mercoledì 28 ottobre 2009

La Provincia di Ragusa, ancora una volta abbandonata a se stessa.



Il Governatore Lombardo ha stanziato 30 milioni di euro per la realizzazione dell’aereoporto che nascerà nella piana di Agrigento. Un aereoporto nuovo, ancora da costruire.

La scellerata decisione è stata presa dalla Giunta Regionale presieduta dal Presidente Lombardo in persona.

Questa è l’ennesima dimostrazione che questo Governo non ha interesse per la nostra Provincia e che la nostra classe dirigente non è in grado di far valere le nostre esigenze.

Mi chiedo come è possibile che all’improvviso Lombardo riesce a recuperare i fondi per l’apertura di un nuovo aereoporto e per quello di Comiso ci sono stati enormi problemi. Mi chiedo come si può favorire una provincia rispetto ad un’altra, considerando poi che l’Aereoporto di Comiso già esiste ed è stato anche innaugurato, invece quello di Agrigento deve essere del tutto realizzato. Mi chiedo come è possibile che la classe dirigente dell’Mpa della provincia di Ragusa, eletta dai nostri cittadini, non ha alzato la voce come avrebbe dovuto fare. Ricordo ai politici eletti dal popolo che a loro è stato dato il compito di difendere i nostri diritti e di curare gli interessi della collettività e non quelli personali.

E’ evidente che la rottura politica tra Mpa e PDl ha influito sulla gestione politica della nostra isola a discapito di tutti i siciliani e pertanto invito tutta la deputazione della nostra provincia a farsi sentire e a gridare a gran voce che non siamo la Provincia dei “Balocchi” e che meritiamo rispetto e considerazione.

I Fondi Fas devo essere utilizzati non solo per le grandi opere, ma anche per le infrastrutture esistenti che devono garantire la sicurezza dei cittadini. Le strade della nostra provincia sono in stato disastroso e ancora aspettiamo risposte concrete e serie riguardo la Ragusa- Catania che ormai è divenuta impercorribile e che ha visto in tanti anni la morte di tante persone.

Nella nostra Provincia in un anno sono stati 30 i morti a causa anche dello stato fatiscente delle strade e non possiamo restare in silenzio di fronte a queste azioni irresponsabili del Governo Siciliano.

Altro che Ponte sullo stretto, le nostre infrastrutture sono carenti ed inefficienti, sembriamo nel medioevo e pensiamo a realizzare opere utili, ma non in questo momento e a queste condizioni. Per arrivare al ponte ci vogliono le strade.

Ma mi chiedo: da chi siamo rappresentati? E come è possibile che nessuno riesce a fare qualcosa per la nostra Provincia, né al Governo Siciliano, né a quello Romano.

Siamo stanchi di questo tipo di politica clientelare e personale, siamo stanchi di assistere all’ennesimo furto che la nostra provincia deve subire. Adesso è arrivato il momento di agire.

La Politica deve essere fatta in base alle esigenze dei cittadini e non rispetto ad interessi personali.

Il Segretario dei Giovani Democratici

Valentina Spata

PRIMARIE 25 OTTOBRE: GRANDE PARTECIPAZIONE DEI GIOVANI, GRANDE RISULTATO E DATI CERTI CHE RENDONO CHIARA LA REALTA'DEL RAGUSANA


Da segretario dei Giovani Democratici avrei dovuto scrivere un comunicato stampa con le considerazioni dei Giovani riguardo il risultato delle Primarie del 25 ottobre, ma dopo quello che è stato detto in questi giorni prima voglio fare una premessa e voglio commentare i dati definitivi: NEI GIORNALI DI OGGI VIENE SCRITTO CHE BATTAGLIA HA VINTO LE PRIMARIE E SICCOME IO VOGLIO ESSERE PRECISA PUBBLICO I RISULTATI E LE MIE CONSIDERAZIONI... Bersani ´09 Mattarella ha totalizzato 3546 pari al 30,50% così ripartiti: Ragusa 1215, Acate 26, Monterosso 18, Chiaramonte 28 Ispica 71, Comiso 777, Giarratana 64, Pozzallo, 242 Scicli 337, Modica- Frigintini 18, Modica bassa 68, Modica Alta 55, Modica Sorda 64, Vittoria 274, Scoglitti 247, Santa Croce 44. Con Rita Borsellino semplicemente democratici per Franceschini e Lupo 1914 voti pari al 16,46%; a Ragusa 602, Acate 66, Monterosso 25, Chiaramonte 38, Ispica 78, Comiso 29, Giarratana 76, Pozzallo 753, Scicli 55, Modica- Frigintini 1, Modica Bassa 23 Modica Alta 49, Modica Sorda 52, Vittoria 43 , Scoglitti 6 , Santa Croce 18. Democratici con Dario Franceschini un totale di 1520 voti pari al 13,07%. A Ragusa 385, Acate 22, Monterosso 6, Chiaramonte 374, Ispica 41, Comiso 42, Giarratana 4, Pozzallo 77, Scicli 213, Modica- Frigintini 3, Modica bassa 83, Modica Alta 40, Modica Sorda 58, Vittoria 107, Scoglitti 9, Santa Croce 50. Lumia Segretario ha ottenuto voti 2272 pari al 19,54% così suddivisi Ragusa 200, Acate 30, Monterosso 69, Chiaramonte 36, Ispica 31, Comiso 1288, Giarratana 77, Pozzallo 56, Scicli 35, Modica- Frigintini 31, Modica Bassa 39, Modica Alta 41, Modica Sorda, 44 Vittoria, 148, Scoglitti 18, Santa Croce 139. Crocetta per Lumia ha totalizzato 1416 pari al 12,18%. Ragusa 95, Acate 8, Monterosso 14, Chiaramonte 173, Ispica 12, Comiso 29, Giarratana 4, Pozzallo 15, Scicli 19, Modica- Frigintini 1, Modica Bassa 15, Modica Alta 13, Modica Sorda 10, Vittoria 717, Scoglitti 272 , Santa Croce 10. Siciliani per Lumia, invece, un totale di 959 voti pari all´8,25%. Ragusa 224, Acate 1, Monterosso 5, Chiaramonte 6, Ispica 231, Comiso 29, Giarratana 1, Pozzallo 77, Scicli 26, Modica- Frigintini 34, Modica Bassa 81, Modica Alta 57, Modica Sorda 158, Vittoria 21 Scoglitti 2, Santa Croce 6. LE MIE CONSIDERAZIONI: LA mozione Bersani 09 cn l' Onorevole Zago ed il Senatore Battaglia,ha preso 3546 voti.. La mozione Lumia cnl' On. Di Giacomo ha preso 4647.. Entrambi le mozioni sostenevano Bersani segretario Nazionale.. Di fornte questi dati l'Onorevole Di Giacomo prendi più voti e nn Battaglia e Zago che ne prendono 1000 in meno. Proseguiamo.... Per quanto riguarda la mozione Franceschini: La Lista Democratici con Dario Franceschini cn l'On. Gurrieri, prende 1520 voti La lista cn Rita Borsellino prende 1914 voti.. Di fornte a questi dati La lista cn Rita Borsellino e quindi l'On. Ammatuna. prende più voti precisamente 400 in più.. e non Gurrieri. Quindi ora ,mi spiegate perchè nei giornali e in tv si dice che Battaglia e Gurrieri hanno vinto??' Scusate l'Onorevole Ammatuna perchè non viene citato? A Ragusa: la mozione Bersani 09 prende 1215 voti e la mozione lumia prende 519, nonchè quasi la metà dei voti della bersani 09.. ma nei giornali viene citato solo il dato del Senatore Battaglia, accompagnato dal vicesegretario provinciale Di Stallo, il segretario cittadino La Porta (che spesso nn viene neanche nominato nonostante il suo grande contributo), ben 3 consiglieri comunali (Riccardo Schininà, Lauretta e Calabrese) due consiglieri comunali (Barone e Tumino).. e io mi domando ed il risultato ottenuto da Barrera, Piruzza e altri.. neanche viene considerato..non dimenticate che hanno portato quasi la metà dei voti di un gruppo noto e consistente... Per quanto riguarda la mozione franceschini viene citato solo l'Onorevole Gurrieri e Giorgio Massari ed i Giovani dove si mettono? Abbiamo ottenuto 600 voti da soli...non avevamo nessuna figura istituzionale e in pochi abbiamo preso esattamente la metà rispetto al solito gruppo che praticamente rappresenta quasi tutto il partito... §Esattamente abbiamo preso la metà dei voti rispetto al Senatore Battaglia & Co... non mi sembra un risultato da sottovalutare..inoltre il Capolista Massari viene anche eletto. Ma scusate come si fanno le considerazioni???? PEr non dire che nn si è sottolineato il fatto che nelle diverse mozioni sono stati candidati ed eletti tanti giovani, nn volendo citare qualcuno della mozione Franceschini per nn essere di parte cito il giovanissimo Alessandro Cappello, capolista della mozione Lumia a Modica.. Per nn dire anche che sono stati tanti i giovani che hanno partecipato e che sono stati protagonisti di queste primarie. Si dice spesso che i giovani sono lontani dalla politica ma da quello che abbiamo visto Domenica con le primarie siamo rimasti sbalorditi dalla grande partecipazione, convinta, di tante ragazze e tanti ragazzi, che hanno contribuito in tutte le liste alla scelta della classe dirigente di un partito, il nostro partito, il Partito Democratico. E' questo il dato che ci deve fare riflettere e che ci deve fare capire che i giovani sono molto vicini alle problematiche del nostro paese e delle nostre comunità, che vogliono contribuire al cambiamento di una politica ormai satura e non vicina ai problemi reali della gente. La partecipazione è un’arma formidabile nella battaglia quotidiana per il cambiamento di una realtà spesso insulsa, insoddisfacente, dominata da avidità e sete di potere. Non sempre le parole volano via; possono essere anche pietre, macigni. Ricordiamoci che il semplice fatto della nostra stessa presenza toglie spazio e ossigeno a coloro che usano la politica per fini strettamente personali. Va allora messo a fuoco il concetto legato al tema della partecipazione giovanile, perchè è questo il grande dato che merita uno spazio maggiore di discussione e perchè è anche indicatore di un buon lavoro svolto dai Giovani Democratici della provincia di Ragusa. Quindi ringraziando tutti coloro che ci hanno sostenuti, che hanno creduto in noi e al cambiamento, auguro a tutti un buon lavoro e mi aspetto dai tanti giovani un maggior avvicinamento ad una realtà politica che ha bisogno di nuove risorse capaci di innescare un meccanismo di rinnovamento delle idee, dei contenuti, del contributo e perchè no della classe dirigente. Il nostro futuro p nelle nsotre mani!!! Il Segretario dei Giovani Democratici di Ragusa Valentina Spata

martedì 27 ottobre 2009

IN UN ANNO 30 INCIDENTI STRADALI IN PROVINCIA DI RAGUSA


"Si parla troppo poco degli incidenti stradali ma soprattutto nulla si sa dei parenti, dei genitori delle vittime.
In Italia non esistono centri di assistenza, si viene lasciati soli. Si usa la parola incidente, ma il più delle volte non si tratta di fatalità, ma di scontri che si potevano assolutamente evitare. Cause sono troppo spesso la velocità, la guida in stato di ebbrezza, la mancata precedenza, la mancanza di illuminazione nelle strade, la mancanza di stabilità del manto stradale e tante altre ancora.
Basterebbe rispettare le regole per non essere qui oggi a parlare di questo argomento".
In Italia ogni giorno muoiono 16 persone sulle strade, oltre 5.800 morti l'anno", una vera e propria strage.
In Provincia di Ragusa si registrano 30 incidenti mortali in un anno..ieri nella Ragusa-Catania un uomo anziano ha perso la vita e 5 minuti fa in via Melilli, due giovani si sono scontrati ferocemente e adesso sono al pronto soccorso nella speranza che gli finisce bene.
Quanti amici, quanti conoscenti e quante persone che avremmo potuto conoscere ma che invece adesso non ci sono più. Quante volte ci siamo ritrovati tutti insieme a piangere per qualcuno che faceva parte della nostra vita e che ha perso la vita in un incidente stradale. Quante volte abbiamo visto famiglie distrutte dal dolore incapaci di trovare una spiegazione per un destino crudele che ha strappato loro i figli..
Le statistiche affermano che gli incidenti stradali in Italia negli ultimi tempi sono diminuiti ma non dicono che in Sicilia le strade non sono come il resto del PAese.
Riferendomi alla mia provincia, alla Provincia di Ragusa, bisognerebbe rifare tutto.
E' una provincia isolata dal resto d'Italia, per arrivare a Catania impieghiamo 1 ora e mezzo se tutto va bene, lo stesso tempo che ci vuole con l'aereo da Catania a Roma. Ma non è tanto il tempo ma la pericolosità della strada che ci collega al resto del paese: la cosiddetta Ragusa-Catania, la 194, la strada della morte!!!
Ma nn si tratta solamente di questa strada, tanti amici li abbiamo perso anche nella Ragusa- Marina, una strada priva di illuminazione, con un manto stradale inadeguato e dove il limite di velocità nemmeno viene considerato.
Se percorriamo questa strada adesso ci rendiamo conto che non solo è pericolosa ma è anche fatta male.ad esempio vicino la Citroeen si nota una parte di strada, un quadrato precisamente, asfaltato e tutto il resto?? Ma si può circolare in una strada tapezzata? Io credo prorpio di no, considerando che tanti cittadini che abitano a Marina di Ragusa ogni giorno per cause lavorative, devono percorrerla per raggiungere Ragusa.
Insomma un'altra strada della morte.. Per non parlare delle strade di Ragusa piene di buche, prive di stabilità, alcune prive di illuminazione, strade dove hanno perso la vita tanti giovani.
Ma il nostro Sindaco è riuscito a far diventare Ragusa la "Città delle Rotatorie" , ci sono rotatorie che si distanziano di 1 metro circa ed altre come quella di Via Zama e quella all'incrocio di Via F. De Lodi e via Archimede che sono confusionarie e pericolose. Inoltre, il nostro sindaco sta facendo asfaltare molte strade che sn in condizioni veramente disastrose, ma io mi domando: è possibile che le strade vengono asfaltate e dopo poco mesi ci ritroviamo le buche? E' evidente che esiste un problema di fondo: le strade nn sono asfaltate bene e a mio avviso uno dei motivi principali, oltre al materiale scadente utilizzato, per cui queste strade non vengo asfaltate bene è che non vengo chiuse nel momento in cui vengono effettuati i lavori. Chiudendole, si possono asfaltare senza provocare dislivelli e avendo un manto stradale più stabile. Non dimentichiamoci che
la strada è un "servizio" al pari dell'energia elettrica, del gas, del telefono, del trasporto pubblico locale e di quello ferroviario, ecc.,e questo servizio deve essere garantito ai cittadini per evitare di contribuire ad aumentare il rischio di incidenti.
Ora, sappiamo benissimo che la Regione Sicilia non ha ricevuto i cosiddetti Fondi FAS (fondi per le Aree Sottosviluppate) che spettano alla nostra isola, poichè Berlusconi e Tremonti hanno deciso di toglierli per compensare il vuoto creato quando hanno tolto l'Ici agli italiani e per le quote latte, quindi i nostri comuni si ritrovano senza fondi per realizzare le infrastrutture, ma io mi chiedo: per quale motivo la Sicilia e a maggior raggione la nostra Provincia che è quella più a sud dell'isola, deve pagarne le conseguenze? Per quale motivo noi non dobbiamo avere le strade che ci sono al centro e al nord Italia? Per quale motivo in Sicilia ci deve essere il numero più alto di incidenti e di vittime? Noi siamo uguali agli italiani, noi facciamo parte dell'Italia e Berlusconi viene sempre eletto perchè sono proprio i siciliani a dargli la maggioranza dei voti, quindi dovrebbe tutelarli come fa con le regioni del nord.
Riflettiamo su tutto ciò, riflettiamo sul fatto che la politica decide anche sul nostro futuro.
Noi vogliamo un futuro in cui possiamo circolare tranquillamente con le nostre auto, i nostri motorini e i mezzi che ci permettono di trasportare in altri paesi i nsotri prodotti. Questo è il futuro di tutti noi e la politica non può considerarlo lasciandoci isolati nell'Isola.

Il Segretario dei Giovani Democratici di Ragusa
Valentina Spata

VI RACCONTO LA STORIA DI EMILIANO, UN PRECARIO DELLA SCUOLA CHE AVENDO PERSO IL LAVORO DECIDE DI ANDARE IN AFRICA


La Riforma Gelmini, una riforma che ha creato un malessere estremo nel nostro Paese.
Ragazze e ragazzi che si trovano a lottare contro regole discriminanti e contro un sistema scolastico che rende difficile il percorso di crescita e di socializzazione; gli studenti disabili e immigrati che vengono totalmente abbandonati a se stessi e discriminati dal resto del gruppo; le famiglie che vedono i loro figli privi di un futuro migliore e che rimangono preoccupaati di un sistema che sembra isolarli rispetto alla realtà ed infine il personale ATA e i professori che si definiscono precari ma che in realtà risultano essere disoccupati, perchè nn mantengono nemmeno lo status di Precario, colui che lavora nn avendo una stabilità ed un equilibrio che porterebbero ad uno status di lavoratore.
Questo è il panorama in cui versa il sistema scolastico italiano e a tal proposito volevo rendere noto a tutti una delle tante reazioni di persone che mi ha colpito in modo particolare..
Voglio Parlare di Emiliano un "precario" della scuola:
La cartella da prof l’ha messa in valigia. Come diceva Piero Gobetti: «Insegnare non è un mestiere, è una missione». E lui, Emiliano Sbaraglia, 38 anni, docente precario e scrittore, è un professore in fuga. In Africa. Per necessità. Una protesta per la «libertà individuale» di continuare a fare quello che «ama» di più: l’insegnante. «No, la mia non è una fuga di cervelli», spiega. «È una protesta in solitudine contro la scuola della maestra unica Mariastella Gelmini».

Ma decisa su due piedi soprattutto dopo l’ultima sortita del superministro all’Economia, Giulio Tremonti sul posto fisso. «Sono stufo di aspettare Godot - sottolinea Sbaraglia -. Sono stanco di sperare nella buca della posta in attesa di una supplenza che non arriverà mai. Vado ad insegnare in Africa. Non resto in Italia in attesa che la Gelmini mi faccia la grazia. Sono un prof e questo voglio fare. Non mi sento italiano, purtroppo lo sono, come cantava Gaber. E visto che nel mio paese non mi è permesso insegnare, quanto vale andarsene piuttosto che mettermi in mutande e subire umiliazioni».

Il professore-scrittore resterà fuori anche dal provvedimento di governo (il cosidetto dl salva precari), insieme ad un centinaio di lavoratori precari della scuola. Una misura che mette una pezza al buco senza risolvere “la macelleria sociale”, anzi crea divisioni avvilenti tra un supplente e un precario.

Mentre scriviamo Sbaraglia è in volo per il Senegal. La sua meta, un centro di accoglienza a sessanta chilometri dalle banlieu di Dakar. Qui insegnerà ai “bambini della spiaggia” la lingua francese. «Li andrò a prendere uno ad uno - racconta con il magone in gola - e li porterò a turno nella Casa della solidarietà “Giovanni Quadroni”. Il francese è la lingua ufficiale e questi bimbi parlano soltanto il dialetto locale. Insegnare è la mia vita, almeno faccio qualcosa di utile per il futuro dei piccoli africani».

Dalla cartella di prof spuntano matite colorate e disegnini in fotocopia. Sbaraglia li rimette in ordine e continua: «Sono undici anni che sono precario. Avevo 28 anni quando arrivò la mia prima convocazione di una scuola. Che emozione! Ma temo che resterò precario a vita: non sono mai andato oltre i quaranta giorni continuativi di insegnamento».

I suoi primi studenti, i ragazzi di un liceo scientifico a Grottaferrata, in provincia di Roma. Una classe difficile, da portare alla maturità e indietro con il programma di Italiano e Latino. Emiliano Sbaraglia è il loro supplente. Tra i banchi anche un pluribocciato di 22 anni, Daniele G. «Ogni tanto ci sentiamo ancora con questo mio studente che oggi è quasi mio coetaneo!».
Sono proprio i “suoi ragazzi” a mancargli di più. «Sono belli gli studenti - scrive il prof-scrittore nel libro: “La scuola siamo noi” (Fannucci editore) -. Ci sono quelli timidi e quelli espansivi, quelli simpatici e quelli ancora da educare, quelli gentili e quelli scontrosi». «Mi piace studiare con loro e per loro», spiega. «Alla fine di una supplenza, la sensazione più brutta è quella di abbandonare i ragazzi dopo aver vissuto dei mesi insieme. Il tempo passa e le classi cambiano, ma ogni volta separarsi da una di esse porta sempre con sé il segno di un piccolo dolore. Una ferita che verrà rimarginata soltanto dal prossimo primo giorno di scuola. Se e quando verrà».

Laureato con tanto di lode Sbaraglia ha vinto una borsa di studio, un dottorato di ricerca all’Università di Tor Vergata. E fino ad oggi ha continuato a collaborare con il professore che ha curato la sua tesi su Piero Gobetti. Sperando in un concorso che non vede luce. Nei “ritagli” tra una supplenza e l’altra, il prof-scrittore si adatta come può per sopravvivere e non cadere in depressione: «Ho fatto il bagnino al mare, il pr nelle discoteche, il libraio, il cameriere a Brooklyn. Ma adesso basta. Sono stanco di questa vita precaria. Me ne vado in Africa».

Tutta la sua amarezza, il suo sconforto l’ha messo per iscritto in una lettera aperta al ministro Gelmini: un testo che sarà la prefazione della ristampa della “Scuola siamo noi”. E che suona come un addio. «Arrivederci Gelmini, vado a insegnare in Africa».
27 ottobre 2009

Valentina Spata

La partecipazione Giovanile in politica: Appartenenza, militanza e Rappresentanza


Nella comunità si partecipa, nel senso che si prende parte alla vita del territorio in cui si vive. Va allora messo a fuoco il contesto legato al tema della partecipazione giovanile visto che proprio questa dimensione sembra oggi essere in crisi. Tutti sono concordi nel ritenere che si partecipa meno, che non si insegna più a partecipare, tanto che si è coniato il termine “partecipazione attiva”.
Così se anni fa, parlando di partecipazione, si sarebbero usati altri tre vocaboli - appartenenza, militanza e rappresentanza - oggi il senso di queste parole va senz’altro ridefinito. Appartenenza oggi significa più una ricerca di luoghi di espressione di sé, che non invece l’indossare una “casacca” definitiva. Militanza: oggi è legata al cogliere opportunità, anche legate ai grandi movimenti ed alle grandi adunanze massmediatiche, che poi però producono poco sul territorio in termini di ricaduta di impegno concreto. Rappresentanza: non sono certo le tradizionali forme di rappresentanza ad avere oggi il favore dei giovani, a partire da sindacati e partiti. In particolare questi ultimi sono messi agli ultimi posti anche dagli assessori alle politiche giovanili quando devono ricercare soggetti del territorio con cui coo-progettare.
Così i giovani nei partiti - o i movimenti giovanili dei partiti – oggi non sono certo risorsa progettuale nemmeno per gli amministratori locali. E questo la dice lunga…

Vale la pena di intendersi meglio sul concetto di partecipazione. Infatti questo ha una doppia dimensione: quella del “prendere parte” e quella del “sentirsi parte”, del “sentirsi dentro” a processi, alla comunità, a varie forme di appartenenze per la ricerca di un “bene comune”. Questo “sentire comune” fonda e mantiene vivi i legami, le passioni, il piacere di incontrare le persone. Il “sentirsi dentro” a questi processi di partecipazione giovanile passa per la costruzione di un “clima” buono, dove c’è anche una dimensione di svago e di piacere perché in questi contesti possono emergere potenzialità, idee e risorse di chi vi partecipa.

Questo concetto di partecipazione fonda il cammino del movimento giovanile del Pd che vuole essere e divenire il punto di riferimento per tutti i giovani di Ragusa per pensare insieme a delle politiche a misura di giovane.
Processo già iniziato due anni fa e che devo dire sta continuando verso una direzione positiva.
La Partecipazione, quindi, non manca.. i Giovani vogliono esprimere le loro idee, i loro pensieri, le loro critiche..e hanno molto da dire, ma, dobbiamo essere noi a trovare il modo per farli sentire parte del nostro Partito e per insegnargli quel senso di appartenenza che esisteva un tempo e che ora deve essere ritrovato.
Il Segretario dei Gd Ragusa
Valentina Spata

domenica 18 ottobre 2009

IL 25 OTTOBRE VOTA GIOVANE..VOTA I GIOVANI DEMOCRATICI DI RAGUSA!!!

ALLE PRIMARIE DEL 25 OTTOBRE VOTA GIOVANE!!!!

METTI UNA CROCE SUL SIMBOLO DELLA LISTA:

-SCHEDA BLU (NAZIONALE) SEGNA LA LISTA "con Rita Borsellino Semplicementi Democratici per Dario Franceschini ...in questo modo voterai la candidata Giovane TANIA INCARDONA.

- SCHEDA ROSA (REGIONALE) SEGNA LA LISTA "con Rita Borsellino Semplicemente Democratici per Giuseppe Lupo.... in questo modo voterai i candidati giovani VALENTINA SPATA, GIANNI BATTAGLIA, IRENE SITTINIERI E SALVATORE UCCHINO.

VOTATE VOTATE VOTATE...Abbiamo bisogno di tanti voti e del costro aiuto!!!! Abbiamo bisogno che qualcuno credi in noi....

IL RISULTATO DIPENDE ANCHE DA TE!!DA TE DIPENDE QUELLO CHE INSIEME POTREMO FARE.


SI VOTA IN PIAZZA LIBERTA' A RAGUSA (DI FORNTE LA CAMERA DI COMMERCIO) E IN VIA BENEDETTO BRIN, 52 A MARINA DI RAGUSA (PRESSO LA POLIZIA MUNICIPALE).
NON DIMENTICATEVI IL DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO.
GRAZIE !!!!!
VI ASPETTIAMO IN TANTI..

mercoledì 14 ottobre 2009

VOTA DUE MERAVIGLIE DI DONNE: VALENTINA SPATA E IRENE SITTINIERI


VOTA LA LISTA "SEMPLICEMENTE DEMOCRATICI CON RITA BORSELLINO PER LUPO
VOTA DONNA E VOTA VALENTINA SPATA E IRENE SITTINIERI... VOTA LE DONNE PIU' PAZZE DEL MONDO!!!

SI VOTA METTENDO UN SEGNO NELLA LISTA E NON SUL NOME!! RICORDALO


RAGAZZE E RAGAZZI RAGUSANI AVANTIIIIIII TUTTA!!! INSIEME PER UN PARTITO MIGLIORE!! INSIEME PER UNA CRESCITA COMUNE!!! INSIEME PER FAR SI CHE CHI SI E' IMPEGNATO FINALMENTE SIA RIPAGATO!!! INSIEME PER DUE MERAVIGLIOSE DONNE CHE CI FANNO IMPAZZIRE CON LE LORO GONNE!!! INSIEME PER UN GRUPPO DI GIOVANI RAGAZZI CHE SON TUTTI MATTI!!!!

PER VOTARE DOVETE ANDARE:
- IN PIAZZA LIBERTA' (DAVANTI LA CAMERA DI COMEMRCIO) A RAGUSA
- IN VIA BENEDETTO BRIN (DOVE C'E' LA POLIZIA MUNICIPALE) A MARINA DI RAGUSA
SI VOTA DALLE 7 ALLE 21... BISOGNA ESIBIRE IL DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO ALTRIMENTI NON VI FANNO VOTARE.
GRAZIE
VI ASPETTIAMO IN TANTI!!!
UN ABBRACCIO PEPPE...


martedì 13 ottobre 2009

PERCHE' IO VOTO GIOVANE: PRIMARIE 25 OTTOBRE


Cara amica, caro amico,

Ragusa è la nostra città, è la tua città, parte integrante del nostro essere cittadini. Noi lo sappiamo e ne siamo orgogliosi.
Il nostro impegno è stato e sarà quello di difendere i nostri cittadini, di rendere Ragusa + grande e soprattutto di costruire una città che guarda agli interessi di tutti, e non solamente di pochi. Siamo noi che vogliamo una città solidale, aperta e GIOVANE. Noi vogliamo una città realmente vicina a tutti, meno diseguale, una città che sia un esempio di qualità ed efficienza.
In questi anni sono tante le iniziative che noi Giovani Democratici di Ragusa abbiamo portato avanti: la manifestazione della Ragusa- Catania e le varie proposte presentate al Partito Democratico Regionale a riguardo; la manifestazione universitaria a Catania (in cui abbiamo coinvolto tutti i movimenti giovanile di ogni partito) che ci ha resi protagonisti in una battaglia vinta a difesa del diritto allo studio; la lotta per le case popolari e la vicinanza alle famiglie sfrattate e rimaste senza una dimora; la solidarietà e la vicinanza ai dipendenti del “Mercatone Europa” licenziati senza giusta causa e cn modi e metodi antidemocratici e privi di dignità morale; le manifestazioni contro la riforma Gelmini e la vicinanza totale ai precari della scuola rimasti senza lavoro; le varie denunce fatte per mancanza di segnaletica, di infrastrutture nella nostra città; la presentazione di un progetto sulla “disabilità” in segreteria regionale dei giovani democratici; la vicinanza ai dipendenti dell’Opera Pia che nn hanno ricevuto lo stipendio dovuto; l’apertura dell’Asssociazione ECODEM per la tutela dell’ambiente e tante iniziative a riguardo; incontri con i cittadini di ragusa centro, ragusa sud e ragusa ovest per la risoluzione di problemi tecnici dei quartieri; la denuncia per il rifacimento del manto stradale di alcune strade; l’appello ai carabinieri di Marina di Ragusa ad essere più presenti e soprattutto a lasciare la caserma sempre aperta soprattutto nei mesi estivi; la denuncia nei confronti della Provincia che nn ha garantito gli stessi insegnanti di sostegno degli anni precedenti e soprattutto il servizio pullman per i disabili in alcune città; l’organizzazione di un dibattito sul Lavoro con il concerto dei Baciamolemani; l’organizzazione di pullman a disposizione dei cittadini per la manifestazione del 3 Ottobre a Roma, l’apertura di uno sportello “Donna” a Ragusa e per ultima la raccolta fondi che si terrà in questi giorni a Ibla per aiutare la popolazione messinese. Queste sono solo alcune iniziative che ho voluto citare ma devo dire che tutto il gruppo giovanile ha lavorato bene e con tanti sacrifici.

Abbiamo cercato di fare politica non solo attraverso comunicati stampa ma soprattutto attraverso la vicinanza diretta con i cittadini, ascoltando le loro esigenze e accogliendo le loro istanze.. ..
Sono state tante le difficoltà che abbiamo incontrato, fuori e dentro il nostro stesso partito ma a testa alta abbiamo continuato a fare il nostro dovere. Siamo stati sempre ostacolati ma la nostra unità ci ha resi sempre più forti.
Adesso è arrivato il momento in cui dobbiamo farci valere. E’ arrivato il momento in cui ci dobbiamo contare ed abbiamo bisogno di tutti voi, del vostro aiuto e del vostro voto.
Il 25 ottobre si voterà per le primarie del Partito Democratico, votazioni interne ma aperte a tutti i cittadini e pertanto vi chiediamo di darci la possibilità di essere eletti, vi chiediamo di continuare il nostro percorso iniziato già da tempo e vi chiediamo di sostenerci.
Abbiamo bisogno di tanti voti, più di mille, per questo vi chiediamo di perdere 5 minuti della vostra giornata del 25 ottobre e di venire a votarci nei seggi che saranno adibiti per tutti i cittadini che vogliono votare.
E’ l’unico e grande momento in cui finalmente i giovani possiamo gridare ad alta voce che ci siamo, che vogliamo contare e soprattutto che vogliamo cambiare il modo di fare politica, che vogliamo che la politica si avvicini di + ai cittadini e che nn si occupi solamente di curare gli interessi dell’uno o dell’altro.
Vogliamo vincere all’interno del nostro partito a Ragusa perché siamo stanchi di assistere ad atti di arroganza, prepotenza e soprattutto perché vogliamo utilizzare questo grande strumento per risolvere i problemi della nostra città, dei nostri cittadini e dei nostri giovani.
Care amiche, cari amici, Vi chiediamo seriamente di aiutarci e di far si che questa volta, la prima volta, tutti i giovani insieme e uniti possiamo far eleggere qualcuno di noi, qualcuno che riesce a fare la politica senza pensare alle poltrone, agli interessi personali..ma semplicemente per dare un contributo forte alle idee e soprattutto ai fatti concreti che sn venuti a mancare in tutti questi anni.
Il risultato dipende anche da te. Da te dipende quello che insieme potremo fare. Quello che insieme faremo!!! Sarà un atto di profondo amore per Ragusa, per la Sicilia e per i giovani.
Vi chiediamo, con forza e con coraggio di votare Franceschini come segretario nazionale di questo partito e Giuseppe Lupo come segretario regionale. Nelle liste saremo candidati alcuni di noi giovani e se i voti saranno tanti anche noi abbiamo una possibilità di far sentire la nostra voce, se nn siamo eletti tutti i nostri sacrifici sono stati inutili.

La nostra LISTA si chiama SEMPLICEMENTE DEMOCRATICI CON RITA BORSELLINO per LUPO, in cui i candidati giovani risultano essere: Valentina Spata, Gianni Battaglia, Irene Sittinieri, Salvatore Ucchino e Tania Incardona.
Un forte, cordiale abbraccio
Sono tanti i Giovani che si impegnano e che lavorano per questo partito:
Mario D’Asta- Responsabile Provinciale Politiche Giovanili e commissione sanità; membro di assemblea regionale del PD
Irene sittinieri- Vice Segretario Provinciale dei Giovani, Resp. Comunicazione
Andrea Caruso- Membro di segreteria cittadina dei Giovani – Resp. Commissione “Ambiente ed Agricoltura”
Giusepppe Albora- Coordinatore Segreteria cittadina GD, Membro direzione regionale GD, Resp. Scuola
Placido De Salvo- Resp. Organizzazione e resp. Scuola
Migliorisi Flavia. - Resp. Politiche Sociali
Lorenzo Corallo – Coordinatore associazione ECODEM Ragusa
Lucy Licitra – Responsabile Sport e tempo libero
Salvatore Ucchino – Resp. “La Città che vorrei”
Gianni Battaglia – Responsabile commissione “Lavoro e associazionismo” e Commissione Sanità
Peppe Rizzo – Resp. Infrastrutture
Sofia Frasca – Resp. Immigrazione
Elisa Taormina – Resp. Sportello Donna
Incardona Tania – Resp. Area grafica e blog
Valentina Spata- Segretario dei Giovani Democratici Ragusa e membro di direzione e segreteria Regionale dei GD.
Vi aspettiamo numerosi alle urne!!!
QUANDO SI VOTA: Domenica 25 ottobre dalle ore 7.00 alle ore 20.00 (attenzione! torna l’ora solare).
CHI VOTA: Pos­sono votare tutti i cittadini in pos­sesso dei diritti di voto (tes­sera elettorale). Votano anche chi ha compiuto i 16 anni (documento di identità). Inoltre pos­sono votare anche gli studenti fuori sede e gli extracomunitari in pos­sesso di permesso di soggiorno.
ELETTORI EXTRACOMUNITARI (delibera n. 34). I cittadini immigrati ed extracomunitari in pos­sesso di permesso di soggiorno, nonché dei requisiti richiesti dallo Statuto e dal Codice etico, hanno diritto all’elettorato attivo e pas­sivo e pos­sono esercitare il diritto di voto presso il luogo di domicilio/residenza come essa è comprovata o dalla carta di identità o dal permesso di soggiorno o dalla ricevuta di richiesta del rinnovo di permesso di soggiorno.
STUDENTI FUORI SEDE (delibera n. 33).Verrà istituito in tutte le Commis­sioni provinciali per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea nazionale, di un seggio per garantire l’esercizio del diritto di voto a cittadini, italiani e stranieri ,aventi i requisiti richiesti dallo Statuto e dal Codice etico ,  che studiano e lavorano in una provincia diversa da quella di residenza.Gli studenti e lavoratori, muniti di documento di riconoscimento, debbono pre­sentarsi entro le ore 19 del 23 ottobre 2009 presso la sede provinciale del Partito Democratico, dove studiano o lavorano, e comunicare la loro decisione di votare in quella sede provinciale anziché nel seggio del luogo di residenza. Oppure , qualora impos­sibilitati a raggiungere la sede provinciale del PD, gli studenti e i lavoratori fuori sede, pos­sono inviare alla Commis­sione provinciale per l’elezione del 25 ottobre, avvalendosi di fax o di nuove tecnologie, la domanda di esercizio del voto, corredata da documento di riconoscimento.La Commis­sione provinciale, presso la quale l’interessato ha fatto richiesta deve comunicare al richiedente, entro le ore 12 del 24 ottobre , il seggio a lui assegnato per la votazione e comunicare al Pre­sidente della Commis­sione provinciale per l’elezione del 25 ottobre del luogo di residenza, la comunicazione che il richiedente voterà in altro seggio, diverso dal luogo di residenza stesso e avvisare il Pre­sidente del seggio del nuovo elettore assegnato. Il Pre­sidente della Commis­sione provinciale per l’elezione del 25 ottobre, di residenza dell’interessato, dà comunicazione immediata al Pre­sidente di seggio del luogo di residenza del richiedente, comunicando che lo stesso voterà in altro seggio e quindi non deve essere ammesso al voto in quel seggio.
COME SI VOTA: Il voto si esprime tramite e soltanto attraverso un unico segno tracciato su una delle liste dei candidati. Non è pre­visto voto di pre­ferenza. Ci sono due schede, una per l’elezione del segretario nazionale del PD (celeste) e una di quello regionale (rosa): si può votare solo una lista
.I SEGGI A RAGUSA:
per votare andate:
- in Piazza Libertà a Ragusa davanti la camera di commercio;
- in via Benedetto Brin (dove c'è la polizia municipale) a Marina di Ragusa.
Nella speranza che queste primarie possano regalarci grandi risultati Vi auguro una buona campagna elettorale!!! Chiunque vincerà e sarà eletto diventerà il punto di riferimento e la guida di tutti!!!!
Un abbraccio
Il Segretario dei Giovani Democratici di Ragusa
Valentina Spata

CANDIDATI GIOVANI DEMOCRATICI RAGUSA NELLE LISTE DELLE PRIMARIE DEL 25 OTTOBRE 2009


Care amiche e cari amici,
il 25 Ottobre gli iscritti e tutti i cittadini sono chiamati al voto per eleggere il Segretario Nazionale ed il Segretario Regionale del Partito Democratico.
Un appuntamento molto importante che ci permetterà di definire gli organismi ma soprattutto che ci permetterà di scegliere una guida forte e determinata per rendere il nostro partito l'unica vera alternativa in questo Paese.
I candidati al Nazionale sono Bersani, Marino e Franceschini, al Regionale rimangono solo Mattarella (Besrani) e Lupo (Franceschini).
"Crediamo fortemente nel rinnovamento ma ancor più crediamo che per un giovane candidato questa esperienza possa rappresentare un percorso formativo importante che abbia come centro motore il rapporto diretto e costante con il partito e con i cittadini”, dichiara il Segretario dei Giovani Democratici di Ragusa, Valentina Spata.
Ieri sera sono state presentate le liste. Liste forti e autorevoli, con grande apertura ai giovani e alle donne in nome del rinnovamento, un ottimo lavoro.

A Ragusa noi giovani abbiamo scelto di candidarci perché crediamo che il nostro contributo, possa ridare forza e credibilità al progetto del Partito Democratico.
Le liste presentate sono le seguenti:
- SEMPLICEMENTE DEMOCRATICI CON RITA BORSELLINO PER LUPO (LISTA REGIONALE FRANCESCHINI) in cui i candidati giovani sono:
Valentina Spata
Gianni Battaglia
Irene Sittinieri
Salvatore Ucchino
Tania Incardona
- LISTA PER BERSANI '09 (LISTA NAZIONALE) in cui è candidata una giovane donna:
Cristina Farruggio
Vi aspettiamo numerosi alle urne!!!
QUANDO SI VOTA: Domenica 25 ottobre dalle ore 7.00 alle ore 20.00 (attenzione! torna l’ora solare).

CHI VOTA: Pos­sono votare tutti i cittadini in pos­sesso dei diritti di voto (tes­sera elettorale). Votano anche chi ha compiuto i 16 anni (documento di identità). Inoltre pos­sono votare anche gli studenti fuori sede e gli extracomunitari in pos­sesso di permesso di soggiorno.

ELETTORI EXTRACOMUNITARI (delibera n. 34). I cittadini immigrati ed extracomunitari in pos­sesso di permesso di soggiorno, nonché dei requisiti richiesti dallo Statuto e dal Codice etico, hanno diritto all’elettorato attivo e pas­sivo e pos­sono esercitare il diritto di voto presso il luogo di domicilio/residenza come essa è comprovata o dalla carta di identità o dal permesso di soggiorno o dalla ricevuta di richiesta del rinnovo di permesso di soggiorno.

STUDENTI FUORI SEDE (delibera n. 33).Verrà istituito in tutte le Commis­sioni provinciali per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea nazionale, di un seggio per garantire l’esercizio del diritto di voto a cittadini, italiani e stranieri ,aventi i requisiti richiesti dallo Statuto e dal Codice etico ,  che studiano e lavorano in una provincia diversa da quella di residenza.Gli studenti e lavoratori, muniti di documento di riconoscimento, debbono pre­sentarsi entro le ore 19 del 23 ottobre 2009 presso la sede provinciale del Partito Democratico, dove studiano o lavorano, e comunicare la loro decisione di votare in quella sede provinciale anziché nel seggio del luogo di residenza. Oppure , qualora impos­sibilitati a raggiungere la sede provinciale del PD, gli studenti e i lavoratori fuori sede, pos­sono inviare alla Commis­sione provinciale per l’elezione del 25 ottobre, avvalendosi di fax o di nuove tecnologie, la domanda di esercizio del voto, corredata da documento di riconoscimento.La Commis­sione provinciale, presso la quale l’interessato ha fatto richiesta deve comunicare al richiedente, entro le ore 12 del 24 ottobre , il seggio a lui assegnato per la votazione e comunicare al Pre­sidente della Commis­sione provinciale per l’elezione del 25 ottobre del luogo di residenza, la comunicazione che il richiedente voterà in altro seggio, diverso dal luogo di residenza stesso e avvisare il Pre­sidente del seggio del nuovo elettore assegnato. Il Pre­sidente della Commis­sione provinciale per l’elezione del 25 ottobre, di residenza dell’interessato, dà comunicazione immediata al Pre­sidente di seggio del luogo di residenza del richiedente, comunicando che lo stesso voterà in altro seggio e quindi non deve essere ammesso al voto in quel seggio.

COME SI VOTA: Il voto si esprime tramite e soltanto attraverso un unico segno tracciato su una delle liste dei candidati. Non è pre­visto voto di pre­ferenza. Ci sono due schede, una per l’elezione del segretario nazionale del PD (celeste) e una di quello regionale (rosa): si può votare solo una lista.

I SEGGI A RAGUSA:
-Piazza Libertà (davanti la camera di commercio) a Ragusa
- Via benedetto brin (dove c'è la polizia municipale) a Marina di Ragusa
Nella speranza che queste primarie possano regalarci grandi risultati Vi auguro una buona campagna elettorale!!! Chiunque vincerà e sarà eletto diventerà il punto di riferimento e la guida di tutti!!!!
Un abbraccio
Il Segretario dei Giovani Democratici di Ragusa
Valentina Spata

lunedì 5 ottobre 2009

La Sicilia dimenticata dall’Italia: anche il Calcio divide la nostra isola dal resto del paese, solo le squadre siciliane ferme per un minuto di silen

Quando ogni giorno guardiamo un telegiornale o leggiamo un quotidiano, o ancora, visitiamo siti internet di informazione e attualità, veniamo a conoscenza di cosa succede nel mondo. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a lutti nazionali, ricordiamo le vittime dell’Abruzzo e i parà morti in Afganistan il 17 settembre e adesso la tragedia messinese che rimane isolata all’interno di una terra tanto meravigliosa ma quanto sfortunata e dimenticata. Venti morti, trenta dispersi, ottanta feriti e quattrocento rimasti senza casa. Questo è il bilancio delle vittime della tragedia avvenuta negli scorsi giorni a Messina.Una catastrofe siciliana, in cui la causa è la natura ma l’uomo ne è il protagonista, poiché c’è stato un uso scellerato del territorio, un uso personalistico che genera interesse di una classe dirigente fallimentare che governa la nostra isola. Una relazione risaputa, che già nel 2007 causò danni ma non morti e nella nostra terra quando non ci sono i secondi, si suole soprassedere.L’allarme e la corsa alla riparazione dei danni avviene solamente quando ci troviamo coinvolti in una tragedia di sangue: siamo in Italia, siamo in un paese di incapaci. Una “tragedia annunciata“, dunque, che mette ancora più rabbia ma soprattutto che fa rimanere indignata un intera popolazione siciliana. Ancora si scava per cercare di trovare i dispersi, servono aiuti immediati per le tante famiglie rimaste senza dimora e per i tanti bambini che vagano senza rendersi conto di ciò che è successo. Gente che piange, che grida, che spera, che rimane in silenzio. I danni sono di portata incalcolabile. Un alluvione catastrofica che non risulta essere all’altezza delle attenzioni di questo governo, di questa Italia. Purtroppo ancora una volta il nostro Paese ha dimostrato quanto si è lontani dalla vera unione..Parliamo tanto di Europa e integrazione e poi si autorizza il minuto di silenzio sui campi di calcio solo per le squadre siciliane impegnate negli incontri!! L’Italia dello sport, del calcio che riesce a dividere ancora una volta il paese, che riesce ad emarginare per l’ennesima volta la Sicilia e che riesce a classificare anche i morti: di serie A e di serie B. Perchè? i morti siciliani non meritano il rispetto da parte di tutta la nazione? Sicuramente questo gesto di rispetto non avrebbe risolto la situazione ma avrebbe aiutato tanta gente a sentirsi meno sola ed abbandonata. Una Sicilia che è stata e, purtroppo continua ad esserlo, un grande bacino di voti per il centro destra, viene completamente abbandonata. Non basta ricevere la visita di Berlusconi, non basta che i telegiornali parlano della tragedia per due giorni, ma noi siciliani pretendiamo il massimo RISPETTO. Vogliamo che le nostre vittime siano ricordate come tutte le altre, vogliamo che Simone Neri, il sottocapo di prima classe della Marina, l'eroe che è morto a 28 anni per salvare otto persone, venga commemorato come tutti gli altri eroi. Egli con il suo atto eroico non ha nulla in meno dei morti caduti in Afganistan, o di tanti altri di cui si è parlato per mesi interi. Eppure i mass media non hanno parlato abbastanza né di lui né di questa grande e dolorosa tragedia. Questo è lo spazio che sono riuscita a crearmi per esprimere tutta la mia rabbia, tutta la mia indignazione, tutta la mia solidarietà e vicinanza a chi, in questo momento sta soffrendo in silenzio, e soprattutto per dire all’Italia che sono fiera di essere siciliana e che in questo momento non mi sento italiana.
Vi invito a riflettere seriamente.. il nostro futuro, la nostra vita sono in mano di nessuno!
!
Con rammarico
Valentina Spata

mercoledì 30 settembre 2009

DOMANI 1 OTTOBRE ORE 16 APERTURA SPORTELLO DONNE


SPORTELLO DI CONSULENZA E SOSTEGNO PER LE DONNE E PER I PROBLEMI DELL’IMMIGRAZIONEIl segretario dei Giovani di Ragusa, Valentina Spata la Responsabile Politiche Sociali dei Giovani Democratici di Ragusa, Irene Sittinieri, giovedì 1 ottobre alle ore 16 presenteranno, attraverso una conferenza stampa, l'apertura dello Sportello Donna.Lo “Sportello Donna” rappresenta un luogo di confronto culturale che contribuisce al rafforzamento dell’identità di genere attraverso uno spazio di documentazione e ricerca e attraverso l’organizzazione di iniziative di promozione, afferma Valentina Spata. E’, inoltre, un servizio che sviluppa attività di informazione, consulenza, sostegno mirato alle utenti, aiutando le donne a scegliere, tra i diversi percorsi, quello maggiormente adatto ai loro bisogni. E’ un tentativo volto a sostenere e migliorare la condizione di chi vive una situazione di sofferenza o di difficoltà, favorendo la formazione di uno spazio di incontro dedicato a tutte le donne della comunità.Irene Sittinieri, invece, spiega che lo sportello è un polo di sensibilizzazione e animazione sulle tematiche dell’uguaglianza che promuove e stimola sul territorio la nascita di reti e progetti sulla parità nella vita economica e politica delle donne.Lo sportello accoglie anche immigrate dando loro indicazioni e suggerimenti circa la ricerca di un’occupazione, la ricerca di un alloggio, il diritto allo studio e l’assistenza sanitaria; informazioni, sul rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno, i nullaosta al lavoro, i ricongiungimenti familiari; assistenza nella compilazione dei moduli da presentare negli uffici pubblici; consulenza alle lavoratrici immigrate nella compilazione del curriculum vitae che valorizzi le sue competenze.In caso di necessità di assistenza legale, un appuntamento di consulenza gratuita sarà fissato con l’avvocato dello sportello.
FINALITA’ DELLO SPORTELLO DONNA:
• Accogliere e ascoltare;• Aiutare a formulare una richiesta;• Informare e orientare rispetto ai diritti e alle possibilità offerte dal Territorio;• Dare senso al problema e prospettare possibili soluzioni;• Favorire la progettualità e valorizzare le risorse;• Accompagnare presso i Servizi del territorio;• Promuovere la socializzazione e il benessere tra le donne;• Valorizzare le donne, le diverse culture delle donne e le loro risorse.
AZIONI DI AIUTO DELLO SPORTELLO DONNA:
• Colloqui con l’Operatrice di sportello;• Consulenze psicologiche e Legali;• Invio presso i Servizi di Rete (sindacati, centro antiviolenza, servizio immigrazione, camera di commercio, informa giovani, consultorio familiare, servizi sociali e servizi sanitari).• Percorsi di formazione di gruppo;• Laboratori di creatività.
SEDE E GIORNI DI APERTURA DELLO SPORTELLO:
Lo sportello è aperto il lunedi’ ed il mercoledi’ dalle 18 alle 20in Viale del Fante, 10 (ultimo piano) presso la sede del Partito Democratico

martedì 29 settembre 2009

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

PER TUTTI COLORO CHE VOGLIONO SAPERE TUTTE LE NEWS DEI GIOVANI DEMOCRATICI DI RAGUSA: VISITATE IL BLOG www.giovanipdragusa00.blogspot.com

Grazie

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: ADESIONI E PROGRAMMA PER LA MANIFESTAZIONE DEL 3 OTTOBRE


I GIOVANI DEMOCRATICI DI RAGUSA METTONO A DISPOSIZIONE I PULLMAN PER TUTTI GLI STUDENTI E GLI UNIVERSITARI E QUANTI ALTRI GIOVANI VOGLIONO PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 3 OTTOBRE A ROMA.
PROGRAMMA:
- PARTENZA ORE 20.00 DALLA STAZIONE DEGLI AUTOBUS, VIA ZAMA, RAGUSA
- ORE 22.00 ARRIVO A CATANIA ED INCONTRO CON ALTRI GIOVANI SICILIANI
- PARTENZA PER ROMA
- ARRIVO PREVISTO A ROMA PER LE ORE 10.00 DEL MATTINO
- DIREZIONE MANIFESTAZIONE
- POMERIGGIO LIBERO
- SERA: CENA E PARTENZA PER RAGUSA.
- ARRIVO PREVISTO PER GIORNO 4 OTTOBRE ORARIO DA DEFINIRE.
Vi prego di farmi pervenire le adesioni entro e non oltre giorno 29.
Contattatemi al mio cellulare oppure alla mia email: valentinaspata@yahoo.it (meglio email almeno nn impazzisco).
Valentina Spata

venerdì 25 settembre 2009

VOTA DARIO FRANCESCHINI A SEGRETARIO NAZIONALE E GIUSEPPE LUPO SEGRETARIO DEL PD REGIONALE: IO HO GIA' SCELTO E TU?


Care democratiche e cari democratici,In questi giorni inizieranno i congressi di circolo del PD che si chiuderanno con le Primarie del 25 Ottobre con l’elezione del Segretario Nazionale e Regionale del nostro Partito.Per il Partito Democratico questo congresso sarà fondamentale per molti motivi, innanzitutto per dare una guida salda, per iniziare a creare una linea programmatica seria e concreta basata su obiettivi semplici e concretamente realizzabili. Il nostro PD vive attualmente, un periodo difficile, di salute precaria, solamente con un esito positivo del congresso riusciremo a “ravvivare “ il nostro partito.Non temo sicuramente che nel futuro del nostro Partito Democratico ci siano una serie di scissioni, smembramenti, invece temo un lungo logoramento, un progressivo esaurimento di quel fiume di energie, passione politica e civile, persone che due anni fa avevano dato vita a questo progetto. Non possiamo né dobbiamo permetterlo. Dobbiamo essere all’altezza delle aspettative che abbiamo creato e in parte reso poco credibili con i nostri comportamenti.Personalmente ho deciso di seguire la linea di Dario Franceschini: perché seguire questa linea?Vi ricordo che Franceschini ha avuto il coraggio di prendere in mano il partito dopo la sconfitta di Veltroni e dopo tutto il caos che si è creato in quel periodo. Franseschini, è stato il primo a far parlare il partito con una voce sola, a frenare i vari personalismi e a iniziar ad aver idee concretae e serie da poter proporre, l’unico neo è stato il non aver preso posizione sui temi etici.Dopo aver letto il suo programma per il congresso ho deciso ancora con più convinzione di schierarmi al suo fianco, il programma tocca i punti fondamentali per il nostro paese e per il nostro partito. Troviamo per iniziare l’europeismo, ormai la dimensione della politica di un paese deve essere rivolta all’Europa, solamente con l’Unione Europea riusciremo veramente a contare nel mondo e non ridurci solamente ad una nullità nel mare della globalizzazione. Dobbiamo inoltre aver fiducia sulle nostre capacità e potenzialità, potremo cosi, unitamente ad interventi e investimenti sul welfare quali il reddito di cittadinanza, superare la crisi. Puntando sull’uguaglianza e sul merito possiamo far una grande Italia, uguaglianza sostanziale e formale, perché tutti devono aver le stesse possibilità, sia il figlio dell’operaio sia il figlio dell’industriale. Puntare su uno sviluppo sostenibile e di qualità ci garantirà poi di conservare il nostro paese e di lasciarlo alle generazioni future.Un altro punto fondamentale secondo me è garantire un effettivo rinnovamento della classe politica, abbiamo tanti giovani molto validi da poter inserire in ruoli di rilevanza nel partito sia a livello nazionale che locale. Solamente così potremmo proporre una politica al passo con i tempi non che innovativa e che difenda gli interessi di tutte le classi sociali, in particolare delle più deboli.Inoltre, sostengo Franceschini perchè vuole un partito "leggero", un partito che nn considera solo gli iscritti ma che rende partecipi anche i simpatizzanti, ed attraverso le primarie coinvolge anche chi guarda la politica da lontano. Questo è un dato importante perchè se ci pensate bene, in un momento di crisi politica in cui i cittadini sono sfiduciati, l'unico modo per renderli partecipi è quello di utilizzare metodi di avvicinamento come le Primarie.A livello regionale sostengo Giuseppe Lupo, per la sua concretezza, freschezza nonché semplicità di esporre un programma politico di qualità incentrato in particolare sui giovani. Con questo programma, la nostra regione potrà essere veramente un modello democratico da esportare nel nostro paese. Molto importante risulta anche che Giuseppe Lupo è un giovane come noi, un deputato regionale che ha dato motlo al nostro partito attraverso fatti concreti.In questo momento di crisi, Lupo afferma nel suo programma, il primo obiettivo che il Partito Democratico Siciliano deve porsi è quello di RESTITUIRE LA SPERANZA AI SICLIANI.
“La Sicilia ha bisogno di contrastare e sconfiggere ogni forma di illegalità e di migliorare il funzionamento della macchina amministrativa”.
Ma il programma presentato dal nostro Candidato è ampio oltre ad essere interessante:
· LAVORO E WELFARE, in questi mesi di lavoro, il nostro deputato Lupo insieme a tutta la deputazione del PD hanno avanzato proposte serie e concrete dall’assegno di disoccupazione al credito per le piccole e medie imprese insieme alla legge sugli aiuti alle imprese che è stata portata avanti con fatica; Combattere la disoccupazione per favorire la permanenza dei nostri ragazzi nelle nostra amata terra.
· ACCOGLIENZA E DIRITTI: difendere le buone ragioni dell’immigrazione e dell’accoglienza;
· REGOLE, l’applicazione rigorosa delle regole è il presidio della legalità;
· UGUAGLIANZA DELLE OPPORTUNITA’, noi democratici, afferma il candidato Lupo, vogliamo un paese in cui il figlio dell’operai abbia le stesse opportunità del figlio del notaio. E adesso voglio io parlare a tutte le associazioni, che lamentano l’assenza totale di piani efficaci sulle Politiche Sociali e la mancanza di servizi e aiuti per le categorie disagiate. Uguaglianza vuol dire anche questo: rispettare i disabili, gli anziani, le donne, i bambini, garantire loro di vivere con dignità!!! Il nostro candidato non ha dimenticato che in Sicilia ci vuole più considerazione e ci vogliono più servizi per queste categorie importantissime per il nostro paese. E nn è vero che la politica si è dimenticata totalmente di queste persone, c’è ancora qualcuno che li pensa e che ha dei grandi progetti affinchè queste discriminazioni possano finalmente essere messe da parte. Per questo vi invito a votare Giuseppe Lupo, perché è una persona disponibile, aperta al dialogo e soprattutto CONCRETA.
· LIBERTA’ DI SCELTA E DI LAVORO PER LE DONNE: le donne non sono abbandonate a se stesse ma vengono messe in primo piano attraverso la promozione di sostegno all’occupazione femminile e attraverso la previsione di una soglia minima di salario.
· MERITO: Lupo afferma “la nostra battaglia deve rompere questo immobilismo favorendo il merito. Il criterio del merito, associato a quello del dovere, deve riguardare in primo luogo la scuola e le università, gli studenti e le loro famiglie.
· QUALITA: investire nella conoscenza (scuola, università, formazione professionale), nell’ambiente e iniziare una lotta senza quartiere alle ecomafie;
· IL PARTITO DELLA PARTECIPAZIONE: Lupo sostiene, ed ha il mio più grande appoggio, che il nostro partito debba essere aperto anche ai simpatizzanti e non solo agli iscritti. Chiunque voglia partecipare attraverso, idee, contributi può farlo e chiunque vuole contribuire alla scelta dei dirigenti può farlo attraverso meccanismi di grande democrazia come le primarie.
· UN PARTITO CON I CIRCOLI, un vero partito democratico deve avere rapporti di collaborazione con tutti i circoli territoriali, deve conoscere le loro esigenze e deve accogliere le loro istanze. Questo è il partito che Giuseppe Lupo vuole per il bene della Sicilia e questo è il partito che io ho sempre sognato.
Per questo cari amici e cari democratici vi chiedo di sostenermi votando GIUSEPPE LUPO SEGRETARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO SICILIANO.
PEr questo Vi invito a riflettere: noi siamo Giovani, non dobbiamo mai essere schiavi di qualcuno. La politica bisogna farla per passione, per la voglia di cambiare un meccanismo ormai saturo e nn per appartenere al Deputato di turno. La personalità di un uomo è più importante di ogni cosa e le scelte bisogna farle con coraggio e coerenza, con la consapevolezza che abbiamo scelto noi senza l'influenza di nessuno. Non importa se si è in minoranza o in maggioranza, ma quello che conta è che le nostre scelte sono fatte in base ad una profonda riflessione.
Per tanto vi allego il Programma dell'Assemblea degli iscritti di Ragusa e Vi invito a partecipare:Sabato 26 settembre 2009 – Hotel Mediterraneo – Via RomaOre 10 inizio lavoriIntroduzione del Segretario cittadino e insediamento della PresidenzaOre 10,30 Presentazione delle mozioni congressualiDibattito assemblearePresentazione delle listeChiusura dei lavori assembleari prevista per le ore 13,30Ore 15 inizio operazioni di voto fino alle ore 21.Seguirà lo scrutinio.In attesa di incontrarVi, porgo cordiali saluti.


Il Segretario dei Giovani Democratici

VAlentina Spata

giovedì 24 settembre 2009

COMUNICATO STAMPA GIOVANI DEMOCRATICI RAGUSA: VERGOGNOSI ATTI INTIMIDATORI E VANDALICI CONTRO IL SEGRETARIO DEI GIOVANI DEMOCRATICI VALENTINA SPATA


Appresa la notizia degli atti intimidatori compiuti nei confronti del Segretario dei Giovani Democratici di Ragusa, Valentina Spata, noi ragazzi e ragazze del giovanile:
“Esprimiamo a nome dell’intero gruppo, la più sincera vicinanza al nostro Segretario fatto oggetto di alcuni episodi che intendono minare la sua personale serenità e l’efficacia dell’azione politica a cui è stata democraticamente chiamata.”
Nella sera di giorno 22 settembre, il nostro Segretario oltre a ricevere una telefonata minatoria, ha trovato sotto la sede del Partito Democratico di Ragusa, in viale del Fante, 10, la sua macchina graffiata. Lo stato d’animo del Segretario visibilmente amareggiato per gli atti intimidatori di cui è stato fatto oggetto fanno pensare che qualcuno voglia alzare il tiro per condizionare le scelte di trasparenza e di novità politica portata avanti dalla giovanile di Ragusa. In questo clima appare necessario mantenere una forte coesione per dare adeguate risposte a questi atti intimidatori.
Conoscendo comunque il temperamento del Segretario, Valentina Spata, siamo sicuri che non recederà dalla sua attività per il bene del nostro partito e di tutti noi giovani. Non permetteremo il lusso di consentire che, anche solo attraverso qualche spiraglio di debolezza o di distrazione, possa farsi strada la minaccia e l’intimidazione.
Come persona, come segretario dei giovani democratici Valentina Spata è sempre stata a disposizione di tutti noi giovani, di tutti i cittadini e di tutti coloro che sono all’interno del partito stesso e per questo esprimiamo la nostra solidarietà invitando il nostro segretario a continuare a compiere sempre il proprio dovere, specialmente quando gli incarichi ci chiamano a servire le nostre comunità. Inoltre chiediamo un intervento forte e deciso delle forze dell’ordine affinché gli autori di questi gesti vengano assicurati alla giustizia. Resta ferma la volontà di fare fino in fondo il proprio dovere per assicurare il rispetto della legalità e creare le condizioni di un reale sviluppo della nostra città. Siamo certi che nonostante l’amarezza espressa dal nostro Segretario Valentina Spata ella continuerà nel suo impegno a favore della trasparenza e della buona azione politica.
Con stima e con Affetto.
I Giovani Democratici di Ragusa

giovedì 27 agosto 2009

INFRASTRUTTURE, LAVORO ED IMPATTO AMBIENTALE.

PREMESSA
Perché l'Italia ha meno infrastrutture degli altri Paesi europei? E perché il Sud ne ha ancora meno? Questa doppia carenza non dipende dall'ammontare della spesa complessiva né dalla sua distribuzione sul territorio, dipende invece dall'incapacità della pubblica amministrazione di tradurre quella spesa in opere pubbliche adeguate, per costi, tempi di realizzazione e bisogni del Paese.

Nel corso degli anni, infatti, il tema delle “infrastrutture” è diventato una questione importante e cruciale per l’economia e lo sviluppo della nostra amata isola Siciliana.

Occorre, quindi, iniziare a lavorare pensando allo sviluppo delle infrastrutture nel suo complesso: dal sistema dei trasporti, alla realizzazione di opere pubbliche, ai fondi FAS, al sistema energetico fino ad arrivare al sistema delle telecomunicazioni.

IL MANCATO POTENZIAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE IN SICILIA

Iniziamo dallo sfatare un luogo comune, secondo il quale il primo sforzo serio per dotare di infrastrutture il meridione si sarebbe avuto a partire dagli anni '50 con l'"intervento straordinario". Così non è stato e non è ancora oggi. Le risorse dello Stato impiegate nel Mezzogiorno quasi sempre non sono state ben utilizzate per la realizzazione e lo sviluppo delle strutture dedicate al meridione.

Per gli ultimi 50 anni i dati parlano particolarmente chiaro: sino alla metà degli anni '80, la spesa complessiva per opere pubbliche nel Mezzogiorno raramente è inferiore al 40% del totale. Solo in seguito, e soprattutto negli anni '90, la distribuzione degli investimenti penalizza il sud e le isole.
Lo sforzo protratto e ingente per dotare di infrastrutture il Mezzogiorno non ha dato i risultati desiderati. Infatti, se dall'analisi dell'impegno finanziario si passa ad un inventario di quel che effettivamente è stato costruito, i chilometri di strade, le ferrovie, eccetera, si conferma l'opinione corrente: nel Mezzogiorno vi sono meno infrastrutture che altrove. Una quantificazione del rapporto che vi è tra quanto è stato speso e quel che si è realizzato nelle diverse parti d'Italia è eloquente: i comportamenti meno virtuosi si hanno al sud, particolarmente in Sicilia e le differenze osservate rispetto al resto del Paese sono notevoli.
Un esempio: se si considerano le infrastrutture effettivamente presenti, la Sicilia nel 1997 disponeva di una dotazione pari al 66% rispetto alla media nazionale. Se si considera quanto è stato speso nel tempo, l'ammontare delle infrastrutture in Sicilia avrebbe dovuto essere pari al 114% della media nazionale.

Torniamo al dibattito di oggi. Non si può svincolare un ragionamento sulle opere e sulle risorse necessarie da una considerazione approfondita sul modo in cui l'amministrazione riesce a gestire le realizzazioni. Per esempio, è difficile prestare fede alle previsioni di spesa per la costruzione del ponte sullo Stretto, che interessa le regioni che storicamente si sono dimostrate meno capaci nel realizzare le opere pubbliche. Una stima seria dei costi dovrebbe contemplare, oltre alle alternative tecnologiche, degli scenari "amministrativi", per descrivere come il costo previsto si modifichi a seconda della capacità delle amministrazioni, per esempio nel gestire le inevitabili variazioni che si renderanno necessarie per un'opera così complessa.


Il nuovo quadro disegnato dal Governo Berlusconi ha un'impostazione che va oltre all'attenzione per gli aspetti puramente finanziari del problema, attraverso la formazione di Patrimonio SPA e di Infrastrutture SPA, non aggiunge nulla, anzi, qualcosa toglie, al cammino difficile per realizzare un'amministrazione più capace. L'inadeguatezza dell'amministrazione è aggirata attraverso la figura del general contractor, unica impresa che si occuperà della progettazione, del finanziamento e dell'esecuzione di una grande opera. Ma il "contraente generale" non vivrà nel vuoto, e il suo referente sarà l'amministrazione di sempre. Inoltre, le imprese in grado di svolgere il ruolo di contraente generale per le grandi opere saranno poco numerose, e subiranno un impulso irresistibile alla collusione, che attenua la concorrenza e fa lievitare i prezzi.

A ben vedere, la riforma attuale appare come un'ulteriore espressione di una sorta di ideologia corrente, secondo la quale i problemi della nostra amministrazione pubblica sono risolvibili al suo esterno, portando fuori delle responsabilità e introducendo nuove figure, possibilmente con nomi in lingua inglese. Nei fatti, quel che si porta fuori, da dentro deve comunque essere controllato e indirizzato: si tratta di un'opera ardua, perché lo stesso processo di "riforma" spesso si accompagna a una demotivazione e a un impoverimento delle competenze tecniche delle amministrazioni.
Nel campo delle infrastrutture, così come negli altri aspetti della vita nazionale, il problema del cambiamento nell'amministrazione pubblica non presenta scorciatoie utilmente percorribili: ecco un piccolo "mantra" che gli italiani farebbero bene a memorizzare.

LAVORO E SPESA PUBBLICA PER IL SUD : RAPPORTO SVIMEZ

Il governo Berlusconi sul Mezzogiorno predica bene ma razzola male: Secondo i dati dell'ultimo Rapporto Svimez, infatti, la spesa pubblica per il Sud è ancora lontana dalla quota minima, pari a circa il 38,5% (si tratta di una percentuale espressa come media tra il peso del Sud in termini di popolazione eil suo peso in termini di superficie), necessaria per far fronte alle esigenze normali delle masse popolari dell'area del Mezzogiorno, sia dall'obiettivo sottostimato del 30% che è indicato nei documenti governativi.Anzi la quota di spesa pubblica ordinaria è diminuita sia al Nord che al Sud, ma con intensità maggiore nell'area meridionale, dove si è localizzato nel 2008 solo il 22,3% della spesa complessiva.Tali numeri dimostrano, se ce ne fosse bisogno, che al Sud la spesa dello Stato è troppo bassa per far fronte anche alle esigenze normali del funzionamento accettabile dei servizi pubblici di ogni genere, dalle scuole, agliospedali, ai trasporti. Si può immaginare allora perché tra cifre diinvestimento pubblico così sottostimate e gestione clientelare e mafiosa dei pochi soldi stanziati le strutture pubbliche, i trasporti, le scuole nel Mezzogiorno siano da Terzo mondo.Sulle carenze infrastrutturali, componente importante dell'arretratezza economica del Mezzogiorno, lo Svimez insiste molto. Se si pone a 100 il valore di infrastrutturazione del resto d'Italia il Sud risulta molto indietro. Per le ferrovie il Mezzogiorno sta al 72,3%, nelle due Isole che hanno una carenza secolare su questo fronte, il tasso scende al 40,9%. Le ferrovie risultano, oltre che quantitativamente insufficienti, molto datate ed inadeguate alle necessità attuali.Inadeguate anche le linee di trasmissione elettrica, al 74% del valore nazionale, e di distribuzione del gas al 44,6%.Di fronte ad una situazione del genere, diciamo noi Giovani Democratici Siciliani, laddove è necessario il miglioramento qualitativo e quantitativo delleinfrastrutture del Mezzogiorno si può comprendere come il progetto del Ponte sullo Stretto risulti, oltre che dannoso per l'ecosistema e assolutamente improponibile, anche grottesco. Che senso ha, oltre a quello di regalare fondipubblici alla mafia, un'opera del genere in un contesto dovemancano le infrastrutture essenziali?

OCCUPAZIONE E DISOCCUPAZIONE AL SUD SECONDO I DATI SVIMEZ
Un dato apparentemente positivo, invece, quello della "diminuzione" della disoccupazione, che spesso viene citato dai governi nazionale e regionali come indicatore di un miglioramento delle condizioni del Sud, si ribalta in negativo quando si va ad analizzare più attentamente la realtà.Infatti, se il tasso di disoccupazione scende dal 19% del 2007 al 12,3% nel 2009, lo stesso Svimez avverte che la discesa non significa automaticamente aumento dell'occupazione. L'occupazione nell'intero Sud risulta cresciuta appena dello 0,7%, portando il tasso di occupati in età da lavoro al46,6%, ovvero meno della metà della popolazione in età da lavoro nel Sud. Va ancora peggio alle masse femminili: solo nel 31,2% del totale delle donne in età da lavoro ha un'occupazione e spesso si tratta di lavoro supersfruttato.È ovvio a questo punto che il principale fattore del calo della disoccupazione è che una quota consistente di lavoratrici e lavoratori ha smesso di cercareun'occupazione. In pratica una gran massa di disoccupati meridionali ha smesso di iscriversi nelle liste di disoccupazione o si è cancellata da esse e lo Stato non li conta più come disoccupati. In totale la "crescita" dell'occupazione è irrisoria a fronte della reale fame di lavoro del Sud. Appena 105.000 unità di nuovi occupati. Quello che si nota di estremamente preoccupante è che i nuovi occupati sono soprattutto lavoratori cosiddetti "atipici" per laquantità di 75.000 unità. Ovvero per oltre il 71% dell'intera cifra si tratta di lavoratori a termine, stagionali, part-time o con contratti "flessibili" di vario tipo.Notiamo poi che essi si concentrano in settori non produttivi come i servizi, dove aumentano del 2,1% i "posti di lavoro", oppure in settori produttivi come l'agricoltura, +4,5%, che forniscono, per lo più, lavoro di tipo stagionale e che sono, purtroppo, in crisi, come si evince dal rapporto Svimez.Mentre si registra un lieve aumento di occupati, alle condizioni che abbiamo spiegato, in un altro settore produttivo come quello dell'industria si registra un calo dello 0,7% di operai nel Mezzogiorno. Basti considerare per comprendere le motivazioni di questo calo la devastante crisi dell'industria siciliana, pilotata dai governi nazionali e regionali, che ha portato via migliaia di postidi lavoro a tempo indeterminato e sindacalmente tutelati in importanti settori produttivi come la metalmeccanica, la siderurgia, i petrolchimici dislocati in varie province della regione.
Il rapporto Svimez calcola anche la quantità del lavoro nero nel Mezzogiorno che si attesta intorno al 1.391.000 unità, pari ad un quinto di tutti i lavoratori del Mezzogiorno, con un aumento nel solo 2008 di 43.000 unità.Lo Svimez ci indica anche che ancora una volta il Mezzogiorno è in mano alla criminalità organizzata.I numeri dello Svimez sono molto importanti, ma da soli non danno il livello del sempre maggiore radicamento della criminalità organizzata nel Mezzogiorno e dell'impatto devastante che la crescita delle mafie ha sulla vita delle masse popolari. È certo, tuttavia, che la mafia non può che essere stata favorita da una serie di provvedimenti da parte dei politicanti borghesi a livellonazionale e locale, in testa le privatizzazioni. La ripresa dell'emigrazione Industria al palo e agricoltura in crisi, flessibilità selvaggia dei rapporti di lavoro, assenza di servizi adeguati, presenza asfissiante della criminalità organizzata, mancanza di prospettive per il futuro. Sembra di parlare del Mezzogiorno del dopoguerra ed è più o meno a quei livelli di arretratezza che lo Stato ha riportato il nostro Sud. Ed è da questi livelli di arretratezza economica e sociale che è ripreso il dramma dell'emigrazione con tassi che ricordano il grande esodo degli anni '60. I giovani disoccupati hanno ripreso a spostarsi dalle regioni del Sud verso le "ricche" regioni del Nord, Lombardia ed Emilia-Romagna in testa.Lo Svimez afferma "nel 2008, in base agli ultimi dati disponibili, sono stati circa 270mila i trasferimenti stabili (120mila) e temporanei (150mila) Sud-Nord: numeri molto elevati, se si pensa che negli anni di massima intensità migratoria 1961-63 la quota raggiunse i 295mila".Evidentemente questa nuova ondata di emigrazione è causata dalle politiche antimeridionali che hanno mandato in crisi importanti settori produttivi che erano lo sbocco occupazionale dei lavoratori al Sud, industria, agricoltura, ecc., e hanno chiuso possibilità occupazionali anche per le nuove generazioni dello strato inferiore della piccola borghesia del Sud, le quali storicamente sono stati occupati nella scuola, nelle pubbliche amministrazioni ecc. .È certo che il Sud ha ancora enormi problemi strutturali nella sua economia, ma quello che secondo noi Giovani Democratici emerge dal rapporto Svimez è il legame tra l'aggravamento di quel complesso di elementi che definiscono la Questione meridionale e la politica antipopolare condotta negli ultimi anni dai governi nazionali e locali del "centro-destra". In sostanza, a parte la crisi economica globale, attacchi ai diritti dei lavoratrici e supersfruttamento nei rapporti di lavoro, privatizzazioni e svendita del patrimonio di infrastrutture pubbliche, spesa dello Stato sottostimata e tagli, sono questi gli elementi che hanno condotto al riacutizzarsi dei problemi del Sud.Problema dei problemi se il governo Berlusconi non si deciderà presto ad investire seriamente in sviluppo, aiuto alle famiglie, infrastrutture e lavoro vero.

INFRASTRUTTURE
Il piano programmatico sulle infrastrutture di trasporto di cui la Regione Siciliana è in possesso è fondamentale per lo sviluppo dell’Isola e soprattutto per iniziare a creare collegamenti efficaci nel mediterraneo. E’ in questo modo che la Sicilia potrebbe giocare un ruolo centrale nel mediterraneo.
Un rilevante problema per la Sicilia, è quello della carenza del sistema infrastrutturale. Il gap infrastutturale siciliano nei confronti dell’Italia (84,1 contro Italia = 100 al 2004) è grave e risulta sostanzialmente invariato negli ultimi anni. “Una regione ben dotata di infrastrutture avrà un vantaggio comparato rispetto ad una meno dotata... e questo si tradurrà in un più elevato Pil regionale pro-capite o per persona occupata e/o anche in un più elevato livello di occupazione. Da ciò consegue che la produttività, i redditi e l?occupazione regionale sono funzione crescente della dotazione di infrastrutture”.In Sicilia, dai dati raccolti attraverso i numerosissimi piani di infrastrutturazione, che a varia scala sono stati proposti negli anni, le infrastrutture risultano carenti. In particolare i valori degli indici di dotazione infrastrutturale in tema di trasporti (rete stradale, ferroviaria, e aeroportuale) testimoniano come il forte gap rilevato a livello complessivo che contraddistingue la Sicilia rispetto al resto del Paese sia da attribuire in larga parte proprio ai ritardi accumulati in tale ambito. Occorre inoltre rilevare che gli indici di dotazione non evidenziano lo stato qualitativo, o in altre parole, la rispondenza in termini di funzionalità delle infrastrutture rispetto alla domanda e non sono in grado di rappresentare la dimensione territoriale dei divari.Per quello che concerne i dati sulle infrastrutture autostradali si rileva in Sicilia la totale mancanza di una rete autostradale a tre corsie contro i 23 chilometri per 1000 kmq di superficie territoriale dell?Italia. La dotazione di autostrade a due corsie è pari a circa 23 chilometri per 1.000 kmq di superficie territoriale (l?Italia mediamente ne conta 21 chilometri). Le maggiori problematiche delle strade siciliane riguardano soprattutto lo scadente livello nei servizi agli utenti, gli alti livelli di incidentalità con i relativi tassi di mortalità che risultano superiori alla media nazionale e lo scarso collegamento tra nodi urbani, zone costiere e aree interne, con conseguente aggravio dei costi di trasporto. Debole si presenta, inoltre, il sistema delle strade rurali secondarie, sia in termini di collegamento che di livello di manutenzione e presenza di strutture a protezione e segnaletica.
1. Porti ed Interporti
Lo sviluppo delle infrastrutture siciliane ruota attorno a due grandi poli portuali.
Nella parte orientale dell’Isola, vi è l’area Pozzallo-Catania-Augusta, quest’ultima vocata al
trasporto container, con alle spalle un retroporto ben attrezzato, e da collegare in modo
intermodale (ferrovie e strade) col grande interporto di Catania Bicocca.
Nella parte occidentale, vi è il polo di Trapani-Palermo, con l’interporto di Termini Imerese,
da specializzare nel trasporto con traghetti RO-RO che consentiranno collegamenti veloci
con i porti del Nord Italia, realizzando una grande autostrada del mare.
Su queste due piattaforme logistiche, di cui potranno beneficiare attraverso un sistema
integrato tutte le province della Sicilia, si gioca una parte consistente dello sviluppo futuro della Regione.
2. Le Ferrovie
La rete ferroviaria in Sicilia si estende per 1.400 km, di cui circa 780 elettrificati o doppiamente elettrificati. Dal 1999 al 2005 la distanza coperta dalla rete non ha subito particolari cambiamenti. Entrando nel merito dell?adeguatezza tecnologica della dotazione, essa appare non sufficiente (60,5 rispetto alla media nazionale a fronte del 119,1 del Centro-Nord e del 72,3 del Mezzogiorno). Nello specifico si rileva un significativo deficit per le linee a binario doppio elettrificato.In Sicilia la localizzazione e la qualità delle rete penalizza i centri rurali interni in cui il disagio risulta notevole. Il trasporto ferroviario che per tradizione raggiungeva in maniera capillare il territorio anche delle aree rurali interne non è stato incentivato da politiche di rinnovo e ammodernamento strutturale anzi in alcuni tratti non elettrificati che potevano dare impulso a forme innovative di turismo verde e alternativo i binari sono stati smantellati.
Per il settore ferroviario, in atto sono previsti il raddoppio della tratta Palermo-Messina e la realizzazione della nuova tratta Palermo-Catania. Sono opere che, anche a medio-lungo termine, presentano oggettive difficoltà di esecuzione. Il solo tratto Cefalù-Castelbuono, che misura 12 km, con 11 km di gallerie, costa oltre 40 milioni di euro a Km.
Per ciascuna delle due tratte il costo stimato è di oltre 4 miliardi di euro.
Si tratta, allora, di prendere seriamente in considerazione una scelta alternativa: puntare
sulla velocizzazione della attuale tratta Messina-Catania-Palermo che, oltre a ben
collegare i porti ed interporti, abbraccerebbe un bacino di utenza significativo sia per il
trasporto di merci che di passeggeri, consentendo di percorrere la tratta Catania-Palermo
in 1 h. e 20 m. e in poco più di due ore la Messina-Palermo.
D’altra parte, lo studio di fattibilità riguardante il percorso Castelbuono-Catenanuova e
trasmesso ai Ministeri nel gennaio 2004, prevede la realizzazione di notevoli tratti in
galleria (alcuni fino a 39 km). Inoltre, vengono escluse le province di Caltanissetta ed
Enna.
Occorrerà dunque sviluppare ulteriori riflessioni progettuali che consentano il passaggio
attraverso le due province interne e riducano la realizzazione di tratte in galleria, in modo
da rendere più funzionale l’intero percorso ed alleggerire il costo complessivo dell’opera,
che per ora ammonta a 4 miliardi di euro.
Per quanto riguarda il tratto Catenanuova-Catania Bicocca, il costo per la velocizzazione
è stato stimato in 400 mila euro. Il tempo previsto per la progettazione preliminare di questo tratto è di 16 mesi (al netto di interruzioni già in atto per controversie burocratiche).
Per la parte da Messina a Catania, è da realizzare il tratto Giampilieri-Fiumefreddo, che
è stato approvato dal CIPE con alcune prescrizioni e che ammonta a 1,97 miliardi di euro.
Si tratta ovviamente degli interventi di “prima necessità” in un sistema infrastrutturale
ferroviario che resta comunque deficitario.
In questo senso, una riflessione ulteriore andrebbe fatta, per la sua rilevanza strategica di
collegamento merci, relativamente alla realizzazione di una tratta che possa condurre da
Catania ad Augusta, consentendo la piena funzionalità dell’interporto, e di una tratta che si
colleghi all’aeroporto di Comiso.
Per quanto riguarda la provincia di Ragusa, che quasi sempre viene dimenticata, la modalità di trasporto ferroviaria ha suscitato pareri discordanti. Come si evince anche dall’indice di “infrastrutturazione” del Tagliacarne le dotazioni della Provincia di Ragusa (per infrastrutture e ambiente) risultano ben al di sotto sia della media nazionale sia della, già molto carente, sia dalla media regionale. Si è rilevata, pertanto, una doppia necessità:
a) di intervento per uno sviluppo della rete esistente (per estensione e per efficienza del servizio);
b) di intervento per una sensibilizzazione all’utilizzo della modalità ferroviaria (avvertita da alcuni stakeholder come ancora sottoutilizzata e meno efficiente rispetto alla modalità gomma).
Le necessità di intervento per potenziare la rete esistente riflette le potenzialità dei
collegamenti tra nodi (presenti e futuri) e reti (in via di programmazione o in attesa di
finanziamento); anche per le necessità della domanda di trasporto (merci e passeggeri) le
priorità emerse fanno riferimento alla realizzazione dei collegamenti ferroviari tra i maggiori
centri cittadini (Comiso, Vittoria, Ragusa) e il Porto di Pozzallo e l’Aeroporto di Comiso.
Soprattutto per la domanda di trasporto originato dall’importazione e l’esportazione di marmi,
si è resa necessaria l’opportunità di un collegamento ferroviario con il Porto di Pozzallo;
l’attuale flusso di merci su gomma infatti, oltre a congestionare intere tratte di strade
provinciali e statali (SS 514), rende più oneroso il costo del trasporto e in ultima analisi
meno competitivo un comparto molto importante per l’economia locale. Ciononostante non v’è
ancora unitarietà di intenti e di azioni sulle soluzioni programmate: l’elevato costo stimato (50
milioni di euro) per il collegamento ferroviario tra il Porto di Pozzallo e l’attuale linea esistente
per Comiso (dovuto all’interramento di parte della nuova tratta) non consente di raggiungere
una comunione di intenti sul tema in oggetto.
Sul potenziamento delle linee ferroviarie v’è altresì una preoccupazione sull’impatto ambientale
(paesaggistico) delle linee programmate. Questo aspetto, seppur necessiti un
approfondimento, non è irrilevante in un ottica di condivisione ricercata delle azioni.
E’ altresì emersa la necessità di accrescere gli attuali insoddisfacenti livelli di intermodalità,
soprattutto in relazione al trasporto pubblico urbano, e alle crescenti aspettative sui flussi
turistici (collegamenti tra l’aeroporto e le principali attrattività turistiche del comprensorio:
Vittoria, località balneari, Ragusa, Modica ecc.).
Ma la decisione di Trenitalia di cancellare alcune tratte ferroviarie nell’Isola è l’ennesimo atto di razzismo perpetrato da Roma nei confronti della Sicilia.
Questa decisione calata dall’alto danneggerà centinaia di studenti fuorisede e di lavoratori pendolari che giornalmente utilizzano il treno, ed avrà pesanti ripercussioni per il turismo nell’Isola, altro che progetti per lo sviluppo delle infrastrutture e fondi per la realizzazione del ponte sullo stretto. E’ assurdo poter pensare di cancellare le tratte in una terra come la Sicilia già penalizzata dalla mancanza di un adeguata rete di trasporti ed addirittura è inconcepibile la decisione di Trenitalia di aumentare il prezzo del biglietto quando abbiamo un servizio ferroviario scadente ed inefficace.
Basti pensare che per andare, ad esempio, da Catania a Trapani si impiegano più di 8 ore, mentre al Nord per percorrere la stessa distanza bastano circa 3 ore e mezza.
Ma la notizia più sconvolgente è che la Sicilia scompare dal piano Trenitalia e verrà rappresentata a partire dal 2010, senza collegamenti a lunga percorrenza garantiti finora da intercity e treni espressi e senza sale operative e uffici. Inoltre se il piano dovesse diventare realtà chi da Trapani o da Palermo vorrà raggiungere Roma o Milano in treno non potrà più salire su un intercity o un espresso, ma potrà utilizzare solo i treni regionali fino a Messina attraversando lo stretto con i traghetti privati per poi recarsi nella stazione di Reggio Calabria, cambiare treno e proseguire verso le destinazioni in continente. Quindi la domanda è: ma Lombardo cosa sta facendo a tal proposito? Perché non difende, come dovrebbe, la causa siciliana?
I Giovani Democratici difenderanno i siciliani da questo governo che è attento alle esigenze e ai capricci del Nord mentre è cieco e sordo nei confronti di un Sud sempre più abbandonato a se stesso.
3. Strade ed Autostrade
Per quanto riguarda le strade dell’Isola, possiamo dire senza alcun dubbio che siamo indietro di almeno un secolo rispetto al resto d’Italia.
Una fitta rete stradale è necessaria per coprire e raggiungere tutto il territorio siciliano, collegando tutti i più importanti centri della regione . Una rete stradale efficiente e sicura è fondamentale anche per i cittadini stessi.
Urgente e necessaria è la fine dei lavori ed il completamento dell’autostrada Catania-
Siracusa, prevista per il 2009, con un costo totale di 804 mila euro. (Da premettere che il tratto aperto è stato nuovamente chiuso).
Altro intervento prioritario è quello che riguarda il completamento dell’itinerario Agrigento-
Caltanissetta ed il completamento della Palermo-Agrigento, il cui progetto iniziale è in corso di rivisitazione con una drastica riduzione della portata dell’intervento progettato in origine. Si ritiene altresì necessario lo snellimento delle attività connesse alla realizzazione delle tratte statali in via di potenziamento (Statale Ragusa – Catania), una strada che deve essere realizzata da più di 50 anni e che ancora vede diverse difficoltà a causa della riduzione dei fondi da parte del governo Berlusconi.
4. Aeroporti
L’intervento prioritario si concentra sull’aeroporto di Comiso, a supporto dell’aeroporto di
Catania ed a copertura dell’area orientale dell’Isola.
L’aeroporto di Comiso, è costato 47,4 mila euro (finanziato con fondi POR, con delibera
CIPE, ma anche con fondi privati) doveva entrare in pieno regime già dall’anno scorso ma ancora aspettiamo l’apertura. A tal proposito il Partito Democratico della Provincia di Ragusa ha già avviato una petizione popolare per l’immediata apertura e funzionamento dello stesso.

La sua funzione è fondamentale per i trasferimenti cargo verso i mercati nazionali ed
internazionali e rappresenta una valida alternativa in caso di chiusura dello scalo etneo.
Inoltre, la sinergia con l’aeroporto di Catania, può consentire il decongestionamento
offrendo spazio ai charter “low cost”.
D’altra parte, occorrerà prevedere la celere realizzazione delle necessarie infrastrutture di
collegamento (viarie/ferroviarie) con l’interporto di Catania e con le aree portuali di
Augusta e Pozzallo affinché, garantendo un’adeguata dinamicità degli spostamenti di
merci e passeggeri, Comiso non si ritrovi isolata, rischiando in tal modo di vanificare gli
impegni economici e le energie fin qui spesi.

5. Il Ponte sullo Stretto
Come tutte le grandi opere, anche il Ponte di Messina è stata sempre fonte di lungo dibattito tra opinioni e sentimenti diversi, ha suscitato opposizioni di tipo politico, economico, etico e quant'altro.Di fronte all'approvazione del progetto Ponte di Messina, si pongono numerosi quesiti e critiche.Le prime critiche vengono mosse proprio da chi dovrà avere a che fare con il ponte direttamente in prima linea: i siciliani e i calabresi.Tra questi c'è chi pensa che la costruzione del Ponte di Messina sia assolutamente inutile.Molti siciliani ad esempio sono fieri del loro essere isolani o comunque ritengono di avere altre necessità in primo piano, come ad esempio la siccità che frena tantissimo lo sviluppo economico dell'isola.Nel Sud del Paese è presente un profondo scetticismo sulla concreta realizzazzione dell'opera, scetticismo motivato da anni e anni di disservizi e inadempienze della Pubblica Amministrazione.La paura che il ponte di Messina si riveli l'ennesima "cattedrale nel deserto", che le strutture ferroviarie e autostradali promesse e necessarie affinché questa colossale opera abbia un senso, rimanga pura utopia.
I siciliani si chiedono: “a cosa serve il ponte se prima non si realizza e migliora la rete stradale?”.Inoltre, c'è chi non vuole vedere deturpate ed inquinate le bellezze naturali di Ganzirri e Villa, nonostante nella progettazione del ponte di Messina si sia fatto il possibile per ridurre ai minimi termini l'impatto ambientale.Queste idee si scontrano duramente con chi invece vorrebbe vedere decollare finalmente l'economia di questi posti e crede fermamente che il ponte rappresenti la chiave di volta per accorciare le distanze fisiche ed economiche e poter assottigliare le differenze che separano la Sicilia dal resto dell'Italia.

SISTEMA DELLE INFRASTRUTTURE DELLE ACQUE IN SICILIA
Dagli studi e dalle indagini che si susseguono ormai da oltre mezzo secolo sulla situazione idrica in Sicilia è possibile affermare che la carenza d’acqua nell’isola è principalmente un problema politico e nasce da una cattiva gestione delle risorse, condizionata pesantemente dalle ingerenze mafiose e attuata per troppo tempo in assenza di un quadro di riferimento certo e di una programmazione coordinata.
In Sicilia risultano classificati dal Servizio idrografico 121 bacini idrografici di cui 59 nel versante settentrionale, 40 nel versante meridionale e 22 nel versante orientale. Di questi 121 bacini idrografici 79 hanno una superficie inferiore ai 100 Kmq, 35 compresa tra 100 e 500 Kmq e solo 7 oltre 500 Kmq.
A partire dalla fine degli anni Quaranta, e soprattutto negli anni Sessanta e Settanta, si è dato avvio alla costruzione di dighe o alla deviazione dei fiumi per portare l’acqua dove era richiesta e per risolvere il problema dell’incremento delle aree irrigue.
Ad oggi in Sicilia le opere di sbarramento che rispondono alla definizione di “grandi dighe” sono ben 44. Considerando inoltre le opere in costruzione e quelle iniziate e non completate non riesce a capire come in Sicilia ci sono zone ed intere città che hanno gravi scarsità di acqua.
Va comunque sottolineato che attualmente sono soltanto 14 gli invasi che funzionano a pieno regime e possono, quindi, essere riempiti fino alla prevista quota di massima regolazione; tutti gli altri a causa dei mancati collaudi, funzionano in maniera parziale. Di questi ultimi il Servizio Nazionale Dighe ha autorizzato il riempimento ridotto e ha fissato per ciascun invaso limiti di sicurezza che obbliga gli enti gestori a continui svuotamenti delle dighe, appena l’acqua supera i suddetti limiti.
In Sicilia le opere relative alle sistemazioni idrauliche dei corsi d’acqua e alle diverse attività connesse al loro uso sono state affidate alle competenze di una indistinta pluralità di enti regionali che raramente colloquiano fra loro. Il susseguirsi di lunghi periodi di siccità che hanno interessato l’isola in questi ultimi anni ha invece indotto il governo regionale a istituire l’Ufficio del Commissario delegato( il Presidente della Regione) per l’emergenza idrica la cui funzione è quella di gestire e coordinare l’erogazione d’acqua nell’isola secondo le diverse esigenze avanzate dagli enti gestori relativamente agli usi irrigui, potabili e industriali.
Inoltre è da sottolineare il ruolo della Protezione civile, che investe centinaia di milioni di euro in opere attuate al di fuori di un quadro unitario. Gli interventi nei settori delle alluvioni, del dissesto idrogeologico e delle reti costituiscono una risposta che si sovrappone alla situazione attuale come un sistema indipendente attuato secondo la logica dell’emergenza e in assenza di alcuna programmazione.
Le scelte progettuali relative alla gestione dell’acqua in Sicilia risultano avere due punti in comune che rappresentano anche due limiti: non avendo a disposizione dati sui consumi attendibili, i fabbisogni erano determinati in base a parametri di consumo unitario e su una crescita demografica sovrastimata; alle carenze idriche riscontrabili in diverse zone dell’isola si poteva rimediare con la costruzione di serbatoi ed invasi di compenso nelle aree di maggiore deflusso con sistemi di interconnessione con le aree in cui si riscontravano le necessità. Questa programmazione non ha però conseguito risultati apprezzabili ma, al contrario, ha determinato impatti ecologico-ambientali negativi e non ha contribuito alla soluzione dei problemi relativi alla carenza d’acqua. Interi cicli ecologici sono stati stravolti proprio a causa dei forzosi trasferimenti di acqua e di drastici interventi di sistemazioni idrauliche. Queste ultime hanno determinato condizioni di elevato degrado negli ecosistemi fluviali provocando uno stato di disequilibrio dei corpi idrici superficiali con ripercussioni anche sulla dinamica delle coste.
Siamo di fronte alla solita ed endemica scarsa infrastrutturazione dell’isola che tanti guai e disguidi sta comportando ai cittadini.
Acqua che non arriva (clamoroso il caso di Agrigento), condutture fatiscenti che perdono sino al 60% di questa preziosa risorsa, ferrovie a binario unico con tempi di percorrenza infiniti, autostrade mai terminate con finte feste inaugurali nonché strade di normale traffico non completate o con scadente manutenzione. Insomma siamo di fronte ad un modello di scarsa o poca affidabilità per quanto riguarda servizi essenziali ai cittadini. In compenso fervono dichiarazioni e preparativi entusiastici per il Ponte sullo stretto, faraonica costruzione che sembra piacere molto alle istituzioni legali tanto quanto a quelle “illegali”.

Infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti.

Nel 1999 fu dichiarato lo stato di emergenza per la questione dei rifiuti in Sicilia e con Ordinanza del Ministero dell’Interno, delegato per il coordinamento della Protezione Civile, il Presidente della Regione fu nominato Commissario Delegato per la predisposizione di un Piano di interventi di emergenza nel settore della gestione dei rifiuti e per la redazione degli interventi necessari per fare fronte alla situazione di emergenza.
E’ proprio in questi giorni nuovamente all’esame dell’Assemblea Regionale il problema delle scelte operate dall’aggiornamento del Piano dei rifiuti, predisposto dal Presidente-Commissario, che ha sollevato perplessità fra le forze politiche sia di opposizione che di governo, dure critiche di associazioni ambientaliste e di tecnici e studiosi del settore, nonché proteste da parte delle popolazione delle aree interessate dalla localizzazioni di impianti previsti dal piano .
Il Piano pone come centrale la scelta di dare il via alla realizzazione di quattro termovalorizzatori che dovrebbero smaltire almeno il 60% dei rifiuti urbani prodotti dai siciliani. Ma l’obiettivo della quota del 35% dei rifiuti in raccolta differenziata (il cui raggiungimento era obbligatorio entro il 2003) è ancora lungi dall’essere stata raggiunta, attestandosi attualmente al 4-5%. Il raggiungimento della quota prescritta del 35% è prevista per il 2010 ma per il perseguimento di tale risultato non sembra che siano state studiate adeguate strategie.
Quello che viene contestato non è di prevedere la realizzazione di quattro termovalorizzatori , per l’incenerimento dei materiali dotati di sufficiente potere calorifero alla fine del ciclo completo di raccolta ( differenziata e non), smaltimento, riciclaggio e trattamento dei rifiuti, ma di puntare direttamente e, di fatto, solo sui termovalorizzatori per la eliminazione dell’emergenza rifiuti. A ciò si aggiunge l’”infelice” scelta dei siti degli impianti.
Leggendo i dati descrittivi degli impianti di termovalorizzazione da realizzare essi risultano sovradimensionati e atti a trattare indistintamente tutti i rifiuti solidi urbani e non solo la parte residuata da altre forme di riciclaggio e trattamento. Grossa quantità di rifiuti trattati dagli inceneritori significa,peraltro, grossa quantità di residui della termovalorizzazione che andranno smaltiti alle discariche per rifiuti speciali. A rendere “appetibile” o almeno accettabile la scelta dei termovalorizzatori dovrebbe essere la produzione di energia, fino a coprire il 20% del fabbisogno energetico regionale.
In quanto ai siti individuati per gli impianti di termovalorizzazione (uno per ciascuno dei quattro ambiti territoriali individuati a cavallo di più province) essi risultano o ubicati in prossimità, o addirittura all’interno, di aree SIC e ZPS , ovvero in prossimità di un sito archeologico (è il caso dell’inceneritore di Augusta), mentre quello di località Bellolampo andrebbe ad incombere sulla città di Palermo, come oggi vi incombe la discarica ospitata nello stesso sito, in prossimità di area urbana e con vie di accesso inadeguate ,nè adeguabili, al traffico determinato dai mezzi di trasporto dei rifiuti che vi dovrebbero affluire .Si è trattato, evidentemente, di scelte effettuate al di fuori di qualsivoglia studio integrato del territorio e senza coordinamento con altri strumenti di pianificazione .
Le gare per l’affidamento dei lavori ( costo complessivo dell’investimento circa 1 miliardo di euro) sono state espletate e sono state stipulate le convenzioni per la realizzazione dei quattro termovalorizzatori , ma nel contempo sono insorte reazioni al piano ed alla individuazione dei siti degli impianti, con ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato e presentazione di una denuncia di infrazione alla Commissione Europea da parte di Legambiente e WWF.
Ovviamente si sono anche innescati fenomeni di rifiuto da parte delle popolazioni locali ad vedere realizzati gli impianti sul proprio territorio e per rendere accettabile le scelte operate una delle Ditte convenzionate ( titolare per tre dei quattro termovalorizzatori) ha puntato sulla qualità del progetto architettonico, affidando l’incarico ad uno studio internazionalmente noto, quello di Kenzo Tange. Ma il problema non è quello di realizzare un impianto “bello” bensì quello di realizzare impianti in luoghi ambientalmente compatibili e dimensionati correttamente, avendo garantito prioritariamente che venga attuato l’intero ciclo di smaltimento dei rifiuti, valorizzando la raccolta differenziata ed il riciclaggio dei rifiuti.

SPAZI VERDI IN CITTA’
La crescente consapevolezza dell’importanza degli spazi verdi all’interno del tessuto urbano, è ormai frutto di un sentimento diffuso e consolidato. Esso si basa sulla richiesta ed un bisogno sempre maggiore di sviluppare un modello urbano più vivibile e sostenibile. A livello urbano, si può definire sostenibile una città che riesca a soddisfare i bisogni degli abitanti attuali, senza compromettere alle generazioni future la capacità di soddisfare i propri. In tale contesto è quindi importante che la città in sé riesca a riqualificare il proprio tessuto, e ciò è fattibile, anche e soprattutto, grazie al prezioso contributo offerto dal verde urbano e periurbano tramite le caratteristiche e funzioni che riesce ad assolvere in un contesto così artificiale. Alle luce di queste considerazioni noi Giovani Democratici abbiamo elaborato un Piano Strategico del verde per le città siciliane, al fine di migliorarne l’attività di pianificazione, progettazione, gestione e manutenzione degli spazi verdi pubblici. Questo tipo di strumento, che si riferisce ai principi ed ai criteri delle buone pratiche di governance ha molta rilevanza per il miglioramento del modo di vivere urbano. Esso s’inquadra nei principi e nei criteri generali della sostenibilità, ad ha la finalità predominante di accrescere il livello di qualità ambientale della città, cercando di valorizzare gli spazi verdi e rendendoli il più possibile accessibili, inglobandoli in una rete verdeche ne stimoli la connettività. Operativamente si è optato, previo approccio conoscitivo al territorio, per una scelta che prediliga l’individuazione e il successivo monitoraggio di tutti gli spazi verdi della città. Dopo l’analisi dei risultati ottenuti e la predisposizione di un database degli spazi verdi, si può delineare uno schema strutturale di piano e si sono individuati degli assi strategici, al fine di indicare le linee da seguire per un corretto modo di operare. Questo piano, inoltre, si potrebbe configurare come un processo decisionale e di attuazione basato sulla partecipazione attiva e sul coinvolgimento diretto dei cittadini, proponendo l’attuazione di partnership allo scopo di gestire ed accrescere le risorse del territorio. Il concetto della partecipazione è basilare in un’ottica di democrazia e di accrescimento della coscienza cittadina nei confronti del verde urbano, affinché venga correttamente salvaguardato e vissuto. Nelle città sono necessari gli spazi verdi per gli anziani e per i bambini. Negli ultimi decenni, nella clamorosa esplosione delle aree urbane, guidata quasi sempre da interessi speculativi più che da progetti sociali e urbanistici, i centri storici hanno perso gli abitanti per diventare aree commerciali e di rappresentanza, sono nate le periferie per i ceti più poveri, sono stati costruiti nuovi quartieri per i più ricchi, ma non sono stati organizzati servizi per le categorie sociali più deboli come gli anziani, gli handicappati, gli extracomunitari. Nascono anche i centri commerciali come vere città del consumo o i grandi ospedali come luoghi della malattia. Le strade e le piazze perdono la loro originaria funzione di connettivo urbano, di luoghi della mobilità e dell’incontro per essere totalmente monopolizzati dalle automobili. Le persone vivono o in macchina o in casa, la città diventa pericolosa, privata della cura e del controllo del “vicinato”.
In questo modello di sviluppo i bambini perdono i loro spazi “naturali” di gioco e gli anziani i loro spazi di incontro (le strade, i cortili, gli spazi liberi) e per loro si progettano spazi e servizi specializzati, come la cameretta dei bambini in casa, le ludoteche, i nidi, ecc.
In Sicilia, le infrastrutture e le strutture per queste categorie sociali “deboli” sono del tutto inesistenti e l’amministrazione regionale non è riuscita a dotarsi di un piano programmatico adeguato per favorire lo sviluppo di quest’area sociale importante.
La Regione Siciliana dovrebbe prendere un bell’impegno con i cittadini: per una città più sana e vitale dovrebbe garantire aree di verde per ogni città.
L'obiettivo è creare una città più ecologica, connettendo gli spazi urbani con grandi parchi salvaguardando e riqualificando le residue aree agricole così da mettere a disposizione dei cittadini maggiori mq di verde. Puntare sul verde è una scelta giusta: le oasi verdi hanno e avranno sempre più un'importanza prioritaria per trattenere le polveri sottili, assorbire il CO2, produrre ossigeno e rinfrescare l'ambiente per garantire una città più sana e vitale.
I DISABILI IN CITTA’
Una questione davvero fondamentale cui solo di recente si è prestata sufficiente attenzione, almeno sul piano internazionale: sono da ricordare, in particolar modo le “Pari opportunità per le persone con disabilità: un piano europeo” (2004-2010 ) e la “Convenzione Onu sulla disabilità” (2008). E sul piano nazionale e locale? Al di là di generiche promesse, resta ancora molto da fare, come documentano recenti notizie di cronaca sui disagi e le difficoltà spesso insormontabili provocati dai diversi handicap sui luoghi di lavoro e nella vita quotidiana e soprattutto sulla mancanza di strutture adeguate.La mancanza di strutture adeguate per i diversamente abili provoca delle discriminazioni cui sono soggette persone con menomazioni, quali la cecità, la sordità, le difficoltà di deambulazione, che non impedirebbero loro di essere produttive se solo la società fosse davvero disposta ad includerle. La loro relativa mancanza di produttività non è dunque “naturale”, ma è il prodotto di condizioni sociali discriminatorie, analoghe per molti aspetti a quelle legate alla razza e al sesso.
Le persone sulla sedia a rotelle possono spostarsi bene e svolgere il proprio lavoro nella misura in cui gli edifici hanno le rampe, gli autobus l’accesso adeguato e così via. Le persone cieche possono lavorare più o meno ovunque, in quest’epoca di tecnologia audio e di segnaletica tattile, se i posti di lavoro includono queste tecnologie. Le persone sorde possono essere avvantaggiate dalle e-mail al posto del telefono e da molte altre tecnologie visive, sempre a patto che i luoghi di lavoro si strutturino in modo da includerle. Sennonché lo spazio pubblico è organizzato per rispondere alle esigenze delle nostre “protesi” - le automobili, gli autobus - non alle esigenze delle protesi dei cosiddetti disabili.
“Noi asfaltiamo strade, disegniamo corsie per gli autobus mentre spesso non creiamo rampe o accessi sugli autobus per sedie a rotelle. Lo spazio pubblico è un prodotto delle idee sull’inclusione: costruendo le strade in un modo e non in un altro, escludiamo una persona che può essere altamente competente e produttiva, ma che ha la sfortuna di essere cieca?”.È in gioco, potremmo dire, il diritto di non essere perfetti. Sarebbe legittimo attendersi dalla nostra regione siciliana il buon esempio di una più ampia inclusione.

TAGLIO ICI: IL GOVERNO BERLUSCONI UTILIZZA I FONDI FAS DEL MERIDIONE
Il Governo Berlusconi recupera i soldi ridimensionando i fondi FAS alla Sicilia
Strombazzato da tutti i media, il taglio dell’ICI sulla prima casa è stato uno dei provvedimenti promessi in campagna elettorale da Berlusconi ed attuati nel primo Consiglio dei Ministri a Napoli.
Quello che non è stato strombazzato da nessuna parte, nè in campagna elettorale, nè adesso, è la copertura economica dei mancati introiti del taglio dell’ICI sulla prima casa.
Ebbene il grido di allarme arriva dall’ex Vice Ministro alle Infrastrutture Angelo Capodicasa e dal Ministro ombra alle Infrastrutture del Pd Martella: pare che la copertura finanziaria sia derivante dal taglio dei fondi per le infrastrutture per il Sud. In particolare la Sicilia.
“I soldi ex
Fintecna destinati dal Governo Prodi per realizzare il secondo lotto della Agrigento-Caltanissetta, le metropolitane di Palermo, Catania e Messina, il nuovo attracco per il porto di Messina ed il passante ferroviario di Palermo,la Catania- Ragusa sono stati destinati a coprire il taglio dell’Ici per le case dei ricchi del Nord Italia, considerato che le famiglie meno abbienti erano già state esonerate dal pagamento dell’Ici dal Governo di centrosinistra”.
Ma l’ “Mpa – Alleati per il Sud“, partito di ispirazione autonomista e a difesa del Sud, a detta del suo leader
Lombardo, dov’era mentre veniva messo in atto questa rapina nei confronti del sud??
Forse a continuare a difendere quel
ponte di Messina che sarebbe rischioso, in quanto costruito in una delle zone più telluriche d’Europa, ed inutile perchè senza il resto delle infrastrutture servirebbe veramente a poco, forse esclusivamente ad unire anche geograficamente gli interessi economici di Cosa Nostra e ‘Ndrangheta?
Il Governo Berlusconi inizia per quello che è: un Governo populista che invece di cercare di risolvere i veri problemi della Sicilia e del Sud, attraverso provvedimenti a favore delle classi sociali più abbienti, cerca di preservare il proprio consenso elettorale e non aiuta la crescita dell’Italia, che dovrebbe partire proprio da quel Sud, che eppur gli ha portato tanti consensi.

Il Segretario dei Giovani Democratici di Ragusa
Valentina Spata