venerdì 24 maggio 2013

Il Pd di Ragusa al collasso. Calarese-Cosentini: sto matrimonio s'adda fa. Lupo, Napoli e Dipasquale i testimoni.

Dopo l’amarezza e la delusione rispetto alla situazione nazionale del Partito Democratico che è comunque da considerarsi unica alternativa per far fronte alle emergenze immediate del Paese, mi trovo a dover meditare e riflettere rispetto a quanto accaduto all’interno del PD di Ragusa.
Io sono una delle fondatrici del Partito Democratico della mia città. Una giovane donna desiderosa di portare il mio contributo ad un progetto politico che ho sposato sin da subito per il profilo innovativo e riformista con cui si era presentato. Sono stata disposta a metterci la faccia e ad impegnarmi da subito, collaborando per la costruzione di questo progetto che ho sempre ritenuto vincente.
Sono stata eletta Segretario dei Giovani Democratici a Ragusa, ho fatto parte della segreteria Regionale dei Gd e della Direzione Nazionale.  Ruoli importanti che mi hanno caricata di grande responsabilità nei confronti del partito, della mia città ma anche della mia generazione, con tutte le difficoltà e gli ostacoli che ho dovuto affrontare.Perchè a Ragusa invece di valorizzare le persone, si demonizzano e si ostacolano.

Anche se ero disposta a metterci la faccia e ad impegnarmi ho tenuto da subito una posizione molto netta e molto trasparente. Ho sempre partecipato dicendo ciò che pensavo a prescindere dalle aree di appartenenza. 
Un partito, quello di Ragusa che è sempre stato all’opposizione contro un’amministrazione gestita dall’ex Sindaco del Pdl, Nello Dipasquale, attuale leader del movimento “Territorio”e deputato regionale di Megafono. Negli ultimi anni, ad eccezione degli ultimi mesi,  i consiglieri comunali del Pd, in particolar modo il Segretario del nostro partito, Peppe Calabrese, hanno condotto una opposizione spietata nei confronti dell’amministrazione precedente che, a volte, mi è sembrata più personalistica che politica.  Un’opposizione esagerata e poco produttiva, priva di contenuti utili per la città. Pensate, Calabrese e Dipasquale sono arrivati a denunciarsi a vicenda.  Sono più di 100 i comunicati stampa che il Segretario del Pd, Calabrese ha scritto contro la persona di Dipasquale.
Adesso, i due "personaggi" hanno consacrato il loro matrimonio, dimenticando anni e anni di ingiurie, fango, accuse e diffide. Alla faccia della coerenza!
Ricordo che alle regionali il Segretario del Pd di Ragusa si candidò per contrastare, secondo il suo modo di pensare e la sua eccessiva presunzione, la candidatura di Dipasquale che ovviamente (era scontato) è stato eletto con un grande consenso. E fu in quella occasione che Calabrese e la sua segreteria iniziarono a parlare di dignità (in occasione di un direttivo ricordo che una persona della segreteria mi disse che dovevano difendere la loro dignità). Iniziarono a contrastare la candidatura dell’ex Sindaco Dipasquale nella lista “Megafono” creata dal Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta.  Addirittura invitarono Crocetta a Ragusa obbligandolo a togliere Dipasquale dal listino e privando, difatto, il nostro partito e la nostra Provincia di avere un ulteriore deputato regionale.  Ma, come hanno sempre detto, la dignità valeva più di ogni altra cosa.
La sottoscritta,  ha sempre ritenuto (l’ho dichiarato pubblicamente) che il Segretario del Pd fosse una persona priva di strategia,di capacità politica, di senso di appartenenza a questo grande progetto politico. Una persona che ha sempre mirato ai suoi interessi personali  a discapito di tutto e tutti.  
E per questo motivo che la sottoscritta è stata considerata una dissidente, una persona “folle” (pensate che il Segretario Calabrese e i suoi amici, ovvero gli stessi compagni di partito, mi accusano, da mesi, anche all’interno del Consiglio Comunale che sono pazza).
L’ultima performance del Segretario al riguardo l’ha fatta alcuni giorni fa quando mi ha pure bloccata su Facebook per evitare di leggere le mie considerazioni dissidenti dal suo pensare e volere. Talmente è democratico!!
Mi pare chiarissimo che oramai il PD di Ragusa è un partito allo sbando. In pochi giorni ha decretato ufficialmente il suo suicidio politico in maniera talmente eclatante che a confronto le liti interne fanno sorridere, se riviste oggi. E' inutile ripercorrere le azioni folli e pazzesche che l’attuale gruppo dirigente che fa capo al Segretario Calabrese,  hanno compiuto. In un momento delicato e importante per il futuro della nostra città, che ci vede impegnati per le amministrative di giugno,  invece di trovare una soluzione che portasse ad una linea strategica e vincente per  il nostro partito, Calabrese, con l’aiuto del suo cerchio magico,  lo ha mandato infrantumi, manifestando comportamenti miserevoli e degni della vergogna e del disprezzo più assoluti per una classe politica che si definisce “dirigente”.
Ma cosa è accaduto in questi mesi nel Pd di Ragusa?
Meglio fare un po’ dichiarezza. Cerco di riassumere il tutto, anche se non è semplice scriverlo in poche righe. Il Segretario del Pd, Peppe Calabrese ha ben pensato di occuparsi delle sue esclusive priorità: la SUA candidatura alle Regionali che lo ha visto perdente; la SUA candidatura alle primarie per le politiche che lo ha visto ritirarsi all’ultimo momento per poi dare il pieno sostegno alla candidata del circolo di un altro paese nonostante a Ragusa avevamo 4 candidati (2 donne, 2uomini);  la SUA unica e sola candidatura a Sindaco di Ragusa (pensate ha deciso, violando ogni norma dello Statuto, che il candidato doveva essere solo lui, tantochè quando si è candidato un ragazzo dell’area Renzi ha fatto di tutto per farlo ritirare).
Dopo aver deciso,sempre insieme al suo cerchio magico, che il candidato a sindaco per il Pd di Ragusa doveva essere lui, ha iniziato le “trattative” con la coalizione di centro sinistra e non solo.
Un giorno richiama all’attenzione l’alleanza delle scorse amministrative (Movimento Città, Idv, Sel) dicendo loro che insieme potevano costruire una grande alleanza, però lui doveva essere il candidato a Sindaco.
Il giorno dopo contatta l’Udc e il movimento Megafono ( movimento che non si capiva a cui faceva riferimento poichè all’epoca erano presenti solo 4 persone, adesso abbiamo saputo, come pensavamo, che Megafono fa capo all’On. Dipasquale) dicendo loro che insieme potevano costruire una grande alleanza, però lui doveva essere il candidato a Sindaco.
Il giorno successivo si leggevano sui giornali dichiarazioni contrastanti tra le due ipotetiche alleanze e di conseguenza iniziavano a diffidare rispetto alla linea politica del Pd ragusano. 
Dopo mesi di “tarantella ragusana” e di imposizione della sua candidatura a Sindaco i risultati che si ottengono sono i seguenti: sia il Movimento Città che il Movimento Partecipiamo(ex Idv,  Sel) esprimono i loro  candidati e si distaccano insieme a tanti altri movimenti e personalità dal Pd ragusano.
A questo punto, noi del secondo circolo chiediamo a tutti di restare uniti e di creare una grande coalizione civica che ci permettesse di  costruire una grande forza di centro sinistra capace di essere competitiva e vincente.
Il Segretario del Pd di Ragusa Calabrese e metà del Partito Democratico di Ragusa, nel frattempo, dopo vari dissensi anche all’interno del loro stesso gruppo, decidono (con una votazione del coordinamento che viola di fatto il regolamento visto che il Segretario non ha sostituito i nomi di coloro che non sono più iscritti al pd,e se lo avesse fatto sarebbe venuta a meno la sua maggioranza)  di sostenere il candidato a Sindaco, Giovanni Cosentini del movimento “Territorio”.
Chi è costui? Bè, sarebbe l’ex Vice Sindaco di un movimento politico di centro destra che ha governato la città di Ragusa negli ultimi 7anni, di cui noi siamo stati all’opposizione. Con esattezza, il vice Sindaco di Dipasquale, lo stesso che Calabrese ha diffamato per anni.Un uomo che è stato ex punto diriferimento in Provincia di Ragusa, quando era nell’Udc, di Totò Cuffaro.  Insomma, una figura politica che va in direzione opposta a quelli che sono i valori e i principi del nostro partito, sanciti pure dal nostro Statuto.
Per facilitare questo passaggio doloroso ma necessario per il futuro politico e personale di alcuni,gli scienziati del movimento "Territorio" pensano di spostare i consiglieri comunali uscenti dalle liste di Territorio a quella del Megafono, così da rende meglio l’inciucio agli occhi dei ragusani, che credo non sono così stupidi da non comprendere quanto sta accadendo.
Una delusione che non deriva solo della scoperta che pezzi di “classe dirigente”  ragusana hanno usato il potere mettendo da parte l'onestà. Questa è solo la più recente delle grane piovute sul PD ragusano. Già prima si erano manifestati vizi antichi di chi si crede il “nuovo”ma che è peggio del “vecchio”: settarismo e personalismi, carenza di democrazia interna, tendenza a trasformare le divergenze di opinione in faide di dissidenti che qualcuno definisce “poche persone”. (li invito a partecipare alle riunioni del secondo circolo per sapere in quanti siamo prima di aprire quella boccaccia velenosa).
Ed è per questi motivi che io, insieme ad altri, che non potevamo più stare insieme a chi non riesce ad accettare il dialogo e il confronto, abbiamo deciso di creare un nuovo spazio democratico, dando vita a rispetto delle norme dello Statuto, al Secondo Circolo del Pd di Ragusa.
E, adesso per giustificare scelte incomprensibili che destano vergogna e umiliazione a tutto il Pd, perché l’inciucio con una parte del centro destra che se arriva al ballottaggio inevitabilmente si allea anche con il Pdl, il Segretario vuol fare credere che la colpa è di chi “a pochi mesi dalle amministrative” ha voluto creare una seconda casa del Partito Democratico nella città di Ragusa. Almeno abbi la decenza, non dico la responsabilità visto che non ne comprende il significato, di tacere.
Attribuire agli altri la cronica incapacità a determinare una linea politica efficace e vincente è figlia dei suoi atteggiamenti e dei suoi comportamenti immaturi e poco credibili che purtroppo, aimè, sono anche avallati dal Segretario Regionale,Giuseppe Lupo e dal suo responsabile organizzazione, Enzo Napoli. Scrivo i nomi, perché a differenza di quanto si dice, non è una decisione sostenuta da tutta la Segreteria regionale (di cui fa parte anche Gianni Battaglia, membro del secondo circolo) che non si riunisce da mesi, ma solo da loro.
Coloro che dovrebbero occuparsi delle macerie di un Pd siciliano sordo e cieco rispetto alle esigenze dei cittadini e del ruolo, ormai assai marginale, dei militanti del nostro partito, hanno ben pensato di “intromettersi”, per l’ennesima volta, nelle vicende ragusane causando più danni che aiuti reali. La preoccupazione del Segretario Regionale, che purtroppo ho sostenuto nella scorsa campagna congressuale e che ho aiutato nel periodo in cui qualcuno lo voleva diffidare, è stata quella di portare a termine un disegno politico che ha visto la distruzione totale del Pd di Ragusa. Un disegno che vede nella mia città, l’alleanza con Dipasquale e quindi con Territorio-Megafono. Un’alleanza che, a mio avviso,non si limita solo al progetto delle amministrative ma che avrà ripercussioni anche per il futuro del nostro partito e che riguarderà tutta la nostra Provincia (basti vedere anche l’accordo di Megafono-Dipasquale a Comiso e l’assordante silenzio da parte del Segretario Provinciale e della segreteria, se ancora esiste, su quanto accaduto nel capoluogo e basti pensare all’insistenza da parte di Lupo nel voler dare la tessera a Ciccio Aiello, venendo meno alle regole dettate dal nostro Statuto).
E non mi vengano a dire che si tratta di riportare un’alleanza regionale a tutti i livelli locali, un’alleanza che vede le stesse forze unite per la stessa linea politica, perché fanno ridere ai polli. Basti guardare alle vicende accadute per l’approvazione della finanziaria, e in particolar modo per la vicenda della Formazione Professionale, dove l’operato dell’Assessore Scilabra del Pd scelta da Crocetta,è stato contrastato dagli stessi deputati del nostro partito e difeso dalla minoranza. Basti pensare, inoltre, alle riunioni con alcuni dipendenti di Enti di Formazione dove, alcuni deputati del Pd, assumono gravi dichiarazioni nei confronti del Governatore e dell’Assessore.
Ma poi questa alleanza in quante città della Sicilia è stata riconfermata? Nella maggior parte dei casi in cui Pd e Megafono sono nella stessa coalizione, il candidato a Sindaco è espresso dal Pd e in quei casi dove non hanno trovato l’accordo, ognuno ha presentato il proprio candidato. Guarda caso solo a Ragusa, dove chi rappresenta Megafono ha fatto parte e fa parte ancora oggi del centro destra, si riesce a fare il più grande e scandaloso inciucio di questi tempi.
A tal proposito, credo che in questo partito regna l’incapacità della classe dirigente regionale, ma ancor di più del Segretario Lupo che non riesce a chiarire la funzione e il rapporto esistente tra il Pd e il movimento Megafono. Se dobbiamo attenerci SEMPRE al regolamento, chi è iscritto a Megafono non può essere iscritto al Pd, chi è di centro sinistra non può sostenere un candidato a Sindaco di centrodestra, nonostante è deputato di Megafono. Una confusione che sicuramente si è venuta a creare a causa dell’accozzaglia creata da Crocetta nel suo movimento ma che i nostri cari dirigenti del Pd non hanno saputo e voluto chiarire nel rispetto di quelle che sono le norme di un regolamento che non è un optional ma un documento ufficiale che abbiamo sottoscritto tutti al momento dell’adesione al nostro partito.
Per non parlare poi, sempre restando in tema di norme statutarie, della mancanza totale del rispetto del regolamento avvenuta in tantissime altre occasioni (vedi caso Gela, dove i candidati alle scorse amministrative del Pd erano due, tra cui Speziale, all'epoca segretario provinciale candidato contro il candidato ufficiale del pd ed entrambi arrivati al ballottaggio; il caso Bagheria dove l’area Cracolici-Lumia ha sostenuto un candidato a Sindaco e l’area Lupo-Mattarella un altro ancora.. e vedi tutti i casi in cui il tesseramento non si è fatto e nonostante non si è fatto si è votato alle primarie per eleggere i rappresentati al parlamento nazionale o di una parte del tesseramento che non è avvenuto in modo regolare.. potrei scrivere un libro ma per il momento mi limito a questo e continuo a raccogliere le testimonianze). 

E questa classe dirigente dovrebbe essere un esempio per le nuove generazioni?O dovrebbe venire a farci lezioni di democrazia e di rispetto del regolamento a noi del Secondo circolo?
Bè, ne dubito fortemente che potrei apprendere da loro i metodi per la buona politica, quella con la P maiuscola che ormai si disconosce. E dubito che proprio loro possano dare dictat sul da fare nel Pd di Ragusa.
Invito quei “dirigenti”regionali che sono stati a Ragusa, magari in luoghi diversi da quelli preposti dal partito, con alcuni soggetti del pd e altri di coalizioni opposte, di cercare il confronto con tutti i militanti, a prescindere dal primo o dal secondo circolo, e sentire anche la voce dissidente dell’elettorato rispetto a questo accordo di potere che porta beneficio a pochi a discapito di molti. Magari abbiano la decenza di ascoltare tutti, anche se dubito del fatto che ne siano capaci. Lo abbiamo costatato già in passato!
Una classe dirigente,insomma da quella regionale a quella locale, che ha completamente lacerato un progetto politico per cui io, come tantissimi altri, abbiamo sempre creduto. E se oggi c’è qualcuno che non merita di stare in questo partito di certo non sono io dissidente, ma coloro che hanno portato alla sconfitta, all’umiliazione e alla svendita un grande contenitore politico che porta il nome di uno dei più grandi partiti del nostro Paese.
Ed è a loro che contesto la mancanza di politica, la mancanza di ascolto della gente,  la mancanza di coinvolgimento della base del Pd, la mancanza della capacità di interpretare le esigenze di tutti e non dei soliti noti e la mancanza della conoscenza e del rispetto, nonostante lo evocano al momento del loro bisogno, del regolamento e dello Statuto. C’è la continua determinazione a non voler ascoltare nessuno e a seguire la strada del suicidio politico.
Insomma, sono tanti i sintomi di un disagio che andrebbero analizzati con serenità e altrettanta franchezza,  sia a livello regionale ma soprattutto a Ragusa dove è evidente un calo della partecipazione (e lo sarà ancor di più dopo questo accordo scellerato con forze del centro destra), della mancanza di collegamento tra la classe “dirigente” e i cittadini, della mancanza di strategie politiche che delineano un percorso vincente.  Ma invece di fermarsi a meditare sulle ragioni di questa disaffezione al partito si preferisce demonizzare chi solleva il problema trattandolo come nemico del partito salvo poi riempirsi la bocca di parole come «trasparenza» e «partecipazione» che si traducono in parole vuote, prive di significato. E a proposito, parlando di un principio sacro e santo,quello della trasparenza, siamo ancora in attesa di vedere il bilancio regionale e comunale del nostro partito.
Purtroppo, in questa volontà di autodistruzione c'è una sorta di istinto innato che si sperava fosse stato abbandonato alla nascita del Partito democratico. Speravano in molti, io speravo, in un nuovo DNA. Ma bisogna prendere atto che quando abbiamo a che fare con certe persone è un'illusione pensare che i geni possano cambiare. A questo punto l'ultima possibilità è che chi ci ha sottratto la speranza del cambiamento si faccia da parte e venga delegittimato anche dal nostro elettorato.
E sul fronte opposto del partito,  a noi del secondo circolo, non resta altro che raccogliere i cocci di ciò che è rimasto e di ricostruire un progetto politico, quello del Pd, che possa restituire dignità e credibilità ai cittadini e ai nostri elettori che oggi, a causa di queste scelte scellerate, ci guardano con quegli occhi di speranza che non possiamo continuare a tradire.
E siamo noi, accusati di aver spaccato un partito.. noi che abbiamo la responsabilità di far risorgere dalle sue ceneri, nella nostra città, un partito che, fino a qualche anno fa, era il più affermato del centro sinistra.
E’ a queste persone, ai cittadini della mia città a cui voglio parlare, rassicurandoli del fatto che noi del secondo circolo del Pd di Ragusa, ci sentiamo liberi dall’esprimere il nostro dissenso nei confronti di questo accordo e liberi di non votare, alle amministrative di giugno, un candidato che non ci appartiene; liberi di non condividere un programma, che rappresenta la continuità con la scorsa gestione amministrativa e che non rispecchia il nostro voler cambiare e amare la città di Ragusa. Noi ci siamo e ci saremo sempre nel rispetto di quel codice etico e morale che ci contraddistingue da ogni altra forma diversa per natura e per ideologia politica, economica e sociale.

La nostra dignità non èin vendita e non lo sarà mai!!


Urge che qualcuno si occupi delle dimissioni necessarie del Segretario del Pd di Ragusa e del commissariamento del circolo e di un celere congresso regionale affinchè si ripristinano le regole democratiche di questo partito e si dia una organizzazione efficace e strumentale alla funzione sociale che dovremmo svolgere.

martedì 23 aprile 2013

Dont' Stop Formazione: lettera alla Direzione Nazionale del Pd




Questo messaggio raccoglie i pensieri estemporanei di un gruppo di ragazzi legati da sentimenti di amicizia e cooperazione nati grazie alla condivisione del progetto di formazione Finalmente Sud!
Un progetto che si affianca alle altre scuole come Officina Politica o Cortona e che consentono al Partito Democratico - secondo noi - di alimentare quel minimo di apertura verso l'esterno che oggi può vantare.

Tanti sono coloro che si avvicinano alla Politica inesperti e poco competenti e proprio per questo la formazione diventa linfa vitale di un partito che potrà pretendere disciplina al suo interno solo se ha un'anima a cui far riferimento, un obiettivo che sia comune e condiviso.

Sfumature queste che non si conquistano solo sul campo, ma individuabili grazie ad una formazione che costruisca il cambiamento, non solo politico, ma soprattutto e innanzitutto, sociale e morale. Serve una formazione che trasmetta  identità e senso di appartenenza, che insegni che se si è classe dirigente si ha la responsabilità di seguire la linea progettuale costruita attraverso il confronto interno.

Anche per questo le correnti ritrovino poi il loro senso primordiale, essere cioè differenti sensibilità all'interno di un partito i cui militanti guardano nella stessa direzione.

La formazione politica è necessaria e fondamentale e deve essere continuata. Dobbiamo continuare il percorso iniziato, dobbiamo migliorarlo. Le voci di spesa da tagliare siano altre. Non possiamo assolutamente distruggere tutto ciò che si è costruito con amore, con passione e con determinazione.

Finalmente Sud, per noi è stato fino ad oggi luogo di incontro, di confronto, magari di scontro ma certamente di crescita personale e politica!

Ha creato una rete di collaborazione e nella maggior parte dei casi di amicizia che senza questa esperienza non si sarebbe mai formata. Abbiamo riscoperto il senso di appartenenza in un partito che a volte sembra solo un agglomerato di correnti sconnesse tra loro.

Finalmente Sud ci ha permesso di creare una rete territoriale che comprende tutto il Mezzogiorno e ci sta insegnando a lavorare insieme. Ci sentiamo vicini alla meta, ma non ancora pronti. Serve continuare su questo percorso. E se gli applausi che avete dispensato ieri a Napolitano sono frutto di una reale consapevolezza, non smettiamo di lavorare sul Mezzogiorno e continuiamo a formare la sua classe dirigente del prossimo futuro.

Se chiude la formazione, chiude una parte essenziale per un partito che si prefigge lo scopo di proporre al Paese una classe dirigente preparata e pronta.

Il PD deve tagliare nuovamente i nastri di partenza lasciandosi alle spalle il ricordo storico delle appartenenze personali di ognuno. Bisogna ripartire dalla sua carta costituente. Serve ricreare un partito in cui ognuno si senta parte di un progetto per la società, di cui fanno parte in egual misura anche i circoli, i tesserati e gli elettori.

Buon lavoro e ricordate che lì, oggi, non state discutendo chiusi in una stanza, ma idealmente parlate ad una piazza che è l'Italia. Una piazza che ha necessità di ritrovare serenità e condivisione, ma soprattutto progetti, idee ed ideali. Non vi dimenticate di questi ultimi e difendiamoli con coerenza e serietà. Vi invitiamo, infine, a venire a lavorare con noi ad uno dei nostri incontri nazionali full immersion. Sarà così che noi potremo crescere, insieme a voi e con idee comuni.
E che la storia e gli errori siano da insegnamento, per questo nuovo processo.

In bocca al lupo a tutti noi.
A chi vuol FARE.
A chi vuol bene al PD ed al Paese tutto.

Valentina Spata
Fabio Arena
Leonardo Ciarmoli
Massimo Donisi
Francesca Fascella
Emanuele Marando
Barbara Panetta
Chiara Pappadà
Ciro Passeggia
Rosaria Tassaro

lunedì 22 aprile 2013

Il Pd: un Partito Dilaniato dai personalismi e dai tatticismi!

Sono una delle fondatrici del Partito Democratico. Ho votato la mozione a favore della sua costituzione nell'ultimo congresso dei Ds. Sono stata una di quei militanti che dal 2007 ad oggi ha contribuito a costruire un soggetto politico che doveva essere innovativo e riformista. Un progetto che doveva essere capace di mettere insieme tutte le varie personalità, le storie politiche di ogni componente che proveniva dai Ds, dalla Margherita e per la prima volta anche dalla Società civile.
Un partito che fino a pochi giorni fa, non so adesso, era il primo partito del Paese.
Un contenitore politico dove tante sono le diversità, sia rispetto alle personalità che lo costituiscono, sia alle idee che lo riempiono di contenuti. Una diversità che doveva essere costruttiva e non distruttiva. Una diversità che doveva porre le basi per un vero confronto.
Una diversità che con gli anni invece di unire ha diviso attraverso la costituzione di molte "aree", troppe. Siamo arrivati al punto che ormai la mattina ognuno si alza e decide di essere un "area".
Io non credo alle "aree" ma ho sempre creduto nella vera anima di questo partito: i militanti. Tanti uomini, donne, giovani che quotidianamente lavorano, con grande sacrificio e passione, per il bene del partito e dei loro territori.Persone che ogni giorno ci mettono la faccia, che parlano per e con il Partito Democratico. Che organizzano le campagne elettorali nei territori, che portano i gazebi nelle piazze, che vanno in giro per volantinare e parlare con la gente, che accolgono l'elettorato e i cittadini nelle sedi del Pd.
Persone che spesso non sono ascoltate dai dirigenti romani e che spesso vengono abbandonati con i loro problemi nei loro territori.
L’Italia sta affrontando una crisi politica molto più tragica di quella economica, riconoscibile nella sfiducia verso le istituzioni e verso i rappresentanti: in nessun altro modo si spiegherebbe il successo del Movimento 5 Stelle, espressione dell’anti politica, della rabbia e della disperazione di buona parte degli italiani.
Dopo la delusione dovuta alle elezioni, il PD pare si sia dato un po’ più da fare, iniziando dalla pubblicazione dei suoi “8 punti per un governo d’emergenza”: legge elettorale, taglio dei costi della politica, conflitto di interessi, legge anticorruzione, sono solo alcuni dei punti che il nostro partito si propone di riformare; un po’ più di tempismo probabilmente non avrebbe fatto male, visti i tre mesi di campagna elettorale che avevamo a disposizione, ma ormai è andata così. Abbiamo inseguito per quasi due mesi il M5S per fare un accordo su questi punti, ci siamo pure umiliati di fronte all'arroganza dei capi gruppo del movimento di Grillo. E in questi mesi eravamo comunque riusciti a mettere in discussione la validità, la serietà del M5S che per certi versi non risultava più essere il vero cambiamento per molti italiani che lo avevano votato. E lo abbiamo fatto involonariamente ma se solo avessimo la capacità di ascoltare la gente, forse avremmo saputo scegliere la strada giusta da percorrere.
Ma poi vedo in 48 ore il Pd, il mio partito, che si sgretola come quando una palazzina crolla in un unico colpo, e quindi non posso che essere amareggiata e arrabbiata. Ed è proprio in questo momento che capisco che la distanza tra la dirigenza del mio partito e la realtà è incolmabile.
Il Presidente della Repubblica è una figura istituzionale di grande valore e il processo di scelta, pertanto, dovrebbe essere complesso, lungo pensato e meditato. Quindi, come sostiene l'On. Giuditta Pini, una giovane compagna parlamentare, è necessario "proporre un candidato, ritirarlo, fino a quando non si trova una mediazione".
Solo che questa volta, non se ne comprende il motivo, non è stata fatta una scelta ponderata.
Come dichiara l'On. Pini "questa volta sembrava che se non si fosse fatto il presidente in tre giorni sarebbe finito il paese".
Pertanto, non comprendo come si sia potuta proporre la candidatura di Marini, che rappresentava chiaramente l'accordo con il Pdl di Berlusconi. Una candidatura rispettabilissima, ma non condivisa da tutti i parlamentari, da noi militanti e soprattutto dai cittadini. Il problema non è il nome ma il metodo di scelta e ciò che rappresentava questa candidatura. Ora, capisco che i nostri parlamentari erano impegnati nelle aule di palazzo ma noi abbiamo lanciato in tanti modi messaggi che esprimevano chiaramente il dissenso, non solo della base del pd ma anche del nostro elettorato con cui solo NOI abbiamo il reale contatto quotidiano. Abbiamo urlato, mandato emssaggi, chiamato, utilizzato i social network, occupato le sedi del Pd, minacciato le dimissioni in massa, c'è pure chi ha bruciato le tessere. Ma la domanda sorge spontanea: ma dove cavolo vivete? Ma come potete pensare che la gente voti il nostro partito se non siete riusciti ad ascoltare neanche la vostra base?
E poi sinceramente non comprendo per quale motivo Rodotà non poteva essere il candidato giusto, nessuno ha provato a parlare con lui, se non chiamando la figlia e chiedendo di far rinunciare il padre alla candidatura. Ma se eravate una classe dirigente competente, accettavate subito la candidatura di Stefano Rodotà e se non volevate votarlo ci provavate, lo bruciavate come avete fatto con i nostri, ma quantomeno oggi potevamo dire che ci abbiamo provato e che abbiamo preso in considerazione la proposta del M5S.
Ma ciò che ha ridicolizzato maggiormente il nostro partito, di fatto lacerandolo, è stata la figuraccia della mancata elezione di Prodi. Avete chiamato una persona stimatissima, con grande valore e personalità, senza preparare bene la sua candidatura. Ma come possiamo, noi giovani prendere esempio da chi non è stato in grado di preparare una candidatura alla Presidenza della Repubblica e farla votare all'unanimità dal nostro stesso partito? E non sto qui a dire cosa penso dei 100 franchi traditori perchè sarei molto volgare. Credo, però che la classe dirigente del mio partito aveva il dovere di cercare il dialogo, il confronto e di trovare soluzioni per presentare una candidatura che potesse ridare fiducia ai cittadini e potesse portare stabilità a questo paese martoriato e lacerato dalla crisi e dal malessere sociale.
La candidatura di Prodi, a mio avviso una grande personalità, sicuramente la migliore in campo, sarebbe stata quella perfetta che il Pd avrebbe dovuto far condividere, attraverso il dialogo e il confronto, attraverso strategie serie, anche dal M5S. Ed invece è stata sacrificata per rancori personali tra "aree vecchie" e "arre nuove".
E il punto di questa vicenda non è il nome di uno o dell'altro ma i metodi scelti dai dirigenti del mio partito nel presentare la candidatura del Presidente della Repubblica. Noi siamo il partito che comunque ha la maggioranza in parlamento e il maggior numero di grandi elettori. L'errore più grande che abbiamo commesso è stato quello di rincorrere prima Grillo e poi Berlusconi, prima con i consigli di una parte che voleva l'accordo per il governissimo, poi per il semplice fatto che Bersani voleva essere il Premier di questo Governo a tutti i costi. Errori gravissimi, da dilettanti allo sbaraglio. Dirigenti che oltre ad essere distanti dalla realtà, fanno capire di non amare questo partito, di non amare il loro stesso Paese, di non amare questa nuova generazione che chiede un cambiamento.
Con ciò non voglio dare tutte le responsabilità a Bersani, per me è una persona seria e onesta, un Segretario che comunque ha tenuto unito il Pd e ha ricomposto il centro sinistra, ma alcune volte bisogna capire quando è il momento di fare un passo indetro. Lui avrebbe dovuto farlo perchè abbiamo perso le elezioni e non era più il momento giusto per lui, per noi e per tutti.
Non so se votando Rodotà avremmo potuto accordarci con i girllini e fare un Governo perchè purtroppo, e dobbiamo dirlo, i deputati del M5S non hanno mai voluto avere un confronto con noi e quindi non potevano pretendere di proporre un nome, e con la scusa di tirare in ballo il popolo, obbligarci a votarlo.
Ritorno a dire che un Presidente della Repubblica è frutto di diverse consultazioni, mediazioni, discussioni. Per scegliere al meglio, bisognava trovare alternative e non fossilizzarsi solo su un nome. Questo è stato l'errore del M5S che deve prendersi le proprie responsabilità a prescindere dai gravissimi errori del Pd.
E a loro, ai parlamentari del M5S, voglio dire che non c'è nulla da festeggiare in merito alle sconfitte del Pd, perchè se ancora non lo hanno capito, mi preme fargli notare che da tutto questo caos chi ne è uscito "vincitore" è proprio Berlusconi e non noi, e non loro. Per l'ennessima volta, la dirigenza del mio partito ha fatto vincere l'unico nostro avversario.
Pertanto, con grande amarezza e delusione devo dire che la classe dirigente del Pd ha dimostrato di essere il peggior esempio che noi giovani potevamo avere. Intanto, i nostri elettori disorientati non comprendono i nostri percorsi e continuiamo a perdere consenso. Cosa sarà di tutti noi? Non lo so, vedremo nei prossimi giorni cosa accadrà, ma di certo è necessaria una grande riflessione e un profondo cambiamento.
Il cambiamento dovrebbe partire dalle scuse di chi ha ridicolizzato e portato allo sfacello il nostro partito. Scuse che devono essere fatte nei confronti di chi ogni giorno si impegna quotidianamente e ci mette la faccia con la gente nei territori.
E ai giovani di questo partito invece voglio dire che è arrivato il momento di agire ma soprattutto di mettere da parte le nostre appartenenze per costruire un percorso comune. Non ci sono nè i Giovani Democratici, nè altri gruppi che possono far valere il loro essere "area" o "gruppo". Questa è una battaglia che dobbiamo vincere tutti insieme e che non vede protagonisti e personalismi. Guardando dentro, credo che ci sia molto vecchiume anche tra alcuni giovani. Ecco, questo vecchiume dobbiamo sostuirlo con il buon senso, con lo spirito di servizio e con la voglia di ricostruire un partito che ci appartiene e che ci dobbiamo riprendere.
Io voglio un partito dove si dialoga, ci si confronta con la base, si rende partecipe la gente. Un partito che dia una formazione vera, seria e capace ai giovani che hanno tanta voglia di mettersi in discussione e di dare il loro prezioso contrbuto. Sono una giovane donna meridionale che è stata impegnata in prima linea nel corso di formazione di Finalmente Sud. Mi auguro che questo partito non ci privi anche di questi strumenti, che oltre a farci crescere politicamente ci permettono di credere ancora in questo progetto politico che ha bisogno della linfa vitale delle nuove generazioni. E ricordando la scuola politica del vecchio ma funzionale Pc "le frattocchie", credo che Finalmente Sud, migliorato sulla forma e sulle modalità, debba essere la base su cui formare una nuova classe dirigente capace di rapportarsi con i territori, di trovare soluzioni immediate ai problemi reali del Paese,di trovare soluzioni innovative per lo sviluppo e la crescita del meridione e di creare le basi per un futuro migliore per le prossime generazioni a cui non possiamo far vivere il disastro che stiamo vivendo noi per colpa di chi in questi vent'anni ha di fatto fallito. 

Valentina Spata

domenica 21 aprile 2013

VALENTINA SPATA AL TAVOLO TECNICO PER LA RIFORMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE.

Si è tenuto ieri, 9 aprile 2013 a Palermo, il tavolo regionale convocato dall’Assessore alla Formazione Professionale, Nelli Scilabra con le sigle sindacali, per condividere con loro i prossimi passi della riforma e tranquillizzare i lavoratori della formazione professionale. Era presente anche la Dott.ssa Corsello, dirigente generale alla Formazione e al Lavoro.
Al vertice ha partecipato, in rappresentanza della Provincia di Ragusa, anche il Segretario della Confsal, Valentina Spata.
“Onorata di aver partecipato a questo importante tavolo di confronto con l’Assessore Regionale, Scilabra – dichiara Valentina Spata – sono convinta che siamo sulla strada giusta per riformare un sistema, entrato in crisi già diversi anni fa, ormai saturo”. “Finalmente, con questa nuova amministrazione regionale, si sta facendo luce su tante vicende oscure e si sta provvedendo per ridare dignità ai lavoratori di questo settore”.
Dall’incontro è emerso che l’Assessore Regionale non torna indietro rispetto all’Avviso 20 che terminerà il 7 giugno. Per alcuni Enti ci sarà la proroga di qualche mese. Non c’è e non c’è mai stata la copertura finanziaria per il secondo e il terzo anno dell’Avviso 20, pertanto si sta pensando di avviare nuovi bandi per il futuro della Formazione. Al termine dell’Avviso 20, quindi, i dipendenti confluiranno in corsi di aggiornamento-riqualificazione per cinque mesi, successivamente inizieranno i corsi attraverso nuovi bandi. Una misura, quella della riqualificazione, pensata proprio per garantire il passaggio dal vecchio sistema al nuovo. Il nuovo piano dell’offerta Formativa che stanno preparando sarà finanziato con le somme del Piano Giovani. “Abbiamo la copertura finanziaria per la riqualificazione e il nuovo piano formativo . I lavoratori verranno tutelati, i sindacati dovrebbero insorgere contro i licenziamenti” – dichiara l’Assessore Scilabra durante il suo intervento.
Anche i lavoratori degli Enti cancellati e degli Enti a cui è stato e verrà revocato l’accreditamento verranno inseriti sia nei corsi di riqualificazione, sia nei nuovi bandi insieme a tutti gli operatori degli Sportelli.
Intanto, la Dott.ssa Corsello si sta occupando della realizzazione del nuovo bando per l’accreditamento degli Sportelli Multifunzionali.
“E’ necessario, prima di ogni cosa, accelerare i mandati di pagamento dell’Avviso 20 e verificare che gli stessi arrivino ai lavoratori – ha dichiarato la Spata durante il suo intervento a Palermo – ed è necessario affrettare l’iter per il pagamento del 20% della Cassa Integrazione”. “Inoltre, - continua il Segretario della Confsal, Valentina Spata, intendo precisare, in merito alle lettere di licenziamento che i dirigenti degli Enti stanno mandando o hanno intenzione di mandare ai lavoratori, che sono illegittime. I licenziamenti non possono essere messi in atto in quanto non sono previsti dalla legge 223/91 e sono in forte contrasto con il CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) e con le leggi regionali che disciplinano la Formazione Professionale. E’ stato verificato e accertato e quindi come sindacato Confsal, con la collaborazione dei colleghi dello Snals, ci opporremo, con tutte le forze, contro questi atti strumentali che allarmano i lavoratori e che non porteranno nessun vantaggio agli Enti”. “Faccio presente inoltre, continua la Spata durante il suo lungo intervento, che ciascun responsabile di Enti ha sottoscritto una dichiarazione per l’avvio dei corsi dell’avviso 20 in cui si impegnavano a rispettare il CCNL.
Pertanto risulterebbe una dichiarazione mendace in quanto in contrasto cn l’articolo 26 del CCNL che nn prevede la messa in mobilità se nn all’interno di Enti o di Enti pubblici convenzionati , così come previsto anche dalla legge 10/1994”.
La Dott.ssa Corsello, durante l’incontro ha ribadito che sono state mandate le diffide agli Enti (3-4-5 Aprile 2013), anche a quelli della Provincia di Ragusa, che hanno commesso irregolarità e che, nonostante la Regione abbia mandato il finanziamento entro il 31/12/2011, non hanno pagato il personale dipendente. A breve arriveranno anche le revoche dell’accreditamento che non avranno ripercussioni negative nei confronti dei lavoratori in quanto verranno tutelati. Inoltre, la Dott.ssa ha dichiarato che verrà utilizzato l’Albo degli assunti fino al 31/12/2008 e pertanto le assunzioni del 2009, in netto contrasto con la legge, risultano essere irregolari e non verranno riconfermate.
“Per quanto riguarda l’Enaip di Ragusa, tengo a precisare – conclude Valentina Spata - che i mandati di pagamento relativi al primo acconto sono stati emessi nella giornata di oggi 10 aprile 2013, pertanto è mia premura rassicurare tutti i dipendenti, anche quelli che pensavano che i mandati erano stati bloccati a causa delle azioni legali messe in atto da alcuni colleghi”.
Il prossimo tavolo tecnico è stato convocato il 16 e il 17 aprile a Palermo che vedrà , nuovamente, la presenza del Segretario della Confsal di Ragusa, Valentina Spata.
Il segretario provinciale della Confsal, Giorgio Iabichella, esprime soddisfazione per l'avvenuta convocazione al tavolo regionale sulla formazione. "Sono felice che la nostra O.S. - commenta Iabichella - sia stata convocata al tavolo che rivoluzionerà la formazione professionale in Sicilia e certo che la nostra delegata, Valentina Spata, saprà far combaciare il diritto alla legalità con la tutela dei posti di lavoro. Ringrazio l'Assessore Regionale, Nelli Scilabra per la sensibilità dimostrata nei confronti dei lavoratori del settore."

domenica 17 marzo 2013

VALENTINA SPATA : “GRANDE EMOZIONE E GIOIA PER L’ELEZIONE DI GRASSO”.





Cambiare l’Italia partendo dalla Sicilia. Oggi abbiamo scritto una pagina di storia molto importante prima con l’elezione alla Presidenza della Camera di Laura Boldrini, una donna di grande spessore civico e morale, eletta con Sel nel collegio Sicilia 2 e poi con quella del Procuratore Nazionale Antimafia siciliano, Pietro Grasso.
Un uomo di grande spessore etico, magistrato e procuratore di altissima competenza nella lotta alle mafie che ha ricoperto anche l’incarico di “giudice a latere” nel primo maxiprocesso a “Cosa Nostra”. Collega e amico di tante vittime della mafia, soprattutto dei magistrati Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Antonino Caponnetto.
Uomo integerrimo, persona umile che da sempre ha stimolato noi giovani ad agisce dal basso, facendoci portavoce di una “rivoluzione culturale” contro le mafie, le criminalità organizzate e i tanti disagi che viviamo nella nostra società.
Colui che avviato la nascita, in Sicilia, di diverse associazioni anti mafia, anti racket, addio pizzo e anche la nostra Rete della Legalità.
Per noi della Rete della Legalità del Mezzogiorno, di cui sono orgogliosa di rappresentare insieme agli amici Marcello Rocco (Campania), Michele Masulli (Basilicata) e Annarita Leonardi (Calabria), Pietro Grasso, che è uno dei primissimi firmatari del progetto, rappresenta un grande punto di riferimento, un grande esempio che proponiamo durante i percorsi di sensibilizzazione e promozione della legalità.
Ho avuto modo di conoscerlo e di parlare con lui in diverse occasioni e varie iniziative e posso dire con certezza che, oltre ad essere un uomo umile e disponibile, è un uomo delle Istituzioni e della Legalità che oggi ha dato un volto nuovo alla politica, ma anche tanta speranza di cambiamento.
Il suo discorso è stato molto emozionante e per certi versi anche commovente, soprattutto quando ha letto parola per parola l'intervento pronunciato da Rosaria Costa, vedova dell'agente Vito Schifani, nella Basilica di San Domenico a Palermo ai funerali di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti di scorta dopo la strage di Capaci.
Un momento importante per i siciliani e per gli italiani, un momento di unità, forse quell’unità di cui tanto discutiamo ma che poi ci trova sempre divisi. Un momento di memoria che mai i Presidenti delle Camere delle precedenti legislature avevano ricordato nei loro discorsi di insediamento. Un momento di grande emozione che ha visto lucidi gli occhi di tante persone, di tanti amici che nella figura di Pietro Grasso vedono quella speranza che ai giorni d’oggi è l’unica certezza che ci rimane.
La sua elezione, per me è stata una grande gioia, ancora non riesco a crederci. Ha rappresentato, in questa giornata, un valore ancora più simbolico, di grande importanza, visto che a Firenze si è tenuta la grande manifestazione di Libera in memoria delle vittime delle mafie.
Sono sicura che in questo giorno, indimenticabile, per tutto il Paese e non per una parte politica, abbiamo sancito la nascita di una nuova epoca, l’inizio di una pagina di storia tutta da scrivere.
Auguro al neo Presidente del Senato, Pietro Grasso un augurio di buon lavoro e un affettuoso abbraccio a nome di tutta la Rete che lo sosterrà in ogni momento.
La Responsabile della Rete della Legalità dl Mezzogiorno
Valentina Spata

sabato 9 marzo 2013

Donne: "Il rispetto non conosce calendario". Siamo donne ogni giorno della nostra Vita.

La vita nasce da una donna. Chi sta dalla parte delle donne sta dalla parte della vita

E anche quest'anno è terminata la giornata internazionale della donna, il giorno delle mimose e del giallo, il colore della liberazione delle energie.
Ma un giorno non basta per occuparsi di problemi delle donne e della violenza contro le donne. 
Tante le iniziative a cui ho partecipato, momenti di incontro e di confronto sulla condizione delle donne nella società, sui disagi, sulle discriminazioni e sugli abusi subuti.
Importante e sginificativa è stata l'iniziativa "La politica e le Donne, oggi. Politica: sostantivo femminile", tenutasi a Vittoria, a cura della Presidente della Consulta Comunale Femminile, Rosa Perupato. Un incontro che ha visto, oltre la mia semplicissima presenza, la partecipazione di un Sindaco donna, Franca Iurato, di un Assessore donna, Maria Rita Schembari, di una Senatrice donna, Venerina Padua e di un sostenitore delle Donne, l'Onorevole Giovanni Burtone. Un momento di grandi emozioni tra il prezioso dibattitoe uno spettacolo di musica e poesia al femminile.

 
Da sinistra: Sindaco di Santa Croce, Franca Iurato; Assessore di Comiso, M. Rita Schembari; 
Onorevole Giovanni Burtone; Valentina Spata

 Iniziativa altrettanto significativa quella di Sabato 9 marzo tenutasi in Piazza San Giovanni a Ragusa.
Grande partecipazione di tutte le donne protagoniste della vita sociale della città. 
Tante le associazioni che hanno aderito, tra cui il Centro Antiviolenza "Nuova Vita" di cui sono socia fondataria, nonchè Vice Presidente. 
Tante scarpe per ricordare le donne vittime di violenza. Un sostegno necessario perché i numeri della violenza denunciano un fenomeno in aumento. Nel 2012, sono state oltre quattordicimila le donne che hanno chiesto aiuto per violenza familiare ed extra- familiare. Il 68,69% erano italiane, il dato conferma quelli degli anni precedenti e sfata il pregiudizio che la violenza sia una questione che riguarda soprattutto donne immigrate e culture ‘involute’ rispetto alla nostra. La lettura corretta è quella della trasversalità della violenza contro le donne.
Un momento di dibattito pubblico importante in cui si è chiesto, con grande forza, maggiore spazio e opportunità negli ambiti lavorativi, ruoli di responsabilità, più diritti e tutele, una legge che davvero possa garantirci, con un adeguato sistema, contro abusi, violenza e femminicidio.
In alternanza, mentre i cittadini, anche uomini, ricordavano tutti i nomi delle donne uccise in Italia, si raccontavano storie di donne, si recitavano poesie scritte da donne e ognuno esprimeva un proprio pensiero.
"Bisogna lottare - si affermava - e farsi valere ogni giorno dell’anno". Il rispetto non conosce calendario. Bisogna essere coraggiose, determinate e forti. E combattere anche e soprattutto per quelle donne a cui la dignità viene ancora negata.


Perché la democrazia, quella vera, è un sostantivo femminile, singolare.

Valentina Spata

Convegno: "La Comunicazione Politica. Dalla Campagna Elettorale alle pratiche governative: formazione, strumenti e strategie.



La comunicazione politica è uno di quei temi che mi sta particolarmente a cuore. Soprattutto quando se ne parla nella mia terra. Sabato scorso si è tenuto a Ragusa il convegno “La Comunicazione Politica. Dalla campagna elettorale alle pratiche governative: formazione, strumenti e strategie”.
Per la prima volta nel capoluogo ibleo si è discusso di comunicazione politica. In un contesto politico particolare: a pochi giorni dalle elezioni politiche e in vista delle prossime elezioni amministrative che vedranno andare al voto 4 comuni della provincia di Ragusa.
Non è stato un evento di quelli dove i protagonisti sono i politici in voga che ti spiattellano per ore discorsi fumosi sui massimi sistemi. È stato un incontro utile sia agli “addetti ai lavori” della politica sia ai profani curiosi di capire come funziona il dietro le quinte del rapporto tra politica, media e cittadini-elettori.
Grazie all’impegno di Valentina Spata, Responsabile per la Rete della Legalità del Mezzogiorno per aver organizzato il Convegno. All’incontro hanno partecipato Salvatore Cannata, Direttore Video Regione, in qualità di moderatore, Rossana Sampugnaro, Docente di Sociologia dei fenomeni politici all’Università degli Studi di Catania, Paolo Campanile Boggi, esperto di comunicazione politica (Pd Salerno), Anna Rita Leonardi, Componente dei Giovani Democratici e del Partito Democratico Calabria e Matteo Albania, spin doctor.
Per chi non c’era, è possibile rivedere l’evento, trasmesso in video streaming grazie all’associazione Youpolis di Ragusa, sul loro canale online.
«Si è trattato di un momento di confronto sui temi della comunicazione politica, per la prima volta a Ragusa – commenta Matteo Albania -. L’obiettivo è stato quello di avvicinare i cittadini e gli amministratori locali ad una materia che vive ancora di stereotipi negativi. Con la presenza di professionisti del settore, tra cui la Prof.ssa Sampugnaro, abbiamo voluto scardinare questi pregiudizi e, analizzando l’ultima campagna elettorale, abbiamo trasmesso un messaggio: la comunicazione politica, se interpretata nel modo più corretto, innesca un processo virtuoso strettamente collegato con la partecipazione democratica e la consapevolezza del voto da parte dei cittadini. Ragusa ha risposto positivamente al messaggio e sono sicuro che ci sarà modo per nuove occasioni di confronto su questi temi che riguardano non soltanto i politici impegnati in campagna elettorale ma anche le amministrazioni a tutti i livelli dell’architettura istituzionale».
Rossana Sampugnaro ribadisce come «Il convegno nasca dall’esigenza di comprendere l’evoluzione delle campagne elettorali, specie dopo la piena affermazione dei social-network. Nel corso del dibattito ci siamo soffermati sul backstage delle campagne, sulla dimensione strategica della comunicazione e sul ruolo crescente degli esperti di nuove tecnologie e di consulenti politici nella costruzione delle attività di mobilitazione».
Le attività di mobilitazione ci portano a una riflessione sul boom del M5S: «In quel caso l’attenzione alla comunicazione e al suo controllo è un elemento cruciale tanto da entrare nel Regolamento che i parlamentari del gruppo hanno sottoscritto».
La riflessione sulle campagne elettorali continuerà nei prossimi mesi anche a Catania con una serie di iniziative che coinvolgeranno diversi professionisti e studiosi della consulenza politica. Per saperne di più su un mondo tanto affascinante quanto complesso.
  • Articolo di Mario Grasso

giovedì 7 marzo 2013

Secondo Circolo del Pd a Ragusa: non è una minaccia ma una grande opportunità!



"I percorsi democratici portano a soluzioni e a scelte che possono anche non piacere. Ma la democrazia ha delle regole tra cui il rispetto della maggioranza da parte delle minoranze e del ruolo delle minoranze da parte della maggioranza. Principi che vanno rispettati se si vuole, come nel caso della specie, mantenere la dizione del Partito Democratico".
Una bella frase che va letta sulla base di una profonda analisi che deve partire dall'ascolto di tutte le parti, maggioranza e minoranza, anche se credo che una discussione seria va fatta a prescindere da chi è minoranza e maggioranza. 
Il problema non è essere minoranza ma riuscire a convivere all'interno di uno spazio che ci porta tutti ad avere un obiettivo comune. 
Tralasciamo facili polemiche e scontate critiche, intorno alle insanabili contraddizioni che legano la presenza di dirigenti politici locali, a tutta una serie di sconfitte che subiamo da diversi anni. 
Da tempo sosteniamo l’impraticabilità di un confronto politico per la mancanza di un progetto organico che permetta al Partito Democratico ragusano di innovarsi e rinnovarsi.  
La distanza ormai consolidata, la refrattarietà al cambiamento e la supponenza di un modo di fare superato e perdente della vecchia classe dirigente locale (vecchia in termini di metodi) rispetto ai problemi della città, ha causato, a mio avviso, le eterne sconfitte non solo elettorali ma rispetto al raggiungimento dell'obiettivo comune che riguarda il nostro partito, che a volte di democratico ha ben poco. 
Non aver saputo e continuare a non tener conto di questo dato inequivocabile è un ulteriore segno della miopia e della volontà conservatrice di questa classe politica che pur dichiarandosi innovativa è legata a vecchi schemi che personalmente non mi appartengono.
Ho aderito fin dall’inizio all’entusiasmante iniziativa che doveva segnare la nascita di uno schieramento nuovo, moderato ma progressista, innovativo ma radicato nella storia e nella vita del Paese, programmaticamente aperto agli apporti delle più diverse posizioni ed esperienze che erano state chiamate e che si erano impegnate a costituirlo, sinceramente democratico e sinceramente laico. 
Di fronte al parziale fallimento del progetto, almeno a carattere locale, siamo giunti alla determinazione che è assolutamente necessario, almeno come primo passo, costituire una seconda sezione (mi piace chiamarla così, per ricordare il senso di appartenenza e di militanza che si aveva un tempo non molto lontano) del Partito Democratico nella nostra città, che si faccia carico di quelle idealità e motivazioni per cui era nata l’idea dell’unione delle forze moderate e progressiste del centro sinistra. 
Idealità e motivazioni che si possono riassumere nella effettiva volontà di cambiare forme e metodi della partecipazione che fin'ora non ho condiviso da parte di chi oggi rappresenta il Pd nella mia città.
Per questi motivi, una parte del Pd ragusano non indifferente, insieme ad altri che sono fuorisciuti dal partito per motivazioni evidenti, ha deciso di costruire un percorso che rimane fedele ai valori e ai principi sanciti dallo Statuto del Partito Democratico ma che vuole dare un volto diverso a questo progetto democratico, utilizzando metodi e modi di partecipazione e di condivisione diversi da quelli attuali.  
Vogliamo recuperare e valorizzare esperienze e conoscenze che fino ad ora sono rimaste ai margini. Vogliamo individuare fin da subito, nuove energie attraverso la contemporanea messa a disposizione della vecchia classe dirigente. 
Vogliamo riportare al centro del dibattito comune le esigenze e le priorità dei cittadini per creare un progetto politico volto alla costruzione di un modello nuovo e migliore per la città di Ragusa. 
La nascita del secondo circolo del Pd a Ragusa, che non vuole essere in contrapposizione al primo, non mi pare sia poco opportuna, anzi servirà a far crescere il nostro partito attraverso l'adesione e la partecipazione di tante persone. Cosa c'è di male? Ognuno è libero, visto che di Partito Democratico si tratta, di condividere o meno determinati percorsi e gestioni politiche. Ed è chiaro come molti di noi nn condividiamo i metodi e i modi attraverso il quale il Pd ragusano si è posto nei confronti dei militanti, nei confronti della città e degli elettori. 
Per questo motivo, e per una visione diversa della politica abbiamo deciso di dare maggiore spazio a chi si vuole impergnare credendoci. Non comprendo tutte le polemiche, gli interventi inopportuni di chi non conosce le esigenze terriotirali e chi nn ha vissuto la nostra sofferenza a causa di una effettiva inagibilità politica. Non comprendo nemmeno come si parli di "regole" quando in questo partito spesso ce ne siamo dimenticati. Il caso vuole che quando c'è qualcosa che non conviene a qualcuno, si tira fuori la storia del rispetto delle Regole e dello Statuto. Se dovessi scrivere tutte le occasioni in cui le regole non sono state rispettate non mi basterebbe un solo post. Il rispetto delle regole va sottolineato sempre e comunque e non credo che noi stiamo commettendo atti irregolari o illegali. 
Stante l’attuale situazione l’opzione della costituzione di un Secondo Circolo del PD a Ragusa è ormai irrinunciabile, considerando fra l'altro il probabile allontanamento immediato e inarrestabile degli attuali nostri residui simpatizzanti, che si sentono coinvolti in questa nuova e meravigliosa avventura democratica che abbiamo creato. 
Ritardare e ostacolare un simile progetto produrrà un ulteriore ampliamento del dissenso che si va diffondendo e che minaccia di manifestarsi in modi, se non eclatanti, almeno sensibili fin dalle prossime elezioni amministrative fra quei diversi che si sono avvicinati all’esperienza del nascente Circolo del PD con entusiasmo e soprattutto speranza.
L'intelligenza politica sta anche sul fatto che bisogna capire che in questo momento di grande difficoltà, di crisi politica-istituzionale, che forse la costituzione di un ulteriore circolo a Ragusa potrebbe essere necessaria per creare maggiore consenso e partecipazione. 
Dopo il fallimento oggettivo della linea politica, a tutti i livelli, del nostro Partito creare nuovi spazi aggregativi, di partecipazione e di confronto (quello che ci è mancato per troppi anni), credo sia una grande opportunità anche per rinnovare e cambiare un metodo di far politica che fino ad ora non ha saputo intercettare le esigenze dei cittadini. 
Pertanto, NOI tutti continueremo per la nostra strada con l'entusiasmo di sempre e con lo stesso spirito di servizio. A tal proposito invito tutti coloro che vorranno partecipare alla Conferenza Stampa, che si terrà giorno 9 marzo presso il Palazzo Cocim a Ragusa, per presentare il nostro progetto politico e per dire a gran voce che noi ci siamo e vogliamo bene alla nostra Città.

Grazie!

Valentina Spata