martedì 23 aprile 2013

Dont' Stop Formazione: lettera alla Direzione Nazionale del Pd




Questo messaggio raccoglie i pensieri estemporanei di un gruppo di ragazzi legati da sentimenti di amicizia e cooperazione nati grazie alla condivisione del progetto di formazione Finalmente Sud!
Un progetto che si affianca alle altre scuole come Officina Politica o Cortona e che consentono al Partito Democratico - secondo noi - di alimentare quel minimo di apertura verso l'esterno che oggi può vantare.

Tanti sono coloro che si avvicinano alla Politica inesperti e poco competenti e proprio per questo la formazione diventa linfa vitale di un partito che potrà pretendere disciplina al suo interno solo se ha un'anima a cui far riferimento, un obiettivo che sia comune e condiviso.

Sfumature queste che non si conquistano solo sul campo, ma individuabili grazie ad una formazione che costruisca il cambiamento, non solo politico, ma soprattutto e innanzitutto, sociale e morale. Serve una formazione che trasmetta  identità e senso di appartenenza, che insegni che se si è classe dirigente si ha la responsabilità di seguire la linea progettuale costruita attraverso il confronto interno.

Anche per questo le correnti ritrovino poi il loro senso primordiale, essere cioè differenti sensibilità all'interno di un partito i cui militanti guardano nella stessa direzione.

La formazione politica è necessaria e fondamentale e deve essere continuata. Dobbiamo continuare il percorso iniziato, dobbiamo migliorarlo. Le voci di spesa da tagliare siano altre. Non possiamo assolutamente distruggere tutto ciò che si è costruito con amore, con passione e con determinazione.

Finalmente Sud, per noi è stato fino ad oggi luogo di incontro, di confronto, magari di scontro ma certamente di crescita personale e politica!

Ha creato una rete di collaborazione e nella maggior parte dei casi di amicizia che senza questa esperienza non si sarebbe mai formata. Abbiamo riscoperto il senso di appartenenza in un partito che a volte sembra solo un agglomerato di correnti sconnesse tra loro.

Finalmente Sud ci ha permesso di creare una rete territoriale che comprende tutto il Mezzogiorno e ci sta insegnando a lavorare insieme. Ci sentiamo vicini alla meta, ma non ancora pronti. Serve continuare su questo percorso. E se gli applausi che avete dispensato ieri a Napolitano sono frutto di una reale consapevolezza, non smettiamo di lavorare sul Mezzogiorno e continuiamo a formare la sua classe dirigente del prossimo futuro.

Se chiude la formazione, chiude una parte essenziale per un partito che si prefigge lo scopo di proporre al Paese una classe dirigente preparata e pronta.

Il PD deve tagliare nuovamente i nastri di partenza lasciandosi alle spalle il ricordo storico delle appartenenze personali di ognuno. Bisogna ripartire dalla sua carta costituente. Serve ricreare un partito in cui ognuno si senta parte di un progetto per la società, di cui fanno parte in egual misura anche i circoli, i tesserati e gli elettori.

Buon lavoro e ricordate che lì, oggi, non state discutendo chiusi in una stanza, ma idealmente parlate ad una piazza che è l'Italia. Una piazza che ha necessità di ritrovare serenità e condivisione, ma soprattutto progetti, idee ed ideali. Non vi dimenticate di questi ultimi e difendiamoli con coerenza e serietà. Vi invitiamo, infine, a venire a lavorare con noi ad uno dei nostri incontri nazionali full immersion. Sarà così che noi potremo crescere, insieme a voi e con idee comuni.
E che la storia e gli errori siano da insegnamento, per questo nuovo processo.

In bocca al lupo a tutti noi.
A chi vuol FARE.
A chi vuol bene al PD ed al Paese tutto.

Valentina Spata
Fabio Arena
Leonardo Ciarmoli
Massimo Donisi
Francesca Fascella
Emanuele Marando
Barbara Panetta
Chiara Pappadà
Ciro Passeggia
Rosaria Tassaro

lunedì 22 aprile 2013

Il Pd: un Partito Dilaniato dai personalismi e dai tatticismi!

Sono una delle fondatrici del Partito Democratico. Ho votato la mozione a favore della sua costituzione nell'ultimo congresso dei Ds. Sono stata una di quei militanti che dal 2007 ad oggi ha contribuito a costruire un soggetto politico che doveva essere innovativo e riformista. Un progetto che doveva essere capace di mettere insieme tutte le varie personalità, le storie politiche di ogni componente che proveniva dai Ds, dalla Margherita e per la prima volta anche dalla Società civile.
Un partito che fino a pochi giorni fa, non so adesso, era il primo partito del Paese.
Un contenitore politico dove tante sono le diversità, sia rispetto alle personalità che lo costituiscono, sia alle idee che lo riempiono di contenuti. Una diversità che doveva essere costruttiva e non distruttiva. Una diversità che doveva porre le basi per un vero confronto.
Una diversità che con gli anni invece di unire ha diviso attraverso la costituzione di molte "aree", troppe. Siamo arrivati al punto che ormai la mattina ognuno si alza e decide di essere un "area".
Io non credo alle "aree" ma ho sempre creduto nella vera anima di questo partito: i militanti. Tanti uomini, donne, giovani che quotidianamente lavorano, con grande sacrificio e passione, per il bene del partito e dei loro territori.Persone che ogni giorno ci mettono la faccia, che parlano per e con il Partito Democratico. Che organizzano le campagne elettorali nei territori, che portano i gazebi nelle piazze, che vanno in giro per volantinare e parlare con la gente, che accolgono l'elettorato e i cittadini nelle sedi del Pd.
Persone che spesso non sono ascoltate dai dirigenti romani e che spesso vengono abbandonati con i loro problemi nei loro territori.
L’Italia sta affrontando una crisi politica molto più tragica di quella economica, riconoscibile nella sfiducia verso le istituzioni e verso i rappresentanti: in nessun altro modo si spiegherebbe il successo del Movimento 5 Stelle, espressione dell’anti politica, della rabbia e della disperazione di buona parte degli italiani.
Dopo la delusione dovuta alle elezioni, il PD pare si sia dato un po’ più da fare, iniziando dalla pubblicazione dei suoi “8 punti per un governo d’emergenza”: legge elettorale, taglio dei costi della politica, conflitto di interessi, legge anticorruzione, sono solo alcuni dei punti che il nostro partito si propone di riformare; un po’ più di tempismo probabilmente non avrebbe fatto male, visti i tre mesi di campagna elettorale che avevamo a disposizione, ma ormai è andata così. Abbiamo inseguito per quasi due mesi il M5S per fare un accordo su questi punti, ci siamo pure umiliati di fronte all'arroganza dei capi gruppo del movimento di Grillo. E in questi mesi eravamo comunque riusciti a mettere in discussione la validità, la serietà del M5S che per certi versi non risultava più essere il vero cambiamento per molti italiani che lo avevano votato. E lo abbiamo fatto involonariamente ma se solo avessimo la capacità di ascoltare la gente, forse avremmo saputo scegliere la strada giusta da percorrere.
Ma poi vedo in 48 ore il Pd, il mio partito, che si sgretola come quando una palazzina crolla in un unico colpo, e quindi non posso che essere amareggiata e arrabbiata. Ed è proprio in questo momento che capisco che la distanza tra la dirigenza del mio partito e la realtà è incolmabile.
Il Presidente della Repubblica è una figura istituzionale di grande valore e il processo di scelta, pertanto, dovrebbe essere complesso, lungo pensato e meditato. Quindi, come sostiene l'On. Giuditta Pini, una giovane compagna parlamentare, è necessario "proporre un candidato, ritirarlo, fino a quando non si trova una mediazione".
Solo che questa volta, non se ne comprende il motivo, non è stata fatta una scelta ponderata.
Come dichiara l'On. Pini "questa volta sembrava che se non si fosse fatto il presidente in tre giorni sarebbe finito il paese".
Pertanto, non comprendo come si sia potuta proporre la candidatura di Marini, che rappresentava chiaramente l'accordo con il Pdl di Berlusconi. Una candidatura rispettabilissima, ma non condivisa da tutti i parlamentari, da noi militanti e soprattutto dai cittadini. Il problema non è il nome ma il metodo di scelta e ciò che rappresentava questa candidatura. Ora, capisco che i nostri parlamentari erano impegnati nelle aule di palazzo ma noi abbiamo lanciato in tanti modi messaggi che esprimevano chiaramente il dissenso, non solo della base del pd ma anche del nostro elettorato con cui solo NOI abbiamo il reale contatto quotidiano. Abbiamo urlato, mandato emssaggi, chiamato, utilizzato i social network, occupato le sedi del Pd, minacciato le dimissioni in massa, c'è pure chi ha bruciato le tessere. Ma la domanda sorge spontanea: ma dove cavolo vivete? Ma come potete pensare che la gente voti il nostro partito se non siete riusciti ad ascoltare neanche la vostra base?
E poi sinceramente non comprendo per quale motivo Rodotà non poteva essere il candidato giusto, nessuno ha provato a parlare con lui, se non chiamando la figlia e chiedendo di far rinunciare il padre alla candidatura. Ma se eravate una classe dirigente competente, accettavate subito la candidatura di Stefano Rodotà e se non volevate votarlo ci provavate, lo bruciavate come avete fatto con i nostri, ma quantomeno oggi potevamo dire che ci abbiamo provato e che abbiamo preso in considerazione la proposta del M5S.
Ma ciò che ha ridicolizzato maggiormente il nostro partito, di fatto lacerandolo, è stata la figuraccia della mancata elezione di Prodi. Avete chiamato una persona stimatissima, con grande valore e personalità, senza preparare bene la sua candidatura. Ma come possiamo, noi giovani prendere esempio da chi non è stato in grado di preparare una candidatura alla Presidenza della Repubblica e farla votare all'unanimità dal nostro stesso partito? E non sto qui a dire cosa penso dei 100 franchi traditori perchè sarei molto volgare. Credo, però che la classe dirigente del mio partito aveva il dovere di cercare il dialogo, il confronto e di trovare soluzioni per presentare una candidatura che potesse ridare fiducia ai cittadini e potesse portare stabilità a questo paese martoriato e lacerato dalla crisi e dal malessere sociale.
La candidatura di Prodi, a mio avviso una grande personalità, sicuramente la migliore in campo, sarebbe stata quella perfetta che il Pd avrebbe dovuto far condividere, attraverso il dialogo e il confronto, attraverso strategie serie, anche dal M5S. Ed invece è stata sacrificata per rancori personali tra "aree vecchie" e "arre nuove".
E il punto di questa vicenda non è il nome di uno o dell'altro ma i metodi scelti dai dirigenti del mio partito nel presentare la candidatura del Presidente della Repubblica. Noi siamo il partito che comunque ha la maggioranza in parlamento e il maggior numero di grandi elettori. L'errore più grande che abbiamo commesso è stato quello di rincorrere prima Grillo e poi Berlusconi, prima con i consigli di una parte che voleva l'accordo per il governissimo, poi per il semplice fatto che Bersani voleva essere il Premier di questo Governo a tutti i costi. Errori gravissimi, da dilettanti allo sbaraglio. Dirigenti che oltre ad essere distanti dalla realtà, fanno capire di non amare questo partito, di non amare il loro stesso Paese, di non amare questa nuova generazione che chiede un cambiamento.
Con ciò non voglio dare tutte le responsabilità a Bersani, per me è una persona seria e onesta, un Segretario che comunque ha tenuto unito il Pd e ha ricomposto il centro sinistra, ma alcune volte bisogna capire quando è il momento di fare un passo indetro. Lui avrebbe dovuto farlo perchè abbiamo perso le elezioni e non era più il momento giusto per lui, per noi e per tutti.
Non so se votando Rodotà avremmo potuto accordarci con i girllini e fare un Governo perchè purtroppo, e dobbiamo dirlo, i deputati del M5S non hanno mai voluto avere un confronto con noi e quindi non potevano pretendere di proporre un nome, e con la scusa di tirare in ballo il popolo, obbligarci a votarlo.
Ritorno a dire che un Presidente della Repubblica è frutto di diverse consultazioni, mediazioni, discussioni. Per scegliere al meglio, bisognava trovare alternative e non fossilizzarsi solo su un nome. Questo è stato l'errore del M5S che deve prendersi le proprie responsabilità a prescindere dai gravissimi errori del Pd.
E a loro, ai parlamentari del M5S, voglio dire che non c'è nulla da festeggiare in merito alle sconfitte del Pd, perchè se ancora non lo hanno capito, mi preme fargli notare che da tutto questo caos chi ne è uscito "vincitore" è proprio Berlusconi e non noi, e non loro. Per l'ennessima volta, la dirigenza del mio partito ha fatto vincere l'unico nostro avversario.
Pertanto, con grande amarezza e delusione devo dire che la classe dirigente del Pd ha dimostrato di essere il peggior esempio che noi giovani potevamo avere. Intanto, i nostri elettori disorientati non comprendono i nostri percorsi e continuiamo a perdere consenso. Cosa sarà di tutti noi? Non lo so, vedremo nei prossimi giorni cosa accadrà, ma di certo è necessaria una grande riflessione e un profondo cambiamento.
Il cambiamento dovrebbe partire dalle scuse di chi ha ridicolizzato e portato allo sfacello il nostro partito. Scuse che devono essere fatte nei confronti di chi ogni giorno si impegna quotidianamente e ci mette la faccia con la gente nei territori.
E ai giovani di questo partito invece voglio dire che è arrivato il momento di agire ma soprattutto di mettere da parte le nostre appartenenze per costruire un percorso comune. Non ci sono nè i Giovani Democratici, nè altri gruppi che possono far valere il loro essere "area" o "gruppo". Questa è una battaglia che dobbiamo vincere tutti insieme e che non vede protagonisti e personalismi. Guardando dentro, credo che ci sia molto vecchiume anche tra alcuni giovani. Ecco, questo vecchiume dobbiamo sostuirlo con il buon senso, con lo spirito di servizio e con la voglia di ricostruire un partito che ci appartiene e che ci dobbiamo riprendere.
Io voglio un partito dove si dialoga, ci si confronta con la base, si rende partecipe la gente. Un partito che dia una formazione vera, seria e capace ai giovani che hanno tanta voglia di mettersi in discussione e di dare il loro prezioso contrbuto. Sono una giovane donna meridionale che è stata impegnata in prima linea nel corso di formazione di Finalmente Sud. Mi auguro che questo partito non ci privi anche di questi strumenti, che oltre a farci crescere politicamente ci permettono di credere ancora in questo progetto politico che ha bisogno della linfa vitale delle nuove generazioni. E ricordando la scuola politica del vecchio ma funzionale Pc "le frattocchie", credo che Finalmente Sud, migliorato sulla forma e sulle modalità, debba essere la base su cui formare una nuova classe dirigente capace di rapportarsi con i territori, di trovare soluzioni immediate ai problemi reali del Paese,di trovare soluzioni innovative per lo sviluppo e la crescita del meridione e di creare le basi per un futuro migliore per le prossime generazioni a cui non possiamo far vivere il disastro che stiamo vivendo noi per colpa di chi in questi vent'anni ha di fatto fallito. 

Valentina Spata

domenica 21 aprile 2013

VALENTINA SPATA AL TAVOLO TECNICO PER LA RIFORMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE.

Si è tenuto ieri, 9 aprile 2013 a Palermo, il tavolo regionale convocato dall’Assessore alla Formazione Professionale, Nelli Scilabra con le sigle sindacali, per condividere con loro i prossimi passi della riforma e tranquillizzare i lavoratori della formazione professionale. Era presente anche la Dott.ssa Corsello, dirigente generale alla Formazione e al Lavoro.
Al vertice ha partecipato, in rappresentanza della Provincia di Ragusa, anche il Segretario della Confsal, Valentina Spata.
“Onorata di aver partecipato a questo importante tavolo di confronto con l’Assessore Regionale, Scilabra – dichiara Valentina Spata – sono convinta che siamo sulla strada giusta per riformare un sistema, entrato in crisi già diversi anni fa, ormai saturo”. “Finalmente, con questa nuova amministrazione regionale, si sta facendo luce su tante vicende oscure e si sta provvedendo per ridare dignità ai lavoratori di questo settore”.
Dall’incontro è emerso che l’Assessore Regionale non torna indietro rispetto all’Avviso 20 che terminerà il 7 giugno. Per alcuni Enti ci sarà la proroga di qualche mese. Non c’è e non c’è mai stata la copertura finanziaria per il secondo e il terzo anno dell’Avviso 20, pertanto si sta pensando di avviare nuovi bandi per il futuro della Formazione. Al termine dell’Avviso 20, quindi, i dipendenti confluiranno in corsi di aggiornamento-riqualificazione per cinque mesi, successivamente inizieranno i corsi attraverso nuovi bandi. Una misura, quella della riqualificazione, pensata proprio per garantire il passaggio dal vecchio sistema al nuovo. Il nuovo piano dell’offerta Formativa che stanno preparando sarà finanziato con le somme del Piano Giovani. “Abbiamo la copertura finanziaria per la riqualificazione e il nuovo piano formativo . I lavoratori verranno tutelati, i sindacati dovrebbero insorgere contro i licenziamenti” – dichiara l’Assessore Scilabra durante il suo intervento.
Anche i lavoratori degli Enti cancellati e degli Enti a cui è stato e verrà revocato l’accreditamento verranno inseriti sia nei corsi di riqualificazione, sia nei nuovi bandi insieme a tutti gli operatori degli Sportelli.
Intanto, la Dott.ssa Corsello si sta occupando della realizzazione del nuovo bando per l’accreditamento degli Sportelli Multifunzionali.
“E’ necessario, prima di ogni cosa, accelerare i mandati di pagamento dell’Avviso 20 e verificare che gli stessi arrivino ai lavoratori – ha dichiarato la Spata durante il suo intervento a Palermo – ed è necessario affrettare l’iter per il pagamento del 20% della Cassa Integrazione”. “Inoltre, - continua il Segretario della Confsal, Valentina Spata, intendo precisare, in merito alle lettere di licenziamento che i dirigenti degli Enti stanno mandando o hanno intenzione di mandare ai lavoratori, che sono illegittime. I licenziamenti non possono essere messi in atto in quanto non sono previsti dalla legge 223/91 e sono in forte contrasto con il CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) e con le leggi regionali che disciplinano la Formazione Professionale. E’ stato verificato e accertato e quindi come sindacato Confsal, con la collaborazione dei colleghi dello Snals, ci opporremo, con tutte le forze, contro questi atti strumentali che allarmano i lavoratori e che non porteranno nessun vantaggio agli Enti”. “Faccio presente inoltre, continua la Spata durante il suo lungo intervento, che ciascun responsabile di Enti ha sottoscritto una dichiarazione per l’avvio dei corsi dell’avviso 20 in cui si impegnavano a rispettare il CCNL.
Pertanto risulterebbe una dichiarazione mendace in quanto in contrasto cn l’articolo 26 del CCNL che nn prevede la messa in mobilità se nn all’interno di Enti o di Enti pubblici convenzionati , così come previsto anche dalla legge 10/1994”.
La Dott.ssa Corsello, durante l’incontro ha ribadito che sono state mandate le diffide agli Enti (3-4-5 Aprile 2013), anche a quelli della Provincia di Ragusa, che hanno commesso irregolarità e che, nonostante la Regione abbia mandato il finanziamento entro il 31/12/2011, non hanno pagato il personale dipendente. A breve arriveranno anche le revoche dell’accreditamento che non avranno ripercussioni negative nei confronti dei lavoratori in quanto verranno tutelati. Inoltre, la Dott.ssa ha dichiarato che verrà utilizzato l’Albo degli assunti fino al 31/12/2008 e pertanto le assunzioni del 2009, in netto contrasto con la legge, risultano essere irregolari e non verranno riconfermate.
“Per quanto riguarda l’Enaip di Ragusa, tengo a precisare – conclude Valentina Spata - che i mandati di pagamento relativi al primo acconto sono stati emessi nella giornata di oggi 10 aprile 2013, pertanto è mia premura rassicurare tutti i dipendenti, anche quelli che pensavano che i mandati erano stati bloccati a causa delle azioni legali messe in atto da alcuni colleghi”.
Il prossimo tavolo tecnico è stato convocato il 16 e il 17 aprile a Palermo che vedrà , nuovamente, la presenza del Segretario della Confsal di Ragusa, Valentina Spata.
Il segretario provinciale della Confsal, Giorgio Iabichella, esprime soddisfazione per l'avvenuta convocazione al tavolo regionale sulla formazione. "Sono felice che la nostra O.S. - commenta Iabichella - sia stata convocata al tavolo che rivoluzionerà la formazione professionale in Sicilia e certo che la nostra delegata, Valentina Spata, saprà far combaciare il diritto alla legalità con la tutela dei posti di lavoro. Ringrazio l'Assessore Regionale, Nelli Scilabra per la sensibilità dimostrata nei confronti dei lavoratori del settore."

domenica 17 marzo 2013

VALENTINA SPATA : “GRANDE EMOZIONE E GIOIA PER L’ELEZIONE DI GRASSO”.





Cambiare l’Italia partendo dalla Sicilia. Oggi abbiamo scritto una pagina di storia molto importante prima con l’elezione alla Presidenza della Camera di Laura Boldrini, una donna di grande spessore civico e morale, eletta con Sel nel collegio Sicilia 2 e poi con quella del Procuratore Nazionale Antimafia siciliano, Pietro Grasso.
Un uomo di grande spessore etico, magistrato e procuratore di altissima competenza nella lotta alle mafie che ha ricoperto anche l’incarico di “giudice a latere” nel primo maxiprocesso a “Cosa Nostra”. Collega e amico di tante vittime della mafia, soprattutto dei magistrati Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Antonino Caponnetto.
Uomo integerrimo, persona umile che da sempre ha stimolato noi giovani ad agisce dal basso, facendoci portavoce di una “rivoluzione culturale” contro le mafie, le criminalità organizzate e i tanti disagi che viviamo nella nostra società.
Colui che avviato la nascita, in Sicilia, di diverse associazioni anti mafia, anti racket, addio pizzo e anche la nostra Rete della Legalità.
Per noi della Rete della Legalità del Mezzogiorno, di cui sono orgogliosa di rappresentare insieme agli amici Marcello Rocco (Campania), Michele Masulli (Basilicata) e Annarita Leonardi (Calabria), Pietro Grasso, che è uno dei primissimi firmatari del progetto, rappresenta un grande punto di riferimento, un grande esempio che proponiamo durante i percorsi di sensibilizzazione e promozione della legalità.
Ho avuto modo di conoscerlo e di parlare con lui in diverse occasioni e varie iniziative e posso dire con certezza che, oltre ad essere un uomo umile e disponibile, è un uomo delle Istituzioni e della Legalità che oggi ha dato un volto nuovo alla politica, ma anche tanta speranza di cambiamento.
Il suo discorso è stato molto emozionante e per certi versi anche commovente, soprattutto quando ha letto parola per parola l'intervento pronunciato da Rosaria Costa, vedova dell'agente Vito Schifani, nella Basilica di San Domenico a Palermo ai funerali di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti di scorta dopo la strage di Capaci.
Un momento importante per i siciliani e per gli italiani, un momento di unità, forse quell’unità di cui tanto discutiamo ma che poi ci trova sempre divisi. Un momento di memoria che mai i Presidenti delle Camere delle precedenti legislature avevano ricordato nei loro discorsi di insediamento. Un momento di grande emozione che ha visto lucidi gli occhi di tante persone, di tanti amici che nella figura di Pietro Grasso vedono quella speranza che ai giorni d’oggi è l’unica certezza che ci rimane.
La sua elezione, per me è stata una grande gioia, ancora non riesco a crederci. Ha rappresentato, in questa giornata, un valore ancora più simbolico, di grande importanza, visto che a Firenze si è tenuta la grande manifestazione di Libera in memoria delle vittime delle mafie.
Sono sicura che in questo giorno, indimenticabile, per tutto il Paese e non per una parte politica, abbiamo sancito la nascita di una nuova epoca, l’inizio di una pagina di storia tutta da scrivere.
Auguro al neo Presidente del Senato, Pietro Grasso un augurio di buon lavoro e un affettuoso abbraccio a nome di tutta la Rete che lo sosterrà in ogni momento.
La Responsabile della Rete della Legalità dl Mezzogiorno
Valentina Spata

sabato 9 marzo 2013

Donne: "Il rispetto non conosce calendario". Siamo donne ogni giorno della nostra Vita.

La vita nasce da una donna. Chi sta dalla parte delle donne sta dalla parte della vita

E anche quest'anno è terminata la giornata internazionale della donna, il giorno delle mimose e del giallo, il colore della liberazione delle energie.
Ma un giorno non basta per occuparsi di problemi delle donne e della violenza contro le donne. 
Tante le iniziative a cui ho partecipato, momenti di incontro e di confronto sulla condizione delle donne nella società, sui disagi, sulle discriminazioni e sugli abusi subuti.
Importante e sginificativa è stata l'iniziativa "La politica e le Donne, oggi. Politica: sostantivo femminile", tenutasi a Vittoria, a cura della Presidente della Consulta Comunale Femminile, Rosa Perupato. Un incontro che ha visto, oltre la mia semplicissima presenza, la partecipazione di un Sindaco donna, Franca Iurato, di un Assessore donna, Maria Rita Schembari, di una Senatrice donna, Venerina Padua e di un sostenitore delle Donne, l'Onorevole Giovanni Burtone. Un momento di grandi emozioni tra il prezioso dibattitoe uno spettacolo di musica e poesia al femminile.

 
Da sinistra: Sindaco di Santa Croce, Franca Iurato; Assessore di Comiso, M. Rita Schembari; 
Onorevole Giovanni Burtone; Valentina Spata

 Iniziativa altrettanto significativa quella di Sabato 9 marzo tenutasi in Piazza San Giovanni a Ragusa.
Grande partecipazione di tutte le donne protagoniste della vita sociale della città. 
Tante le associazioni che hanno aderito, tra cui il Centro Antiviolenza "Nuova Vita" di cui sono socia fondataria, nonchè Vice Presidente. 
Tante scarpe per ricordare le donne vittime di violenza. Un sostegno necessario perché i numeri della violenza denunciano un fenomeno in aumento. Nel 2012, sono state oltre quattordicimila le donne che hanno chiesto aiuto per violenza familiare ed extra- familiare. Il 68,69% erano italiane, il dato conferma quelli degli anni precedenti e sfata il pregiudizio che la violenza sia una questione che riguarda soprattutto donne immigrate e culture ‘involute’ rispetto alla nostra. La lettura corretta è quella della trasversalità della violenza contro le donne.
Un momento di dibattito pubblico importante in cui si è chiesto, con grande forza, maggiore spazio e opportunità negli ambiti lavorativi, ruoli di responsabilità, più diritti e tutele, una legge che davvero possa garantirci, con un adeguato sistema, contro abusi, violenza e femminicidio.
In alternanza, mentre i cittadini, anche uomini, ricordavano tutti i nomi delle donne uccise in Italia, si raccontavano storie di donne, si recitavano poesie scritte da donne e ognuno esprimeva un proprio pensiero.
"Bisogna lottare - si affermava - e farsi valere ogni giorno dell’anno". Il rispetto non conosce calendario. Bisogna essere coraggiose, determinate e forti. E combattere anche e soprattutto per quelle donne a cui la dignità viene ancora negata.


Perché la democrazia, quella vera, è un sostantivo femminile, singolare.

Valentina Spata

Convegno: "La Comunicazione Politica. Dalla Campagna Elettorale alle pratiche governative: formazione, strumenti e strategie.



La comunicazione politica è uno di quei temi che mi sta particolarmente a cuore. Soprattutto quando se ne parla nella mia terra. Sabato scorso si è tenuto a Ragusa il convegno “La Comunicazione Politica. Dalla campagna elettorale alle pratiche governative: formazione, strumenti e strategie”.
Per la prima volta nel capoluogo ibleo si è discusso di comunicazione politica. In un contesto politico particolare: a pochi giorni dalle elezioni politiche e in vista delle prossime elezioni amministrative che vedranno andare al voto 4 comuni della provincia di Ragusa.
Non è stato un evento di quelli dove i protagonisti sono i politici in voga che ti spiattellano per ore discorsi fumosi sui massimi sistemi. È stato un incontro utile sia agli “addetti ai lavori” della politica sia ai profani curiosi di capire come funziona il dietro le quinte del rapporto tra politica, media e cittadini-elettori.
Grazie all’impegno di Valentina Spata, Responsabile per la Rete della Legalità del Mezzogiorno per aver organizzato il Convegno. All’incontro hanno partecipato Salvatore Cannata, Direttore Video Regione, in qualità di moderatore, Rossana Sampugnaro, Docente di Sociologia dei fenomeni politici all’Università degli Studi di Catania, Paolo Campanile Boggi, esperto di comunicazione politica (Pd Salerno), Anna Rita Leonardi, Componente dei Giovani Democratici e del Partito Democratico Calabria e Matteo Albania, spin doctor.
Per chi non c’era, è possibile rivedere l’evento, trasmesso in video streaming grazie all’associazione Youpolis di Ragusa, sul loro canale online.
«Si è trattato di un momento di confronto sui temi della comunicazione politica, per la prima volta a Ragusa – commenta Matteo Albania -. L’obiettivo è stato quello di avvicinare i cittadini e gli amministratori locali ad una materia che vive ancora di stereotipi negativi. Con la presenza di professionisti del settore, tra cui la Prof.ssa Sampugnaro, abbiamo voluto scardinare questi pregiudizi e, analizzando l’ultima campagna elettorale, abbiamo trasmesso un messaggio: la comunicazione politica, se interpretata nel modo più corretto, innesca un processo virtuoso strettamente collegato con la partecipazione democratica e la consapevolezza del voto da parte dei cittadini. Ragusa ha risposto positivamente al messaggio e sono sicuro che ci sarà modo per nuove occasioni di confronto su questi temi che riguardano non soltanto i politici impegnati in campagna elettorale ma anche le amministrazioni a tutti i livelli dell’architettura istituzionale».
Rossana Sampugnaro ribadisce come «Il convegno nasca dall’esigenza di comprendere l’evoluzione delle campagne elettorali, specie dopo la piena affermazione dei social-network. Nel corso del dibattito ci siamo soffermati sul backstage delle campagne, sulla dimensione strategica della comunicazione e sul ruolo crescente degli esperti di nuove tecnologie e di consulenti politici nella costruzione delle attività di mobilitazione».
Le attività di mobilitazione ci portano a una riflessione sul boom del M5S: «In quel caso l’attenzione alla comunicazione e al suo controllo è un elemento cruciale tanto da entrare nel Regolamento che i parlamentari del gruppo hanno sottoscritto».
La riflessione sulle campagne elettorali continuerà nei prossimi mesi anche a Catania con una serie di iniziative che coinvolgeranno diversi professionisti e studiosi della consulenza politica. Per saperne di più su un mondo tanto affascinante quanto complesso.
  • Articolo di Mario Grasso

giovedì 7 marzo 2013

Secondo Circolo del Pd a Ragusa: non è una minaccia ma una grande opportunità!



"I percorsi democratici portano a soluzioni e a scelte che possono anche non piacere. Ma la democrazia ha delle regole tra cui il rispetto della maggioranza da parte delle minoranze e del ruolo delle minoranze da parte della maggioranza. Principi che vanno rispettati se si vuole, come nel caso della specie, mantenere la dizione del Partito Democratico".
Una bella frase che va letta sulla base di una profonda analisi che deve partire dall'ascolto di tutte le parti, maggioranza e minoranza, anche se credo che una discussione seria va fatta a prescindere da chi è minoranza e maggioranza. 
Il problema non è essere minoranza ma riuscire a convivere all'interno di uno spazio che ci porta tutti ad avere un obiettivo comune. 
Tralasciamo facili polemiche e scontate critiche, intorno alle insanabili contraddizioni che legano la presenza di dirigenti politici locali, a tutta una serie di sconfitte che subiamo da diversi anni. 
Da tempo sosteniamo l’impraticabilità di un confronto politico per la mancanza di un progetto organico che permetta al Partito Democratico ragusano di innovarsi e rinnovarsi.  
La distanza ormai consolidata, la refrattarietà al cambiamento e la supponenza di un modo di fare superato e perdente della vecchia classe dirigente locale (vecchia in termini di metodi) rispetto ai problemi della città, ha causato, a mio avviso, le eterne sconfitte non solo elettorali ma rispetto al raggiungimento dell'obiettivo comune che riguarda il nostro partito, che a volte di democratico ha ben poco. 
Non aver saputo e continuare a non tener conto di questo dato inequivocabile è un ulteriore segno della miopia e della volontà conservatrice di questa classe politica che pur dichiarandosi innovativa è legata a vecchi schemi che personalmente non mi appartengono.
Ho aderito fin dall’inizio all’entusiasmante iniziativa che doveva segnare la nascita di uno schieramento nuovo, moderato ma progressista, innovativo ma radicato nella storia e nella vita del Paese, programmaticamente aperto agli apporti delle più diverse posizioni ed esperienze che erano state chiamate e che si erano impegnate a costituirlo, sinceramente democratico e sinceramente laico. 
Di fronte al parziale fallimento del progetto, almeno a carattere locale, siamo giunti alla determinazione che è assolutamente necessario, almeno come primo passo, costituire una seconda sezione (mi piace chiamarla così, per ricordare il senso di appartenenza e di militanza che si aveva un tempo non molto lontano) del Partito Democratico nella nostra città, che si faccia carico di quelle idealità e motivazioni per cui era nata l’idea dell’unione delle forze moderate e progressiste del centro sinistra. 
Idealità e motivazioni che si possono riassumere nella effettiva volontà di cambiare forme e metodi della partecipazione che fin'ora non ho condiviso da parte di chi oggi rappresenta il Pd nella mia città.
Per questi motivi, una parte del Pd ragusano non indifferente, insieme ad altri che sono fuorisciuti dal partito per motivazioni evidenti, ha deciso di costruire un percorso che rimane fedele ai valori e ai principi sanciti dallo Statuto del Partito Democratico ma che vuole dare un volto diverso a questo progetto democratico, utilizzando metodi e modi di partecipazione e di condivisione diversi da quelli attuali.  
Vogliamo recuperare e valorizzare esperienze e conoscenze che fino ad ora sono rimaste ai margini. Vogliamo individuare fin da subito, nuove energie attraverso la contemporanea messa a disposizione della vecchia classe dirigente. 
Vogliamo riportare al centro del dibattito comune le esigenze e le priorità dei cittadini per creare un progetto politico volto alla costruzione di un modello nuovo e migliore per la città di Ragusa. 
La nascita del secondo circolo del Pd a Ragusa, che non vuole essere in contrapposizione al primo, non mi pare sia poco opportuna, anzi servirà a far crescere il nostro partito attraverso l'adesione e la partecipazione di tante persone. Cosa c'è di male? Ognuno è libero, visto che di Partito Democratico si tratta, di condividere o meno determinati percorsi e gestioni politiche. Ed è chiaro come molti di noi nn condividiamo i metodi e i modi attraverso il quale il Pd ragusano si è posto nei confronti dei militanti, nei confronti della città e degli elettori. 
Per questo motivo, e per una visione diversa della politica abbiamo deciso di dare maggiore spazio a chi si vuole impergnare credendoci. Non comprendo tutte le polemiche, gli interventi inopportuni di chi non conosce le esigenze terriotirali e chi nn ha vissuto la nostra sofferenza a causa di una effettiva inagibilità politica. Non comprendo nemmeno come si parli di "regole" quando in questo partito spesso ce ne siamo dimenticati. Il caso vuole che quando c'è qualcosa che non conviene a qualcuno, si tira fuori la storia del rispetto delle Regole e dello Statuto. Se dovessi scrivere tutte le occasioni in cui le regole non sono state rispettate non mi basterebbe un solo post. Il rispetto delle regole va sottolineato sempre e comunque e non credo che noi stiamo commettendo atti irregolari o illegali. 
Stante l’attuale situazione l’opzione della costituzione di un Secondo Circolo del PD a Ragusa è ormai irrinunciabile, considerando fra l'altro il probabile allontanamento immediato e inarrestabile degli attuali nostri residui simpatizzanti, che si sentono coinvolti in questa nuova e meravigliosa avventura democratica che abbiamo creato. 
Ritardare e ostacolare un simile progetto produrrà un ulteriore ampliamento del dissenso che si va diffondendo e che minaccia di manifestarsi in modi, se non eclatanti, almeno sensibili fin dalle prossime elezioni amministrative fra quei diversi che si sono avvicinati all’esperienza del nascente Circolo del PD con entusiasmo e soprattutto speranza.
L'intelligenza politica sta anche sul fatto che bisogna capire che in questo momento di grande difficoltà, di crisi politica-istituzionale, che forse la costituzione di un ulteriore circolo a Ragusa potrebbe essere necessaria per creare maggiore consenso e partecipazione. 
Dopo il fallimento oggettivo della linea politica, a tutti i livelli, del nostro Partito creare nuovi spazi aggregativi, di partecipazione e di confronto (quello che ci è mancato per troppi anni), credo sia una grande opportunità anche per rinnovare e cambiare un metodo di far politica che fino ad ora non ha saputo intercettare le esigenze dei cittadini. 
Pertanto, NOI tutti continueremo per la nostra strada con l'entusiasmo di sempre e con lo stesso spirito di servizio. A tal proposito invito tutti coloro che vorranno partecipare alla Conferenza Stampa, che si terrà giorno 9 marzo presso il Palazzo Cocim a Ragusa, per presentare il nostro progetto politico e per dire a gran voce che noi ci siamo e vogliamo bene alla nostra Città.

Grazie!

Valentina Spata

martedì 26 febbraio 2013

Non ha vinto nessuno, hanno perso gli italiani!


La mia analisi e le mie riflessioni in merito al risultato elettorale delle Politiche 2013. 
Un post lungo, ma avevo l'esigenza di epsrimere tutto cià che pensavo analizzando anche i dati. 

Al termine dello spoglio elettorale iniziano le polemiche per alcuni, i festeggiamenti per altri. 
Io credo che queste politiche ci consegnano un Paese ancora più ingovernabile rispetto ai tempi del Pentapartito e del Compromesso Storico. Non ha vinto nessuno, hanno perso gli italiani!

Nonostante l'exploit di Grillo che si attesta quasi ovunque come primo partito, il popolo del'astensionismo continua a vincere su tutti. Rispetto alle scorse politiche c'è stato un calo sull'affluenza. Questo è un dato sottovalutato di cui poco si è discusso. 
E' evidente che il nostro Paese vive un grande disagio sociale. Le famiglie non arrivano a fine mese, la disoccupazione aumenta a dismisura non solo per i giovani ma anche per chi un lavoro lo aveva e adesso non lo ha più. Si sopravvive o si vive solo di speranza in un futuro migliore, in un cambiamento o in una vincita al superenalotto (visto quanti milioni di italiani giocano). 
In questi mesi ho notato come le parole "rivoluzione" (quella di Crocetta) e "cambiamento" siano state pronunciate da tanti cittadini ma a conti fatti non vedo nessun cambiamento e nessun presupposto di cambiamento. La grande novità di questa tornata elettorale è sicuramente il Movimento Cinque Stelle che è riuscito a parlare, seppur con un linguaggio non condivisibile, ai cittadini raccogliendo le loro istanze e i loro bisogni. Per questo faccio i miei complimenti a tutti coloro che si sono impegnati per realizzare un progetto alternativo. Faccio le mie congratulazioni agli eletti del Movimento 5 stelle nella speranza che lavorino in Parlamento senza ostacolare la buona politica ma sostenendola e incentivandola. Come tutti sapete, io non sono convinta che l'antipolitica sia cosa buona e giusta, ma credo che a prescindere dalla confusione rispetto alle loro intenzioni, alle loro azioni e alla realizzazione dei programmi, Grillo ha urlato alla gente ciò che voleva sentirsi dire. Credo che la scelta degli italiani a favore del Movimento 5 Stelle deve farci capire che le politiche dell’austerità sono state bocciate a gran voce.

Quello che mi sconvolge maggiormente è il risultato ottenuto da Berlusconi e dalla coalizione a cui faceva capo, non perché penso che abbia vinto ma per altri motivi. 
Se interpreto il voto a Grillo come voto di protesta e di "cambiamento", non riesco ad interpretare quello dato a Berlusconi, o meglio non voglio esprimermi rischiando di essere volgare. 
In Abruzzo, nonostante le favole raccontate all'Aquila da Berlusconi, dopo il terremoto, che con il suo elmetto da salvatore si recò nelle terre distrutte promettendo di tutto e di più senza realizzare nulla, ha vinto la coalizione del Pdl; in Lombardia nonostante lo scandalo Fiorito - Formigoni di qualche mese fa (da precisare che Fiorito non è stato espulso dal Pdl ma si è dimesso di sua spontanea volontà) i cittadini hanno dato larga fiducia alla coalizione guidata dal Pdl e a Maroni, che sarà il prossimo Presidente della Regione; in Campania, nonostante il fallimento totale del Presidente della Regione Caldoro, che non è riuscito a sollevare il territorio dal baratro in cui si trova e nonostante, l'episodio Cosentino (da film comico) che alla vigilia della presentazione delle liste si da alla fuga con i documenti necessari per la presentazione delle stesse, i cittadini hanno dato fiducia alla coalizione di Berlusconi. 
In Sicilia, la mia terra, la situazione è ancora più eclatante. Ne parlerò di seguito in modo più dettagliato.
Di fatto c'è da dire che Berlusconi ha per l'ennesima volta vinto nelle Regioni in cui lui stesso è stato l'artefice del disastro, delle bugie e deleìle false illusioni. Ha vinto al Sud, conquistando anche la Puglia. 
Queste elezioni, che di fatto ci consegnano un Paese ancora più complesso di prima, vedono tante personalità escluse dopo tanti anni di “residenza” in Parlamento. 
Fini, capolista di Futuro e Libertà, che passa dall’essere terza carica dello Stato all’essere un cittadino qualunque. 
Nell’Udc è salvo solo Casini (grazie alla Basilicata). Esclusi Rocco Buttiglione, Paola Binetti, Ferdinando Adornato, Lorenzo Cesa e l’ex Ministro Mario Catania. 
Resta fuori anche, Guido Crosetto, una delle pochissime persone del centro destra che stimo, co-fondatore di Fratelli d’Italia e candidato al Senato. La scampano la Meloni e l’intollerabile Ignazio La Russa. 
Escluso Samorì, il “leader” del MIR (moderati in rivoluzione) che dopo aver speso i miliardi per la campagna elettorale non è riuscito nemmeno ad entrare in Parlamento. Tra l’altro non ho capito quale era il suo programma politico e soprattutto il suo obiettivo. 
Capitolo a parte per Oscar Giannino, che dopo la pagliacciata rispetto ai suoi titoli di studio, ha appena incassato il 1,12 alla Camera e lo 0,92 al Senato, risultato a dir poco sconcertante. 
Ingroia con Rivoluzione Civile ha fatto un vero e proprio flop con il 2,24 % alla Camera e il 1,79 % al Senato, scaricando la colpa dell’insuccesso al Pd e non essendo capace di fare un autocritica dovuta. 
Anche nel Pd, nonostante la maggioranza relativa alla Camera e al Senato, non ce la fa, e lo dico con grande dispiacere, Anna Paola Concia che su twitter scrive: “Entra Razzi, non io.. Mi dispiace per gli abruzzesi”. Escluso anche Franco Marini, ex Presidente del Senato, una grande personalità. 
Sconfitta su tutti i livelli per i radicali Pannella ed Emma Bonino. Quest’ultima pare essere preferita dai grillini, se non passa il nome di Foa, per ricoprire la carica di Presidente della Repubblica. 
Una grande vergogna, a proposito del fatto che gli italiani volevano le liste pulite e rinnovate, è la conferma di Scilipoti al Parlamento, candidato nelle liste del Pdl.
 Con grande piacere, apprendo che Miccichè e Lombardo sono tra i non eletti al Parlamento, nonostante i siciliani li hanno premiati abbondantemente.

Per quanto riguarda la Sicilia, posso dire che è la Regione con il più alto tasso di astensione (il più alto anche nella storia della nostra isola) e con meno consenso assegnato al Centro Sinistra. 
I siciliani hanno dimenticato o forse non conoscono, il lavoro eccellente svolto dal nostro Presidente della Regione, Rosario Crocetta, che con grande sacrificio e rischio sta facendo una netta "pulizia" all'interno dell'Ars e degli Assessorati recandosi ogni giorno in Procura per denunciare irregolarità commesse dai predecessori di centro destra (ricordo che Cuffaro e Lombardo sono stati grandi alleati di Berlusconi).
La Sicilia ha finalmente un Presidente che sta lavorando per i siciliani ma forse non lo meritiamo, forse vogliamo il ritorno di gente corrotta, indegna come quelli che avevamo prima. Quale presidente, in passato, ha avuto il coraggio di mettere ordine negli Assessorati della Formazione, della Sanità e dell’Ambiente?
Abbiamo dimenticato i provvedimenti “epocali” messi in atto da Crocetta rispetto all’acqua pubblica, ai rifiuti, alla revoca dei lavori del Muos, al recupero dei Fondi Europei necessari per rilanciare l’economia della nostra isola, al reintegro di alcuni lavoratori licenziati ingiustamente, alle denunce contro quelle ditte mafiose a cui il centro destra aveva affidato gli appalti (ricordo la ditta che spendeva miliardi per i pannoloni, la ditta che spendeva miliardi per vigilare sulle “autostrade”, la ditta a cui pagavamo miliardi per l’affitto di uccelli messi nel parco dell’Ars e tanto altro ancora).
Il nostro Presidente, attento sin da subito ai bisogni dei siciliani, ha fatto grandi cose. Lo abbiamo dimenticato? E’ bastato un comico e un frottolo come Berlusconi per far cadere tutto nel dimenticatoio?
Si, i siciliani hanno dimenticato la persona che ha fatto la rivoluzione in tutti i campi dell’amministrazione siciliana. Una persona che ha fatto della legalità una bandiera.
Avevamo la possibilità di riscrivere la Storia della Sicilia in Italia e in Europa, ma abbiamo preferito ridare fiducia al Pdl di Berlusconi che sta in coalizione con Maroni e la sua Lega.
In Sicilia ha vinto la mafia, in Sicilia ha vinto la corruzione, in Sicilia ha vinto chi per anni ha mortificato il nostro territorio. In Sicilia ha vinto una coalizione che nel suo programma ha scritto che le tasse del Nord devono rimanere al Nord, non considerando che loro del Nord hanno tante aziende al Sud, nella nostra isola, e le tasse nn restano in Sicilia ma se le intascano loro. In Sicilia ha vinto chi per recuperare il buco creato dopo aver tolto l’ICI, si è preso i nostri FONDI FAS (i fondi necessari per lo sviluppo delle infrastrutture). In Sicilia ha vinto chi per anni ci ha presi in giro dicendoci che avrebbe fatto il Ponte sullo Stretto e non lo hai mai fatto. In Sicilia ha vinto chi ci diceva che avrebbe fatto aprire immediatamente l’Aeroporto di Comiso (Angelino Alfano lo ha detto in tutti i comizi a cui ha partecipato per le precedenti amministrative, quindi anche a Ragusa)e se a breve verrà aperto dobbiamo ringraziare solo il nostro Presidente Crocetta che si è messo, sin da subito, a disposizione di questa importante causa. In Sicilia ha vinto chi non ha aiutato, come promesso, gli isolani di Lampedusa in merito al problema dei grandi flussi di immigrati che i cittadini non possono gestire da soli.
Bisogna prendere atto di questi FATTI. Bisogna prendere atto della realtà. I siciliani hanno voluto “premiare” per l’ennesima volta chi del nostro territorio ne ha sempre fatto una terra di conquista sfruttandolo e facendone i propri interessi con la nostra pelle.
I siciliani non hanno premiato chi, come il nostro Presidente, ha ridato dignità alle nostre persone e alla nostra terra. I siciliani non meritano un Presidente che, anche per quello che sta facendo alla Regione, è condannato a morte dalla Mafia.
E’ questo quello che non riesco a comprende. Capisco la rabbia, la disperazione, la sofferenza, capisco anche il voto di protesta dato a Grillo ma non comprendo e non condivido il voto dato al Pdl che in Sicilia ritorna ad essere più forte di prima.
Mi sarei aspettata tanti voti al movimento Megafono, mi sarei aspettata che i siciliani avrebbero premiato chi finalmente ha lavorato e continua a farlo per il loro bene .
Adesso, ci spieghino i siciliani che non ci hanno dato fiducia come farà il nostro Presidente ad interloquire con un Governo ingovernabile. Come farà il nostro Presidente ad ottenere aiuti da un Governo che non ha una maggioranza. Chiamerete Berlusconi o Grillo, magari a nuoto o con il paracadute verranno ad ascoltarvi e a risolvere i nostri problemi perché altre speranze non ne abbiamo.
Ma di fronte a tutto ciò, voglio dire qualcosa al mio Presidente, Rosario Crocetta.
Premesso che il bene che gli voglio e la stima che nutro nei suoi confronti è illimitata, credo che degli errori li ha commessi. Primo fra tutti è dichiarare che la sconfitta del Centro Sinistra è da attribuire al tipo di alleanze scelte da Bersani. Ricordo a Crocetta che il movimento di Monti ,sostenuto anche da Casini e Fini, non ha voluto fare alleanze con il Pd, convinti del fatto che avrebbero avuto un peso consistente in questo nuovo Governo. Ad ogni modo, credo che se avessimo fatto alleanza sin da subito con Monti, avremmo perso tanti altri voti.
Secondo errore dire che il Megafono, che si è attestato in Sicilia con il 6,2%, ha avuto un ottimo risultato.
Io credo che avrebbe dovuto prendere il doppio dei voti. Sicuramente la mancanza di rinnovamento nelle liste, sicuramente la mancanza di presenze “giovanili” ha contribuito a far scemare l’entusiasmo per cui ci siamo sempre spesi per il movimento. Ma io credo che l’errore più grande che il mio Presidente ha commesso è quello di non essere sceso in tutte le piazze a far campagna elettorale. Sono sicura che Grillo non è all’altezza del nostro Sindaco dei siciliani, che Grillo  non sa parlare ai siciliani con la passione, l’entusiasmo e l’appartenenza di Rosario Crocetta, che è un siciliano doc, che ha dato tanto alla sua terra e che conosce meglio di chiunque altro i problemi che vive questo territorio, tanto bello quanto martoriato e difficile. Sono sicura che se Crocetta avesse fatto sentire meglio la sua voce, avrebbe ottenuto un risultato eccellente.
Infine, e non per ultima, una riflessione voglio farla in merito al mio partito, il Pd.
Non è il tempo dei “se” e dei “ma” è tempo di una profonda analisi e riflessione sul come in questi anni ci siamo posti nei confronti del Paese e sull’esigenza di rinnovamento nel nostro partito.
Nessuno ha la palla di vetro per sapere se con Renzi ,candidato Premier, il centro sinistra avrebbe vinto le elezioni politiche. Di sicuro posso dire, e lo dico da persona che ha votato Bersani, che abbiamo sottovalutato l’esigenza dei cittadini: ce lo hanno chiesto e ce lo chiedono insistentemente, vogliono vedere “visi” nuovi, rinnovamento a partire dalle persone.
Renzi, ha rappresentato durante la campagna elettorale per le primarie una novità. Renzi ha sicuramente portato un vento di cambiamento ed entusiasmo che non siamo riusciti ad interpretare. Di questo ne dobbiamo prenderne atto.
Renzi non ha doti taumaturgiche miracolose: sarebbe solo andata un po’ meno peggio, secondo me, ma avrebbe lanciato un segnale diverso.
Dobbiamo capire che gli elettori di Grillo sono perlopiù di sinistra, ed erano stanchi delle solite facce (tra le altre cose). Sì, c’è stato il rinnovamento vero attraverso le primarie, ma è stato oscurato dalla presenza in tv e altri media di gente candidata come Bindi e gente non candidata come Veltroni e D’Alema; I giovani candidati poche volte li abbiamo visti sui palchi insieme a Bersani. Son stati presenti i capi lista, a loro tutto il protagonismo di questa campagna elettorale. Avremmo dovuto fare vedere di più il cambiamento che abbiamo iniziato con le liste rinnovate. Abbiamo condotto una campagna elettorale monotona, scialba e spesso priva di una dialettica vicina a quella degli italiani.
Il nostro programma, è di sicuro il migliore in assoluto. Un programma serio e concreto che riesce a dare delle risposte reali alle esigenze del Paese ma non basta. Sicuramente non abbiamo raccontato “balle” o “favole”, siamo stati sinceri ma non siamo riusciti a spiegare bene ai nostri elettori e ai cittadini il vero senso del nostro programma. Non siamo riusciti a parlare dei problemi concreti del Paese e del come avremmo voluto risolverli.
Bersani, avrebbe dovuto essere più entusiasmante, più presente nei territori, più capace di veicolare messaggi diretti rispetto alle istanze della gente.
Un altro dato su cui dobbiamo riflettere è che rispetto alle elezioni politiche del 2008 il centrosinistra registra un calo di consensi di circa 3 milioni di voti. Un risultato al di sotto delle nostre aspettative.
È evidente che ha prevalso nei cittadini italiani la protesta piuttosto che la scommessa su un progetto politico di cambiamento del Paese, quale era quello presentato da Bersani e dalla coalizione Italia Bene Comune.
A vedere le percentuali molti si sono stupiti del sostanziale successo di Berlusconi (ne sono rimasta sconvolta anche io) e del centrodestra. Ottenendo percentuali così alte e così vicine a quelle del centrosinistra in molti hanno certamente dedotto che Berlusconi abbia addirittura guadagnato voti.
Nulla di più errato. Le elezioni 2013 (forse dovremmo incominciare a parlare delle prime elezioni del 2013…in attesa del replay fra qualche mese) sono state un autentico bagno di sangue per i partiti, soprattutto quelli più grandi.
Pur considerando l’alta astensione, il loro tracollo numerico è stato notevolissimo.
Se analizziamo i dati, vediamo in termini percentuali  l’affluenza è scesa dall’80,5% al 75,2%, ma in termini di numero di voti è addirittura cresciuta. Ciò è dovuto al fatto che nel 2013 gli aventi diritto al voto sono stati 46.906.343, contro i 42.358.775 del 2008.
Il Centrodestra nel 2008 stravinse ottenendo 17.063.874 voti. Il PdL fece il pieno con 13.628.865 voti, seguito dalla Lega Nord con 3.024.522. Il Movimento per le Autonomie di Lombardo ottenne invece 410.487 preferenze. Nel 2013 il PdL ha ottenuto solo 7.332.121 voti, vale a dire oltre 6 milioni di voti in meno! Consideriamo, per il confronto, che dal PdL si sono scissi in questi 5 anni i finiani di FLI (che hanno ottenuto solo 159.454 voti) e Fratelli d’Italia (666.001 voti). Anche considerando i voti degli ex PdL dunque il centrodestra berlusconiano ha comunque perso 5.471.289 voti, una enormità.
Il Centrosinistra nel 2008 con la coalizione guidata da Walter Veltroni, totalizzò complessivamente 13.686.673 voti. Il PD, appena nato, ottenne 12.092.998 voti. L’Italia dei Valori di Di Pietro totalizzò 1.593.675 voti. Dopo cinque anni il PD ha ottenuto solo 8.642.700 persone. Dal PD si è scisso l’API di Rutelli e Tabacci, mentre l’IDV è praticamente scomparsa. La corrente di Donadi e Tabacci hanno poi creato Centro Democratico, che ha ottenuto solo 167.201 voti. Dei voti della coalizione di cinque anni fa resta dunque ben poco, con una perdita di 4.876.772 voti.
Il problema pertanto è che, pensando di avere la vittoria in mano, non abbiamo fatto campagna elettorale, non siamo stati convincenti.
Se al livello nazionale il PD non vince e Grillo stravince diventando con il 25,55 il primo partito , quella in Sicilia si può definire una disfatta per il Partito Democratico che ha totalizzato al Senato il 18,49% e alla Camera il 18,6 % perdendo di fatti circa 200mila voti. Gli unici dati positivi siciliani sono quelli del Pd di Messina e quelli di Enna che, nonostante l’esclusione del leader Mirello Crisafulli, gli elettori hanno dimostrato grande fedeltà. (al Senato, nonostante la presenza della lista –Megafono il Pd ad Enna prende il 32,85 %). Pertanto, credo che sia necessario un cambio di rotta, che sia necessario e doveroso un cambio della classe dirigente a tutti i livelli. Abbiamo assistito ad un fallimento di cui non possiamo non prenderne atto. Dobbiamo pensare ad un percorso di ricambio e rinnovamento necessario.
Anche in Provincia di Ragusa il primo partito è quello di Grillo con circa 50.000 voti. Al secondo posto (nonostante le profonde lacerazioni) il Pdl con 40.475 voti e al terzo posto si colloca il Pd con 27,52 voti (un risultato molto deludente).
La nostra Provincia, ad ogni modo, sarà rappresentata da due donne al Senato, la nostra Venerina Padua per il Pd, e la giovane Maria Lucia Lucifora per il M5S e alla Camera dalla riconferma di Nino Minardo per il Pdl. Mi dispiace per Gigi Bellassai ,candidato al Senato nelle liste del Pd ,che non ce l’ha fatta a causa del mancato premio di maggioranza in Sicilia. Il quarto, a sorpresa, Giovanni Mauro, eletto al Senato nelle liste della coalizione di Berlusconi in Campania.
Di fronte questo nuovo quadro politico, se vogliamo vincere le prossime amministrative non possiamo e non dobbiamo presentarci con programmi politici poco chiari e con le solite “facce”. Il rinnovamento deve partire da qui, da subito.
Al mio partito dico, quindi, che dobbiamo tornare ad essere un partito di sinistra che parla agli operai, alle donne, ai giovani, ai disabili, ai soggetti svantaggiati, alle imprese.
Dobbiamo ripartire dai giovani per costruire l’Italia del Futuro. Bisogna ripartire dai giovani del Meridione. E non lo dico perché sono meridionale, ma perché nel meridione ci sono circa 500mila anime che non studiano, non fanno training professionale, non lavorano.
Serve che la politica arrivi prima delle mafie, proprio perché un bacino di ragazzi disorientati e sfiduciati rappresentano un punto di forza per le organizzazioni criminali.
Serve che la politica valorizzi i giovani che per mancanza di opportunità decidono di costruire il loro futuro all’estero. Negli ultimi 20 anni, 1 milione e mezzo di giovani hanno lasciato il Mezzogiorno. Se continuiamo così le nostre saranno terre di nessuno.
Tra clientelismo, malapolitica e istituzioni latitanti, la nostra generazione non riesce ad avere una identità. Siamo senza lavoro. Senza prospettive. Senza futuro. Per questi motivi una parte del popolo sceglie il voto di protesta. Aimè, una protesta che non trova soluzioni e proposte concrete.
E’ necessaria, se si vota la fiducia a questo nuovo Governo e se si sceglie di agire per il bene del paese facendo le riforme necessarie, UNA RIFORMA DEL LAVORO seria e concreta.
Il nostro paese conta tanti contratti atipici che dovrebbero costituire il lavoro flessibile ma costituiscono precarietà. Bisogna eliminare questi tipi di contratti (soprattutto quello con la partita iva dove si lavora per pagare le tasse), lasciarne pochi ma buoni e cercare di incentivare le aziende per stipulare contratti a tempo indeterminato. La nostra generazione ha bisogno di sicurezza, stabilità, equilibrio.
Dobbiamo ripartire dall’ascolto della gente e delle loro esigenze e dal cogliere le loro istanze.
Per essere un partito di Sinistra dobbiamo tornare nelle piazze, nelle strade, nelle case, nei luoghi di lavoro, nei luoghi associativi.
E’ questo che la gente cerca in una forma alternativa di Governo e di Politica. Vogliono i fatti e noi dobbiamo dimostrare che siamo capaci di dare risposte concrete e non di raccontare favole.
Solo se il Pd interpreta queste esigenze potrà vincere le competizioni elettorali e potrà essere una grande alternativa.
Adesso, facciamo le analisi e le riflessioni dovute, facciamo autocritica senza fare l’errore di dire che tutto va bene e che la prossima volta faremo meglio. Se non cambiamo rotta, la prossima volta rischiamo di distruggere un progetto politico di grande rilievo e importanza che tutti insieme abbiamo costruito.
Il Partito Democratico o si rinnova, sulla spinta di quello che sta succedendo in Italia, o è destinato ad essere travolto.
Se continuiamo a perdere, non dipende più solo dal fatto che siamo stati protagonisti di pessime prove di governo, sostenendo Monti, ma dal fatto che non veniamo ancora visti come parte del rinnovamento e del cambiamento. Siamo, evidentemente, ancora troppo timidi in quel compito di rottura, di innovazione, senza i quali non ha senso impegnare nella costruzione del Partito forze giovani, nuove, ancora ricche di energie e riserve morali e ideali. I giovani sono quella spinta propulsiva utile e fondamentale per dare vivacità a questo partito e a questo paese.
Adesso, se ci viene data la fiducia, dobbiamo necessariamente pensare per prima cosa alla Riforma sul Lavoro, poi quella sulla legge elettorale, sul conflitto di interessi, sulla corruzione, sulla riduzione dei costi della politica, e avviare politiche di sviluppo. E’ difficile, dopo aver ereditato un paese al collasso è molto difficile ma bisogna farlo se si vuole ottenere la fiducia del popolo italiano e soprattutto se vogliamo tirare fuori l’Italia dal baratro.

Intanto, andiamo a dormire preoccupati così come lo sono i mercati a causa del crollo della Borsa e del rapido rialzo, di quasi 60 punti rispetto a ieri, dello Spread (345). Le preoccupazioni arrivano anche dall’Europa che teme che questa situazione di ingovernabilità incide in maniera pericolosa sull’Eurozona.

Per questo “Siamo chiamati a cambiare tutto, se non vogliamo esaurire la nostra funzione”.

Valentina Spata