giovedì 30 ottobre 2008

A CHE SCUOLA GIOCHIAMO?






Voglio citare 2 articoli della Costituzione:






  • ART. 3: E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese;

  • ART. 34: la Scuola è aperta a tutti... capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

A me non pare che questo scellerato decreto rispetti i principi costituzionali, forse se riflettiamo bene e analizziamo questi articoli e il decreto stesso, vedimo che è completamente anticostituzionale....... RIFLETTETE!!!!!!!

COMUNQUE
Il sì dell'Aula di palazzo Madama al decreto sulla scuola suscita la soddisfazione della maggioranza, ma scatena la protesta degli studenti e dell'opposizione. Che insieme chiedono, a gran voce, un referendum per abrogare la legge. Ma l'offensiva dei giovani e del centrosinistra non tocca il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che commenta il via libera al testo del governo confermando di avere "un miracoloso 72% di gradimento nonostante la scuola" e spiegando di essere "superiore a queste cose" perché "le critiche e le invettive" non lo "toccano". "Con le proteste - sottolinea - noi siamo stati già di manica larga", mentre l'opposizione "inganna e prende in giro tanti ragazzi".
Il Governo va avantiUnica possibilità di ripensamento: una correzione alle risorse per la scuola privata. La reazione del premier non piace affatto al leader della Cgil Guglielmo Epifani, che lo accusa di "soffiare sul fuoco", mentre scalda gli animi tra manifestanti e minoranza. La tensione era nell'aria da giorni, ma e' oggi, con il voto finale alla riforma Gelmini, che Pd e Idv affilano le armi e gli studenti annunciano una mobilitazione ad oltranza. Poi gli scontri tra studenti a Piazza Navona complicano di piu' le cose. Anche in vista dello sciopero generale della scuola di domani.
In Aula il ministro Mariastella Gelmini ascolta composta, per lo più a braccia conserte, gli interventi dei senatori. Stretta in un bolerino grigio su pantaloni neri, con capelli raccolti a coda di cavallo, si mostra impassibile alle critiche dell'opposizione. Anche quando il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro l'accusa di aver risposto solo "con il silenzio" e "l'afasia" alle istanze del mondo della scuola e della societa' civile. Non un sospiro, nè un gesto. Solo dopo il voto finale parla e stringe mani ai colleghi della maggioranza che si complimentano con lei. Unico commento: "E' tornata la serietà". In Aula, il rito del voto fila via tranquillo nonostante l'intervento di Francesco Cossiga che ribadisce di aver "infiltrato", quando era ministro dell'Interno, il movimento studentesco di agenti provocatori "pronti a tutto" per poi "manganellare" gli universitari riportandoli "alla ragione".
I tafferugli tra studentiAnche in piazza, per un po' sembra tutto tranquillo. Subito dopo il disco verde del Senato al decreto, alcuni esponenti di Pd e Idv scendono a parlare con gli studenti che intonano slogan contro la Gelmini e Berlusconi e chiedono ai senatori di non essere lasciati soli. Perche' loro, avvertono, andranno avanti nella lotta anti-riforma. All'improvviso i tafferugli: i rappresentanti di 'Blocco studentesco' accolgono, 'armati' di caschi e spranghe tricolori, il corteo in arrivo da 'La Sapienza' entrato a piazza Navona con le mani alzate in segno di pace. I primi colpi vengono dati davanti alle forze dell'ordine senza che intervengano. Poi, gli studenti di destra, che avevano preso le spranghe da un furgoncino entrato non si sa come in piazza, vengono portati via per essere identificati in Questura. Due studenti sono stati arrestati.
Il Pd annuncia il referendumTornata la calma, i vertici del Pd convocano una conferenza stampa alla Camera per dire che ormai l'unica strada è il referendum. "Dobbiamo riportare scuola e università al centro dell'agenda politica - annuncia Walter Veltroni - per dire 'no' al taglio imposto dal governo e puntare alla qualità".
Al via dunque i banchetti per raccogliere le firme insieme al mondo della scuola. L'Idv, che si era presentata poco prima ai manifestanti con lo striscione 'Passa il decreto Gelmini: referendum', aderisce subito. I banchetti contro il 'Lodo Alfano' gia' ci sono, spiega Antonio Di Pietro, saremo presto operativi. Ma c'è un problema: la riforma è legata alla finanziaria e la Costituzione vieta che possano essere sottoposte a referendum leggi tributarie e di bilancio. "Stiamo studiando con cura i quesiti - dice Veltroni - e cercheremo di abrogare la massima parte di questa legge ingiusta e iniqua".
L'Udc, invece, non condivide: capiamo la protesta, afferma Pier Ferdinando Casini, ma diciamo 'no' anche perché "se tutto va bene si voterà nel 2010".

Il PD insiste, perchè non è possibile che una decisione su un tema così importante venga presa in questo modo e contrariamente a tutto il paese.

Gli studenti, intanto continuano a protestare, però non sono soli. Il PD ha chiesto più volte il ritiro del decreto e la creazione di un tavolo di discussione con il mondo dell’istruzione, ma visto che il decreto è stato approvato, chiederà un referendum.

Walter Veltroni, in un’intervista a Repubblica, parla infatti del decreto Gelmini come una “riformetta” che è ben lontana “da quel grande disegno di innovazione, fondata su pari opportunità e merito, di cui il sistema formativo italiano avrebbe bisogno". "Invece di minacciare la polizia - dice ancora il segretario del PD - sarebbe giusto ritirare il decreto e sedersi a discutere, con una scadenza definita, con il mondo della scuola".Al coro che si leva dagli atenei e dalle scuole, si aggiunge anche la voce di Famiglia Cristiana.“Il bene della scuola, ma anche del Paese, - scrive il periodico dei Paolini - richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini”. Studenti e professori, continua il settimanale, “hanno seri motivi per protestare” contro una legge che più che “riforma della scuola” dovrebbe chiamarsi “contenimento della spesa”, approvata per giunta “a colpi di decreti, senza dibattito e un progetto pedagogico condiviso da alunni e docenti”. “Un Paese in crisi – scrive ancora la rivista cattolica - trova i soldi per Alitalia e banche: perché non per la scuola?” Per Famiglia Cristiana, insomma, i 'seri motivi per protestare' non sono per il voto in condotta o il grembiulino, ma per i tagli indiscriminati che “colpiscono il cuore pulsante di una nazione”.Un cuore il cui battito rischia di soccombere sotto la marcia serrata che il governo ha imposto al provvedimento. Prima il passaggio “blindato” dalla fiducia alla Camera. Poi l’azzeramento del dibattito al Senato, dove domani potrebbe ricevere l’ultimo ok. Nessuna modifica al testo originale, nessuna apertura all’opposizione. Nemmeno un orecchio teso alle richieste che, con forza e determinazione, salgono dagli studenti. Il risultato è che molti atenei rimangono occupati o in mobilitazione. Ad Ancona oggi si prevedono nuove azioni dimostrative in segno di protesta. A Cagliari l`Udu e altre associazioni studentesche proseguono l`autogesione della facoltà di Lettere. A Brindisi, polo dell`Ateneo di Lecce, un corteo di auto partirà dalla Cittadella e arriverà in piazza Santa Teresa dove si terrà un sit-in di protesta di universitari e studenti delle scuole medie superiori. A Cosenza ci sarà un`Assemblea d`Ateneo del 'Comitato Unical', mentre a Perugia l`Udu Perugia oggi ha organizzato un corteo itinerante che finirà con un`assemblea d`Ateneo. Assemblea d'ateneo anche a Potenza e a Pavia, dove si terrà anche una 'Serata contro la 133'. A Torino i giovani di Azione universitaria annunciano di aver occupato il rettorato dell'università e si preparano contestazioni al ministro Mariastella Gelmini, attesa oggi in città.A Roma una manifestazione di studenti delle scuole superiori della capitale è partita poco dopo le ore 10 da piazza della Repubblica per raggiungere, dopo essere passata dalla Città universitaria, il Senato. Il corteo, come nei giorni scorsi, ha raggiunto piazza Navona e per poi protestare contro il governo sotto le finestre di palazzo Madama, dove erano già presenti gruppi di studenti. Nella Capitale proseguono poi le occupazioni di istituti e assemblee negli atenei, mentre la facoltà di Studi orientali della Sapienza terrà oggi alcune lezioni all'aperto in Piazza Farnese. Verso le 13.30 è partito dalla Sapienza il corteo diretto al Senato, dove si terrà un presidio di protesta cui parteciperanno anche i Cobas. Attiva anche l’Università di Roma Tor Vergata che a partire da ieri ha organizzato cortei e assemblee a Lettere, Ingegneria e Medicina.Accanto agli studenti ci sono anche alcuni rettori che hanno annunciano addirittura le dimissioni. Lo ha fatto Il rettore Francesco Profumo che ha messo sul tavolo della discussione e delle proteste che agitano le università italiane tutto il peso e il prestigio di uno dei più accreditati atenei d`Europa, il Politecnico di Torino: “Se il governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili a aprendo la via a una seria riforma delle università – si legge nell’intervista rilasciata a La Stampa - non potrò che dimettermi, insieme agli altri rettori italiani. Ne abbiamo parlato, siamo tutti d`accordo”.Anche Enrico Decleva, “magnifico” della Statale di Milano e presidente della Conferenza dei rettori, conferma: “Non potremo fare altro. La Finanziaria infligge alle università un colpo mortale”.Davanti a una protesta così vasta, a un gruppo di rettori dell'università che intendono dimettersi, ai ragazzi che protestano da giorni in piazza, un governo intelligente ritirerebbe il decreto. La pensa così il vicepresidente dei senatori PD, Luigi Zanda, che aggiunge: "il brutto di questo provvedimento è che non è una riforma. E' un taglio alla scuola e un taglio di risorse per l'università. Noi vogliamo collaborare a una riforma seria della scuola e dell'università. Ma una riforma - conclude Zanda - non si può fare a colpi di decreti legge". La discussione auspicata non sembra però interessare il governo che ignora le proposte del PD, la protesta dei rettori e le richieste degli studenti. Sei mesi fa la maggioranza appena eletta aveva promesso che avrebbe governato in nome di tutti i cittadini italiani. Ma i fatti, ancora una volta, la smentiscono.

2 commenti:

PAOLO M. ha detto...

Condivido pienamente ciò che hai scritto... Sei numero 1!!! Cmq complimenti per il blog e per le foto. Tanti auguri per la tua agenzia, so che sei in gamba e che riuscirai alla grande. Un grande Abbraccio Paolo

MARCO ha detto...

CIAO VALENTINUCCIA MA SONO CONTENTISSIMO CHE HAI CREATO QUESTO BLOG. E' VERAMENTE BELLO.. DAI COLORI ALLE FOTO E A CIO' CHE SCRIVI.. CERTO POTRESTI PUBBLICARE LE TUE POESIE O TEMI PIU' GENERALI AL DI FUORI DEL TUO PARTITO.. MA QUESTO VUOLE RIMANERE SOLO UN PICCOLO CONSIGLIO.. ANCHE SE CAPISCO CHE FAI PARTE DEL PD ED E' GIUSTO E POI SO CHE CI CREDI VERAMENTE E SI VEDE PURE.. CMQ SAPPI CHE TVTB E CHE PER ME SEI SPECIALE!!!