare un pensiero.Evidentemente il Preside non conosce la nostra Costituzione e i principi fondamentali ad essa connessi. Eppure un Preside di una scuola superiore, che dovrebbe garantire il rispetto delle regole, dovrebbe anche conoscere e rispettare quella che è una legge costituzionale. 
Pertanto, esprimo la mia solidarietà agli studenti restando sempre a loro disposizione e condanno fortemente l'atteggiamento antidemocratico del Preside che ha leso ingiustificatamente i diritti degli studenti che volevano manifestare. Un rappresentante di una grande istituzione come la scuola, che dovrebbe dare il buon esempio, non può e non deve permettersi di violare i diritti degli studenti. Il rispetto delle regole è un elemento essenziale per la formazione e la crescita dei ragazzi, è una responsabilità collettiva della società e deve essere insegnata fin dall’inizio nelle scuole, ma prima di tutto le regole devono essere rispettate da chi ha la funzione di garantire la qualità dei processi formativi degli studenti e il raggiungimento dei risultati e dell'efficenza della scuola.
Valentina Spata

mercoledì 7 marzo 2012

PALERMO: PRIMARIE IN CORTOCIRCUITO!!





“Qui finisce la speranza dei cittadini onesti”.


Se ricordate, questa frase era scritta in uno striscione che alcuni cittadini portarono davanti alla Chiesa di San Domenico a Palermo, all’uscita della bara del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso dalla mafia. Era il 1983, io avevo appena 2 anni, non posso essere testimone ma ricordo bene questa scena rimasta in memora dopo vari documentari visti durante gli anni della mia vita.

Sappiamo tutti che Palermo ha assistito a orrendi crimini, e la sua anima, prima che il suo territorio, è stata devastata dalla corruzione e dal malaffare.

I palermitani, hanno reagito poco a questo sistema, in questi anni hanno subito, anche perché oppressi dal bisogno, angherie di ogni genere da una classe politica, che continua tutt’oggi a depredare la loro città, ingannandoli.

Il nostro capoluogo siciliano non è governato dalla “sinistra” da almeno 20 anni e in questo lungo periodo ho visto un centro destra distante dai bisogni reali dei cittadini. Un governo, quello palermitano, che ha portato al lastrico una delle città più belle d’Italia.

Palermo è oggi la città italiana con la più alta presenza di precari e disoccupati dove l'unica fonte di occupazione è il lavoro nero o quello ottenuto con il sistema “illegale” dello scambio di voto tra coloro che cercano disperatamente il lavoro e taluni politici che li ricattano, ben conoscendo le loro drammatiche situazioni familiari.

Palermo è una città con un Sindaco, che da più tempo è assente, che non ha saputo e potuto gestire la vita della città, affiancato da assessori, che non hanno dimostrato competenza e capacità, rivelandosi inadeguati per i compiti loro affidati; un sindaco che ha suscitato indignazione e rabbia tra i Palermitani, che all’epoca dei Vespri lo avrebbero cacciato via! Queste sono le parole, che condivido, di un generale dei carabinieri che descrive esattamente la situazione attuale della città palermitana.

Adesso è arrivato il tempo di dire basta e di muoversi come il mare che, dopo i lunghi mesi estivi, è stanco di essere quieto!

Adesso, abbiamo capito che i palermitani hanno una grande voglia di riscatto e lo si vede dalla entusiasmante ed importante partecipazione che ha visto quasi 30.000 persone protagonisti delle primarie della scorsa domenica. Questo è il dato più importante, che poco si è guardato, ma che merita maggiore attenzione.

In questi giorni abbiamo assistito a tante polemiche, a tanti attacchi nei confronti del Segretario Regionale Lupo, del Segretario Nazionale Bersani, del Pd siciliano..addirittura su striscia la notizia si è resa pubblica la notizia che uno dei candidati, Davide Faraone, ha promesso “lavoro in cambio di voti”.

Ora, io da siciliana e da iscritta del Partito Democratico, penso che il nostro partito di errori ne abbia fatto tanti ma ricordiamoci che la politica è fatta da “uomini” e pertanto solo l’uomo può redentere i propri errori.

Io sono stata una di quelli che pensava, che Rita Borsellino era il candidato ideale per vincere a Palermo. Sinceramente m’aspettavo un risultato migliore, sennonché non mi sento di condannare la scelta del Segretario Regionale Giuseppe Lupo, insieme a tanti altri dirigenti del pd siciliano e del Segretario Nazionale Bersani, per un semplice motivo: la Borsellino, come sempre ha dato, e come sempre lo darà, questo gran contributo, sia in termini elettorali che d’ immagine. Se non ci fosse stata lei candidata, una parte dei palermitani, forse, non sarebbe andata a votare. Di questo bisogna prenderne atto.

Poi, facendo un analisi più politica, penso che questi dati, sono la dimostrazione evidente che la gente ha bisogno di vedere sulla scena politica “figure nuove”. Io non sono una “rottamatrice”, del tipo, costando fuori i vecchi” per poi dare spazio le giovani “leve”. Penso che un grande partito come il nostro deve porre in considerazione questa situazione, quella dello scambio generazionale, in completa armonia politica. Per questo credo che la vittoria di Fabrizio Ferrandelli, debba farci riflettere e debba essere un nuovo e più slanciato“punto di partenza” per il nostro partito siciliano e non un motivo di rottura che, in questo momento risulterebbe dannoso per tutti, anche per i palermitani che sperano in un mero e completo cambiamento. Dobbiamo prendere atto della vittoria meritata di Ferrandelli, e di tutti coloro che nel nostro partito, hanno deciso di sostenerlo. Adesso bisogna avere un po’ di BUON SENSO di unità del partito e della coalizione di centrosinistra, per vincere le amministrative che si terrano a maggio.

Prendiamo atto anche del grande risultato del candidato Davide Faraone che, a differenza di ogni altra impresunta aspettativa, ha svolto una campagna elettorale corretta e ha avuto un sostegno, anche se pur minimo, da parte, di alcuni amici e compagni del PD Sicilia. Cari amici e compagni di partito, è giusto hic et nunc mettere da parte i nostri vecchi rancori e dissapori, per far convergere in un unico progetto il programma migliore per Palermo, perché solo NOI, il PD e i nostri alleati possono vincere queste amministrative! Noi siamo l’unica speranza per questa città e per i tanti palermitani speranzosi di questo onto cambiamento politico. E allora, da ora agiamo con senso di responsabilità, questi nuovi cambiamenti politici! Questo il mio nuovo appello.

In merito alle primarie, come strumento per scegliere i nostri candidati, vorrei fare alcune riflessioni. Premesso che, condivido quanto detto da Dino Amenduni sul Fatto: “La mia proposta è imporre il doppio turno alle Primarie quando il candidato vincente non supera il 50% del consenso. Si va al ballottaggio una settimana dopo. In questo modo si eviterebbe che dalle urne emerga un candidato non voluto dalla maggioranza assoluta dei cittadini e il condizionamento del voto dall’esterno sarebbe certamente più complicato, perché diventerebbe difficile attivare una macchina artificiale del consenso per due volte in soli sette giorni”, non condivido questo strumento poiché non lo considero democratico ed efficace.

Il Partito Democratico ha importato il modello delle “primarie” dagli Stati Uniti con la differenza che mentre in America sono i comitati elettorali a votare, in Italia dovrebbero votare gli iscritti e i simpatizzanti al Pd, quando si tratta di primarie interne al nostro partito, o iscritti e simpatizzanti dei vari partiti di centro sinistra quando si tratta di primarie di coalizione, ma come ben sappiamo pur di vincere facciamo votare chiunque. Bene, è in questo modo che il sistema delle primarie entra in cortocircuito. In Italia, alle primarie, votano tutti, anche simpatizzanti e iscritti di altri partiti che non competono alla gara elettorale. Ad esempio, amici miei, esponenti e iscritti al partito di Raffaele Lombardo, hanno votato alle primarie di Palermo. Mi chiedo: che senso ha rivolgerci ad altri partiti per scegliere la nostra classe dirigente??? Non possiamo utilizzare criteri più democratici che tengono in considerazione il merito e il valore di tante risorse che possono sicuramente portare rinnovamento e cambiamento??? Iniziamo a cambiare le regole del gioco, iniziamo a portare il re-innovamento negli strumenti che il nostro partito utilizza per affrontare le competizioni elettorali ma soprattutto iniziamo tutti a farci un bel bagno di umiltà prima di sputare e compromettere sentenze su “quello” o “quell’altro” dirigente, perché di errori politici in questi anni se ne sono stati fatti davvero tanti. Questo è, a mio avviso, il nuovo punto di partenza che ci porterà ad un vero e profondo cambiamento.

Valentina Spata

martedì 31 gennaio 2012

ULTIMI GIORNI DA SEGRETARIO. GD: UN'ESPERIENZA CHE NON DIMENTICO.





Care amiche e cari amici,

qualcuno definisce la politica “la sfera delle decisioni collettive sovrane” (Sartori), altri, “l’arte di costituire, organizzare, amministrare lo Stato e dirigere la vita pubblica (De Voto); altri ancora, evitano di interessarsi della politica, in quanto essa è definita “il male collettivo”, quella che non si interessa del benessere comune. Io, personalmente, penso che comunque la vogliamo intendere, è certo che ogni fatto di vita che ci appartiene non può sottrarsi alla politica.
La politica, quindi, come diceva Giorgio La Pira è “un impegno diretto alla costruzione della società in tutti i suoi aspetti, è un impegno verso gli altri che deve portare con sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di prudenza, ascolto, tolleranza, onestà, giustizia”.
Così, come nel mondo ci sono i “cattivi” e i “buoni”, esiste la politica “buona” e quella “cattiva”. E come sempre non bisogna farne di tutta l’erba un fascio.
“Respiriamo politica come aria, e non c’è ne accorgiamo. Vi siamo immersi ogni giorno e non la riconosciamo, spesso influenzati da un clima che ai nostri occhi la svaluta come qualcosa di estraneo alla nostra vita, addirittura pensando che sia qualcosa da difenderci”. A mio avviso la politica è cultura, è storia dei nostri antenati, di ognuno di noi e del nostro paese. La politica è vita. E siamo proprio noi la sua vita. La politica siamo noi. E il suo senso è quello di credere che c’è la possiamo fare. Partendo dal “NOI”, donne, uomini, giovani, tutti insieme partecipando attivamente a cambiare il “come della politica”, ovvero il modo in cui si propone al giorno d’oggi.
Sin da quando ero piccola, ho avuto la percezione che la politica fosse importante per la vita dell’uomo. Sono stata sempre convinta del fatto che la partecipazione rendesse libero l’uomo. Libero di esprimersi, di decidere, di confrontarsi, di sbagliare.. Libero!!
E crescendo, io, ho scelto di essere Libera e quindi di partecipare attivamente alla vita politica del mio Paese, della città in cui sono nata e vivo. Libera di esprimere le mie idee per cercare di cambiare tutto ciò che lamento. Perché lamentarsi non basta. Bisogna essere attivi, bisogna essere propositivi e bisogna essere preparati per contribuire al cambiamento che attendiamo da tempo e di cui tanto si parla. Per questi motivi ho messo al servizio del mio partito, il PD, e soprattutto a servizio della collettività, il mio impegno.
La mia è una storia di impegno sociale e politico, una storia comune che ho condiviso con tanti altri giovani.
Da sempre ho unito, alla passione politica, il volontariato nelle associazioni e l’impegno con i giovani al servizio della mia città, del mio Paese..
Sono cresciuta politicamente e civilmente credendo nei valori della famiglia, dell’ambiente, dell’impegno nel sociale, delle risorse per il futuro. Ho coltivato questi valori prima nella Sinistra Giovanile, di cui sono stata Segretario nel 2006 e poi nei Giovani Democratici. Nel febbraio del 2009 sono stata chiamata e ho scelto di ricoprire il ruolo di segretaria dei Giovani Democratici di Ragusa. Pochi mesi più tardi, sono stata scelta come membro di esecutivo regionale. Ancora oggi, faccio parte della Direzione Nazionale dei Giovani Democratici.
All’interno dei Giovani Democratici ho portato, insieme al mio gruppo, avanti tante battaglie di impegno sociale e civile rivolte anche al mondo delle associazioni. E ne sono fiera. Io posso dire: “Qualcosa ho fatto”, non sono rimasta ferma a lamentarmi di ciò che non mi piaceva, ma nel mio piccolo, ho contribuito a cambiarlo.
Alla luce di tutte le attività svolte mi sono convinta che la politica può essere una “cosa buona” solo se ciascuno di noi, in quanto cittadino di questo paese, è ben informato e può pienamente esercitare il diritto-dovere di partecipare attivamente alla vita sociale, economica e politica del proprio territorio, dando un’impronta fondamentale al cambiamento. Tuttavia mi son resa conto che manca, nella maggior parte delle persone, la coscienza civica, cioè la consapevolezza di essere parte integrante e attiva del territorio in cui si vive e di poter essere determinante per i cambiamenti. Dobbiamo avere la convinzione che è possibile cambiare le cose chiedendoci non cosa i “politici” possono fare per noi, ma cosa noi stessi possiamo fare in prima persona. E sono convinta che se, in Sicilia, tutti ci chiedessimo “cosa possiamo fare noi per la politica”, le cose potrebbero cambiare. La mia Regione, ha visto nascere e radicarsi un sistema clientelare che ha portato i siciliani, in tutti questi anni, a consegnare il potere di governarci a persone che hanno utilizzato la politica per fini personali. Persone che si sono arricchite attraverso i sacrifici dei siciliani e che oggi ci stanno consegnando la nostra bellissima isola con un deficit forse irrecuperabile. E siamo proprio noi, popolo siciliano, a doverci fare un esame di coscienza, perché non solo abbiamo contribuito ad eleggere questa classe dirigente, ma siamo rimasti fermi ad aspettare che qualcuno facesse il nostro bene. Ed è proprio in questo che abbiamo sbagliato e continuiamo a farlo.
E per questi motivi, non finirò mai di dire ai giovani, ai miei coetanei, di avvicinarsi alla politica, perché attraverso le nostre idee, il nostro pensiero, la nostra consapevolezza, il nostro contributo, insieme possiamo certamente cambiare qualcosa, partendo dai territori e puntando sempre più in alto. Si può fare, ma ci dobbiamo provare. Non lamentiamoci solamente, ma cerchiamo di costruire l’alternativa ad un modo di far politica che non ci appartiene.

Costruiamo insieme la storia politica di ciascuno di noi.

Una storia politica, di impegno e passione. Questa è la mia storia. La voglio condividere con voi perché credo fortemente che i giovani vogliono essere resi protagonisti della loro vita e della storia futura del nostro paese.
La mia, una esperienza meravigliosa, di crescita politica ma anche e soprattutto di crescita personale. Un’esperienza che, purtroppo, sta volgendo al termine ma che mai dimenticherò. Farà parte della mia vita, insieme alle tante soddisfazioni che ho conquistato con grande sacrificio.
Lasciare la giovanile per me sarà molto doloroso, ma lascio questa esperienza ai tanti giovani della mia città che vogliono impegnarsi e attivarsi al servizio delle nuove generazioni. Il mio tempo è scaduto..adesso è il loro tempo!! Il mio impegno continuerà, comunque, a servizio del mio partito e, come sempre, della mia adorata città.

Nel concludere il mio impegno diretto al servizio dei Giovani Democratici, desidero rivolgere i miei ringraziamenti a tutti i giovani che hanno reso unico il mio percorso. Ringrazio in particolar modo, il mio Segretario Regionale, Salvo Nicosia, che mi ha sempre sostenuta e resa partecipe dell’attività e delle decisioni politiche della giovanile. Un Segretario che è stato sempre presente sia, nel circolo di Ragusa che, nella Federazione. Non è mai mancato il suo supporto, morale e pratico. Non è mai mancata la sua presenza. Una persona che, per quanto mi riguarda, ha contribuito tanto alla mia crescita politica in questi anni. Non potrei mai tradire la sua fiducia, non potrei mai desiderare un Segretario diverso da quello che ho contribuito ad eleggere lo scorso congresso. Una persona che di fronte alle mille difficoltà non ha mai mollato, e di questo tutti, oltre che a prenderne atto, dovremmo ringraziarlo. Un Segretario che oggi è diventato uno dei miei più cari amici, a cui devo davvero tanto.
Giacomo D’Arrigo, un nome ma anche una grandissima persona. Sempre disponibile ad ascoltarmi, ad aiutarmi, a sostenermi e, spesso, anche a consigliarmi. Una persona che ha arricchito molto il mio percorso politico e da cui spesso bisogna prendere esempio. Un giovane uomo di cui la determinazione è da invidiare. Uno che non si arrende mai e che con le sue capacità incassa tante soddisfazioni. Un grande amico, di cui ho la massima fiducia e stima.
Ringrazio di cuore anche , Maria Laura Maggiore, Segretario del PD di Bagheria, mia compagna di avventura in Esecutivo Regionale. La mia guida politica, la mia supporter, la mia confidente ma anche una grande amica. Si, proprio così, in politica possono anche nascere delle belle amicizie che ti arricchiscono ancor di più. E ancora un ringraziamento ad Andrea Zarbo, membro di Esecutivo Nazionale, che mi ha sempre ascoltata e sostenuta, e Domenico Rizzo, altro mio compagno in Esecutivo Regionale, il cui legame politico e di amicizia è indissolubile con entrambi.
Il mio carissimo amico palermitano Antonio Migliore che con la sua grinta e la sua voglia di fare riesce a trasmettere in me quell'entusiasmo necessario per andare sempre avanti. 

Ringrazio altresì i Giovani Democratici Siciliani con cui ho collaborato e con cui mi sono confrontata in questi anni: Alba Marino, Livio Giugliuto, Fabio Capillo, Gabriele Lo Re, Giuseppe Lo Re, Emanuel Sammartino, Alessandro Balsamo, Nelli Scilabra, Rosario Di Benedetto, Giuseppe Vetriolo, Francesco Dolce, Roberta Tripoli, Luca Mangiapane, Giovanni Pagano, Andrea Ricciardi, Francesco Barone, Francesca Raciti, Prospero Crimi, Adele Trovato, Antonio Currao, Elena Caruso e tanti altri ancora. I miei ringraziamenti vanno anche ai Gd di tutte le altre regioni che mi hanno dato il loro sostegno e che mi hanno permesso di avere un confronto democratico importante per la mia crescita politica. In particolar modo ringrazio i compagni: Antonino Castorina (Calabria), Marcello Rocco (Campania), Francesco Tonelli (Campania), Antonio Iozzi (Campania), Giovanni Di Gennaro (Campania) e Benedetto Fucà (Lazio). 

L’ultimo ringraziamento lo voglio fare ai Giovani Democratici della Provincia di Ragusa e del circolo di Ragusa che accompagnerò fino al congresso che, a breve celebreremo. Ringrazio, con tutto il cuore il Segretario Provinciale Gianni Scala, con cui abbiamo sempre condivido il percorso politico. Un Segretario che ha sempre scelto la via della mediazione cercando di risolvere i tanti conflitti che, purtroppo, sono nati durante questi anni. Un compito difficilissimo quello che abbiamo dovuto svolgere insieme ma che alla fine ha portato, ad entrambi, tante soddisfazioni che mai dimenticheremo. Un’esperienza che abbiamo visto nascere e adesso terminare ma che alla fine di tutto ci ha lasciato una stupenda amicizia che conserveremo a prescindere da tutto.

E infine, non a caso, il mio ringraziamento più caro va ai miei ragazzi della giovanile di Ragusa, in particolare, ad Andrea Caruso, Giuseppe Albora e Placido De Salvo, Ruben Bonsangue, Eva Criscione, Giuseppe Maggiore, Enrico Battaglia, Dario Molè, Andrea Cocuzza, Giovanni Gulino, Flavio Licitra, Manuel Dimartino, Ettore Albania che mi hanno sempre sostenuta e mi sono stati vicini in questa difficile e a volte impossibile impresa. Rimarranno sempre i miei ragazzi :)

Ringrazio coloro che, per il mio stesso motivo o per altri, non fanno più parte della giovanile ma sono stati i miei compagni di viaggio in questa magnifica esperienza: Mario D’Asta, Gianni Battaglia, Stefano Alicata, Turillo Ucchino, Irene Sittinieri, Lorenzo Corallo, Leandro Nigro, Stefano Scalone e Antonio Ruta.

Infine, ringrazio anche i ragazzi che non hanno condiviso il mio percorso politico e quelli che nonostante non mi conoscono, hanno scelto di giudicarmi attraverso la strada del pregiudizio.

A loro dico che io questa giovanile l’ho amata e la continuerò ad amarla. Farò di tutto per non permettere mai a nessuno di distruggere quello che è stato costruito in questi anni. La Giovanile di Ragusa ha conquistato, con l’impegno e i sacrifici, dei valori che nessuno mai aveva ottenuto: il rispetto e il coinvolgimento attivo in tutti i livelli.

Un caro Saluto!!

Il Segretario dei Giovani Democratici di Ragusa
Valentina Spata

mercoledì 25 gennaio 2012

COMUNICATO STAMPA: SOLIDARIETA' E SOSTEGNO AL NOSTRO SEGRETARIO DEI GD DI RAGUSA, VALENTINA SPATA

La motivazione che ci spinge a partecipare alla vita politica della giovanile è innanzitutto l’idea che sia utile spendere parte del proprio tempo nell’impegno civile, sociale e politico.

Pensiamo che sia giusto impegnarsi per questo territorio e per la nostra città, avere fiducia nel cambiamento e anche in una certa inversione di rotta, che troviamo necessari per dare maggiore impulso.

Non sempre questo è avvenuto, per una serie di problemi a volte legati anche da un certo conservatorismo diffuso che ha bloccato le energie migliori e dovuto a una maggioranza non sempre unita e concorde sugli obiettivi.

Obiettivo comune, ad esempio, dovrebbe essere quello di spendersi ed impegnarsi a favore della nostra città e a sostegno dei cittadini che vogliono essere rappresentati e che vedono, in noi giovani, una alternativa possibile.

Purtroppo questo nella nostra organizzazione giovanile comunale non sta avvenendo. Grave è il fatto che mentre in Sicilia, e a quanto pare anche nel resto del centro-sud del nostro paese, ci sono manifestazioni di protesta contro il caro-vita e contro questa crisi che ha portato al lastrico molte famiglie, a Ragusa, nei Gd, nascono disordini in merito al fatto che il nostro Segretario, Valentina Spata, ha dimenticato di rinnovare la tessera del partito e ha accettato l’invito a partecipare alla nascita, a Palermo, di un movimento politico “Prima Persona” di cui il fondatore nazionale è Pittella, il vice-presidente dell’Europarlamento” , dirigente del Partito Democratico. Movimento a cui hanno aderito Alessandro Balsamo, iscritto al PD, componente della Direzione Regionale; Nelli Scilabra, iscritta la Pd, membro di Direzione Regionale e Presidente Commissione Garanzia Regionale dei Gd; Marco Guerriero, Segretario del PD di Carini, Maria Laura Maggiore, Segretario del PD di Bagheria e membro della Commissione di Garanzia Nazionale dei Gd; Andrea Zarbo, membro di esecutivo nazionale dei Gd; Daniele Vella, Capogruppo Pd al Comune di Bagheria, On. Giuseppe Lumia, On. Pino Apprendi, On. Rosario Crocetta e la candidata del Pd alle amministrative di Palermo, Rita Borsellino. Non ci sembra che la nuova associazione politica sia tanto lontana dal nostro partito.

Noi riteniamo, che le accuse rivolte al nostro Segretario, che oltre ad essere impegnata per motivi lavorativi, nel mese di dicembre, ricordiamo, si è occupata, in prima persona, del tesseramento provinciale della giovanile, sono infondate e provocatorie, nate appositamente per far si che Valentina sia, isolata, e messa fuori dai “giochi”.
E’ in opera, un atto di delegittimazione, teso a scardinare gli equilibri fin qui creati.
Per ogni cosa, la Spata, viene criticata. Siamo arrivati all’assurdo, siamo arrivati al punto che anche per motivi banali si crea disordine, che destabilizza tutto il gruppo e spinge i nuovi iscritti a non voler partecipare alle riunioni.
Questa gente crede di voler occupare e impadronirsi della giovanile. Lo stanno già facendo. Convocano loro le riunioni violando l’art. 4 del regolamento dei Gd che cita” "il segretario di circolo ha il compito di rappresentare politicamente l'Organizzazione, è responsabile dell'attuazione del programma, della linea politica dei Giovani Democratici ed è responsabile e titolare dell'utilizzo del simbolo e del nome dell'organizzazione"; Decidono loro quale deve essere l’ordine del giorno; pensano di essere gli unici a far parte dei Gd, accusando gli altri di essere mosche bianche. Questa arroganza e presunzione noi non siamo disposti ad accettarla.

Vorremmo che le nostre capacità, le nostre opinioni e le nostre idee trovassero all’interno del Partito quello spazio di cui tanto si è parlato. Troppe volte ci siamo sentiti a bordo campo, come dei giocatori che venivano messi fuori rosa o schierati soltanto nella primavera e mai in prima squadra senza avere mai, e sottolineiamo mai, la possibilità di dimostrare che il campo ce lo meritiamo.

Riteniamo assurdo che , queste persone si convocano tra di loro, tramite un gruppo facebook, le riunioni e decidono anche la linea politica per tutto il gruppo. Non riteniamo che sia democratico il fatto che, le medesime persone scrivono un comunicato stampa a nome dei Giovani Democratici di Ragusa, senza raccogliere le idee di tutti e soprattutto senza avvisare e coinvolgere il nostro Segretario.

Riteniamo da condannare le minacce fatte dal Sig. Nanny Frasca, nel momento in cui, Valentina ha detto loro di discutere con tutti e alla sua presenza, rispetto al comunicato stampa che volevano diffondere immediatamente. Riportiamo il testo di quanto detto:

“La riunione è andata abbastanza bene ed è stata molto proficua perché abbiamo visto le varie posizioni, analizzato quello che ognuno di noi pensa di quello che sta succedendo e quello che pensano i ragazzi al di fuori del gruppo, quindi nelle scuole, tra gli amici etc. Inoltre abbiamo concordato di fare un comunicato stampa tutti insieme come giovani democratici di Ragusa su questa situazione, i ragazzi hanno delegato me nel farlo, una volta che sono stati fissati insieme i punti fondamentali che devono essere trattati, e pomeriggio lo pubblicherò nel gruppo in modo tale che prima di inviarlo tutti potrete vederlo e correggerlo qualora lo riteniate opportuno e li inoltre troverai le varie posizioni e quello di cui si è discusso alla riunione”, ha detto il sig. Gabriele Licitra che , non ha nessun ruolo all’interno dei Gd. Ancor peggio ha scritto il Sig. Nanny Frasca, con tono aggressivo e minaccioso nei confronti del segretario accusandolo anche di essere andata ieri a Palermo in occasione dell’inaugurazione dell’associazione di “Prima Persona” : il comunicato sarà fatto dicendo che dopo che ci siamo riuniti nella riunione è emerso quanto scritto nel comunicato. Per i nuovi sono sempre ben accetti, ma fin ora sono entità astratte che sono solo ed esclusivamente nei tuoi messaggi ma che nn ai sono mai visti in 2 mesi che ci riuniamo. Su di te, ieri hai partecipato alla costituzione di un nuovo movimento politico e nn volevi che si faceva la riunione gd per questo, è il momento di decidere cosa si vuole fare da grandi valentina... nel PD non sei tesserata e nemmeno nei GD e partecipi alle costituzioni di nuovi movimenti politici, qui ci sono regole precise nn credere che qualcuno è fesso o che puoi fare quello che vuoi. Decidi e ci fai sapere”

Ancor più grave è il fatto che è stata negata la partecipazione e il diritto di parola al nostro segretario, all’interno del direttivo del pd, rispondendo con tale dichiarazione da parte del sig. Frasca: ” In quale direttivo lo vuoi dire domani? tu nn fai parte di nessun organismo del PD e nn puoi usare nemmeno logo e nome dei GD a tuo piacimento visto che non ne hai la tessera, queste sono le regole democratiche che abbiamo tutti, e chi sta per fare 31 anni non può parlare per nome e per conto di un organizzazione in cui si sta fino a 29.

I ragazzi che sono fuori possono esprimersi benissimo insieme a tutti gli altri non tramite te. Qui c'è il gruppo vuoi che li aggiungo io stesso a questo gruppo? “.

E questo sarebbe il partito della partecipazione e della buona politica?? In questo modo, con questa gente la partecipazione diventa un diritto negato. Noi contestiamo e denunciamo fortemente il comportamento del Responsabile dell’Organizzazione del PD, Nanny Frasca e di coloro che utilizzano i propri ruoli per annientare qualsiasi soggetto politico che possa pensarla diversamente da loro, che possa creare disturbo al loro personale progetto politico, qualsiasi voce critica, anche soltanto dubbiosa.

Il nostro segretario, Valentina, è sempre stata disponibile, ha cercato di mediare, ma adesso siamo arrivati al limite della inagibilità politica..

E’ assurdo che un dirigente di partito come Valentina, impegnata sempre in prima linea, nel Pd e nei Gd, membro di direzione nazionale dei Gd, avendo fatto parte anche dell’esecutivo regionale dei Gd, sia esclusa dagli organismi del partito di Ragusa, per una sciocca dimenticanza. E’ inconcepibile, altresì, che qualsiasi membro del partito sia trattato in questo modo.

La giovanile, rispetto a qualche anno fa, ha perso quell’atmosfera armoniosa e laboriosa che il nostro segretario aveva costruito insieme a tanti di noi, nonostante i tanti sacrifici.

Nonostante ciò, Valentina è stata sempre presente. Nel periodo di pausa del nostro segretario, per motivazioni personali, è stato evidente che la giovanile a Ragusa, ha vissuto un lungo periodo di stasi, causata dall’immobilismo da parte nostra e di tutti gli altri.

Questo ci fa capire, quanto importante sia la sua presenza. Nessuno di noi e di chi, oggi fa lo spavaldo, è riuscito, in assenza del nostro segretario, ad organizzare una riunione, un evento, una iniziativa, un comunicato stampa. Di questo ne dobbiamo prendere atto.
Abbiamo anche appreso che, queste persone stamattina, hanno mandato un comunicato stampa a nome dei Giovani Democratici di Ragusa, senza concordarlo con tutto il gruppo e senza parlarne con il Segretario, Valentina Spata. Non accettiamo queste imposizioni e di conseguenza denunceremo l’illegittimità di quanto accaduto. Inoltre, vogliamo ricordare che le riunioni non si convocano tramite un gruppo su facebook ma, il Segretario, che ha la titolarità per farlo, deve convocarle tramite email o messaggio telefonico.
Siamo stanchi di vedere questa giovanile allo sbando, ormai privo di fiducia e credibilità. Non stiamo più a guardare questi sporchi giochetti e soprattutto non permetteremo a queste persone di appropriarsi della giovanile.
Scriviamo queste parole perché nutriamo ancora la speranza che le tante persone, oneste e giuste militanti della giovanile, abbiano la possibilità di potere difendere il valore della democrazia e della partecipazione, piuttosto che dare sponda a inutili ragionamenti di potere dei troppi professionisti della politica che, falliti nei loro progetti, stanno abilmente cercando di saccheggiare un Partito nato dalle speranze e dai sogni di tante persone semplici e fiduciose. Se non fosse così, ci dimetteremo tutti dal Partito e di conseguenza dalla giovanile.


Albora Giuseppe, Membro Direzione Regionale Gd;

Bonsangue Ruben, Membro Direzione Regionale Gd;

Andrea Caruso, Membro Esecutivo Comunale Gd;

Placido De Salvo, Membro Esecutivo Comunale Gd;

Condividono questo documento anche gli altri iscritti alla giovanile:

Albania Ettore, Albora Luca, Cocuzza Andrea, Criscione Eva, Dimartino Manuel,  Molè Dario, Occhipinti Marco, Spata Daniele, Criscione Serena, Iacono Giovanni, Gulino Marco, Cusumano Monica, Antoci Federico, Giurdanello Giuseppe, Cappello Alessio, Cappello Martina, Criscione Giuliano, Criscione Francesco, Gentile Martina, Distefano Antonella, Boiardi Marta, Fidone Daniele.

sabato 21 gennaio 2012

Un sindaco da tenere a distanza!!!


Modica Docet!!! Dopo il dissesto di Modica a cura di Piero Torchi (Pdl), alle ore 22.30 di venerdì 20 gennaio 2011, anche Alfano (PDl) dichiara che il Comune di Comiso è in dissesto finanziario, paragonabile a quello di Catania.

Il Sindaco dichiara che: il Comune deve oltre 4 milioni e 400 mila euro all’impresa che sta realizzando l’aeroporto; 4 milioni e 600 mila euro all’istituto tesoriere; 800 mila euro all’Università di Catania, altrettanti alla ditta Busso, che assicura il servizio di Rsu, 500 mila euro per carburanti, 100 mila euro alla Gogesi che gestiva il depuratore, 200 mila euro di arretrati all’Enel e parecchie migliaia di euro a Telecom, senza contare 300 mila euro di arretrati contrattuali ai dipendenti e 200 mila euro alla Montepaschi Serit per somme dovute all’Inps, e così via. Questo sono alcuni dei debiti che devono essere pagati, nonostante i trasferimenti di Stato e Regione siano pervenuti e riscossi.

Un Sindaco modello da non seguire!! In poco tempo la nostra Provincia viene denigrata e ridicolizzata in tutti i tg nazionali. Dopo due mesi dal suo insediamento, cambiò il nome dell’aeroporto (ancora chiuso). L’On. Pippo Digiacomo, Deputato all’Ars, aveva intitolato l’aeroporto a Pio La Torre, politico e sindacalista siciliano del Pci ucciso dalla mafia, che ha dato il nome alla legge Rognoni La Torre, che consente di confiscare i beni di Cosa Nostra . Alfano, invece, riuscì a togliere questo grande nome per intitolarlo a Vincenzo Magliocco. Divenne un caso nazionale. Non contento, adesso, il caro Giuseppe Alfano è indagato per abuso d'ufficio dalla Procura della Repubblica di Ragusa che ha aperto un fascicolo sull'episodio verificatosi il 3 dicembre scorso all'aeroporto Magliocco. Il sindaco, infatti, compare in un video (diffuso su tutto il web), assieme ad altre persone amiche, sulla pista dell'aeroporto mentre corrono con due Ferrari e una Porsche. Il 12 gennaio, viene fuori un altro evento inquietante: all’aeroporto di Comiso è stata scoperta un’agenzia di casting. A gestirla, un pregiudicato vittoriese, già coinvolto nell’operazione Scacco Matto del 1998 e condannato nel 2002 a sette anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso.

Lascio a voi i commenti. Io sono semplicemente senza parole. L’unica cosa che riesco a dire è DIMISSIONI IMMEDIATE!!

Valentina Spata




venerdì 20 gennaio 2012

IL MIO SEGRETARIO!!

Una immagine bella da vedere!!!
Un uomo, seduto in una birreria, in compagnia di una birrozza e con in mano una penna e un foglio bianco.
E' Bersani, il mio Segretario!!
Un Segretario che sinceramente non ho votato, la mia preferenza è andata a Franceschini, ma è diventato il mio Segretario... e devo dire che ne sono fiera.
Un Segretario che, la sera prima della direzione nazionale del PD, scrive, da solo, il suo discorso.
Un fatto che appare molto strano, in questo momento così tragico e confusionario che sta attarversando il nostro Paese, ma che suscita entusiasmo nel web.
Un Grande Segretario, che scrive da sè le parole del discorso da fare ai suoi iscritti....non ha bisogno di qualcuno che scrive per lui.
Una immagine di politica vera, semplice e umile, rappresentativa di una politica rara. 
 

L'ISOLA SENZA TEMPO



Sono passati tre giorni e la Sicilia è paralizzata.

A manifestare è il movimento che si è dato il nome di “Forza d’Urto”, rappresentato da pescatori, da agricoltori, uniti sotto la sigla di “Movimento dei Forconi” e autotrasportatori per la maggior parte aderenti all’AIAS (Associazione imprese autotrasportatori siciliani). I giornali, i tg nazionali poco ne parlano, solo su facebook e sul web si leggono messaggi, opinioni, critiche. Da un lato c’è chi critica questa manifestazione, dall’altro chi la sostiene. I partiti politici, tranne Forza Nuova, non si esprimono più di tanto.
Personalmente, ho deciso di andare ad ascoltare le voci di chi, con tanta rabbia, ha deciso, in poche ore, di paralizzare una intera Regione. La motivazione principale che spinge il movimento a manifestare è l’aumento del gasolio, su questo non c’è dubbio. “Siamo padri di famiglia, il lavoro non ci basta e ci mancava solo l’aumento delle accise” – queste le parole di un autotrasportatore della Provincia di Ragusa. Tanti gli automezzi pesanti, i furgoni, le macchine che bloccano strade, incroci, stazioni, porti. Gente arrabbiata, delusa ma soprattutto smarrita, che urla a voce alta contro un sistema politico che non ha difeso uno dei più grandi diritti dell’uomo: il lavoro. Gente che non è stata mai ascoltata e che per la prima volta vuole essere considerata. Questo è quello che comprendo dalle mille parole che mi son state dette in questa giornata interminabile. Una manifestazione, che nelle intenzioni di base, può essere condivisa e sostenuta se non fosse per gli atti delinquenziali e violenti avvenuti in queste ore. Sono tanti i disordini da parte dei facinorosi e l’episodio più increscioso è avvenuto nel presidio di Lentini, dove un ambulante ortofrutticolo che voleva superare il blocco è stato accoltellato sul volto. Fortunatamente niente di grave ma è inaccettabile che per difendere alcuni diritti si possano ledere quelli di altri, mettendo in pericolo la vita di chi la pensa diversamente. L’operazione “Vespri Siciliani”, così battezzata dal movimento, è destinata a continuare fino a venerdì sera. C’è chi dice che ci sarà il prolungamento di una settimana. Nel corso della serata di oggi, anche studenti e precari si uniscono ai manifestanti. Le preoccupazioni sono tante, soprattutto dopo le dichiarazioni del Presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che paventa la presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata. Addirittura, da alcune fonti, arriva la notizia che a Vizzini Scalo c’è chi fa pagare, somme di denaro consistenti, agli autotrasportatori che non aderiscono allo sciopero.
Cosa c’è, o meglio chi c’è dietro questa “rivolta”? Si dice che ci sia il presidente dell’AIAS Giuseppe Rechici, insieme al segretario di Forza Nuova, Gaetano Bonanno e a Martino Marsello, leader del movimento dei Forconi, che nel suo discorso del 10 dicembre (pubblicato su you tube) incita alla “rivoluzione” come unica e possibile soluzione. Anche, l’onorevole Pippo Gennuso, uomo di Lombardo, è stato visto, in questi giorni, girare tra i negozi di Rosolini chiedendo di chiudere le saracinesche per aderire alla protesta. Nel frattempo, di fronte a tanto caos, la Padania esulta e dedica una pagina in copertina a favore del movimento siciliano con scritto: “Il Governo è un peso morto, se ne vada a casa”. Motivo di orgoglio da parte, del leader del movimento dei forconi, che gradisce l’attenzione ricevuta dal quotidiano e ricambia dedicando un articolo su facebook dal titolo “Onore alla Padania”. “E’ una rivoluzione pacifica, dice Rossella Accardo, portavoce del movimento dei Forconi, che dalla scomparsa del figlio nel 2008 e del marito, ha iniziato una battaglia per la difesa dei diritti, non vogliamo danneggiare i siciliani, ma far capire allo Stato che devono essere trovate soluzioni a questa crisi”. Una rivoluzione, però, che purtroppo ha reso milioni di siciliani ostaggi dei manifestanti che continuano a paralizzare l’isola, recando danni e gravi disagi.
Le strade restano bloccate, la benzina sta terminando, le farmacie rimangono senza carichi di farmaci e in alcune città, come a Donnalucata, citando un paese della Provincia di Ragusa, i commercianti aderiscono alla “rivoluzione” chiudendo tutte le attività. Anche i supermercati chiudono e le provviste alimentari non vengono rimpiazzate laddove si rimane aperti. Una protesta che ha risvegliato gli animi dei siciliani che, sicuramente, hanno una grande voglia di riscatto. Una grande confusione, ma anche tanta disperazione. Negli occhi della gente si legge la paura di vedere svaniti nel nulla i loro sacrifici e le loro speranze. Persone preoccupate di essere abbandonati da uno Stato, che è sempre più lontano dai loro bisogni. Gente smarrita, ma che ha tanta voglia di lottare per difendere i loro diritti. Non facciamo l’errore di fare di tutta l’erba un fascio. Come diceva Honore de Balzac, “durante le rivoluzioni vi sono solo due specie di uomini: coloro che le fanno e coloro che ne approfittano”. C’è tanta gente che ha deciso di farla questa manifestazione, senza approfittarne.
La politica e lo Stato hanno il dovere di ascoltare i loro cittadini, di aiutarli a scegliere la strada giusta e di proteggerli da chi, ha deciso di strumentalizzare una manifestazione partita da giuste cause e finita nel caos totale. Il movimento esprime disagi, rappresenta problematiche che una classe politica vera ascolterebbe per dare risposte attraverso soluzioni concrete. Il male superiore diventano le persone che scelgono di manifestare o quelli che approfittano di questi eventi per mettere in pratica violenze e devastazioni? A mio avviso, si rischia di trasformare le vittime in carnefici se si generalizza in modo superficiale. E se lo Stato non interviene, lascia campo libero a chi ha strumentalizzato la manifestazione. Questa gente vuole un cambiamento. Per colpire e dare un segnale forte, stanno bloccando ciò che muove la normale vita umana: il trasporto, il movimento, la quotidianità. E solo chi ama la propria terra e vuole regalare un futuro ai propri figli è disposto a qualsiasi sacrificio. Loro questo sacrificio lo stanno facendo, stanno gridando uno stato di malessere, stanno combattendo un nemico oscuro e fantasma, fatto di privilegi e interessi.
E noi, dobbiamo partire da qui. Dobbiamo cogliere questa esigenza e dobbiamo intervenire. Bisogna pensare ai problemi reali della gente, alla miseria che questa crisi ha portato in ognuno di noi e soprattutto dobbiamo guardare alle nuove generazioni che si ritrovano, oggi, senza la speranza di vedere realizzato il loro futuro.

Il Segretario dei Giovani Democratici Ragusa
Valentina Spata

martedì 10 gennaio 2012

NO ALL'ORDINANZA CHE OBBLIGA GLI AUTOMOBILISTI AD AVERE LE CATENE PER LA NEVE A BORDO AUTO. SIT-IN DI PROTESTA!!!


La Fesica Confsal, prenderà parte al sit-in di protesta pacifica, annunciato dal collega Iabichella, davanti alla sede della Prefettura, mercoledì 11 gennaio alle ore 17, in occasione del vertice che si terrà tra i dirigenti dell’Anas e il Prefetto– afferma il Segretario della federazione di Ragusa– Valentina Spata.

Con questa manifestazione, vogliamo cercare di comprendere quale motivazione ha spinto la società di gestione della rete stradale, in merito all’ordinanza che sancisce l’obbligo, da parte dei cittadini della nostra Provincia che, percorrono i tratti stradali che vanno dal Capoluogo alla città di Modica, anche i proprietari di suv e fuori strada, a tenere nelle proprie auto le catene per la neve.

Premesso che, nel nostro territorio nevica una/due volte l’anno per circa uno/due giorni al massimo, credo che le priorità da parte dell’Anas debbano essere altre. Questi tratti stradali, molto trafficati durante il giorno che, collegano due delle città più grandi della provincia, versano in condizioni pessime rispetto alla viabilità e la sicurezza; sono prive di illuminazioni e in alcuni c’è il rischio frane.

Di fronte a questa situazione allarmante, tante volte denunciata che, spesso ha visto il sorgere di numerosi incidenti stradali, i dirigenti dell’Anas dovrebbero dare delle risposte concrete e risolutive, invece, di pensare a creare scompiglio tra i tanti cittadini che sono stati costretti, in un territorio collinare e marittimo, ad acquistare in altri paesi le catene da neve.

Tutto ciò, lo reputo ridicolo e mi auguro che al più presto questa ordinanza sia del tutto eliminata. Se non fosse così, di conseguenza saremo pronti a portare avanti la nostra battaglia anche attraverso una petizione popolare e al coinvolgimento di tutte le istituzioni del nostro paese.

Il Segretario della Fesica – Confsal

Valentina Spata

giovedì 1 dicembre 2011

FIAT TERMINI IMERESE: SIGLATO ACCORDO CON I SINDACATI.


E’ stato firmato l’accordo tra la Fiat e i sindacati per lo stabilimento di Termini Imerese.

Sono 640 i lavoratori a cui verrà assicurata la mobilità incentivata e l’utilizzo del piano pensionistico che è in vigore al momento in cui è stato siglato l’accordo. Era questo il nodo da sciogliere.

In particolare, l’accordo prevede che, al termine dei due anni di cassa integrazione per cessazione di attività, tutti i dipendenti per i quali non è possibile l’aggancio dei requisiti pensionistici attraverso la mobilità saranno assunti da Dr. Motors. In serata è stato sottoscritto anche l’accordo tra sindacati e Dr Motor, per il passaggio dello stabilimento di Termini Imerese dalla Fiat all’azienda guidata da Massimo Di Risio (imprenditore molisano).

Il progetto messo a punto da Massimo Di Risio stabilisce l'avvio della produzione dal 2013 per andare a regime con 60.000 vetture annue nel 2017. Dr Motor dovrebbe riassorbire i 920 lavoratori ex Fiat non pensionabili in due anni.

Ora quello che mi chiedo - dice Valentina Spata, il Segretario della Feica – Confsal di Ragusa - siamo sicuri che il progetto di acquisto del faccendiere molisano Di Risio, già coinvolto nel mancato rilevamento di Fiat Irisbus di Avellino, non sia una truffa??? Ho come l’impressione che a questo signore interessa solamente mettere le mani su 67 milioni di soldi pubblici e che non abbia alcun interesse per il rilancio della produzione.

Ad ogni modo, dopo vent’anni, la Fiat sta procedendo all’annunciata chiusura della fabbrica.

Sappiamo benissimo che in campo politico, tutte le parti, cercano il benestare della Fiat, per andare al Governo e pertanto gli Agnelli si servono da entrambi i forni.

MA in campo sindacale??? Cisl e Uil sono ormai dipendenti di casa Agnelli. La maggioranza della Cgil ha appena siglato con Confindustria un ( pessimo) accordo sulle deroghe al contratto nazionale, e cerca di salvare questo accordo con Marcegaglia dai giochi di Sacconi( art.8). Per questo evita ogni radicalizzazione dello scontro sociale. Intanto, a Termini Imerese, come in tutti gli stabilimenti Fiat gli operai possono contare solo sulla propria forza.

Promesse di padroni, politicanti, burocrati e faccendieri hanno dimostrato di essere solo un inganno. La forte reazione di lotta degli operai di Termini in questi giorni, con blocchi di strade e autostrade, è anche una prima (sacrosanta) risposta a questo inganno.

Ma questi lavoratori vanno sostenuti e i loro diritti vanno difesi.

La proprietà e i suoi Marchionne sono totalmente inaffidabili. Il loro progetto, sempre più chiaro, è quello di ridimensionare drasticamente la propria presenza industriale in Italia. La battaglia per la nazionalizzazione della Fiat, sotto controllo dei lavoratori, diventa dunque centrale per la difesa del lavoro e dei diritti dei lavoratori.

In ogni caso La Feica Confsal di Ragusa – conclude Valentina Spata - darà pieno e attivo sostegno a tutte le azioni di lotta che gli operai di Termini vorranno intraprendere per difendere il lavoro.


Il Segretario Della Feica – Confsal di Ragusa
Valentina Spata



venerdì 25 novembre 2011

SOLIDARIETA' A PEPPE NICOSIA, SINDACO DI VITTORIA



Esprimo la mia solidarietà, come amico e come Sindaco, a Peppe Nicosia, in merito alla vicenda che ha visto ignoti, nella notte scorsa, cospargere di olio combustibile la sua auto parcheggiata in centro, a Vittoria.

Non posso esimermi dal condannare fortemente, per l’ennesima volta, simili atti intimidatori che non fanno altro che aumentare la tensione anche tra i cittadini vicini al Sindaco.

Mi auguro che gli avvenimenti della scorsa notte siano frutto di una stupida bravata di un gruppo di sprovveduti e non siano minimamente riconducibili ad altro.

Sono sicura che il Sindaco di Vittoria non cede a tali provocazioni e continuerà la sua azione politica con la serenità e la capacità dimostrata finora, senza temere chi per viltà si nasconde nella notte per compiere simili deprecabili azioni.

Valentina Spata



venerdì 18 novembre 2011

Ragusa, altro innesto importante nella Confsal iblea. Valentina Spata, è il nuovo Segretario della Fesica-Confsal del comune capoluogo.





E’ Valentina Spata,  la nuova Segretaria della Federazione del Commercio, Turismo, Industria e Artigianato per il comune di Ragusa aderente alla Confsal, la quarta Confederazione sindacale italiana.

A renderlo noto il neo Segretario Provinciale, Giorgio Iabichella, che dichiara: “Abbiamo scelto una personalità forte e determinata come Valentina, non solo per la sua esperienza maturata nella politica locale iblea, ma anche e soprattutto per il suo costante impegno civile e sociale, che ha significato azioni concrete a sostegno della comunità locale. Auguro a Valentina, anche a nome dei segretari nazionale e regionale, un proficuo lavoro ed auspico il massimo impegno nei confronti dei lavoratori ragusani che oggi, più che mai, hanno bisogno di un’organizzazione sindacale che dia loro un concreto sostegno”.

“Si tratta di un incarico di grande prestigio - ha detto Valentina Spata subito dopo la nomina- che cercherò di onorare al meglio delle mie possibilità e del mio impegno al servizio dei ragusani. Con l’entusiasmo di chi affronta una nuova sfida desidero mettermi immediatamente a lavorare per contribuire a rendere la mia città dignitosa per tutti, più aperta e solidale. La strada da fare è lunga e con molti ostacoli, ma sono certa che percorrerla mi consentirà di avere la forza e la determinazione necessarie per affrontare al meglio anche i momenti più travagliati”. “Ringrazio di cuore, il Segretario Provinciale Giorgio Iabichella, il Segretario Regionale, Antonio Santonocito, e il Segretario Nazionale, Bruno Mariani, per la fiducia avuta nei miei confronti, sono sicura di non deluderli”.



Cordialmente, l’Ufficio Stampa Segretaria Provinciale Fesica Confsal

mercoledì 9 novembre 2011

CHAMPAGNE PER BRINDARE ALL'EVENTO!!!






Aspetto ancora per aprire la mia bottiglia di Champagne!!! Ma diciamo che è quasi sicuro che la festa se pò fà!!!

OTTONOVEMBRE11: una data da ricordare e mai dimenticare!!! La fine dell'era berlusconiana e della Seconda Repubblica.

“Il governo non ha più quella maggioranza che noi credevamo di avere. E quindi con realismo dobbiamo prendere atto di questa situazione e preoccuparci della situazione italiana e di ciò che sta accadendo sui mercati”. ''Ho provato non solo sorpresa, ma anche tristezza per gli amici che mi hanno lasciato''.  Queste le parole del (ex) presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante un intervento al tg5.

Io, nonostante la felicità evidente,  ho provato tenerezza  nel vedere quel dolore sordo nell'animo e quel cupo lutto che faceva sentir l'eco del suo silenzio.

Ancora stento a crederci, ero sicura del contrario. Qualcuno mi scuote e mi dice: "E' finita!!" Ho provato una strana sensazione ..come se fosse finita la guerra. Bhè sicuramente, questa legislatura, è stata peggio di una guerra. Il nostro paese è disastrato. E adesso tocca a noi RIALZARE L'ITALIA!!!

Adesso dobbiamo pensare all'Italia, a questo paese che ha bisogno di essere ricostruito. Pensiamo agli italiani e accendiamo in loro quella speranza che da tempo hanno perso. La speranza in un futuro migliore!!!

Valentina






PASSEGGIATA NELLA GROTTA DELL'AUTOSTIMA!!


Tutto sarebbe molto più semplice se agli esseri umani venissero date in dotazione, al momento della nascita, due cose: un libretto di istruzioni e una picozza !!!

Uno dei segreti per vivere felici, è essere se stessi!!
Ma che significa, esser se stessi? Chi e cosa siamo veramente?

...Nasci felice, la vita è pura gioia. Inizi a gattonare, e poi a camminare, e sei ciò che sei. Giochi, ridi, e rilasci al mondo la tua sana energia positiva.
Intanto gli adulti intorno a te iniziano a "costruirti", a "modellarti".... Man mano che cresci, famiglia, scuola, e società, ti dicono come devi essere, cosa devi fare, e cosa non devi fare per essere adatto a questo mondo. E tu, per non sentirti inadeguato, per non deludere il mondo e restare solo, diventi cio' che gli altri vogliono tu sia. E senza neppure accorgertene, crei un "te stesso" con l'immagine che gli altri hanno di te.

MA NON SEI TU!!
Pian piano dimentichi chi sei. Ti porti addosso la corazza del "son come mi vuoi" e, con questo vestito di piombo, percorri il sentiero della tua vita.

Ma le corazze, si sa, pesano. E portare pesi, alla fine, stanca...

E per liberarti inizi a scavare la pietra dura della psiche e a sbriciolare tutto ciò che non è utile al tuo cammino: gli automatismi dannosi, le abitudini negative, e soprattutto... il te stesso costruito dalle convinzioni, dai limiti, dalle umiliazioni, dalle opinioni, e dalle paure altrui (sei stupido!- sei timido- sei antipatico!- tua sorella è più brava di te- sei troppo grasso- sei troppo magro- Lascia fare a me! Sei un incapace!- stai attento!- non fidarti delle donne!- non fidarti degli uomini! non fidarti degli amici! ecc.ecc.ecc.)

L'elenco, purtroppo, è molto lungo.

Questa era la brutta notizia!!!

La bella è che, una volta raggiunta la comprensione del meccanismo, puoi iniziare a guidare il tram della tua vita (se non lo fai tu, c'è sempre qualcun'altro pronto a guidarlo al posto tuo) e a percorrere una strada che, nonostante le inevitabili buche o ostacoli, è comunque la TUA strada.

Ed è un cammino verso una meta incerta, nella oscurità della tua Ombra essenziale, quello da percorrere per liberarti dal peso opprimente della corazza. Ma è nel tuo stesso coraggio di attraversare quel buio, che trovi la parete di roccia che rispecchia la tua immagine così com'era prima dei condizionamenti esterni, senza distorsioni.

Ed è bellissimo accettare ciò che vedi, qualsiasi cosa tu veda. Senza preoccuparti se non sei...in linea con i canoni imposti dalla famiglia e dalla società. Accettati, e basta!!!

Perchè è proprio nell'accettazione di te stesso, che trovi la via che porta alla profonda gioia di essere :-).

Occorre forza, determinazione e pazienza, per liberare la nostra essenza e tornare ad essere ciò che siamo.


Valentina Spata